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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
RUANO DE LA IGLESIA, LUCINIO (ed.), San Juan de la Cruz, Obras Completas, Madrid, BAC, 1982.
KRYNEN, JEAN, Saint Jean de la Croix et l'aventure de la Mystique espagnole, Toulose, Presses Universitaires du Mirail, 1990.
ELIA, PAOLA, Gli scritti autografi di Juan de la Cruz. Edizione e Indice delle occorrenze, L’Aquila, Japadre Editore, 1991.
BARUZI, JEAN, San Juan de la Cruz y el problema de la Experiencia mística, Valladolid, Junta de Castilla y León, 1991.
ASTIGARRAGA, JUAN LUIS (ed.), et al., Concordancias de los escritos de San Juan de la Cruz, Roma, Teresianum, 1990.
ACTAS del Congreso Internacional Sanjuanista (Avila, 23-28 de septiembre de 1991), Valladolid, Junta de Castilla y León, 3 vols. 1993.
Hermeneutica y mistica: San Juan de la Cruz, José Angel VALENTE - José LARA GARRIDO (eds.), Madrid, Tecnos, 1995.
SANCHEZ, DIEGO MANUEL, San Juan de la Cruz. Bibliografía Sistemática, Madrid, Editorial de Espiritualidad, 2000.
SAN JUAN DE LA CRUZ, Cántico espiritual y poesías completas, edición de Paola Elia y María Jesús Mancho, Barcelona, Crítica, 2002.
SAN JUAN DE LA CRUZ, Obras completas, ed. di Eulogio Pacho, Burgos, Monte Carmelo, 2003.

Programma di ricerca

Ecdotica e tradizione culturale in area iberica.
Università di riferimento
Università degli Studi de L'AQUILA - CULTURE COMPARATE - L'AQUILA(AQ)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Paola ELIA
Descrizione
L'unità si prefigge di far luce sulla trasmissione delle opere di San Juan de la Cruz, e risolvere i problemi ecdotici connessi per lo più con l'antica consuetudine di manipolare la dottrina del mistico nel corso della trasmissione. Il processo di revisione delle Declaraciones de las canciones (Subida, Noche, Cántico e Llama) non si arrestò, infatti, neppure con le prime stampe delle Obras completas. Nel corso della diffusione delle copie manoscritte, ma anche di edizione in edizione, è stupefacente il progressivo allontanarsi dalla lezione originale, e dunque dalla volontà dell'autore, essenzialmente per scrupolo di ortodossia o volontà chiarificatrice, non senza intenti censori e smorzature stilistiche. La ricostruzione di questo processo appare essenziale sia per capire il modo in cui il testo mistico è stato letto sino al 1912 (data dell'edizione di Toledo curata da Gerardo de San Juan de la Cruz, che per la prima volta riproduce la lezione dei manoscritti considerando apocrife le versioni delle edizioni), sia per illuminare i processi di trasformazione. E dallo studio della tradizione discenderà una sequela di elementi rilevante per il testo critico, e se ne potrà ricavare una lezione di valore generale intorno alla tradizione del testo mistico (con la situazione curiosa che dei testimoni descripti chiariscono certi meccanismi della tradizione da cui discendono).
Allo scopo di ricostruire stemmaticamente le tradizioni degli scritti mistici di San Juan, in vista della futura edizione critica delle Obras completas, nella prima fase della ricerca si estenderà la collatio ai testimoni della tradizione manoscritta che non sono stati presi in considerazione nelle precedenti ricerche, e si esamineranno dettagliatamente e si preciseranno tipologia e consistenza delle innovazioni introdotte nel corso della trasmissione. Si terrà ovviamente conto conto anche delle versioni delle declaraciones modificate dai primi editori e riprodotte nelle Obras espirituales per tre secoli: dal 1618 al 1912 (Alcalá, Viuda de Andrés Sánchez Expeleta, 1618; Barcelona, Sebastián de Cormellas, 1619; Madrid, en casa de la Viuda de Madrigal, 1630 e Sevilla, Francisco de Leefdael, 1703).
Contestualmente si provvederà ad approntare una griglia esaustiva degli interventi ortodossizzanti -- non di rado chiaramente censori -- compiuti sulle plurime versioni dei testi in prosa sanjuanisti, in modo da definire le principali strategie di manipolazione seguite dai successivi revisori. Quindi, si tenterà di tracciare il profilo dogmatico-ideologico di tali strategie, contestualizzandole nell’ambito della ricca trattatistica teologico-predicatoria del Seicento spagnolo. Proprio perché ogni tergiversazione del pensiero del santo carmelitano rappresenta una spia dell’interpretazione ufficiale che s’intendeva avallare, l’ermeneutica delle lezioni apocrife servirà a far luce anche sulla storia della prima ricezione critica delle declaraciones sanjuaniste. In particolare, poi, l’analisi del discorso mistico nelle differenti versioni dei commenti vuole sostenere il lavoro filologico-ecdotico di distinzione fra lezioni d’autore e lezioni apocrife.
Si prevede, infine, un dettagliato studio linguistico, morfologico e semantico delle versioni A e B del Cántico e della Llama. Anch’esso mira, da un lato, a distinguere fra lezioni genuine e rifacimenti, dall’altro vuole, invece, approfondire i meccanismi e le dinamiche della lingua di San Juan de la Cruz: ampiezza-ristrettezza dei campi semantici, polisemia delle immagini, intersezioni fra strutture morfologiche e valori semantici, tecniche definitorie, usi linguistico-stilistici.