Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca»Unità di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
UNITA' DI RICERCA
italiano - english
Bibliografia
Inquadramento generale: mondo brezio, fonti letterarie1988
A. MELE, I Brettii secondo Diodoro, Trogo e Strabone, in Per un'identità culturale dei Brettii, Napoli 1988, 187-194.
1989
P. G. GUZZO, I Brettii : storia e archeologia della Calabria preromana, Milano 1989.
1995
I Brettii, a cura di G. De Sensi Sestito, Soveria Mannelli 1995:
I. Cultura, lingua e documentazione storico-archeologica;
II. Brettii, II, Fonti letterarie ed epigrafiche.
2002
F. LA GRECA, Fonti letterarie greche e latine per la storia della Lucania tirrenica, Roma 2002.
Temesa e Terina
1916
P. ORSI, Nocera Terinese – Ricerche al Piano della Tirena sede dell’antica Nuceria, Nsc 1916, 335-362.
1968-1969
P. ZANCANI MONTUORO – L. QUILICI – M. GUARDUCCI, Ricerche intorno a Temesa, in AttiMemMagnaGr, 9-10, 1968-69, 7-58.
1969
P. ZANCANI MONTUORO, Dov'era Temesa?, in RendNap, 44, 1969, 11-23.
1972
G. MADDOLI, La Tabula Peutingeriana e il problema dell'ubicazione di Temesa, in PP, 27, 1972, 331-343.
E. Pozzi, Per lo studio della circolazione monetale in età greca nel territorio dell’odierna Calabria, PP, 29, 1974,40-69.
1979
R. SPADEA, Fonti su un insediamento della piana di S. Eufemia Lamezia (Terina ?),in Klearchos, 21, 1979, 5-53.
1982
Temesa e il suo territorio, Atti del colloquio di Perugia e Trevi, 30-31 maggio 1981, G. MADDOLI (ed.),Istituto per la storia e l'archeologia della Magna Grecia. Magna Grecia, 2, Taranto 1982.
E. GRECO, Temesa e Cosentia, in AnnAStorAnt, 4, 1982, 57-62.
1983
A. MELE, L’eroe di Temesa tra Ausoni e Greci, in E. LEPORE - A. MELE, Pratiche rituali e culti eroici in Magna Grecia, in Modes de contacts et processus de transformation dans les sociétés anciennes, Actes du Colloque de Cortone, 24-30 mai 1981, organisé par la Scuola normale superiore et l'Ecole française de Rome avec la collaboration du Centre de recherches d'histoire ancienne de l'Université de Besançon, Rome 1983, 847-896.
1984
G. CAMASSA, Dov’è la fonte dell’argento. Una ricerca di protostoria mediterranea, Palermo 1984.
1990
A Sud di Velia I – Ricognizioni e ricerche 1982-1988, Taranto 1990:
L. Annunziata – S. Paoli, Ricognizione territoriale nella valle del Savuto: relazione preliminare, 177-199.
R. Spadea, Scavi sul Piano della Tirena, 165-176
1991
R. SPADEA, Il territorio a sud del Savuto. Ancora su Temesa e Terina, in Epéios et Philoctète en Italie. Données archéologiques et traditions légendaires, Actes du Colloque international, Lille 23-24 novembre 1987, Naples 1991, 117-130.
N. VALENZA MELE, Ricerche nella Brettia – Nocera Terinese, Pubblicazioni del Dipartimento di Discipline Storiche, Napoli 1991.
1992
A. J. DOMÍNGUEZ MONEDERO, El héroe de Temesa, in Héroes, semidioses y daimones, Primer encuentro-coloquio de ARYS, Jarandilla de la Vera, diciembre de 1989, Madrid 1992, 33-50.
N. VALENZA MELE, Per una definizione dell'ager Tempsanus, in AttiMemMagnaGr, 1, n. s., 1992, 155-172.
M. VISINTIN, La vergine e l'eroe. Temesa e la leggenda di Euthymos di Locri, Bari 1992 (Scrinia, 4).
1995
Eredità della Magna Grecia, Atti del Trentacinquesimo Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto 6-10 ottobre 1995, Taranto 1998:
G. DE SENSI SESTITO, Bollo osco da Piano della Tirena (Nocera Terinese), 699-702.
G. F. La Torre, Il sacello tardo-arcaico di Campora S. Giovanni (CS). Relazione preliminare, 703-722.
1996
G. F. LA TORRE, [Il culto dell'eroe di Temesa], in Mito e storia in Magna Grecia, Atti del Trentaseiesimo convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto 4-7 ottobre 1996, Taranto 1998, 366-372.
