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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
Sul tema della città mediterranea:
AA.VV., Nefta, città-oasi dello Chott El Djèrid, Icaro n.9, Gangemi, Roma-Reggio Calabria 2001
AA.VV., "Le città del Mediterraneo", atti del I Forum Intern. Dipartimento Architettura e Analisi della Città Mediterranea, Jason ed., Reggio Calabria 2001
AA.VV., "Le città del Mediterraneo. Alfabeti, radici, strategie ", atti del II Forum Intern. Dipartimento Architettura e Analisi della Città Mediterranea, Kappa., Roma 2002
AA.VV., Mediterraneo, Il mare delle complessità, Roma 1996
A. Almagro, Planimetria de las ciudades hispano-musulmanas, in "Al Quantara", VIII, 1987
W. Barbero, La Tunisia, Milano 1982.
A. Eslami, M. Morini , Alla ricerca di una identità, in "Spazio e società", n. 57, 1992
B. Lewis, L'Europa e l'Islam, Roma- Bari 1990
Magreb, Enviromental Design, Roma 1985
L.Micara, Architetture e spazi dell'Islam. Le istituzioni collettive e la vita urbana, Carucci ed., Roma 1985
P. Laureano, "La piramide rovesciata. Il modello dell'oasi per il pianeta Terra", Bollati Boringhieri, Torino 1998
P. Laureano,"Giardini di pietra. I Sassi di Matera e la civiltà Mediterranea", Bollati e Boringhieri, Torino 1993
P. Laureano, "Sahara, oasi e deserto", Giunti, Firenze 2001
Rivista Qantara, Magazine des cultures arabe et méditerranéenne, tutti i numeri in uscita

sulla metodologia:
AA.VV. (a cura di M. Giovannini), Le sezioni dello Stretto, Jason, Reggio Calabria 2001
M. Arena, Architetture moderne. Catania, Messina, Reggio Calabria, Kappa, Roma 2002
F.Borrelli, A.Quistelli, R.G.Brandolino, I.Pennisi, Habitat 1 - Trasformazioni dell'ambiente e del costruito: l'area portuale di Gioia Tauro tra il bacino e l'entroterra, Jason, Reggio Calabria 1999
F.Borrelli, A.Quistelli, C.Griffo, I.Pennisi, Habitat 2 - Trasformazioni dell'ambiente e del costruito: l'area portuale di Gioia Tauro tra il bacino e l'entroterra, Jason, Reggio Calabria 2000
D.Colistra, Reggio Calabria l'architettura e la città, Jason, Reggio Calabria 1999
G.Curti, La rappresentazione del progetto di architettura, Jason, Reggio Calabria 1999
F.Fatta (a cura di), Geometria e rappresentazione, Reggio Calabria 1998
F.Fatta (a cura di), Piccole case grandi architetti. Il disegno di progetto, Biblioteca del Cenide, Reggio Calabria 2000
F.Fatta, Luci del Mediterraneo. Fari di Calabria e Sicilia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002
G.Ginex, Disegno e decostruzione, Jason, Reggio Calabria 1997
G.Ginex, Luoghi della memoria, Jason, Reggio Calabria 1998
M.Giovannini (a cura di), La regione dello Stretto, Gangemi, Roma 1996
M. Giovannini, Alfabeti mediterranei. Necessità d’abitare, in Controspazio n. 105
M.Giovannini (a cura di), Identità a confronto, Reggio Calabria 1997
M.Giovannini (a cura di), Il disegno dell'architettura, Reggio Calabria 1997
M.Giovannini (a cura di), Le carte Reggine, Jason, Reggio Calabria 1997
M.Giovannini (a cura di), Le città abbandonate della Calabria, Kappa, Roma 2001
V.Macrì, Attraverso il disegno comprendere l'architettura, Reggio Calabria 1996
V.Macrì, Disegno, rilievo, modello, Reggio Calabria 1997
V.Macrì, Le strutture voltate, Biblioteca del Cenide, Reggio Calabria 1997
S. Nucifora, Architetture di trincea, segno e disegno dei forti umbertini, Biblioteca del Cenide, Reggio Calabria 2002
P. Raffa, La casa maghrebina, Biblioteca del Cenide, Reggio Calabria 2002

