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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
- ALESSANDRINI G., Gli intonaci nell'edilizia storica: metodologie analitiche per la caratterizzazione chimica e fisica, in Biscontin G., 1985 (a cura di) L'intonaco: storia, cultura e tecnologia, Atti del convegno (Bressanone 24-27 giugno 1985), Libreria Progetto, Padova 1985
- ARCOLAO C., Le ricette del restauro. Malte, intonaci e stucchi dal XV al XIX secolo, Marsilio, Venezia 1998
- AUBERT M., Les enduits dans les constructions du Moyen Age, in “Bulletin Monumental”, CXV, 1957, 2, pp. 111-117
- AUTENRIETH H.P., Il colore dell'architettura, in Lanfranco e Wiligelmo. Il duomo di Modena, Panini, Modena 1984
- AUTENRIETH H.P., Aspetti della policromia romanica in Lombardia e a Pavia, in "Annali di Storia pavese", 14-15, 1987
- AUBERT M., Les enduits dans les constructions du Moyen-âge, in "Bulletin Monumental", 115, 1957, pp. 111-117
- AVAGNINA M.E., GARIBALDI V., SALTERINI C., Le strutture murarie degli edifici religiosi di Roma nel XII secolo, in “Rivista dell’Istituto nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte”, XXII-XXIV, 1976-77, pp. 173-253.- BARAGLI S., L’uso della calce nei cantieri medievali (Italia centro-settentrionale): qualche considerazione sulla tipologia delle fonti, in “Archeologia dell’Architettura”, II, 1997, pp. 125-139
- BIANCHI G., I segni dei tagliatori di pietre negli edifici medievali. Spunti metodologici ed interpretativi, in “Archeologia dell’Architettura”, II, 1997, pp. 25-38
- BRUNORI V., Funzione e decorazione: rifiniture, malte e intonaci nelle tecniche murarie medievali in Italia, in E. De Minicis, E. Guidoni (a cura di), I laterizi in età medievale, dalla produzione al cantiere, Roma 2001, pp. 222-231
- CAPERNA M., Il restauro delle chiese romane durante il pontificato di Pio IX: preesistenze e rinnovamento figurativo, in Architettura: processualità e trasformazione, Atti del convegno internazionale di studi, Roma 24-27 novembre 1999, a cura di M. Caperna e G. Spagnesi, Roma 2001, pp. 505-516
- Il colore nel Medio Evo: arte simbolo tecnica,. Atti delle Giornate di Studi (Lucca, 5-6 maggio 1995), Istituto Storico Lucchese, Scuola Normale Superiore di Pisa, Pisa 1996
- CORTONESI A., Fornaci e calcare a Roma e nel Lazio nel Basso Medioevo, in Scritti in Onore di Filippo Caraffa, Anagni 1986, pp. 277-307
- Delle tecniche di finitura superficiale, in “Rassegna di Architettura e Urbanistica”, XXXV, 2001, 103/104
- DITTSCHEID C.B., Il colore ed i Cistercensi, in “Bollettino d’Arte”, 48, 1988, pp. 119-122
- FRATINI F.; GIOVANNINI P., Tecniche di esecuzione degli intonaci e delle finiture superficiali nell'architettura medievale campana, in: Superfici dell'architettura: le finiture. Atti del convegno di studi (Bresssanone, 26-29 giugno 1990). a cura di Biscontin G. e Volpin S., Padova, Libreria Progetto Editore, 1990
- DOGLIONI F., Intonaci e autenticità per relazione, in Doglioni F. (a cura di), Stratigrafia e restauro: tra conoscenza e conservazione dell’architettura, ed. Lint, Trieste 1997
- FRANCHI R., FRATINI F., MANGANELLI DEL FA' C., Caratterizzazione degli intonaci mediante l'impiego di tecniche mineralogico-petrografiche, in Biscontin G., 1985 (a cura di), L'intonaco: storia, cultura e tecnologia, Atti del convegno (Bressanone, 24-27 giugno 1985), Libreria Progetto, Padova 1985
- Intonaci colore e coloriture nell'edilizia storica, atti del convegno (Roma, 25-27 ottobre 1984, suppl. al“Bollettino d'arte”, Roma 1986
- LAURENZI TABASSO, M., Le indagini scientifiche per la conservazione degli intonaci, in Cardilli L. (a cura di), Coloriture e trattamenti degli edifici storici a Roma. Atti del convegno (Roma, 27-28 maggio 1987) Editrice IN ASA, Roma 1990, pp. 78-81 (Quaderni di AU, 1990)
- MARTINES R., Colori islamici in Italia. La chiesa di Sant’Eustachio a Scala, in Fiorani D. (a cura di), Il colore dell’edilizia storica, atti del convegno (L’aquila, 13-14 novembre, 2000), Roma 2000
