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Il progetto intende indagare – secondo itinerari di ricerca diversificati per impostazione metodologica ma convergenti nell’oggetto di indagine e negli obiettivi individuati – i modelli, le tipologie, i meccanismi e le forme della produzione libraria di ambito greco e di contenuto cristiano, fra la tarda antichità e il medioevo bizantino (secoli III/IV – XI/XII). Esso si propone di focalizzare alcuni snodi fondamentali nella storia del libro di contenuto religioso, individuando tematiche fra loro complementari e riferibili ad una griglia che sappia armonizzare impostazioni e metodologie di tipo codicologico, grafico, storico-testuale. Più concretamente, all’interno di questo quadro di riferimento generale, l’indagine mira a definire i meccanismi della produzione libraria di ambito religioso, in relazione sia a fattori propriamente tecnici (quali la scelta dei materiali, l’ elaborazione delle tipologie librarie, la selezione delle forme grafiche, le strategie editoriali), sia a fattori di ordine sociale, culturale e storico. L'analisi intende svilupparsi in due direzioni complementari. La prima si propone di indagare le caratteristiche materiali, codicologiche, grafiche del libro cristiano nella tarda antichità e nel primo periodo bizantino (III-VIII secolo d.C.), con particolare attenzione alle differenziazioni strutturali e formali del prodotto/libro in relazione alla diversità tipologica dei testi traditi. Soprattutto si vuole indagare la convergenza e l'eventuale interazione tra scelta dei materiali da utilizzare come supporto scrittorio (specialmente il papiro e la pergamena) e tipologie librarie in uso (rotolo/codice), nonché l'incidenza di questi fattori sulle caratteristiche esterne del libro cristiano (dimensioni, formati, costruzione della pagina, dispositivi di organizzazione del testo), anche in relazione alle tipologie grafiche utilizzate (filone formale, filone informale, scritture corsive di tipo documentario, scritture canonizzate). Fondamentale, e metodologicamente innovativa, è l'esigenza di incrociare fra loro tutti questi parametri, mettendoli in relazione con le diverse tipologie testuali (Vecchio e Nuovo Testamento, scritti patristici omileti e dottrinali, testi agiografici, letteratura apocrifa, testi liturgici), al fine di delineare una fenomenologia del libro greco di contenuto cristiano che, fra innovazione e continuità con gli ambienti laici di tradizione ellenistico-romana, tenga conto dei diversi ambiti di produzione e della loro dislocazione geografica, delle esigenze d'uso dei prodotti librari, degli statuti intellettuali, delle pratiche di lettura e delle esigenze di comunicazione degli ambienti cristiani di riferimento. A questo proposito, un' interessante prospettiva d' indagine che si intende approfondire è l'analisi dei rapporti fra centro e periferia, e la circolazione di modelli grafico-librari variamente recepiti e rielaborati in ambito locale; il corpus di manoscritti greci di contenuto cristiano ritrovati a Qasr Ibrim (Nubia) costituisce, in questa prospettiva, un prezioso materiale di riferimento. Una seconda sezione del progetto focalizzerà l’attenzione sul testo cristiano per eccellenza – la Bibbia – considerato nella sua natura di oggetto materiale. Fra i testi di contenuto religioso, la Bibbia riveste indubbiamente, per gli storici del libro, un interesse di assoluto rilievo. Basti considerare che, dall'antichità fino alla fine del medioevo, si tratta di uno dei testi più riprodotti e utilizzati in tutto il mondo cristiano, oltre che — limitatamente all'Antico Testamento — nelle diverse aree di insediamento delle comunità ebraiche; uno dei pochi testi dunque, se non l'unico, ad aver attraversato senza soluzione di continuità spazi, tempi, culture, mutamenti di sistemi grafici e di usi artigianali. In quanto emanazione diretta della parola di Dio, la Bibbia costituisce spesso, e in tutte le epoche, l'espressione più riuscita delle competenze grafiche e delle sottigliezze tecniche dell'artigianato librario; ma al tempo stesso, in virtù della sua onnipresenza in tutte le manifestazioni della vita culturale e cultuale, essa si concretizza in una eccezionale molteplicità e varietà di forme. Una migliore conoscenza della storia materiale del Libro potrebbe quindi contribuire in misura significativa alla storia del libro in generale, costituendo al tempo stesso un ideale banco di prova per un approccio risolutamente comparativo e per l'applicazione di tecniche quantitative. Le specificità di struttura e di presentazione del libro sacro per eccellenza rispetto ad altre tipologie di testi, l'adattamento a diversi usi e a diversi pubblici, le strategie di riempimento e di gestione della pagina scritta, il rapporto fra testo ed esegesi negli esemplari commentati, i sussidi elaborati per agevolare la lettura e lo studio, le modalità esecutive e le funzioni