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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
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Programma di ricerca

Il Progetto di Costituzione per l'Europa, i diritti fondamentali e l'autonomia privata nell'Unione Europea
Università di riferimento
Universita' degli Studi di ROMA - DIRITTO PRIVATO E COMUNITARIO - ROMA(RM)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Giuseppina CAPALDO
Descrizione
Il programma dell'unità di ricerca persegue l'obiettivo di ricostruire i confini della libertà di impresa in relazione alla tutela dei diritti fondamentali della persona, il cui rispetto impone di limitare la libertà economica e contrattuale dei privati. Ciò sia nella cornice dello statuto comunitario del mercato ma anche con riferimento ai problemi di tutela dei diritti fondamentali nella prassi del commercio internazionale. L'indagine si svolgerà avendo come punto di partenza l'art. 16 della Carta dei diritti fondamentali, che riconosce e tutela la libertà di impresa. Ad esso si affianca l'art. 38 che sancisce il principio per il quale l'Unione garantisce un livello elevato di protezione del consumatore, che mella prospettiva economica comunitaria si pone in stretta connessione con la libertà di impresa, quantomeno nella sua accezione di libertà contrattuale. E a seguire molteplici delle disposizioni della Carta relative alla tutela dei lavoratori, alla sicurezza sociale, alla tutela dell'ambiente Si è detto dei tratti che caratterizzano la politica economica comunitaria e delle strette connessioni di quest'ultima con la disciplina dei contratti, di singoli settori di attività e di regole generali di corretto funzionamento del mercato. L'opportunità di ampliare l'indagine intorno al contenuto e ai limiti della libertà di impresa e alla libertà contrattuale anche alla cd. soft law viene confermata sol che si guardi al mercato in una dimensione globale. L'economia "globalizzata" si nutre di regole comuni ultranazionali rifiorisce così la cd. lex mercatoria, regole della prassi commerciale internazionale destinate proprio a regolare i rapporti commerciali (Principi Unidroit, Principles of european contract law, raccolte di usi delle camere di commercio internazionali, convenzioni di diritto uniforme). Si tratta di regole che hanno una duplice natura, da un lato sono il frutto delle pratiche dell'autonomia privata che gestisce da sé i propri interessi, dall'altro possono essere utilizzate dal giudice (Principles) anche se non espressamente richiamate, per risolvere una controversia in presenza di una lacuna dell';ordinamento. Sono pertanto suscettibili di diffusa applicazione. In questa prospettiva che travalica i confini non solo dei singoli Stati, ma anche della diverse Comunità economiche (CE, Mercosur) si pone sempre più urgente l'esigenza di individuare un nucleo di regole comuni e intangibili, che non solo definiscano il limite alla libertà dei privati, ma soprattutto guidino l'interprete nella valutazione, interpretazione e applicazione delle diverse discipline. Acquistano così sempre maggiore rilievo i diritti fondamentali (Carta dei diritti UE, Convenzione dei diritti dell'uomo, del fanciullo….) sia quale terreno minimo comune di incontro tra i diversi ordinamenti; sia quale limite al diritto degli affari e dei mercanti. A questo proposito deve essere richiamato anche lo statuto dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO World Trade Organization), nata nel 1995 come parte dell'Uruguay Round Agreement all'interno del Gatt. Gli Stati aderenti a questa organizzazione, pressoché la totalità , hanno sottoscritto accordi per facilitare il libero scambio di prodotti e servizi e diritti di proprietà intellettuale, che vietano agli Stati membri di porre in essere barriere illegittime al commercio internazionale. Gli Stati aderenti pertanto non sono liberi di fissare regole relative alla produzione, sicurezza, commercializzazione di singoli beni e servizi, o innalzare gli standards di sicurezza dei prodotti alimentari, o di tutela ambientale nel caso che queste disposizioni comportino alterazioni della concorrenza, o