A. M. BIRASCHI, Kaluka pege in Paus. VI 6, 11? A proposito del dipinto di Temesa, PP, 51, 1996, 442-456.
1999
G. F. LA TORRE, Forma Italiae, 38. Blanda, Lavinium, Cerillae, Clampetia, Tempsa. Lucania et Bruttium I. Serie IGM 1 : 50000, Firenze 1999.
Tra l’Amato e il Savuto, a cura di G. De Sensi Sestito, Soveria Mannelli 1994-1999:
I. Terina e il Lamentino nel contesto dell’Italia antica, 1994;
II. Studi sul Lamentino antico e tardo-antico, 1999.
2002
G. F. LA TORRE, Un tempio arcaico del territorio dell'antica Temesa. L'edificio sacro in località Imbelli di Campora San Giovanni, Roma 2002.
Programma di ricerca
Greci e Indigeni sulle coste del basso Tirreno: fonti storico-letterarie, evidenze archeologiche, indagini geo-archeometriche.Università di riferimento
Università degli Studi di NAPOLI "Federico II" - DISCIPLINE STORICHE - NAPOLI(NA)Responsabile dell'Unità di ricerca
Giovanna GRECODescrizione
L'indagine territoriale ed archeologica nel comprensorio di Nocera Terinese (Cz), in Calabria, rappresenta il punto centrale del programma della presente Unità di Ricerca. Questa fascia costiera del golfo lamentino, tra Temesa e Terina, rappresenta un settore-chiave del basso Tirreno per le problematiche e le finalità complessive del progetto.Temesa e Terina non costituiscono, dunque, solo dei riferimenti geografici, quanto piuttosto i "contesti" storici, archeologici, territoriali in cui si riflettono non pochi aspetti delle dinamiche insediative tra Greci ed Indigeni, che alimentano un dibattito completamente aperto.
Il lavoro dell'Unità di ricerca, dunque, intende affrontare l'analisi di questo settore, partendo da un'accurata studio del comprensorio di Nocera Terinese, nel cui ambito gravita il sito di Pian della Tirena, da più parti attribuito all'antica Temesa.
Gli obiettivi della ricerca mirano ad una lettura ampia, complessiva ed organica di quest'area, finalizzata ad una ricostruzione del paesaggio antico e delle dinamiche insediative che ne caratterizzano le diverse fasi di occupazione.
In tal senso la ricerca si propone di raccogliere e strutturare una base documentaria estesa, programmando le attività su due direttrici principali: la conoscenza delle forme di occupazione del territorio e la conoscenza delle fasi insediative di Pian della Tirena, sito che ha restituito, finora, le tracce più consistenti di occupazione in antico.
L'indagine archeologica mirata, la ricognizione accurata del territorio e l'elaborazione di un sistema informativo territoriale costituiscono gli strumenti operativi della ricerca.
La creazione di una base documentaria ampia può consentire di valutare, in maniera organica, tutti i dati geo-storici ed archeologici del comprensorio, che, in un quadro univoco, possano restituire un profilo più definito del "sinus ingens terinaeus".
L'approccio al territorio ed allo scavo è stato programmato in una prospettiva interdisciplinare, come evidenzia l'organizzazione delle varie Unità di ricerca, condizione indispensabile per raggiungere conoscenze adeguate alla scala di intervento e articolate secondo i diversi aspetti che interagiscono nella ricostruzione di un possibile modello insediativo.
L'attività nel comprensorio nocerino, inoltre, si inserisce nel quadro delle ricerche avviate dall'Università Federico II negli anni '80 e riprese recentemente in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, con l'appoggio logistico dell'Amministrazione locale e la disponibilità dei proprietari di Pian della Tirena, per quanto riguarda le indagini archeologiche. La Federico II, inoltre, renderà disponibile il supporto tecnico-informatico del suo ‘Laboratorio di Archeologia'.
1. L'indagine archeologica.
Lo scavo di Pian della Tirena, come si è visto, resta ancora legato ad interventi parziali, non sistematici e di dimensioni limitate.
L'area di Pian della Tirena è costituita da un ampio pianoro (km. 1x0,5 circa), caratterizzato da una leggera pendenza in direzione O-S/O, di forma rettangolare allungata, proteso verso il mare, accessibile agevolmente solo dal versante orientale, come ricorda anche il toponimo di "Porta Vecchia". A Nord e a Sud il pianoro risulta inquadrato da due corsi d'acqua, rispettivamente il Savuto ed il Fiume Grande, la cui presenza doveva senza dubbio aver favorito l'occupazione del pianoro. Oggi l'area, interessata da uliveti e da un vigneto, è sottoposta a vincolo totale da parte della Soprintendenza.
