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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Bimonte, S., e Pagni, R., (2003), Protezione, fruizione e sviluppo locale: aree protette e turismo in Toscana, IRPET-Regione Toscana, Firenze
Bimonte, S. e Punzo, L.F., (2004), A proposito di Capacità di Carico Turistica: una breve analisi teorica, EdATS Working Papers Series, Osservatorio per il Turismo Sostenibile, n. 4, Gennaio
Bimonte, S. e Punzo, L.F., (2003), “Turismo e sviluppo sostenibile locale nei sistemi microinsulari”, in: Il pensiero e la scienza nel turismo italiano, Ministero delle Attività Produttive, Direzione Generale per il Turismo, INC, Istituto Nazionale per la Comunicazione, Roma;
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Krugman, P., (1991), Geography and Trade, MIT Press
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WTO, (1983), Risk of saturation of tourist carrying capacity overload in holiday destinations in Europe. Country Cases Studies, Athens;
WTO, (1998), Guide fro local authorities on developing sustainable tourism;

Programma di ricerca

Sviluppo locale sostenibile e turismo
Università di riferimento
Università degli Studi di SIENA - ECONOMIA POLITICA - SIENA(SI)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Lionello Franco PUNZO
Descrizione
A differenza degli approcci fin qui sviluppati e di quanto sostenuto nella letteratura esistente, di tipo sia teorico che applicato, l'idea base del progetto di ricerca è che il turismo porta all'incontro di due comunità, a loro volta suddivise in subcomunità, da cui possono scaturire potenziali equilibri cooperativi-conflittuali. La Capacità di Carico Turistica (CCT) deve, perciò, essere misurata come una sorta di (l'inverso di) indice di conflittualità tra due (numerose) comunità e deve esser pensato come uno strumento per le scelte politiche, più che come strumento per la definizione di valori limite. Qualunque misura di CCT è, perciò, specifica alla comunità ed al territorio cui si riferisce e può essere determinata solo comparando le diverse caratteristiche ambientali, oggettivamente date, con la percezione soggettiva che ne ha la comunità residente, caratterizzata da un implicito saggio di sostituzione tra servizi e beni. Un equilibrio di CCT è sempre espressione di un processo di contrattazione per l'utilizzo di uno spazio condiviso offerto dai residenti e richiesto dai turisti (Bimonte e Punzo, 2004). Costruendo su lavori di ripensamento teorico e di indagine sociale sul campo precedentemente avviati dall'Osservatorio per il Turismo Sostenibile e dal Centro per il Turismo Contro la Povertà, la ricerca mira: i) a riconsiderare gli esistenti approcci per la valutazione di CCT sia dal punto di vista teorico che della loro applicazione pratica ad un certo numero di aree geografiche (bacino Mediterraneo, città d'arte, piccole comunità in paesi in via di sviluppo); allo scopo di: ii) articolare e testare empiricamente un nuovo approccio (già in fase di sperimentazione in alcune città Toscane) basato sulla duplice idea di integrare tra loro le tre esistenti dimensioni della CCT (fisica, sociale ed ambientale) e di ricostruire una funzione (superficie) del benessere della comunità residente da confrontare, incrociandola, con una simile funzione del benessere della potenziale comunità dei visitatori. Questo approccio si fonda sull'idea che la sostenibilità turistica sia il risultato della ricerca di un equilibrio cooperativo tra la (le) comunità dei nuovi arrivati (visitatori) e quella (quelle) di coloro che risiedono nell'area visitata, a cui viene chiesto di condividere le proprie risorse (private e/o comuni) con i turisti a fronte di "gains from trade" spesso iniqui. In altre parole, nella prima fase il progetto mira a discutere le inconsistenze teoriche presenti nell'esistente approccio e letteratura sulla CCT, che ha condotto ad una proliferazione di non pratiche (e largamente arbitrarie) linee guida per la sua valutazione. Nella seconda fase, si procederà ad articolare un approccio multiobiettivo alla stima della CCT, vista come una superficie del benessere delle comunità, con una metodologia che fornirà come sottoprodotto naturale un sistema per la valutazione di piani di sviluppo turistico. Questo permetterà di simulare scenari alternativi utili per la decisione politica. Costituirà, altresì, obiettivo della precedente fase dimostrare come in ciascuna delle tre definizioni (fisica, economica e sociale) di CCT sia implicita una dimensione