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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Programma di ricerca

MALATTIE, AMBIENTE E SOCIETA' ALLA CORTE GRANDUCALE DI FIRENZE: STUDIO STORICO, ARCHEOLOGICO E PALEOPATOLOGICO DELLE DEPOSIZIONI FUNEBRI DEI MEDICI (SECOLI XVI-XVIII)
Università di riferimento
Università degli Studi di ROMA "La Sapienza" - MEDICINA SPERIMENTALE E PATOLOGIA - ROMA(RM)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Luciana Rita ANGELETTI
Descrizione
Le fonti storico-mediche, archivistiche, iconografiche e letterarie forniscono informazioni spesso precise sui tempi e sulle modalità di diffusione, sui quadri sintomatici e clinici, sul corso e decorso di specifiche malattie infettive e dell'evoluzione dei rispettivi trattamenti terapeutici. I dipinti e gli affreschi dei "Trionfi della morte" nel corso del medioevo, le rappresentazioni dei flagelli della peste, le cronache, le opere letterarie (Boccaccio) e gli atti legislativi di polizia sanitaria e di igiene pubblica in tempo di epidemie, divengono strumenti di conoscenza di partenza per un'indagine paleopatologica e paleomicrobiologica che ricostruisca l'evoluzione, la distribuzione e l'incidenza della malattie infettive del passato. Alcune tra le malattie infettive e parassitarie endemicamente più diffuse in Italia in evo moderno (tubercolosi, sifilide, malaria, tifo) rappresentano oggi un settore di studio di grande attualità per l'igiene e l'epidemiologia, grazie alla loro diffusione in paesi in via di sviluppo, alle caratteristiche peculiari che in contesti diversi di popolazioni assumono, al grado possibile della loro "re-importazione" in Europa, e nello specifico in Italia, dove si assiste ora a fenomeni di recrudescenza favorita dalla resistenza ai farmaci tradizionali di alcuni ceppi batterici agenti di malattie. Tali patologie rappresentano naturalmente una causa di morte trascurabile nel mondo occidentale, grazie ad una serie di fattori che vanno dall'individuazione e controllo dei vettori, alle vaccinazioni, alla disponibilità di antibiotici ed antivirali, ma anche, più genericamente, al miglioramento delle condizioni igieniche, abitative e di vita (miglioramento dell'alimentazione, disponibilità di acqua potabile, educazione sanitaria con particolare riferimento all'allevamento dei bambini, ecc…). A tal fine appare estremamente utile ricostruire la storia delle malattie infettive nel passato, la loro distribuzione geografica, i rispettivi "vettori" di contagio, e le modalità con cui si sono presentate in un territorio specifico (Toscana) in evo moderno.
Come scienza che studia le lesioni patologiche sui resti organici umani del passato ed eventuali agenti patogeni in essi rinvenuti, la paleopatologia si avvale dell'analisi storico-medica di fonti letterarie, documentarie, archivistiche ed iconografiche dei periodi storici in cui i singoli individui, riesumati ed analizzati, sono vissuti.
La ricostruzione dell'ambiente sociale e culturale, del sapere medico, delle conoscenze cliniche, chirurgiche e terapeutiche del passato è infatti un fattore essenziale per coadiuvare l'indagine anatomo-patologica, istologica, molecolare ed epidemiologica sui resti umani antichi, sia a livello individuale (per delineare la storia clinica, il decorso patologico ed una diagnosi di morte di una singola persona), sia in generale per tracciare una storia delle malattie che tenga conto dell'interazione ambientale, sociale e culturale nel corso dei secoli.
La conoscenza della concezione fisiologica del corpo umano e della patogenesi delle malattie nelle diverse epoche storiche è necessaria per ricostruire un quadro completo delle ipotesi di diagnosi e dei trattamenti terapeutici per una determinata patologia nel passato, in relazione ai dati paleopatologici e diagnostici ricavati dai resti analizzati.
