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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Programma di ricerca

TURISMO E SOSTENIBILITA' IN AFRICA
Università di riferimento
Università degli Studi de L'AQUILA - CULTURE COMPARATE - L'AQUILA(AQ)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Angelo TURCO
Descrizione
Il progetto intende mettere a fuoco i vincoli e le possibilità del turismo quale fattore di sviluppo sostenibile in Africa Occidentale, in relazione ad altri areali africani studiati nell’ambito della Ricerca e nel quadro complesso dei rapporti tra il Nord e il Sud del mondo. Il turismo costituisce una realtà sempre più presente e diffusa, rappresentando oggi una delle principali industrie del pianeta. Nell’economia mondiale, si colloca come seconda voce dello scambio complessivo, dopo il settore energetico e al pari di quello automobilistico. Di più, nel processo di globalizzazione il turismo presenta sue rilevantissime caratteristiche specifiche. I turisti infatti, come nota A. Appadurai, mettono in movimento e in contatto tra di loro persone e idee. Questi flussi non solo quantificano volumi di ricchezza, ma danno vita a nuovi panorami culturali che gli individui e le comunità si costruiscono di volta in volta fondandoli non più sul legame con il territorio d’origine, ma sulla base di nuove realtà più o meno immaginate. Alla base del turismo vi è una risorsa attrattiva, di ordine naturalistico o culturale, ovvero di tipo complesso, integrante i fattori ambientali e antropici. Questa appare tuttavia sempre più chiaramente come una condizione necessaria, ma non sufficiente. Perché esista il turismo, come ha sintetizzato V. Smith, occorrono tre elementi aggiuntivi almeno: tempo libero; entrate discrezionali (cioè non necessariamente utilizzate per soddisfare bisogni primari; infine approvazione sociale. Elementi che, come si vede, solo la società occidentale, o meglio solo alcune fasce di tale società sono in grado di esprimere tutti assieme. E’ a questo punto che si inserisce potentemente la questione della sostenibilità, compendiata nelle seguenti domande: i) Quali sono gli elementi potenzialmente favorevoli al rafforzamento dei processi di decollo e crescita turistica in Africa Occidentale? ii) Come attivare strategie di valorizzazione turistica del territorio, compatibili con l’ambiente e le culture locali? iii) Come associare le collettività insediate alle dinamiche di sviluppo innescate dal turismo? iv) Come garantire la loro partecipazione alla presa delle decisione e ai benefici della crescita economica? Va detto in proposito che l’Africa Occidentale presenta in certa misura gli elementi di freno che sono comuni ad altri areali del Continente. L' instabilità politica è tra i principali fattori negativi: non dimentichiamo che esistono attualmente almeno due focolai di violenza nell’areale, senza quasi soluzione di continuità, vale a dire Liberia-Sierra Leone e Costa d’Avorio. Per non dire di situazioni di tensione più circoscritte e puntuali, ma non per questo ininfluenti sull’industria turistica, dalla Casamance senegalese, al Grande Nord desertico e pre-desertico del Mali e del Niger. Se scarsi sono qui gli effetti indiretti di eventi politici internazionali, come il terrorismo, restano i limiti ben noti come la carenza di servizi e di infrastrutture, la corruzione diffusa, la scarsa accessibilità e la distanza dai maggiori mercati, la concorrenza di destinazioni alternative, infine la consistenza del “fattore di fuga” per cui solo una minima parte dei profitti va ai paesi ospiti e piccolissimi rivoli giungono alle popolazioni locali. Le possibilità di sviluppo del turismo in Africa Occidentale, che sono assai promettenti data la varietà, la specificità e la competitività delle risorse turistiche reali o potenziali disponibili, si giocano dunque sul duplice terreno dell’incremento dell’attività turistica e della sua diffusione territoriale. Su questi dati di fatto, si innestano le riflessioni che si vanno organizzando attorno alle nuove forme e concezioni dell’attività turistica le quali, oltre all’economia in senso stretto, chiamano in causa l’etica, la responsabilità, la sostenibilità. Si tratta di comprendere allora come possa la ricchezza prodotta da un turismo con buone possibilità di espansione in Africa Occidentale, remunerare i capitali investiti e trasformarsi in occasione di sviluppo per le popolazioni residenti, nel rispetto dell’ambiente, dei quadri paesistici e delle culture locali. A questo fine, viene condotto uno studio sistematico delle forme e dimensioni dell’attività turistica nelle diverse parti del continente. A tale studio viene affiancata un’analisi delle strategie di valorizzazione che su diversi piani (economico-finanziario, culturale, territoriale) e alle diverse scale (locale, statale, sovranazionale), risultino idonee a garantire la sostenibilità dello sviluppo. E’ lungo queste linee che la ricerca si muove, articolandosi a diverse scale e sviluppando quattro percorsi di indagine. 