Bibliografia
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Programma di ricerca
Diritto, teatro e società in Grecia e a Roma
Università di riferimento
Università degli Studi di NAPOLI "Federico II" -
DIRITTO ROMANO E STORIA DELLA SCIENZA ROMANISTICA - NAPOLI(NA)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Francesca REDUZZI
Descrizione
L'unità di Napoli si propone di esaminare i rapporti assoluti familiari e dominicali, ed in particolare i rapporti collegati alla 'patria potestas', al 'matrimonium' ed alla potestà dominicale sugli schiavi, nell'ambito del teatro latino, partendo dalle testimonianze più arcaiche fino alla fine della Repubblica. L'indagine verterà specificatamente sulla possibilità di ricostruire i rapporti tra dominus e schiavi (ma anche tra schiavi 'ordinarii' e 'servi vicarii' o 'peculiares', cioè schiavi in posizione di superiorità e schiavi ad essi subordinati), tra pater e filii o filiae familias, nonché i rapporti tra maritus ed uxor, quali vengono rappresentati nelle commedie e tragedie latine, verificando se essi possano rispecchiare o meno il mondo del diritto (mettendo in evidenza, quindi, il diritto "rappresentato" nelle sue peculiarità): si è scelto questo ambito dei rapporti familiari e delle relazioni servili in quanto si ritiene che offrano numerosi spunti di riflessione, oltre ad avere amplissimo spazio nelle rappresentazioni, sia tragiche sia comiche, degli autori latini di epoca repubblicana. Si intende dare il giusto rilievo, oltre che agli indagatissimi testi comici di Plauto e Terenzio, a testi molto meno studiati per le condizioni di frammentarietà in cui ci sono pervenuti. L'unità vuole prendere le mosse, quindi, dai frammenti di commedie e tragedie attibuiti a Livio Andronico (circa 284-104 a.C.) ed a Nevio (circa 270-200 a.C.), passando per le tragedie di Ennio (239-169 a.C.) e di Pacuvio (220-131 a.C.) ed Accio (170-85 a. C.) per giungere ai frammenti delle commedie di Cecilio Stazio (circa 225 -166 a.C.) e, come si è detto, al teatro di Plauto e Terenzio; rilievo sarà dato anche ai frammenti (450 circa) degli autori - meno noti - di commedie 'togatae' Titinio, Atta ed Afranio (autore, tra l'altro, della commedia 'Divortium'), vissuti tra II e I secolo a. C., e a quelli dello scrittore di 'palliatae' Pomponio (I secolo a.C.). Tenuto conto che alla fine della repubblica commedie e tragedie sono oramai soppiantate, nei gusti del pubblico, dal mimo, per l'età cesariana si prenderanno in considerazione i frammenti dell'autore di mimi Decimo Laberio. Dal punto di vista metodologico, non trascurando il fatto che una notevole quantità di opere, e non solo quelle degli autori latini più antichi, sono traduzioni o rielaborazioni di originali greci, ci si propone di procedere alla verifica dell'aderenza a modelli giuridici delle situazioni attinenti al diritto rappresentate, distinguendo, in particolare, se esse possano riferirsi alla sfera dei diritti greci - quindi anche le opere di autori latini potranno contribuire in certa misura alla ricostruzione di questi diritti -, al diritto romano o siano invece frutto della fantasia dell'autore, corrispondendo, quindi, ad una mera esigenza "scenica". In questo tipo di approccio l'unità napoletana si inserisce in un filone di pensiero che risale ad autorevoli studiosi: solo per fare alcuni nomi, Ferrini, Paoli e, in tempi più recenti, Labruna e di Salvo. Si ritiene di notevole rilievo un'analisi condotta secondo questi parametri, in quanto l'esegesi e l'esame filologico delle fonti, in ispecie di quelle che generalmente sono considerate non giuridiche, sono strumenti sempre meno utilizzati dalla dottrina moderna, che tende invece a privilegiare l'assunzione acritica dei dati ricavati dai testi. Una volta acquisiti questi elementi, si procederà all'allestimento di una pagina web dove essi saranno fruibili anche via rete, e, dopo una serie di incontri con i membri delle altre unità, si procederà alla loro pubblicazione su riviste specialistiche o in volume.