Le indagini archeologiche, che costituiscono una parte fondamentale del programma di ricerca, andranno mirate sia alla lettura diacronica del sito sia a quella propriamente topografica.
Punto essenziale e dirimente, nel dibattito su Pian della Tirena e della sua possibile interpretazione come Temesa-Tempsa, appare l'individuazione e l'inquadramento delle fasi di occupazione del sito, nel tentativo di proporne una periodizzazione esaustiva e quanto più possibile definitiva. Sarà indispensabile, infatti, definire una griglia cronologica complessiva ed analizzare quali siano, in primo luogo, le presenze più antiche, che allo stato attuale non sembrano risalire oltre il VI sec. a.C. In tal senso il lavoro promuoverà un'analisi puntuale delle stratigrafie di Pian della Tirena, finora mai affrontata sistematicamente, dal momento che quasi nessuno dei vecchi sondaggi ha mai raggiunto i livelli sterili. In questa lettura, ampia e mirata, delle stratigrafie che caratterizzano il pianoro si intende raccogliere tutti i dati sui processi deposizionali, sulla conformazioni dei depositi stratigrafici, e, naturalmente, sulla cronologia degli stessi processi di formazione, che offriranno un primo livello di analisi dell'area.
In questa prima griglia cronologica andrà inserita tutta la documentazione di carattere topografico, con l'obiettivo di definire le dinamiche insediative sul pianoro, nell'ambito delle diverse fasi riconosciute. Sarà indispensabile, infatti, definire l'organizzazione di ciascuna fase insediativa (impianto urbanistico, presenza/assenza e percorso dei circuiti difensivi, strutturazione dello spazio urbano, presenza di aree specializzate per attività produttive, organizzazione dello spazio privato, etc.), le eventuali sovrapposizioni, il rapporto con il paesaggio antico, con le risorse ambientali, il profilo economico, le eventuali relazioni con altre comunità limitrofe. Il supporto delle Unità di ricerca III e IV (geologia, geofisica, archeometria), consentirà un approccio interdisciplinare estremamente mirato e coeso nella lettura del sito. La stessa programmazione dei sondaggi, al di là delle "tracce urbanistiche" emerse negli scavi pregressi, potrà essere sviluppata sulla base delle indagini geognostiche, curate dall'Unità di ricerca IV.
La conoscenza dei modi di occupazione del sito non può, naturalmente, prescindere dall'analisi della sua cultura materiale, soprattutto nella prospettiva, avanzata da N. Valenza Mele e ripresa dal Van Compernolle che, già nel VI sec. a.C., a Pian della Tirena fossero attestate attività produttive di ceramica (coppe ioniche), così come, per l'età ellenistica (anfore cd. greco-italiche). Il programma di indagini archeometriche, condotto in sinergia con l'Unità di ricerca III, intende individuare i filoni di argilla e gli impasti locali, consentendo di riconoscere e studiare le produzioni ceramiche della comunità di Pian della Tirena.
L'analisi quantitativa e qualitativa della ceramica, così come degli altri materiali provenienti dal pianoro, dunque, offrirà gli strumenti di lettura non solo del profilo culturale delle diverse fasi dell'insediamento, ma permetterà di contestualizzare il sito di Pian della Tirena nel complesso quadrante geografico che si è tentato di definire prima.
1.1. Fasi operative
1.1.1 Raccolta della documentazione disponibile:
- documentazione bibliografica e d'archivio;
- raccolta e studio della cartografia storica;
- raccolta e studio dei dati desumibili dalla letteratura erudita del Settecento e dell'Ottocento;
- raccolta e digitalizzazione/vettorializzazione della cartografia moderna
- raccolta e digitalizzazione della documentazione fotografica;
- normalizzazione dei dati;
- implementazione della banca dati.
1.1.2. Programmazione dei sondaggi archeologici:
- ricognizione preliminare di tutto il pianoro, caratterizzato da una altissima concentrazione di reperti di superficie, per poter valutare il quadro cronologico d'insieme, le fenomenologie di erosione e dilavamento che hanno potuto interessare i depositi archeologici, la quantità e l'incidenza dei fattori di disturbo antropico (colture, arature, terrazzamenti, etc.);
- trasposizione su cartografia digitalizzata dei dati emersi dalla ricognizione di superficie;
- valutazione comparata dei dati emersi dalle indagini geofisiche e dalle relative restituzioni cartografiche;
- realizzazione di sondaggi archeologici mirati, sulla base delle conoscenze pregresse, dei dati preliminari raccolti e delle indagini geognostiche;
- schedatura e campionatura delle strutture edilizie e delle tecniche costruttive.