- PAGLIARA P.N., Antico e Medioevo in alcune tecniche costruttive del XV e XVI secolo, in particolare a Roma, in “Annali di architettura”, 10-11, 1998-99, pp. 233-260
- PARENTI R., Intonaci, coloriture e stucchi, contributo alla comprensione del processo di formazione delle strutture murarie, in Biscontin G., Volpin S. (a cura di), Superfici dell'Architettura: le Finiture. Atti del convegno di studi (Bressanone, 26-29 giugno 1990), Libreria Progetto Editore, Padova 1990
- PERONI A., Osservazioni sul rivestimento nell’architettura del medioevo: paramento, intonaco, affresco e ceramica, in Atti del XII congresso internazionale della ceramica (Albisola, 31 maggio-3 giugno 1979), Albisola 1983, pp. 7-19
- ROSSI MANARESI R., GRILLINI G.C., TUCCI A., Finitura del cotto e della pietra con particolare riferimento ad esempi ferraresi, in Malte, intonaco e colore per la conservazione dei paramenti esterni, atti del convegno nazionale, Ferrara, inserto de “La Pianura”, 1, 19889, Camera di Commercio di Ferrara 1989, pp. 35-43
- ROSSI MANARESI R., Intonaci e stucchi in area padana, in “Bollettino d’Arte”, s. VI, 73, 1992, pp. 133-146
- ROSSI MANARESI R., Materiali e finiture nell’edilizia storica bolognese. Ipotesi sull’immagine della città, in “Bollettino d’Arte”,s. VI, 84-85, 1994, pp. 167-182
- ROSSI MANARESI R., Le finiture esterne nelle costruzioni storiche ferraresi, in Di Fabio M. R. (a cura di), Architettura e Restauro. Una città: Ferrara, Ferrara 1999, pp. 115-123
- VITOLO S., Contributo per una bibliografia critica relativa agli studi e ricerche su malte e intonaci storici, in Bressanone 1994, Padova 1994.

Programma di ricerca

Conoscenza delle tecniche costruttive storiche: protocolli e strumenti innovativi per la diffusione e l'applicabilità al processo di conservazione
Università di riferimento
Università degli Studi de L'AQUILA - ARCHITETTURA ED URBANISTICA - L'AQUILA(AQ)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Donatella FIORANI
Descrizione
La prima fase della ricerca riguarderà la ricostruzione dello stato dell’arte relativo alle conoscenze delle modalità costruttive dell’edilizia storica, con particolare riferimento all’Italia centrale. Tale ricognizione risponde da una parte alla necessità di ricostruire un quadro organico completo degli studi sull’argomento in ambito nazionale, interfacciando l’attività con le altre unità operative di ricerca e, in particolare, con il coordinamento nazionale, dall’altra all’opportunità di contestualizzare il problema conoscitivo degli elevati anche in relazione con le altre componenti dell’organismo architettonico. Sarà in particolare ricostruito il profilo degli studi sulle tecniche costruttive esistenti in Umbria, Marche e diverse provincie dell'Emilia Romagna, nonché sarà fornita ampia collaborazione al lavoro di costruzione del sito Web previsto da parte dell’Unità Operativa 1. Seguirà la raccolta di materiale bibliografico inerente al tema, inizialmente senza alcuna preclusione geografica e cronologica. Saranno anche studiati i trattati e la manualistica storica, da Vitruvio e Alberti in riferimento alle indicazioni relative ai rivestimenti e ai trattamenti di finitura superficiale. Si approfondirà poi, in particolare, la letteratura relativa al contesto medievale e dell’Italia centrale, prendendo questa volta in considerazione anche le monografie, soprattutto le più recenti, sulle grandi fabbriche, dalle quale è possibile estrapolare riscontri materiali interessanti. Partirà in parallelo la campagna di rilevamento sui siti: si indagheranno gli edifici distribuiti nel territorio, selezionando quelle architetture, religiose e civili, che mantengono rivestimenti e finiture di sicura origine medievale. Un doppio canale legherà la ricerca su casi di studio emergenti (grandi fabbriche religiose, complessi architettonici particolarmente significativi sotto l’aspetto delle finiture) e sull’edilizia minore diffusa nel territorio (siti abbandonati, ruderi di chiese o di fortificazioni).