soggettiva che gioca un ruolo chiave sia nella identificazione degli obiettivi per i quali la valutazione di CCT è effettuata (gli equilibri capaci di supportare i sentieri di sviluppo sostenibile), sia nel processo diretto al loro raggiungimento (efficacia delle misure politiche) (Bimonte e Punzo, 2004). Per entrambe le ragioni diventa necessario sviluppare un framework che permetta di considerare entrambe le comunità (non solo quella turistica, quindi, ma anche quella dei residenti). È altresì cruciale ricordare che l'incontro ed il gioco coinvolge, di fatto, più comunità (le sottocomunità dei residenti e dei turisti) e, perciò, vari livelli di conflitto e/o cooperazione tra parti di residenti con/contro parti di turisti. Partendo da lavori di ricerca teorica ed empirica effettuati negli ultimi anni (alcuni dei quali sono scaricabili all'indirizzo www.econ-pol.unisi.it/EdATS/osservatorio.htm), il progetto mira a sviluppare un approccio che integra le tre dimensioni richiamate. La ricerca, inoltre, ha tra i suoi obiettivi quello di testare le ipotesi di lavoro sviluppate, ampliando le precedenti indagini sul campo già avviate in Toscana ed allargandone l'applicazione alle altre realtà geografiche coinvolte nel progetto di ricerca (Romagna, Sardegna, bacino Mediterraneo in generale, anche grazie alla collaborazione avviata con l'Université de Corte in Corsica). Condizionatamente alle disponibilità locali, si cercherà di avviare un simile studio in due realtà dell'America Latina, in particolare Brasile, dove l'Università di Siena è coinvolta attivamente nel Centro per il Turismo contro la Povertà, e Uruguay, dove i proponenti cogestiscono una scuola post-laurea sul turismo sostenibile. La profonda diversità di queste destinazioni turistiche, con la corrispondente varietà di problematiche, rappresenterà un ricco laboratorio per sperimentare e testare un nuovo approccio (community and territory based) per fronteggiare l'impatto dei flussi turistici. Questa è una delle ragioni per cui l'unità operativa senese integra nel gruppo ricercatori provenienti da istituzioni accademiche (per esempio, SpinEco che sta utilizzando l'impronta ecologica ed altre metodologie per lo studio della qualità ambientale della Provincia di Siena); dall'ENEA, sia per le ovvie expertises, sia perché Andriola sta coordinando il progetto ENEA su ISO 14001 per la certificazione di hotels ed altri servizi dell'industria turistica, possibili candidati anche alla registrazione EMAS; dalla società ECOBILANCIO, che ha partecipato al lavoro pioneristico sullo Sviluppo Sostenibile nel bacino Mediterraneo (Mediterranean Action Plan - Priority Actions Programme), in collaborazione con l'UNEP (United Nations Environment Programme); dal Ministero dell'Ambiente, divisione Aree Protette. L'approccio proposto rende evidente che, nella valutazione della CCT di una data comunità, diventa necessario prendere in considerazione ovvie variabili oggettive così come variabile di natura soggettiva che trasformano dati di tipo fisico (esternalità fisiche o potenzialmente rilevanti) in corrispondenti livelli o variazione nei livelli di benessere (esternalità economiche) (Buchanan and Stubblebine, 1962). È proprio a causa di queste ultime considerazioni e della natura interpersonale dell'esercizio che, contrariamente a quanto suggerito in buona parte della letteratura esistente, nella valutazione di CCT è virtualmente impossibile aspettarsi la costruzione di un singolo indice numerico. Per ogni territorio/comunità esisterà una specifica CCT che può essere al massimo rappresentata da un vettore di indici che definiscono una regione all'interno della quale si determina il processo di sviluppo turistico locale. Da ciò discende che per molti aspetti la CCT più che un concetto scientifico debba essere considerata un management notion (Stankey, 1979; Lindberg et al, 1997). La ricerca proposta, considerando esplicitamente i potenziali conflitti così come la possibilità di comportamenti cooperativi tra le comunità, trova il suo riferimento culturale nella costruzione della coesione e del consenso sociale tipico dell'Agenda XXI locale e, per questo, spera di poter contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti per il governo territoriale. Tutto ciò si basa sul convincimento che nuove forme di investimenti infrastrutturali (territorio, paesaggio, condivisone delle norme) possano svolgere un ruolo centrale nella definizione del sistema locale e della sua competitività (Porter, 1990; Krugman, 1991)