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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
A.Plaia, Proprietà intellettuale e risarcimento del danno, Torino, Giappichelli, 2003 (ed. provv.).
A.Genovese, Il risarcimento del danno da illecito concorrenziale, Napoli, Esi, 2004 (ed.provv.).
M.Franzosi, Risarcimento danni da violazione di brevetto, in Diritto industriale, 2000, p.107;
P.Frassi, I danni patrimoniali. Dal lucro cessante al danno emergente, in AIDA, 2000, p. 93.
G.Sena, Il risarcimento dei danni da contraffazione di brevetto, la sorte dei beni contraffatti e l'arricchimento del contraffattore, in Riv.dir.ind., 1971,I,p.4.
I.M.Kirzner, Concorrenza e imprenditorialità, ed. it. Rubettino, 1997.
M.E.Porter, Il vantaggio competitivo,Edizioni di Comunità, Milano,1999.
F.Ancarani, Concorrenza e analisi competitiva, Una prospettiva d'impresa, Egea, Milano, 1999.
C.Chiacchierini, Valore dei beni immateriali e vantaggio competitivo, Cedam, Padova, 1995.

Programma di ricerca

La tutela della proprietà intellettuale nel diritto comunitario e nel diritto cinese
Università di riferimento
Università degli Studi "Magna Graecia" di CATANZARO - SCIENZA E STORIA DEL DIRITTO - CATANZARO(CZ)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Anna GENOVESE
Descrizione
Scopo della ricerca è l'analisi delle questioni implicate nella prova dei danni da violazione della proprietà intellettuale. L'unità di ricerca vuole appurare quali siano le compoenenti di questo danno, come si possano rappresentare e misurare e quale rilevanza abbiano i risultati conseguiti dall'autore dell'illecito. Sicuramente i giudici hanno una grande discrezionalità nello stabilire se c'è e a quanto ammonta il diritto al risarcimento del danno in capo al titolare del brevetto violato. La giurisprudenza però dovrebbe usare questa discrezionaltià per riconoscere un risarcimento adeguato a compensare il titolare del diritto della perdita mettendono in una posizione equivalente e quella in cui si sarebbe trovato se l'illecito non fosse stato commesso. Generalmente il risarcimento viene corrisposto avuto riguardo per i mancati profitti o per la royalty che il titolare avrebbe potuto percepire se avesse consentito al terzo l'utilizzazione della prerogativa. I mancati profitti sono i profitti che il titolare del diritto avrebbe realizzato se avesse effettuato le vendite realizzate dal contraffattore, o se avesse potuto praticare un prezzo maggiore, o avere costi minori se non avesse dovuto subire la concorrenza del contraffattore. Per avere il risarcimento dei mancati profitti, il danneggiato deve dimostrare il nesso causale, cioè che avrebbe realizzato maggiori ricavi o sostenuto minori costi se non fosse stato per la condotta del contraffattore. I mancati profitti non possono essere provati in termini assoluti, ma di ragionevole probabilità. L'ammontare dei mancati profitti però è difficile da calcolare anche se si tratta di una stima. In questi casi in risarcimento del danno può essere ragguagliato alla royalty che il danneggiato avrebbe potuto percepire. La ragionevole royalty è la somma che un soggetto che volesse sfruttare la prerogativa concorrenziale del titolare del diritto di proprietà intellettuale per produrre, usare o vendere un prodotto o un servizio nell'esercizio di un'attività d'impresa, sarebbe stato disposto a pagare. Quando una royalty esiste ed è corrisposta da terzi, si ha riguardo a quella. Quando non esiste deve essere stabilita tenuto conto di tutte le circostanze. La prova diventa allora estremamente difficile, in quanto implica la misurazione delle opportunità commerciali che il titolare del diritto ha perduto. E' possibile però apprestare dei modelli per questa misurazione se si ha riguardo al significato economico dei diritti di proprietà intellettuale come risorse aziendali. In tale prospettiva le soluzioni al problema considerato possono essere trovate con l'ausilio dei concetti economici di intangible e di vantagio competitivo, e con l'approccio della RBV.