1. Punto di partenza è una ricognizione bibliografica, statistica, documentale che permetta di costruire il bilancio quantitativo e qualitativo del fatto turistico nel’areale di riferimento. Ciò significa stabilire delle tipologie turistiche con riferimento a due elementi di fondo: a) caratteristiche della risorsa attrattiva, condizioni attuali di sfruttamento; b) entità, composizione, ritmi dei flussi dei visitatori, con riferimento al quadro internazionale e alle struttire ricettive. 2. Integrando l’analisi bibliografica e documentale con indagini sul campo, si offrirà una valutazione dell’ impatto del turismo sul paesaggio e l’organizzazione sociale delle collettività insediate. Si porterà particolare attenzione alla teoria dello sviluppo organico formulata E. Cohen, secondo cui la portata positiva o negativa del turismo starebbe nel grado di coinvolgimento e di partecipazione della comunità locale. Nella misura in cui i locali riescono a gestire il proprio territorio e dunque il modello di sviluppo locale, allora il turismo può rappresentare, almeno sul piano economico, una risorsa. Quando invece a dettare le regole sono agenti esterni, come nel caso dei grandi operatori turistici, allora si tratta di sviluppo indotto, una formula che porta pochi vantaggi ai locali. 3. Un’attenzione particolare sarà dedicata, in questo contesto, a due elementi sensibili: i) il cosiddetto “fattore di fuga”, vale a dire il reddito turistico che esce dal Paese di accoglimento per pagare le importazioni di beni e servizi consumati dal turismo; ii) la funzione del turismo nelle attività complessive del NEPAD (New Partnership for African Developpement), il grande piano panafricano di sviluppo del Continente, elaborato dagli africani e patrocinato particolarmente da Sudafrica, Nigeria, Senegal e Algeria. 4. Sulla base di questi elementi sarà possibile formulare degli scenari di sviluppo turistico che se da un lato tengono conto delle condizioni oggettive di crescita (volume degli investimenti necessari, volatilità della domanda, ad esempio), dall’altro lato sappiano integrare le esigenze di durabilità con riferimento sia alla sostenibilità ambientale e culturale, che alla partecipazione locale. I risultati degli studi troveranno espressione cartografica in un innovativo Atlante del turismo africano, organizzato secondo le articolazioni appena descritte e costruito secondo le più moderne tecnologie GIS e WEB-GIS. Una componente qualificante dell’Atlante sarà una cartografia partecipativa, elaborata in associazione con le popolazioni locali. B. COMPITI Il programma di ricerca dell’Unità di ricerca dell’Aquila si articola in due Fasi, con i compiti che vengono descritti di seguito. La metodologia di studio, conformemente all’architettura del Programma di ricerca complessivo, assume le impostazioni, i percorsi e le tecniche di indagine della moderna geografia del turismo, in stretta connessione con la riflessione che le scienze sociali, e particolarmente l’antropologia culturale, hanno sviluppato sull’argomento. Da un lato, pertanto, la metodologia si basa sulla riflessione teorica e su un costante aggiornamento degli apparati categoriali che si intrecciano sui temi del turismo e dello sviluppo sostenibile. Dall’altro lato, essa si affida all’indagine empirica per convalidare ipotesi esplicative, correggere bersagli conoscitivi, ampliare orizzonti problematici. Senza escludere il ricorso alle usuali fonti della documentazione geografica - archivistica, bibliografica e cartografica in specie - la ricerca in questo settore intende tuttavia qualificarsi soprattutto in ricerche sul terreno rivolte a identificare i casi di studio ed a stabilire l’impianto metodologico per le indagini sul campo. Queste saranno finalizzate alla raccolta dei dati di base (indicatori ambientali, demografici, socio-economici, turistici) e alla loro organizzazione cartografica. Infine, la metodologia prevede l’elaborazione di un database cartografico georeferenziato (GIS) delle mete turistiche reali e potenziali (attrattive naturali, aree protette, patrimonio culturale, risorse etniche e umane), della loro fruibilità e accessibilità (infrastrutture dei trasporti e