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Come già accennato nella base di partenza scientifica,unità di ricerca di Lecce analizzerà dati relativi ad un contesto nazionale specifico, la Procura di Lecce presso cui abbiamo realizzato alcune ricerche che ci hanno reso sensibili alla quantità e alla qualità dei dati prodotti in questa sede. La procura di Lecce, situata all'interno del Palazzo di giustizia di Lecce, dispone attualmente di un certo numero di sostituti procuratori che, secondo le competenze acquisite nel corso degli anni, e, in base alle esigenze sviluppate in quegli uffici penali, si occupano di diverse tipologie di reato ( ad esempio, urbanistica, salute-ambiente, violenza sessuale e prostituzione, ecc.). a ciò deve aggiungersi l'attività della DDA (Direzione Distrettuale Anti-Mafia) che svolge un ruolo determinante nel panorama giudiziario italiano e internazionale per le competenze relative alla criminalità organizzata e alle associazioni di stampo mafioso. Il lavoro svolto in procura implica un'organizzazione assai complessa. In primo luogo, la manipolazione di un ampio spettro di casi che rimandano ognuno ad un quantitativo assai cospicuo di materiali cartacei, classificati, di volta in volta, secondo procedure e criteri ad hoc, riconoscibili ad ogni fine pratico (for all practical purposes); in secondo luogo, l'interazione con diverse categorie professionali, che coadiuvano l'attività dei magistrati. Se ciascuna professione, nella quotidianità delle sue pratiche, tende a trasformare il mondo in categorie ed eventi ad essa pertinenti, l'attività del pubblico ministero deve mutuare all'interno dei propri sistemi di codifica anche gli elementi rilevati dall'attività di altre categorie professionali da cui, per forza di cose, dipende. Cosa succede quando viene richiesta una perizia? Come vengono reperiti i periti e in base a quali criteri vengono instaurate le collaborazioni? Quali sono le conoscenze che gli esperti mettono a disposizione dei magistrati? Come si accordano tra loro per convertire i fatti sociali all'interno della logica del tribunale? Questa ricerca intende analizzare concretamente come tali problematiche emergono dall'azione congiunta di diversi attori sociali nella quotidianità delle loro pratiche professionali. Ciò allo scopo di acquisire dati relativi a tre particolari aspetti che ci apprestiamo a definire. 1) la relazione tra saperi diversi Secondo la nostra ipotesi, tre diverse tipologie assumono particolare interesse epistemologico. La prima riguarda la trasmissione di competenze professionali attraverso modalità discorsive e testuali che comunicano tra loro. Al pari di altre dicotomie convenzionali (individuo-società, struttura-processo, pensiero-azione), tali modalità sono state tradizionalmente analizzate in forma binaria come se rispondessero a logiche interpretative separate. Discipline come antropologia del linguaggio, l'etnometodologia, la psicologia cognitiva hanno prestato molta attenzione al modo in cui la conoscenza si costituisce attraverso una miriade di processi sociali e politici (Goodwin, 2004). Il mondo prodotto all'interno del sistema giudiziario e, più in particolare, all'interno della Procura mette in comunicazione eventi, persone, discorsi attraverso operazioni percettive e cognitive. Un professionista vede il mondo attraverso la prospettiva che egli stesso ha creato. Tuttavia, l'orientamento verso il mondo effettuato dai magistrati del pubblico ministero attiva costantemente microconversioni tra differenti letture della realtà. L'osservazione etnografica e la registrazione di dati conversazionali può descrivere i processi attraverso cui vengono effettuate tali conversioni nell'hic et nunc delle pratiche professionali. Il primo sapere che verrà analizzato riguarda la cultura professionale del poliziotto. Come interviene nella realtà professionale del magistrato? Come si strutturano e ristrutturano le forme di conoscenza prodotte nei rispettivi contesti? Esiste una comune cultura investigativa tra il magistrato e il poliziotto? Il secondo tipo di sapere riguarda la figura del medico legale alle prese con un corpo, il corpo della vittima, che descrive attraverso le tracce che lascia su di sé, ciò che è avvenuto sulla scena del delitto. Come contribuisce la visione professionale del medico legale all'accertamento della verità giudiziaria? Quali risorse di senso comune mobilitano le rispettive categorie professionali quando comunicano tra loro? Il terzo tipo di sapere riguarda la comunicazione interculturale e interetnica. Questo tipo di sapere riguarda l'uso della lingua straniera all'interno della Procura sia sotto forma di pratiche discorsive (interrogatori, ascolto dei testimoni) che di testi utilizzati (rogatorie internazionali, estradizioni, ecc.). Come veicolano le proprie conoscenze ed opinioni, etnocentricamente marcate, i magistrati allorché interagiscono con materiali provenienti da culture altre? Quali forme del potere possono essere colte nella comunicazione tra locutori linguisticamente lontani? (2) La socializzazione del sapere tra magistrati esperti e uditori giudiziari In questa seconda sezione del lavoro siamo interessati ad analizzare quali sono i saperi