semplicemente generino per le imprese del settore incrementi di costi. Le sanzioni previste per l'inosservanza di questi obblighi sono di natura pecuniaria e di ingente entità. L'unico limite riconosciuto dagli Statuti del WTO alla assoluta sovranità dei rapporti economici anche sulle scelte dei singoli legislatori nazionali è dato dalla esigenza di tutelare i diritti fondamentali dei cittadini. Questa perciò sarà la prospettiva di indagine prescelta dal progetto in una continua relazione tra libertà di impresa, libero mercato e tutela dei diritti fondamentali. In questa prospettiva la ricerca si propone di sciogliere gli interrogativi che si sono posti in dottrina - nozione di libertà di impresa nel diritto comunitario, coordinamento con il diritto nazionale, libertà contrattuale e libertà di impresa - secondo un preciso iter argomentativo. Innanzitutto è doveroso osservare che, ancorché la politica economica comunitaria si fondi su un preciso statuto economico e giuridico (Trattati Cee), una volta fatta la scelta di sistema (economia di mercato e tutela della concorrenza), non ne consegue automaticamente il contenuto delle regole di diritto volte a disciplinare i singoli conflitti emergenti nella quotidianità dei rapporti economici. Infatti, il modello economico è uno schema semplificato della realtà, elaborato al fine di cogliere le connessioni tra singole variabili macro o micro economiche; potrà quindi offrire indicazioni tendenziali intorno alle decisioni di struttura del mercato, ma sarà inidoneo a fornire risposte univoche e precise alle variegate e multiformi sfaccettature dei singoli rapporti di scambio. Così come anche dei concetti economici, quale per esempio quello di efficienza, è possibile predicare una pluralità di accezioni, in ragione dei diversi presupposti presi a base del ragionamento. La scelta economica più efficiente è pura astrazione, dovendosi piuttosto specificare fin nei dettagli rispetto a quali parametri si sta operando la valutazione. In più il modello economico della Comunità europea nella disciplina dei rapporti tra i privati non si pone la questione, ineludibile, delle diverse opzioni di giustizia distributiva, dalle quali possono discendere, in un medesimo contesto economico, diversità di regole. Basti soltanto pensare che anche attività economiche svolte tutte nel rispetto delle regole di chiarezza, correttezza e trasparenza possono essere graduate secondo altri criteri, per esempio la misura del profitto, o la tipologia o il settore degli interventi (finanza cd. etica, imprese sociali). Il modello di economia di mercato infatti è neutro rispetto ai contenuti di cui può essere riempito dai privati anche in un contesto di regole nitide, trasparenti e rigorose. Il legislatore infatti non si trova a fare da notaio della evoluzione dei processi economici, bensì può indirizzarli a seconda dei diritti fondamentali che vuole tutelare, delle scelte adottate di giustizia distributiva, della tutela di posizioni più deboli e svantaggiate. In questo contesto saranno oggetto di indagine in primo luogo i caratteri strutturali del sistema economico comunitario: a mero titolo esemplificativo la libera concorrenza, il principio di competitività, il principio di proporzionalità, il divieto di aiuti di Stato. In seguito la ricerca studierà quei principi contenuti nei Trattati che pongono in capo alle imprese una serie di obblighi a tutela dei diritti fondamentali dell'individuo, quali la salute umana, la tutela dell'ambiente, uno sviluppo sostenibile. Una volta definito il quadro di riferimento comunitario il progetto volgerà a definire contenuti e limiti della regola che pone la libertà di impresa tra i diritti fondamentali dell'Unione europea, per poi analizzare il coordinamento con l'art. 41 Cost. e con la tutela dell'autonomia contrattuale. Fatto il punto sui principi generali l'indagine si snoderà intorno all'analisi di specifici profili di disciplina e casi concreti sottoposti all'esame della Corte di Giustizia al fine sia di comprendere la corretta portata dell'art. 16 e la sua rilevanza applicativa, sia di promuoverne una uniforme applicazione su singole materie.