ricettività), finalizzato alla ricerca dei percorsi ottimali, alla creazione di itinerari attrezzati e al loro inserimento in itinerari turistici nazionali o sovranazionali. FASE 1 Durata mesi 12 Descrizione Con riferimento all’Africa Occidentale, ma in stretta connessione con le ricerche svolte negli altri quattro areali previsti dal programma di ricerca compessivo (Africa Mediterranea, africa Orientale, Africa Centrale, Africa Australe), troveranno svolgimento le seguenti attività: a. Una indagine sistematica presso biblioteche ed enti di ricerca europei e africani sulla documentazione bibliografica, statistica e cartografica che permetta di costruire il bilancio quantitativo e qualitativo del fatto turistico alle diverse scale. b. Un’analisi delle tipologie turistiche con riferimento alle caratteristiche della risorsa attrattiva, alle condizioni attuali di sfruttamento, all’entità, composizione, ritmi dei flussi dei visitatori, con riferimento al quadro internazionale e alle strutture ricettive. c. Integrando l’analisi bibliografica e documentale con indagini sul campo, si offrirà una valutazione dell’ impatto del turismo sul paesaggio e l’organizzazione sociale delle collettività insediate. Particolare attenzione sarà portata alle strategie di partecipazione delle popolazioni locali. d. In questo quadro, un’indagine sia a grande che a piccola scala sarà effettuata per mettere in luce la consistenza quantitativa, la diffusione geografica, le prospettive di crescita delle forme di turismo alternativo e di turismo comunitario. Risultati parziali attesi 1. Ricognizione bibliografica, statistica, cartografica per costruire un bilancio sistematico del turismo, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. 2. Individuazione delle principali tipologie turistiche con riferimento alle caratteristiche della risorsa attrattiva e alle condizioni attuali di sfruttamento, nonché con riferimento all’entità, composizione, ritmi dei flussi dei visitatori. 3. Prime valutazioni dell’ impatto del turismo sul paesaggio e l’organizzazione sociale delle collettività insediate, secondo i criteri della sostenibilità ambientale e la partecipazione delle comunità locali. FASE 2 Durata mesi 12 Descrizione Con riferimento all’Africa Occidentale, e sempre in stretta connessione con le Unità di ricerca impegnate negli altri quattro areali previsti dal Programma di ricerca complessivo, troveranno svolgimento le seguenti attività: a. Studio del “fattore di fuga”, vale a dire il reddito turistico che esce dal Paese di accoglimento per pagare le importazioni di beni e servizi consumati dal turismo . Considerando che in certi Paesi dell’Africa Occidentale il “fattore di fuga” può raggiungere anche l’80% (in Gambia, ad esempio) della spesa turistica, diventa essenziale capire quali sono i meccanismi idonei a ridurne la portata. b. Studio della funzione del turismo nelle attività complessive del NEPAD (New Partnership for African Developpement).Si tratta di capire, per un verso, come attenuare gli effetti di una competitività sulle risorse finanziarie da investire nei diversi settori e, per altro verso, quali siano gli effetti moltiplicativi del turismo sugli altri settori di intervento prioritario del NEPAD. c. Prospezione degli scenari di sviluppo turistico che, in presenza di determinate condizioni oggettive di crescita –di carattere non solo economico, ma anche giuridico-istituzionale e politico-, integrano le esigenze di durabilità con riferimento sia al rispetto dell’ambiente che alla integrità culturale e alla partecipazione locale. d. Elaborazione nel corso delle indagini di terreno di una cartografia partecipativa, con il coinvolgimento delle popolazioni locali. e. Elaborazione di una cartografia turistica per l’Africa Occidentale, su base GIS Risultati parziali attesi 1. Valutazione nelle diverse situazioni indagate del “fattore di fuga”, al fine di individuare possibili strategie di riduzione; 2. Valutazione del ruolo del turismo nelle attività complessive del NEPAD al fine di ipotizzare modalità di integrazione tra le diverse attività previste dal Piano; 3. Formulazione di scenari di sviluppo turistico che, tenendo conto delle condizioni oggettive di crescita (volume degli investimenti necessari, volatilità della domanda, competitività, codice degli affari), integrino le esigenze di durabilità con riferimento sia alla sostenibilità ambientale e culturale, che alla partecipazione locale. 4. Elaborazione cartografica per l’Africa Occidentale dell’Atlante del turismo in Africa, integrante la cartografia partecipativa elaborata nel corso delle indagini di terreno.