dell'ornamentazione… sono solo alcune delle possibili angolazioni suggerite dallo studio materiale della Bibbia. Non è un caso che proprio la vastità e la complessità del terreno di ricerca, l'enorme mole della bibliografia relativa al testo della Bibbia e le competenze molteplici cui essa rinvia, abbiano sinora scoraggiato, al di là di singoli apporti, la definizione di una problematica globale e l'avvio di organici programmi di ricerca. Particolarmente povero di trattazioni di insieme, ma anche di studi puntuali, risulta essere il panorama relativo alla Bibbia bizantina. All'interno di un ventaglio molto articolato di possibili percorsi di ricerca, un aspetto meritevole di specifica considerazione è dato dalla dialettica fra la natura "composita" del testo biblico, inteso come una collezione di libri (in senso testuale), e la sua traduzione materiale sotto forma di volume unico o di sequenza di volumi contenenti un libro singolo o un "blocco" coerente di libri. È noto come, non soltanto nel mondo bizantino, la trascrizione della Bibbia completa (Antico e Nuovo Testamento) in un unico tomo abbia rappresentato un evento complessivamente molto raro, affiancato da una gamma assai più diffusa e diversificata di possibilità alternative, fra cui spiccano, soprattutto per l'Antico Testamento, le aggregazioni di determinate e più o meno stabili sequenze di libri. Come ha già mostrato, in via preliminare, l'analisi delle Bibbie latine cosiddette "Atlantiche", la "materializzazione" libraria del testo della Bibbia, lungi dall'essere un dato casuale, è la risultante di un insieme di motivazioni di ordine diverso, eventualmente concomitanti, la cui individuazione e comprensione non può prescindere da un lavoro minuzioso e diretto di analisi codicologica. Anche per il mondo bizantino, se è ragionevole supporre che la difficoltà di concentrare in uno spazio ragionevole una "massa testuale" di dimensioni importanti abbia giocato un qualche ruolo, a livello generale, nella definizione delle modalità di trasmissione del testo sacro, andrà attentamente valutata — caso per caso e a livello generale — l'incidenza di altri fattori, quali il peso della tradizione, la natura dei modelli testuali disponibili, i criteri di suddivisione del lavoro, gli usi effettivi o previsti. Punto di partenza ai fini della costituzione di una base documentaria adeguata per una ricerca che intende avvalersi, anche se non in maniera esclusiva, dell'apporto di metodologie statistiche, saranno gli imprescindibili repertori di Afred Rahlfs e di Kurt Aland (rispettivamente per il Vecchio e il Nuovo Testamento), di cui è prevista la riconversione sotto forma di database. Sulla base delle indicazioni di massima desumibili dal confronto e dallo sfruttamento sistematico dei repertori si prevede, in una secondo fase, il passaggio all'analisi diretta dei codici, particolarmente attenta a evidenziare, descrivere, indagare le relazioni fra scansioni del contenuto e articolazioni materiali. L'autopsia sarà integrata dal ricorso a riproduzioni fotografiche (su microfilm o CD), per quanto concerne i rilevamenti funzionali all'indagine delle modalità di adattamento della scrittura alla pagina, specie in corrispondenza di "punti critici" come la fine di pagina, di fascicolo, di sezione testuale. Saranno esclusi dalla considerazione, in questa prima tappa di avvio del progetto, i testimoni contenenti il testo biblico commentato e le "collezioni" concepite in funzione delle letture liturgiche ("lezionari"). Obiettivo della ricerca è fornire un primo panorama della tipologia e della frequenza delle aggregazioni attestate, precisandone la scansione diacronica e — ove possibile — sincronica e affrontando, almeno in via preliminare, l'esame delle corrispondenti strategie artigianali (dagli aspetti più propriamente materiali a quelli relativi alla "gestione della pagina", ivi compresi i dispositivi cosiddetti "peritestuali"). Obiettivo finale è la ricostruzione – sia attraverso le testimonianze indirette, reperibili in fonti letterarie e documentarie, sia, soprattutto, attraverso le testimonianze librarie direttamente conservate – degli scenari storico-culturali attraverso cui si snoda e si articola la produzione del libro greco di contenuto religioso, definendone i livelli qualitativi, gli ambiti di produzione e circolazione, gli elementi di continuità e di innovazione in un arco di tempo decisivo per l’ elaborazione di nuovi modelli librari e di nuovi assetti grafico-testuali. Si prevede di organizzare la ricerca in tre fasi: 1)Ricognizione del materiale. Acquisizione delle riproduzioni. Descrizione e classificazione dei reperti secondo tipologie librarie e grafico-testuali. 2)Analisi dei dati bibliologici. Analisi delle scritture in relazione ai supporti e alle tipologie testuali. 3)Valutazione dell’incidenza di fattori sociali, culturali e storici sui meccanismi e sulle dinamiche della produzione libraria.