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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Eventi catastrofici e loro impatto sulla fauna bentonica di fondi mobili infralitorali e mediolitorali: il caso dell'area costiera di Khao Lak, Mare di Andaman, Tailandia.Università di riferimento
Università degli Studi di TORINO - SCIENZE DELLA TERRA - TORINO(TO)Responsabile dell'Unità di ricerca
Donata VIOLANTIDescrizione
Il programma dell'Unità di Ricerca di Torino verterà 1) sullo studio dei foraminiferi, ostracodi e crostacei decapodi presenti nelle tanatocenosi, tafocenosi e popolamenti attuali dell'area costiera di Khao Lak, 2) sulla integrazione dei dati con quelli prodotti dalle Unità di Ricerca di Milano-Bicocca e di Catania ai fini della interpretazione complessiva. L'analisi delle associazioni a foraminiferi bentonici e ostracodi, integrata dallo studio dei crostacei decapodi, offre infatti un valido apporto a ricerche interdisciplinari. La quantificazione delle associazioni a microrganismi presenti in depositi pre-tsunami e post-tsunami, e il confronto con quelle non colpite o poco colpite dall'evento catastrofico del 26 dicembre 2004, sono basate su metodologie poco costose e abbastanza veloci e permettono di valutare, in tempi brevi e con costi relativamente ridotti, il danno sofferto dai popolamenti infralitorali, la velocità di ritorno alle condizioni originali oppure lo stabilirsi di associazioni diverse da quelle originali, in conseguenza di modificati parametri chimico-fisici (ad es. alterazione dei fondali, apporti dalle aree emerse). Lo studio dei decapodi può fornire un'ulteriore elemento per la verifica di quanto e come lo tsunami abbia influito sui popolamenti tipici dell'areale, in collaborazione con le analisi sulle associazioni ad invertebrati condotte dalle Unità di Milano-Bicocca e di Catania. Le caratteristiche alimentari del gruppo (onnivori, predatori e principalmente spazzini) possono far ipotizzare che l'abbondanza di materiale organico depositato a seguito dell'evento catastrofico sia stato sfruttato dai decapodi per incrementare la popolazione, una volta ristabilitesi le condizioni ambientali. Ad un anno o poco più di distanza dalla catastrofe, misurate le classi di taglia della popolazione, e attraverso l'esame quali-quantitativo delle larve presenti, potrebbe già essere valutabile se si tratti di popolazioni "giovani" o "mature" e quindi dedurre l'impatto dell'evento.Data la scarsità o assenza di dati scientifici sulla distribuzione locale dei taxa oggetto della ricerca, il programma avrà anche un'immediata ricaduta scientifica. Si prevede infatti: 1) la descrizione tassonomica delle specie rinvenute, 2) l'analisi quantitativa degli esemplari vivi e morti all'atto del prelievo, 3) la definizione di associazioni correlate ai dati sedimentologici, fisico-chimici e biocenotici prodotti dalle altre unità di ricerca, 4) la possibile documentazione della valenza ecologica (microhabitat, regime trofico ecc.) dei taxa più significativi. L'analisi dei gusci carbonatici di foraminiferi ed ostracodi in catodoluminescenza e lo studio del rapporto isotopico del 13C nei sedimenti sono inoltre previsti per fornire elementi utili alla quantificazione del danno ambientale sulle comunità bentoniche.
L'attività prevede la partecipazione alle missioni in Tailandia e alle riunioni di lavoro periodiche finalizzate alla pianificazione delle operazioni e al confronto dei dati, la preparazione dei dati qualitativi e quantitativi ottenuti dall'Unità di Torino per l'elaborazione statistica presso l'Unità di Milano-Bicocca. Il programma scientifico operativo prevede le attività che seguono:
Primo quadrimestre del primo anno
1) Raccolta della documentazione bibliografica, in collaborazione con le altre unità di ricerca e tramite le strutture di ricerca locali.
2) Collaborazione alle attività di campionamento a mare e di trattamento preliminare dei campioni a bordo, che comportano: a) campionamento dell'interfaccia acqua-sedimento e dei depositi immediatamente sottostanti, b) campionamenti in immersione, c) stesura di transetti dai mangrovieti alla linea di battigia e posizionamento di un virtuale reticolo (con lato maglia da stabilirsi) sulla spiaggia, per evidenziare la presenza di foraminiferi e ostracodi infaunali e di decapodi semiterrestri; per questa fase si cercherà di utilizzare la tecnica del visual census e della cattura-rilascio, per non alterare lo stock della popolazione; d) nelle aree di campionamento verranno prelevati campioni di plancton (tramite retini) per valutare la presenza degli stadi larvali dei decapodi.
Secondo e terzo quadrimestre del primo anno
1) Partecipazione a riunioni di lavoro finalizzate alla definizione delle linee guide per la successiva attività di studio e di elaborazione dei dati.
2) Analisi in laboratorio per lo studio delle biocenosi e delle tanatocenosi, focalizzato su foraminiferi, ostracodi e decapodi, secondo i criteri di approccio definiti in collaborazione con le unità di Milano-Bicocca e di Catania.
Secondo anno
1) Collaborazione all'eventuale lavoro di campo, per attuare – sulla base di quanto ottenuto il primo anno – tecniche e tipologie di campionamento più mirate e/o incrementare i dati già raccolti.
2) Conclusione delle analisi tassonomiche, preparazione delle liste faunistiche con i valori di abbondanza da fornire all'Unità di Milano per le successive elaborazioni statistiche (Q-mode cluster analysis, MDS). Studio in catodoluminescenza dei gusci carbonatici (foraminiferi, ostracodi), analisi del rapporto isotopico del 13C nei sedimenti. Le analisi isotopiche verranno effettute presso il laboratorio privato ISO4, operante in convenzione nei locali del Dipartimento di Scienze della Terra di Torino. Le datazioni 14C verranno svolte in collaborazione con le altre unità di ricerca.
3) Ripresa fotografica digitale ed elaborazione informatizzate delle immagini di foraminiferi e ostracodi, finalizzata alla descrizione morfologica e strutturale dei taxa identificati.
4) Partecipazione ad una riunione di lavoro finalizzata alla valutazione degli effetti del maremoto, dei tempi di ricolonizzazione e alla formulazione di un modello dell'evoluzione ambientale nella sequenza pre-impatto/impatto/post-impatto, per l'integrazione finale dei risultati ottenuti dai singoli gruppi di ricerca.
5) Allestimento di atlanti dei foraminiferi e dei crostacei (ostracodi, decapodi), come pubblicazione e in versione informatizzata.
6) Collaborazione alla pubblicazione dei dati complessivi, pubblicazione di dati specialistici relativi ai gruppi tassonomici analizzati dall'Unità di Torino.