Saranno analizzate a vista (e, eventualmente, con un mirato rilievo grafico) le caratteristiche compositive e costitutive dei materiali e, quando possibile (in presenza di cantieri di restauro o di manufatti ridotti allo stato di rudere), con analisi di laboratorio su campioni di prelievo. Un altro filone d’indagine analizzerà le testimonianze documentarie relative allo stato di finitura degli edifici (rappresentazioni in affreschi, miniature, altri tipi di illustrazione), allo scopo di desumere almeno le caratteristiche figurative superficiali dell’architettura medievale. La ricerca prevede un particolare approfondimento rivolto al tema delle finiture interne delle chiese, analizzate nella loro logica figurativa e costitutiva sincronica e nelle trasformazioni diacroniche da esse subite. Verranno in altri termini individuate alcune fabbriche rappresentative dell’Italia centrale in cui indagare per via documentaria e diretta le vicende costruttive legate agli elevati, con particolare riferimento ai rivestimenti e ai trattamenti di finitura dall’età medievale a quella moderna, compresi gli eventuali trattamenti di restauro più recenti e le problematiche conservative più evidenti.
Si attendono dalla ricerca risultati diversi che, in generale, potranno riguardare:
- partecipazione alla costituzione dell’Atlante delle ricerche sulle tecniche costruttive a scala nazionale, con implementazione della banca dati e del sito web centrale;
- incremento delle conoscenze in merito alle finiture superficiali del materiale lapideo e laterizio destinato a rimanere in vista: potranno essere studiati le modalità di trattamento decorativo adottate su pietre diverse e su mattoni, gli strumenti impiegati, la presenza o meno di lucidature ecc., la presenza di simulazioni o sottolineature che partecipino alla configurazione architettonica generale;
- incremento delle conoscenze in merito ai rivestimenti semplici ad intonaco di malta aerea o idraulica, in gesso, con terra cruda: composizione della malta, numero e consistenza degli strati di rivestimento, disposizione in elevato, finte apparecchiature laterizie o lapidee, articolazioni per piani ecc.;
- studio del rapporto fra murature e rivestimenti: aderenza e compatibilità, modalità costruttive. Un aspetto particolarmente interessante riguarderà la comprensione dell’esistenza di un’effettiva prassi di intonacatura negli apparati murari più regolari (murature in conci, in blocchetti, in mattoni ecc.), fenomeno non ancora pienamente chiarito dagli studi esistenti;
-incremento delle conoscenze in merito alla presenza e alle modalità di tinteggiatura (affresco, tinte a fresco, tinte a calce, tempere, oli ecc.);
- incremento delle conoscenze in merito ai temi decorativi e formali, tecniche di lavorazione (spolvero, graffito ecc.);
- incremento delle conoscenze in merito ai rivestimenti a stucco (composizione, spessori, tecnologia, motivi figurativi ecc.):
- incremento delle conoscenze in merito all’eventuale presenza di finiture su materiali diversi (sagramatura o lucidature su mattoni, tinte su legno ecc.);
- incremento delle conoscenze in merito alle modalità di rapporto fra facies diverse di finitura, con particolare riferimento agli spazi ecclesiastici interni (rimozione e sostituzione, rimozione e presentazione in vista dell’apparato costruttivo, mimetismo, rappezzo, citazione ecc.).
Chiariti gli aspetti materiali e storico-geografici si spera di riuscire a desumere, dai risultati delle indagini, la presenza di ‘scuole’ di maestranze, di flussi d’importazione, anche embrionali, di materiali, come già si è riscontrato, ad esempio nel Lazio con la pozzolana, ed eventuali altri riscontri utili ad una più approfondita comprensione del fenomeno costruttivo storico. Sarà quindi più semplice focalizzare gli aspetti della ricerca maggiormente legati alla conservazione relativi in particolare a:
- individuazione e localizzazione delle finiture medievali superstiti;
- stato di conservazione delle finiture medievali;
- eventuale compresenza di rivestimenti successivi e modalità di raccordo (presenza di scalpellature, rattopppi, demolizioni e rifacimenti ecc.);
- eventuale presenza di passate azioni manutentive o di restauro;
- valutazione dei loro esiti nel tempo;
- proposte di una metodica conservativa (sostenibilità ambientale di alcune tecniche costruttive storiche, formulazione di una metodologia d’intervento e di procedure tecnico-operative, protocolli per la didattica e la formazione di tecnici, proposte per una sensibilizzazione diffusa per le problematiche conservative dell'architettura storica).
La ricerca terrà conto di tutti gli eventuali raccordi possibili con le altre unità operative, favorendo in particolare il confronto e l'integrazione con le unità che svolgono ricerche parallele sul medesimo tema dei rivestimenti o che indagano nello stesso contesto geografico, onde poter riscontrare affinità e differenze costitutive e figurative riconducibili a fasi storiche e contesti territoriali diversi e, soprattutto, poter mettere a punto una comune strategia per la diffusione e l'applicabilità di metodiche conservative condivise.