Bibliografia
J. Assmann, La memoria culturale. Scrittura, ricordo e identità politica nelle grandi civiltà antiche, Einaudi, Torino 1997; J. Candau, La memoria e l'identità, Ipermedium, Napoli, 2002; G.R. Cardona, Antropologia della scrittura, Loescher, Torino 1981; D. De Kerckhove, La civilizzazione video - cristiana, Feltrinelli, Milano 1995; J. Derrida, Della grammatologia, Jaca Book, Milano 1969; J. Derrida, La scrittura e la differenza, Einaudi, Torino 1971. J. Goody, La logica della scrittura e l'organizzazione della società, Einaudi, Torino 1988; J. Goody - I Watt, The consequences of literacy, in Goody (ed.), Literacy in Traditional societies, Cambridge Un. Press 1968; E. A. Havelock, La musa impara a scrivere, Laterza, Bari 1986; E. A. Havelock, Cultura orale e civiltà della scrittura, Laterza, Bari 1995; George P. Landow, Ipertesto. Il futuro della scrittura, Baskerville, Bologna 1993; A. Leroy-Gourhan, Il gesto e la parola, Einaudi, Torino 1978; E. Mayr, Animals, Species and Evolution, Harvard Un. Press, Harvard 1963; M. Mc Luhan, La Galassia Gutenberg, Armando, Roma 1976; J. Meyrowitz, Oltre il senso del luogo, Baskerville, Bologna 1993; D. Scavetta, La metamorfosi della scrittura. Dal testo all'ipertesto, La Nuova Italia, Scandicci 1992; R. Simone, La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo, Laterza, Bari, 2000; A. Smorti, Il pensiero narrativo, Giunti, Firenze 1995; S. Turkle, Il Secondo Io, Frassinelli, Milano 1985; S. Turkle, La vita sullo schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di internet, Apogeo, Milano 1997;
Il programma dell'U.d.R. di Salerno tende essenzialmente ad analizzare le "trasformazioni tecnologiche" della scrittura e del suo impatto nella definizione della struttura della società occidentale contemporanea. La ricerca si propone come principale finalità quella di ricostruire in modo analitico le tappe fondamentali che hanno condotto alla forma e ai modi attuali di "scrivere" e "narrare" la realtà storico-sociale che caratterizza la seconda modernità. Nell'ambito degli interessi più generali perseguiti dal progetto nazionale, compito specifico del presente programma è quello di contribuire all'analisi e alla comprensione del ruolo e delle funzioni della "scrittura" in particolar modo nella costruzione delle identità individuali e collettive. Ciò all'interno del paradigma dello sguardo comunicativo. Considerando anche le trasformazioni della scrittura nel corso della storia occidentale, si farà riferimento all'origine e alle successive elaborazioni di alcuni fondamentali indicatori sociologici. Più nel dettaglio, la "scrittura", intesa come modalità storica di produzione, conservazione e trasmissione delle conoscenze condivise dalla collettività, verrà posta in relazione a fenomeni come: - La nascita dell'individuo e dell'individualizzazione; - L'evoluzione della memoria; - La formazione dell'identità collettiva e il mutamento sociale. Le complesse questioni connesse a tali fenomeni - considerati sia nel loro insieme che singolarmente - verranno affrontate da vari punti di vista: - Quello storico: che cosa ha significato per le società del passato e per le loro culture la "rivoluzione comunicativa" connessa al passaggio dall'oralità alla scrittura, e, successivamente, ad alcune trasformazioni tecnologiche dei cosiddetti supporti della scrittura; - Quello socio-psicologico: si cercherà di verificare la nota ipotesi secondo cui esisterebbe una coscienza o un modo di pensare di tipo scritto, sostanzialmente differenziabile dagli altri. In altre parole si tratterà di analizzare e comprendere quali sono le possibili modifiche dello psichismo indotte dal passaggio ad una cultura prevalentemente scritta. - Quello linguistico: si tratta dell'analisi delle conseguenze, per quanto concerne la lingua parlata, delineate dalle modifiche nei procedimenti di acquisizione e trasformazione della scrittura. La tesi di fondo è che la scrittura è sì testimonianza oggettiva di una serie di trasformazioni che hanno storicamente interessato i grandi fenomeni appena indicati, ma è altresì vero che essa ha a sua volta subito una serie di trasformazioni interne come i cambiamenti "tecnologici" dei supporti della scrittura. Questi due processi vivono in un rapporto di influenza reciproca. E' fortemente ipotizzabile che una simile dialettica abbia una notevolissima influenza sui meccanismi di elaborazione delle forme di narrazione ed autonarrazione presenti in un dato organismo collettivo. Ciò significa, seguendo le linee tracciate dal cosiddetto paradigma narrativo, che simili processi tendono ad influenzare radicalmente il "pensiero narrativo", ossia quella forma di conoscenza che guida l'interpretazione della realtà attraverso l'elaborazione di narrazioni strutturate che accostano logicamente gli eventi, dando loro senso e permettendone il ricordo. La scrittura, con le sue qualità specifiche e le trasformazioni sociali e tecnologiche ad essa in un certo qual modo connesse, diventa così una chiave di lettura molto indicativa dei processi conoscitivi, e, nella contemporaneità, del cambiamento delle forme di sapere.