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L'unità di Trento vuole portare il suo contributo all'accrescere la competenza metodologica nell'ambito degli studi organizzativi attraverso una riflessione sulle metodologie adottate nell'ambito dell'approccio estetico allo studio delle organizzazioni. L'attività di progetto dell'unità locale di ricerca prenderà le mosse da una prima ricognizione della letteratura sulla comprensione estetica per ricostruire un panorama delle tecniche e dei metodi utilizzati in questo approccio. Successivamente si considereranno gli ambiti nei quali condurre le ricerche (fasi due e tre del progetto di coordinamento nazionale). I contesti organizzativi presi in esame apparterranno a diverse tipologie: la produzione-esposizione della cultura in organizzazioni complesse di tipo museale e di creazione artistica (Art management), alcuni contesti militari e la telemedicina in alcuni ambiti sanitari. L'estrema distanza tra questi mondi, che l'unità di ricerca ipotizza, ha il senso, da un lato, di far emergere la rilevanza della dimensione estetica nella vita quotidiana delle persone, dall'altro, approfondire come le metodologie di studio empirico possono adattarsi e ricomporsi in modo opportuno in relazione a questi ambiti molto diversi tra loro. Inoltre, essi rappresentano spazi di ricerca fortemente in crescita nella produzione sociologica più recente [Chong 2002, Nicolini et al. 2003, Rafaeli e Pratt 2004], e pertanto sarà possibile confrontare gli esiti della ricerca con i principali contributi di questi ultimi anni. Sotto un profilo, più strettamente metodologico, gli ambiti presentano diverse analogie. In primo luogo sono ambienti di lavoro fortemente connotati da culture organizzative peculiari, in cui l'inserimento di nuovi operatori, come la composizione e trasmissione delle pratiche di lavoro, sono determinanti per la sopravvivenza dell'organizzazione. L'Art management, la cultura organizzativa delle forze armate e le stesse pratiche di sperimentazione nell'ambito della telemedicina, implicano per i membri competenti l'utilizzo di facoltà strettamente legate alle competenze percettivo-sensoriali (vista, udito, tatto, gusto, odorato) e al giudizio sensitivo-estetico ad esse connesso. L'organizzare un percorso espositivo, o una performance, così come la corretta applicazione dei protocolli militari, come anche la produzione di una diagnosi medica, sono tutte attività che si basano sulle facoltà anzidette che costituiscono la forma di conoscenza organizzativa che riteniamo importante studiare. In questo modo la conoscenza sensibile dell'organizzazione (pathos) potrà essere messa in relazione con le etiche organizzative e le deontologie professionali (ethos) e le definizioni sulla natura dell'organizzazione (logos). Nella telemedicina, nella cultura organizzativa delle forze armate e nell'Art management operano professionisti per i quali la dimensione percettiva/sensoriale ha una rilevanza assoluta e viene «addestrata» in lunghi anni di studio e di pratica. In entrambi gli ambiti la trasmissione delle abilità necessarie per essere considerati membri competenti dell'organizzazione è frutto sia di istruzione formale che di apprendistato. L'oggetto posto al centro delle attenzioni del professionista, sia esso medico alle prese con il corpo umano o curatore di mostra che si occupa di opere d'arte, o ancora di un responsabile delle forze armate tenuto al rispetto dei protocolli, è in un certo senso sacralizzato. Questi professionisti, cioè, non possono venire in contatto diretto con i loro oggetti professionali se non vi è prima una socializzazione organizzativa per l'acquisizione di conoscenze pratiche idonee. L'attribuzione di valore alla conoscenza pratica nella prestazione lavorativa individuale e nelle pratiche organizzative rende sia gli attori organizzativi che chi conduce la ricerca sensibili alle differenze personali di chi opera nelle organizzazioni. Lo scopo del progetto è perciò di far emergere le dimensioni più soft della vita quotidiana dell'organizzazione, ovvero quelle legate alle emozioni e ai sentimenti estetici e al sapere pratico. Questo compito prevede un superamento della centralità sia dei fenomeni espliciti sia delle tecniche analitico-razionali a vantaggio di una prospettiva che attribuisca la giusta rilevanza a ciò che è tacito nella conoscenza organizzativa ed alle metodologie che considerano in maniera preminente la componente sensoriale prima ancora che cognitivo-razionale di essa. Questo percorso di ricerca consentirà da un lato di portare in superficie aspetti organizzativi che spesso la ricerca tradizionale negli studi organizzativi trascura, dall'altro costituirà un banco di prova per le metodologie e i ricercatori. Infatti pur utilizzando strumenti come l'intervista in profondità, piuttosto che le diverse tecniche di osservazione, l'unità è interessata soprattutto a vedere come è analizzabile una situazione attraverso materiale visivo e di account visivi. Sarà cura dell'unità di ricerca proporre alla discussione e alla riflessione teorica tanto l'efficacia che i limiti, che le varie tecniche di indagine presentano nel corso dell'analisi di tali contesti organizzativi. Si utilizzeranno pertanto: - osservazioni etnografiche nelle varie articolazioni (per workplace, per attori specifici, per oggetti, dirette o virtuali); - osservazioni partecipanti per fare esperienza diretta delle culture e della dimensione "tacita" delle organizzazioni; - analisi di materiali visivi e audio degli spazi organizzativi, con particolare riferimento alle variazioni intercorse in seguito all'introduzione di artefatti