Analogamente, le misure di prevenzione, di igiene pubblica e polizia sanitaria, e la costruzione di appositi ospizi di ricovero dei malati in tempo di epidemie, come lebbrosari, lazzaretti ed ospedali per sifilitici, sono elementi fondamentali per comprendere l'evoluzione, i processi di endemizzazione ed i fattori concausali della crescita o della diminuzione della virulenza, della recidività e della latenza delle malattie infettive. L'indagine paleopatologica consente, inoltre, di acquisire dati sulle abitudini alimentari e sugli stili di vita che costituiscono una base di confronto con quanto ricavato dalle fonti storiche e letterarie tramandateci.
La vasta campionatura di mummie artificiali rinvenute nell'Italia centro-meridionale (Basilica di San Domenico Maggiore, Napoli; Chiesa dei Morti di Urbania, Marche) ad opera del Prof. G. Fornaciari ha poi permesso di effettuare uno studio sulle tecniche d'imbalsamazione dei corpi umani, in relazione ai metodi ed alle procedure descritte da autori, medici e non, nell'evo moderno, ricostruendo l'evoluzione dell'arte della mummificazione dalla clisterizzazione dei defunti, all'eviscerazione, totale o parziale, dei cadaveri, sino all'affermazione del metodo delle iniezioni intravascolari di liquori disseccanti e conservativi.
Il progetto di ricerca "Malattie e regime di vita nell'Italia centro-meridionale dei secoli XIII-XIX: fonti biologiche e storico-letterarie" - COFIN 2003 - ha dimostrato l'importanza di una collaborazione interdisciplinare tra le diverse unità, sia nella ricostruzione storico-medica delle malattie, sia per l'elaborazione di dati epidemiologici, sia per la storia dell'imbalsamazione religiosa dei corpi e dei rituali funebri.
Il presente progetto di ricerca intende proseguire l'indagine paleopatologica e storico-medica sulle 49 deposizioni funebri della famiglia Medici conservate nelle Cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze, nella ricostruzione del complesso dei fattori patogeni ambientali, raccogliendo il numero più alto possibile di riferimenti pertinenti alla biografia e alle vicende familiari degli individui presi in esame, in modo tale da delinearne l'anamnesi, in accordo con l'unità di Firenze.
Il fine ultimo è integrare i dati biomedici con la prospettiva temporale propria dei dati biografici e questi ultimi con la concretezza contenutistica precipua dei primi. Tuttavia i dati biografici ricorrono in cenni brevi, in richiami incidentali o in riferimenti allusivi, dei quali vanno colti costruzione formale, tono, figuralità retorica, almeno quanto va considerata l'attendibilità, giacché si tratta di digressioni anche solo di espressioni verbali, intercalate negli atti documentari e nei testi narrativi. E' perciò compito dell'Unità di Ricerca decodificare la terminologia, censire i vocaboli tecnici e classificare le locuzioni nosografiche delle fonti. Nel suo insieme la ricerca verrà quindi articolata su due livelli:
a) ricerca e sistematizzazione di fonti scritte, edite e non, che permettano di stabilire una relazione tra condizioni di vita, malattie e terapie, specifiche dei contesti sociali in cui vissero i rappresentanti della famiglia Medici rinvenuti nel corso delle riesumazioni;
b) ricostruzione della storia del rapporto con il cadavere e delle tappe fondamentali inerenti la sanità pubblica e la disciplinizzazione e regolamentazione delle sepolture, sia dal punto di vista medico, sia da quello sociale e religioso;
La ricerca verrà quindi articolata in diverse fasi:
1) Ricerca di testi e documenti, dei rispettivi periodi storici cui appartennero i Medici oggetto dell'investigazione paleopatologica, pertinenti le patologie riscontrate e diagnosticate;
2) Analisi dei testi che documentano l'evoluzione dei sistemi dignostici e terapeutici delle principali patologie riscontrate sui resti della Famiglia Medici
3) Ricostruzione dell'evoluzione delle conoscenze mediche e dei trattamenti terapeutici per ogni patologia riscontrata dalle équipes dei paleopatologi;
4) Studio e comparazione delle tecniche di imbalsamazione artificiale dei corpi dei Medici in confronto alle mummie già analizzate di Napoli ed Urbino.