trasmessi all'interno del dispositivo di formazione professionale degli uditori giudiziari. Ancora oggi, il reclutamento e la formazione iniziale dei magistrati, intesi come metaluoghi in cui si costruiscono i saperi esperti sul mondo sociale, non occupano uno spazio privilegiato nella sociologia del diritto che sembra piuttosto interessata a verificare la validità di una legge abrogata in Parlamento o l'introduzione di una riforma all'interno dei tribunali. Questa sezione intende indagare sul mondo professionale dei magistrati attraverso il dispositivo di formazione iniziale attivato presso ogni circoscrizione giudiziaria, sede anche di Corte d'Appello. I saperi pratici che si dispiegano all'interno del dispositivo di formazione professionale non sono prodotti soltanto all'interno di frame riconosciuti come tali, come, ad esempio, il luogo della conferenza o della lezione frontale, ma si sviluppano in una varietà di interazioni e di contesti il cui carattere istituzionale è il prodotto di un accordo tra i partecipanti alle conversazioni. Se partiamo dal presupposto che la trasmissione di saperi competenti sul mondo avviene ogni qual volta l'uditore trasforma in risorsa l'attività professionale svolta nel corso del tirocinio, allora non si può trascurare il ruolo attivo di quanti collaborano quotidianamente al funzionamento della giustizia, nel processo di distribuzione e trasmissione sociale della conoscenza. Saranno, pertanto, incluse nell'osservazione etnografica e nella registrazione dei dati naturalistici tutte le categorie professionali che interagiscono, in un modo o nell'altro, con gli uditori giudiziari della sede di Lecce. 3. i saperi in azione L'Unità di Lecce intende osservare e descrivere da vicino quali sono gli oggetti conoscitivi attraverso cui i periti comunicano ai magistrati il risultato delle loro indagini sul caso in esame. Pertanto, particolare importanza assumeranno tra i materiali cartacei anche quelli fotografici che costituiscono sia per la polizia giudiziaria che per la medicina legale una risorsa di conoscenze indispensabile per il buon proseguimento delle indagini. A tal fine, laddove il segreto professionale impedisce di rendere pubblico l'uso professionale di tali strumenti cercheremo di colmare questo gap con interviste semistrutturate alle categorie professionali in questione. Appare evidente che, in questa come nelle fasi precedentemente illustrate, l'osservazione etnografica del lavoro permetterà di accedere all'insieme delle conoscenze prodotte in questo contesto istituzionale. I compiti dell'Unità di ricerca di Lecce I compiti dell'Unità di Ricerca di Lecce sono quattro: 1) Osservazione etnografica dei contesti presso cui è stata attivata l'autorizzazione all'accesso grazie ad altre indagini di ricerca. Tale osservazione è mirata a descrivere e documentare il funzionamento dei saperi professionali in particolari ambiti situazionali. Verranno privilegiate, in questa fase, tutte le metodologie di raccolta dei dati che permettono di comprendere come si svolge concretamente la trasmissione delle competenze tra differenti categorie professionali. La familiarità con i luoghi in cui questi saperi circolano sarà fornita dalla lunga permanenza entro queste sedi (tribunale, uffici di procura, udienze, ma anche settings esterni) 2) Raccolta materiali. In questa fase si tenderà ad acquisire materiali audioregistrati e, laddove è possibile, videoregistrati. La particolare discrezionalità che contraddistingue il lavoro dei magistrati, tuttavia, non consentirà di registrare dal vivo tutti quegli aspetti del lavoro che formano le attività della procura. Si cercherà, quindi, di completare il lavoro di ricerca con interviste semistrutturate agli attori sociali coinvolti al fine di provocare una riflessione sulle problematiche connesse alle loro pratiche professionali. Sono previste un centinaio di audioregistrazioni di colloqui ed interviste. Poiché differenti momenti della giornata (il mattino e il pomeriggio) corrispondono ad un diversa gestione del lavoro, (le udienze al mattino, lo studio dei fascicoli il pomeriggio), la raccolta dei materiali empirici seguirà i tempi dei gruppi professionali osservati. Inoltre, in questa fase si raccoglieranno informazioni ed elementi relativi alla doumentazione scritta dei saperi, ad esempio, le perizie, attraverso le quali vengono giustapposte differenti letture dei casi 3) questa terza fase prevede l'analisi dei dati raccolti. Poiché all'osservazione etnografica dei contesti istituzionali corrisponde la registrazione delle interviste e dei colloqui realizzati con le categorie professionali in esame e l'acquisizione di materiale documentale, gli studiosi opereranno un'analisi congiunta di tutte le fonti a loro disposizione. Lo strumento analitico adottato deriva dall'analisi categoriale e conversazionale oltre che da una thick description d'impronta antropologica. I dati raccolti saranno sistematicamente digitalizzati e indicizzati. 4) Infine, il gruppo di Lecce produrrà un'ampia rendicontazione del lavoro svolto che confluirà nella realizzazione di articoli all'interno di riviste italiane e internazionali, e di interventi in un volume curatore dal gruppo di ricerca nazionale.