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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Lessico enciclopedico degli animali nella cultura greca e romanaUniversità di riferimento
Università degli Studi di TORINO - FILOLOGIA, LINGUISTICA E TRADIZIONE CLASSICA - TORINO(TO)Responsabile dell'Unità di ricerca
Giulio GUIDORIZZIDescrizione
La storia del rapporto fra uomo e animale si articola in termini che oscillano fra il tentativo di rappresentare in modo realistico l'animale oggetto di descrizione e la possibilità di considerare l'animale come elemento significante in grado di attivare una serie di immagini simboliche, suggerite dalla sua etologia e dalle sue caratteristiche peculiari. Modi di dire, metafore, associazioni, proverbi sono soltanto alcune delle possibilità su cui poggia il vocabolario utilizzato dalla società umana per rappresentare se stessa in rapporto con il mondo animale.Nella storia delle interpretazioni simboliche degli animali un ruolo importante è occupato da una declinazione tutt'altro che secondaria dell'universo zoomorfo: il doppio astrale dell'animale, una silhouette formata di stelle che acquisisce naturalmente, rispetto alla sua versione "naturale", un surplus di caratteristiche simboliche.
Il carattere eminentemente simbolico dell'animale astrologico non ne fa, tuttavia, un'entità svincolata dalla dimensione reale: l'animale fatto di stelle è funzionale, utile perché in grado di influenzare pensieri e azioni degli uomini in modo addirittura più potente e pervasivo di quanto accada con l'animale esistente, con cui l'essere umano intrattiene un rapporto di familiarità e/o di estraneità. La geografia celeste è, infatti, anche ciò che aggancia la mutevolezza e corruttibilità della realtà terrena con la dimensione eterna della vita astrale (Manilio). Basti pensare per esempio all'influenza negativa esercitata dalla costellazione del Cane (Canis maior, Canis minor) sugli umori terreni di uomini e animali (Canicula, Seirios, vd. Opere e giorni di Esiodo) o alla precisa correlazione fra le diverse costellazioni e le parti del corpo umano: l'Ariete controlla la testa e, dunque, i pensieri, lo Scorpione controlla il collo, il Leone controlla le scapole ecc.
L'animale fatto di stelle intrattiene dunque un rapporto di segno ambivalente con il mondo reale: è da un lato una potenza che esercita un influsso che in qualche modo sfugge al dominio dell'uomo e, dall'altro, inserito fra le costellazioni, è un segno all'interno di una cornice più ampia di segni, che può e dev'essere interpretato secondo le leggi dell'ermeneutica peculiari della divinazione e della magia (si vedano a tal proposito i classici studi di Boll, Bouché-Leclercq, ma anche Hübner, Sicuteri).
Sul piano operativo, all'interno della voce di lessico individuata in cooperazione con le singole unità componenti il progetto, l'unità torinese si propone di arricchire il dossier con le varie articolazioni della rappresentazione dell'animale nello zodiaco: elementi simbolici presenti nella definizione dell'animale, funzione del singolo animale in rapporto all'influenza astrale da esso esercitata e al problema della divinazione, rappresentazione iconografica (lì dove si rilevino sostanziali differenze rispetto al modello suggerito dall'osservazione dell'animale reale).
Una sezione significativa della voce sarà quella costituita dagli animali stellari che gli antichi interpretavano come catasterismi di animali reali (si pensi al classico esempio di Ariete frutto del catasterismo dell'ariete fantastico su cui viaggiarono Frisso e Elle, del cane Maira mutato in stella, del leone di Nemea trasformato in costellazione etc.).
La descrizione del catasterismo, infatti, forse più ancora della definizione del quadro astrale presente nei manuali, è spesso la sede in cui l'animale stellare acquisisce una connotazione precisa e originale.
Gli animali considerati sono sia quelli delle costellazioni zodiacali (ariete, toro, leone, scorpione, ecc.) sia quelli delle altre costellazioni (come per esempio il cigno, ossia la forma presa da Zeus per sedurre Leda, e l'aquila, ossia l'uccello simbolo di Zeus).
Le fonti analizzate saranno i trattati di astronomia (Arato, Igino, Manilio, pseudo-Eratostene, scolii ad Arato e a Germanico), i mitografi (Apollodoro, Igino, gli scolii omerici…), ma anche tutte le testimonianze di lingua greca e latina (da cui saranno, in accordo con il progetto generale, escluse le fonti in cui sia chiara l'influenza esercitata dalla cultura giudaico-cristiana) che permettano la ricostruzione di una visione completa delle caratteristiche e delle funzioni di un animale astrale: basti pensare al ruolo assegnato fin dalle Opere e giorni di Esiodo all'influenza della canicola (del Cane quindi) sulla vita degli uomini. Particolare rilevanza sarà assegnata allo studio degli Astronomica di Igino (in particolare il libro II) che occupano una posizione centrale nella tradizione dell'astrologia mitologica antica.