Programma di ricerca

Spazi e culture del Mediterraneo. Misura, analisi, comprensione, valutazione e storia per la conoscenza e il monitoraggio dei processi trasformativi in area mediterranea.
Università di riferimento
Università degli Studi "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA - ARCHITETTURA E ANALISI DELLA CITTA' MEDITERRANEA - REGGIO CALABRIA(RC)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Massimo GIOVANNINI
Descrizione
Aspetti generali.
La ricerca si propone di studiare architetture e luoghi di alcune aree significative delle regioni del Maghreb, della Sicilia, della Calabria e delle isole minori al fine di definire
- specificità insediative;
- emergenze architettoniche;
- sistemi territoriali;
Le basi generali della ricerca riguardano:
- gli approcci teorici sull'architettura;
- i quadri storici di riferimento;
- le riflessioni sulle dinamiche di sviluppo urbano e territoriale in relazione agli ambiti culturali che ne definiscono matrici comuni e specificità locali.
Gli strumenti della ricerca sono:
- le fonti d'archivio;
- il rilevamento architettonico e urbano;
- la rappresentazione dell'architettura, del territorio e dell'ambiente indagati;
- l'analisi grafica per la conoscenza, la verifica e la critica dei casi di studio presi in esame per una valutazione"multicriteria"e "metaprogettuale".
Gli ambiti della ricerca possono essere individuati in alcuni campioni di studio: dall'architettura nomade, alle architetture rurali, agli insediamenti trogloditi, agli spazi e ai luoghi di culto, ai luoghi di scambio e di mercato, gli organismi abitativi a corte, ai recinti, alle strutture architettoniche e urbane lette come contesti dinamici e culturali rispetto ai territori in cui sono collocati.
L'architettura e l'ambiente sono frutto della molteplicità di relazioni che hanno strutturato nel tempo un determinato luogo. La morfologia, la tecnica, l'economia, il clima, la storia e gli altri infiniti fattori specifici che in termini generali possono riassumersi come "fattori culturali"concorrono a determinare l'identità di un luogo.
La rappresentazione dei diversi insediamenti presenti nelle zone d'indagine può divenire strumento di analisi della modificazione sia di un'architettura che di una città. Della loro organicità fatta di micro catastrofi quotidiane. Per studiare e comprendere i processi costitutivi, i modi di aggregazione urbana, le singole architetture, i rapporti col territorio e con la storia.
Una ricerca distribuita su una vasta area geografica che ha l'intento di produrre una metodologia di lettura della composizione urbana al fine di ragionare su "segni" elementari messi in evidenza attraverso gli strumenti concettuali e metrici del disegno di rilievo.