tecnologici o altri materiali; - analisi etnometodologiche, che si concretizzeranno soprattutto nello studio di materiali audio-video raccolti durante le osservazioni; - interviste in profondità, interviste al sosia e interviste ai gruppi professionali, per approfondire sia la conoscenza tacita che quella esplicita; - analisi di simulazioni e di particolari situazioni organizzative che si presenteranno durante l'accesso ai contesti organizzativi; - Self-Q Test che facilitino i confronti di setting organizzativi sulla base di materiale audio-visivo sottoposto agli attori al fine di approfondire e ricostruire le culture dell'estetica organizzativa. L'unità di ricerca intende prestare particolare attenzione alle possibili modifiche che assumeranno le tecniche di analisi più accreditate, nonché all'eventuale emergere di metodiche specifiche che verranno a configurarsi nel corso della ricerca empirica. Uno spazio particolare sarà dato all'osservazione dell'utilizzo delle tecnologie informatiche e di telecomunicazione (ICT) nelle organizzazioni osservate, con attenzione ai processi di trasformazione che fanno parte della quotidianità organizzativa e incidono sulla dimensione estetica. Le reti di computer e le comunicazioni a distanza assistite da strumenti di tipo elettronico, hanno necessariamente almeno un duplice effetto. Da un lato cambiano la configurazione dei luoghi di lavoro, dall'altro obbligano gli operatori ad affidarsi a sistemi altamente complessi di cui solo alcuni gruppi professionali conoscono in dettaglio il funzionamento. Inoltre, dato che l'evoluzione delle ICT amplia e trasforma considerevolmente le dimensioni di conoscenza tacita nell'organizzazione, lo stesso lavoro del ricercatore muta richiedendo una ulteriore attenzione metodologica da parte del gruppo di ricerca. Proprio per questo si intende far ricorso all'ausilio dei pacchetti di software dedicati all'analisi qualitativa nel corso dell'elaborazione dei dati e delle informazioni raccolte. Il lavoro di ricerca prevede due fasi operative: 1. Ricognizione bibliografica e teorica (otto mesi); 2. Ricerca empirica (sedici mesi). La durata in mesi delle due fasi ipotizzate permette di osservare che la prima corrisponde esattamente per durata e scopi alla prima fase del progetto nazionale, mentre la seconda è intesa come cumulativa delle fasi 2 e 3 del progetto nazionale. Infatti la sequenza ipotizzata dall'unità di Trento vuole racchiudere in un unico periodo la raccolta dati e l'elaborazione poiché queste non sono separabili a priori. Di seguito si riportano in dettaglio le descrizioni operative. La prima fase (8 mesi) sarà interamente dedicata alla ricerca di materiali bibliografici e alla partecipazione e organizzazione di seminari e workshop sui temi rilevanti per la ricerca. Queste attività, per quanto peculiari della prima fase del progetto, proseguiranno incessantemente durante l'arco dei due anni. Allo stato attuale sembra poco opportuno, se non controproducente, fissare un quadro di riferimento teorico eccessivamente rigido, trattandosi di un ambito di studi in piena evoluzione e caratterizzato da un ricco dibattito internazionale. Uno degli sforzi maggiori sarà costituito proprio dalla mappatura dei contributi finora prodotti in questo ambito di ricerca e riflessione e dalla collocazione dell'approccio estetico nel più ampio panorama degli studi organizzativi. Oltre a ciò, sarà ricostruito anche il panorama delle metodologie utilizzate nell'attività empirica dedicata allo studio dell'estetica nelle organizzazioni. Si osserverà quali siano state utilizzate maggiormente e quale sia il rapporto tra approccio estetico, metodologia di ricerca e obiettivi dell'indagine, con lo scopo di osservare se esistano procedure già codificate, anche informalmente, sulla congruenza delle tre dimensioni. Tale lavoro di sistematizzazione dei contributi si intreccia da un lato con gli studi su scienza e tecnica e dall'altro con gli studi sulla produzione artistica, sempre in riferimento allo studio dell'organizzazione. La seconda fase (16 mesi) sarà dedicata all'analisi diretta di alcune organizzazioni complesse che operano nel settore della telemedicina, del mondo delle squadre speciali delle forze armate e dell'Art management. Come anticipato sopra questi mondi organizzativi hanno alcune somiglianze ed alcune differenze. La telemedicina si sta imponendo all'opinione pubblica per la sua rilevanza sociale e per il suo utilizzo massiccio di tecnologia informatica e di telecomunicazione. L'Art management si caratterizza come ambito emergente di creazione e valorizzazione di simbologie e culture nella società e nelle organizzazioni. Le forze armate sono chiamate ad una profonda revisione per rispondere ad una richiesta di crescente professionalizzazione e partecipazione volontaria soprattutto in missioni di pace. Inoltre i gruppi osservati apparterranno in due casi a unità speciali e in due casi al personale che si occupa del mantenimento della funzionalità delle navi e degli aerei per comprendere come le pratiche e le routine consentono il rinnovamento della coesione del gruppo. Tutti contesti organizzativi in profonda trasformazione (si pensi alla costituzione di banche dati, di reti informatiche di comunicazione, di produzione di materiale visivo e audiovisivo) che pongono una forte enfasi sulle dimensioni percettivo-sensoriali. In questi contesti si opererà secondo le metodologie prima indicate, completate dall'analisi documentale dei background organizzativi. Questi materiali saranno elaborati, come anticipato, grazie all'ausilio di pacchetti di software dedicato ispirati alla Grounded Theory.