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Nell'ambito del progetto nazionale "La cultura europea ed il problema dell'alterità: storiografia, politica e scienze dell'uomo in età moderna" l'unità operativa di Firenze assume come nucleo tematico di ricerca il rapporto tra riflessione sulla diversità e articolazione del problema della tolleranza nella cultura europea tra XVI e XVIII secolo. La nozione di "diversità" sarà considerata in questo contesto rivolgendo un'attenzione specifica ad alcune delle sue molteplici valenze: dal rapporto dialettico tra culture, modelli civili, appartenenze religiose e idee politiche interne alla realtà europea, al confronto con civiltà e culture "altre" rispetto all'ambito storico e geografico europeo (con particolare riferimento al mondo orientale), agli sviluppi e alle implicazioni del problema della "diversità" umana nel contesto delle scienze fisico-naturali e della medicina. Parallelamente, la nozione di tolleranza è assunta come portatrice di valori diversificati, e non sempre omogenei, ed è intesa in termini estesi, non circoscritti al solo ambito dei dibattiti teologico-religiosi ma tali da implicare il complessivo processo di evoluzione, in età moderna, dei temi della convivenza civile, dei diritti degli individui e delle comunità, delle nozioni stesse di civiltà e di progresso. In questo senso, e nello studio delle varie risposte che a questo complesso ordine di interrogativi furono date tra XVI e XVIII secolo – nell'arco temporale, decisivo per la storia dell'identità e della cultura europea, che va dall'età dell'umanesimo all'età delle rivoluzioni d'America e di Francia –, l'analisi specifica del nesso diversità/tolleranza, che intende legare due versanti problematici per i quali l'orientamento recente della ricerca internazionale ha mostrato particolare interesse (vedi 2.4.a) anche se ancora poco frequenti sono i tentativi di approccio interdisciplinare, consente di offrire un contributo originale all'approfondimento di uno dei temi più delicati per lo studio della formazione della moderna coscienza europea, la cui rilevanza, soprattutto in questa fase storica di trasformazione del mondo contemporaneo, si propone in termini evidenti. Il programma dell'unità operativa di Firenze si collega a linee di studio che i suoi vari componenti hanno sviluppato in anni precedenti e che hanno già portato alla pubblicazione di rilevanti risultati, e trova una ragione forte di coesione in programmi editoriali di rilevanza internazionale quali la collana "Studi e testi per la storia della tolleranza in Europa nei secoli XVI-XVIII" diretta da A.Rotondò (vedi 2.4). Per il conseguimento degli obiettivi specifici del programma proposto, l'unità operativa di Firenze intende articolare, sulla base delle linee generali sopra indicate, le seguenti linee di ricerca. Il problema dell'affermazione dell'idea di tolleranza e di una concezione universalistica della cultura e della religione nell'Europa del Cinquecento, intese come premesse fondamentali per le elaborazioni sei-settecentesche della nozione di libertà religiosa, politica e civile, sarà oggetto specifico della ricerca di L.Felici, che muoverà dall'analisi del trattato "De immensa misericordia Dei" di Erasmo da Rotterdam e ne indagherà la fortuna europea, per poi articolare lo studio su figure che esprimono in modo emblematico, nell'età della Riforma e della Controriforma, le tensioni proprie della maturazione di una coscienza dei diritti dell'uomo (Giovanni Leonardi Sertori, Justus Velsius) e di una visione universalistica della cultura e della civiltà che si tradusse in importanti progetti di organizzazione culturale (Hugo Blozio). Il problema del confronto tra orizzonti mentali, sensibilità culturali e idee religiose nell'Europa cinquecentesca e seicentesca sarà affrontato da R.Mazzei da un punto di osservazione originale, che fa riferimento all'esperienza dei mercanti italiani insediati a Norimberga (i Torrigiani) e a Cracovia (i Soderini) nell'arco di tempo che va dalla metà del XVI sec. all'inizio della guerra dei Trent'anni. Attraverso il fitto intreccio di relazioni personali stabiliti da queste due eminenti famiglie di mercanti, e sulla base di un'esperienza umana in cui la sensibilità mercantile si traduce in particolare capacità di ricezione di tendenze, orientamenti, umori della cultura dei paesi attraversati e conosciuti, l'esperienza dei mercanti italiani in Europea orientale consente di studiare le forme di