Aspetti disciplinari
Al fine di precisare i confini della ricerca e i tempi di attuazione, occorre specificarne l'ambito disciplinare.
La totalità degli afferenti al gruppo di lavoro ha sperimentato, da oltre un decennio, un sistema collaudato di approcci alla conoscenza e all'analisi dei luoghi che ha prodotto, tra l'altro, studi significativi su architetture e insediamenti urbani concentrati inizialmente tra Sicilia e Calabria e successivamente nelle isole e nei paesi del bacino del Mediterraneo. Il metodo di indagine utilizzato è quello del rilievo architettonico e urbano, condotto con strumentazioni tradizionali e con strumentazioni topografiche informatizzate.
Il rilievo è una pratica di ricerca ad ampio raggio che si può riassumere in quattro punti principali riguardanti: 1. la definizione degli scopi; 2. dei princìpi; 3. dei criteri di base; 4. delle nozioni sulle quali esso si articola.
1. Definizione degli scopi
Scopo primario del rilievo è la conoscenza critica e scientifica (dunque orientata, valutativa, verificabile e trasmissibile) e la documentazione ordinata della consistenza quantitativa e qualitativa (fisico - spaziale, metrica, storica, relativa allo stato d'uso e di conservazione, …) del patrimonio architettonico, archeologico e paesaggistico, che il rilevamento stesso contribuisce a definire.
2. Definizione dei princìpi
Esito del rilevamento è la costituzione di "modelli" disciplinarmente tematizzati (rappresentazioni critiche e scientifiche della realtà fisica e delle sue componenti metriche, storiche ed estetiche) e della formazione di un "archivio" che si costituisce come luogo in cui si deposita, si ordina e si elabora la conoscenza (di cui al punto precedente). Così inteso, l'archivio comprende di conseguenza l'idea di databank e deve potersi prestare alle relative elaborazioni.
Il principio fondamentale che esso deve mantenere è il rapporto tra "documento" e "monumento" messo a punto dalla scuola storica francese e che riguarda il rilievo in modo specifico. (cfr. Le Goff, Jacques: "Documento/monumento", lemma dell'Enciclopedia, vol.III, Einaudi, Torino, 1978).
3. Criteri di base
Come ogni disciplina, il rilievo si articola attorno ad alcune nozioni critiche fondamentali che la nozione di modello riassume e le principali sono quelle di "mimesi" e di "misura".
Si tratta di nozioni ereditate dalla culturaclassica e rinascimentale. Al modello sono inscindibilmente connessi i concetti di analogia e di omologia, nonché quello di critica (selezione, giudizio).
Alla mimesi quello di verità (disvelamento, aletheia); alla misura quello di tecnica (modalità e perfezione operativa, tekné).
Inoltre, risulta centrale la nozione di codificazione geometrica (e semantica) che le "forme della rappresentazione" implicano e richiedono.
4. Nozioni fondamentali
Oltre a essere finalizzati alla conoscenza e alla documentazione per la formazione dell'archivio, il processo e i contenuti del rilevamento debbono essere tematizzati: rispondere cioè anche temi che li inquadrino, li qualifichino, li caratterizzino progettualmente e formalmente.
A differenza della finalizzazione (esterna) che riguarda l'attività pratica, il tema costituisce una scelta culturale e precisa (interna) da parte del rilevatore. La scelta del tema imposta la componente progettuale del rilievo e ne istruisce l'intero processo.
Con le dovute approssimazioni si può affermare l'analogia secondo la quale, in riferimento alla progettazione, la finalità sta alla funzione come il tema sta alle scelte tipologiche, stilistiche o formali dell'architettura.


Aspetti organizzativi
Individuato il tema e specificato il metodo di ricerca, segue il progetto attuativo secondo tre fasi distinte.

Prima fase: il reperimento dei materiali di base
Recupero delle carte topografiche, dei disegni di rilievo, di una adeguata bibliografia tratta dalle biblioteche specialistiche (centri studi sulle architetture e le città nordafricane).
Individuazione dei luoghi di indagine più significativi, progetto di un itinerario di ricerca, programmazione logistica delle visite di studio.