una mediazione culturale che investe anche aspetti proprio della cultura "alta", e di osservare concretamente le espressioni di una nozione di tolleranza profondamente legata alle ragioni del commercio e della mobilità internazionale propria del mondo degli affari. Il confronto con le civiltà "altre" nella cultura europea tra XVII e XVIII secolo, ed in particolare le implicazioni dell'osservazione sulle culture e le religioni orientali ai fini dell'articolazione della nozione europea di tolleranza, sarà oggetto specifico della ricerca di R. Minuti. Tra la presentazione dell'Oriente come alterità positiva, contrapposta ad una realtà politico-istituzionale europea di cui si denunciano sistematicamente irragionevolezza e oppressione (una realtà di tolleranza contrapposta ad uno stato cronico di ingiustizia e intolleranza, nei termini proposti da Voltaire nel "Traité sur la tolérance") e l'identificazione, nelle bizzarrie delle cerimonie e dei culti orientali – la cui "follia" è accomunata alle liturgie della cristianità -, di un dato comune a tutte le religioni istituzionali, si articola una pluralità di voci e di posizioni, che costituiscono un dato rilevante della cultura della "crisi della coscienza europea" e dell'epoca che porta alle formulazioni più mature della cultura illuministica. In questo quadro, che include un ampio ambito della letteratura filosofica, della letteratura di viaggio e della trattatistica sei-settecentesca, un rilievo particolare assume l'opera di Montesquieu (per il quale il responsabile dell'unità operativa è direttamente impegnato nel cantiere di edizione delle "Oeuvres", Oxford, Voltaire Foundation), sia per il modo in cui la metodologia del giudizio sulla realtà europea attraverso lo "sguardo dell'altro" risultò espressa nelle "Lettres Persanes" – la cui influenza fu di importanza notevolissima per l'intera cultura europea del tempo – sia per l'analisi direttamente politica del problema della tolleranza religiosa che venne svolta nell' "Esprit des Lois". Lo studio della "diversità" umana dal punto di vista scientifico e le sue implicazioni sul particolare versante delle discipline mediche, sarà oggetto della ricerca di G.Cipriani e sarà rivolto all'analisi di una pubblicistica che nel corso del XVIII sec. tende a diffondere, in ogni strato della popolazione, una nuova sensibilità nei confronti delle alterazioni della salute. Cancellata la drammatica equivalenza peccato-malattia si mira infatti con insistenza a realizzare testi che descrivano chiaramente ed efficacemente le affezioni più comuni e forniscano consigli sulle opportune terapie, isolando all'ambito fisico e corporeo ogni tipo di patologia. In questo quadro emerge pertanto vigorosamente la lotta contro false credenze e superstizioni che ponevano correntemente all'esterno del corpo la causa di ogni male, offrendo largo spazio all'attività di ciarlatani. In opere significative che documentano questa evoluzione importante della riflessione sulla diversità fisica determinata dalla patologia (L.Bordelon, A. Tissot, W.Buchan, L.Pignotti, G.B.Morgagni) emergono i tratti marcati di una cultura razionalistica ed illuministica che si applica alle discipline mediche e che attraverso una nuova considerazione della malattia si estende ad una diversa e più ampia riflessione sui diritti della persona. I vari momenti del programma di ricerca dell'unità operativa saranno attuati sulla base di un periodico confronto sullo stato di avanzamento dei lavori e sui risultati conseguiti, attraverso incontri seminariali ed iniziative di dibattito che coinvolgano le altre unità del programma nazionale intorno a nuclei tematici di comune interesse. Alla pubblicazione dei risultati, in forma di saggio in sedi nazionali ed internazionali, o di volume, si affiancherà, come strumento efficace di verificabilità del procedere dei lavori e dei risultati dell'unità operativa, la comunicazione su web, in collaborazione con iniziative quali "St.Moderna - Portale degli studi modernistici" (http://www.stmoderna.it) e la rivista elettronica "Cromohs" (http://www.cromohs.unifi.it) diretta dal responsabile dell'unità operativa. La biblioteca digitale "Eliohs" (http://www.eliohs.unifi.it) diretta dai responsabili delle unità operative di Firenze e di Trieste, predisporrà un adeguato spazio informatico per la pubblicazione digitale di testi e documenti pertinenti gli ambiti di ricerca sia dell'unità operativa di Firenze, sia delle altre unità del programma nazionale.