Seconda fase: approccio con i luoghi e rilevamento architettonico e urbano
L'approccio con i luoghi deve consistere in un'accurata ricognizione per la valutazione degli aspetti dimensionali, geometrici e formali delle architetture, nel giusto collocamento del quadro storico e ambientale che le hanno prodotte.
Il rilevamento, e cioè la lettura di ciò che l'architettura è, la ricerca filologica della "verità" dell'architettura, acquista il valore aggiunto della prova documentata che quella architettura, in quel luogo, ha ragione di esistere veramente. Una testimonianza che ne asserisce la permanenza formale e ne indica i criteri per la trasformazione futura nel progetto.
Questo primo contatto con i luoghi dovrà evidenziare tutte le qualità formali e ambientali del costruito, qualità che serviranno anche ad indirizzare il rilevatore verso le tecniche e pratiche più idonee.
L'approccio iniziale servirà anche a programmare tutto il lavoro successivo, sia per quanto riguarda il tipo e il numero delle attrezzature, sia per quanto concerne i tempi di attuazione, sia inoltre per quanto concerne il tipo e il numero dei grafici che si dovranno eseguire.
La scelta dei metodi di rilevamento (diretto e strumentale) sarà dettata dalla specificità del sistema architettonico che si affronterà e in ogni caso i metodi utilizzati dovranno integrarsi per garantire il migliore risultato.
Selezionati i campioni in precedenza rilevati secondo strumentazioni tradizionali e topografiche (schizzi, disegno dal vero, rilievo manuale, ecc.) si procederà alla rappresentazione del rilievo per essere indagato alle varie scale di lettura e alla costruzione di modelli informatici in 3D.
L'unità di ricerca intende inoltre costruire modelli grafici delle aree più significative, mettendo in evidenza gli elementi d'integrazione tra architettura e ambiente, costruendo modelli tridimensionali realizzati con le tecniche convenzionali (con DTM o per curve di livello o con ricostruzione algoritmica delle superfici).

Terza fase: decostruzione ontologica delle parti e giudizio di valore
Il rilevamento e la conoscenza approfondita dei luoghi e delle architetture indagati deve condurre al ritrovamento di "paradigmi architettonici" utili a definire esempi, modelli formali, costanti e variabili che servano a formulare "abachi comparativi" per la conoscenza e la selezione dei temi da approfondire.
Questa fase tenderà alla individuazione degli archetipi che, pur assumendo storicamente configurazioni formali o immagini precise, sottendono il riferimento ad una "archeologia" (nel senso conferito da Michel Foucault), a forme strutturali teoriche che li definiscono come tipo e come principio (cronologico, ma anche strutturale e genetico), in grado di generare una molteplicità di produzioni. L'archetipo da recuperare si costituisce come materiale della progettazione e rispetto al quale gli elementi complessivi dell'architettura trovano una ragione oltre che formale anche strutturale e funzionale capace di assicurare al progetto uno "sviluppo sostenibile".
L'organismo architettonico prescinde dalla scala dimensionale, esso può riferirsi a un elemento dell'architettura (un muro/sistema divisorio tra interno e esterno, un cancello/sistema d'accesso tra pubblico e privato, una pavimentazione/definizione di una superficie orizzontale, ecc...) oppure a un ambito più complesso come una casa privata, un edificio pubblico, una strada, un recinto, una piazza, un mercato, un quartiere, una città.
Il quadro delle realtà territoriali, ambientali e insediative che verrà a comporsi potrà avere una ricaduta "consapevole" sullo sviluppo sostenibile di questi luoghi. L'analisi del principio insediativo si trasforma in principio compositivo. Si tratta di coniugare le nozioni di storia e di memoria con quelle di contesto fisico. La sostenibilità in questo caso è riscontrabile nella cultura del progetto sedimentato nella storia degli insediamenti; le componenti atmosferiche, climatiche e ambientali, nel loro complesso, sono tutte riferite alle implicazioni di tempo e di luogo, sostanziate da un continuo mutamento delle forme che tuttavia sedimenta tracce sovrapposte e leggibili per ragioni di stile e di linguaggio dell'architettura.
Attraverso numerose "campagne di rilevamento", espletate a seguito delle attività di ricerca condotte all'interno del Laboratorio di Sintesi Finale "Città Mediterranea", sono stati individuati gli elementi e gli organismi architettonici selezionati per la ricerca.
Avere l'opportunità di studiare e analizzare, inoltre, il patrimonio insediativo e architettonico dello Jabal Al Gharbi consentirà di portare in Libia quanto sperimentato precedentemente e di estendere il progetto di rete informatica in corso di elaborazione con alcune regioni del Maghreb.