1.1.3. Analisi e catalogazione dei reperti mobili:
- riordino dei materiali in deposito, provenienti dai precedenti scavi;
- analisi e catalogazione, quantitativa e qualitativa, dei reperti mobili, provenienti dai vecchi e dai nuovi scavi (schede RA, TMA, TMR);
- restituzione grafica e fotografica;
- campionatura degli impasti, in sinergia con l'Unità di ricerca geo-archeometrica, e compilazione di Schede di campionatura;
- creazione di una banca dati delle campionature degli impasti:
- individuazione e definizione, con l'ausilio delle indagini di laboratorio, delle produzioni locali.
2. La ricognizione territoriale.
Il quadro geologico ed ambientale in cui si inserisce Pian della Tirena è caratterizzato da terrazzi, posti a ridosso della fascia costiera, costituiti generalmente da conglomerati arenari, posti a quote oscillanti tra i 200 ed i 400 m. s.l.m. Nella piana costiera sono diffusi impianti seminativi, anche se la coltura dominate, soprattutto nell'interno, è quella dell'olivo e della vite; i terrazzi quaternari, invece, ad una quota media di 250 m. sul mare garantiscono le condizioni ideali anche per il pascolo, considerata la presenza di sorgenti perenni (Pietramone, Cannella). Il fiume Savuto costituisce un elemento fondamentale per le vie di comunicazione con la valle del Crati e di qui con lo Ionio.
In questo quadro ambientale il lavoro di ricognizione intende ricostruire, nei limiti del possibile, il profilo del paesaggio antico, interessato, in tempi recenti, da fenomeni molto repentini di trasformazione (deforestazione, costruzione di infrastrutture stradali, etc.). La ricognizione intensiva potrà offrire dati determinanti per lo studio delle dinamiche insediative del comprensorio nocerino, integrando ed ampliando i primi interventi di venti anni fa. Saranno individuati i processi di stratificazione del paesaggio, le tipologie delle risorse archeologiche (insediamenti, siti/non siti, etc.), i fenomeni di continuità/discontinuità insediativa, in senso cronologico e territoriale, le forme insediative e le eventuali specializzazioni dello spazio, le forme di interazione con l'ambiente e di sfruttamento delle risorse naturali, le relazioni con centri a maggiore densità insediativa.
I dati, analizzati ed elaborati nella prospettiva crono-topografica, costituiranno l'ossatura del sistema informativo territoriale, che potrà offrire tutte le soluzioni cartografiche e la gestione/ interrogazione della banca dati per la lettura complessiva del territorio.
2.1. Fasi operative.
2.1.1 Raccolta della documentazione disponibile (questa fase è in comune con quella propedeutica allo scavo (punto 1.1.1):
- raccolta della documentazione bibliografica e d'archivio sul territorio;
- raccolta e digitalizzazione della cartografia storica;
- raccolta e studio dei dati desumibili dalla letteratura erudita del Settecento e dell'Ottocento;
- censimento della toponomastica storica dell'area;
- censimento dei vincoli ministeriali gravanti sull'area;
- raccolta e digitalizzazione/vettorializzazione della cartografia moderna disponibile, compresa quella tematica (carta dell'utilizzo dei suoli; carte del rischio dell'Autorità di bacino, etc.);
- raccolta della documentazione fotografica ed aerofotogrammetria.
- normalizzazione dei dati;
- implementazione della banca dati.
2.1.2. Attività di ricognizione:
- individuazione delle aree destinate a ricognizione cfr. IGM F. 236 II SE Nocera Terinese), con previsione di almeno 50 kmq.
- individuazione delle aree destinate a campionatura;
- ricognizione sul campo;
- redazione di schede SI, UT;
- posizionamento cartografico delle schede SI, UT;
- redazione di schede MA per beni immobili;
- Implementazione della banca dati.
2.1.3. Analisi e catalogazione dei reperti mobili:
- riordino dei materiali in deposito, provenienti da precedenti ricognizioni;
- analisi e catalogazione, quantitativa e qualitativa, dei reperti mobili (schede RA, TMA, TMR);
- restituzione grafica e fotografica;
- campionatura degli impasti, in sinergia con l'Unità di ricerca geo-archeometrica, e compilazione di Schede di campionatura;
- creazione di una banca dati delle campionature degli impasti;
- analisi comparata con i repertori provenienti dal Pian della Tirena.
3. Il Sistema Informativo Territoriale.
La necessità di affrontare uno studio territoriale, di un comprensorio caratterizzato da alte potenzialità storico-archeologiche, ma contraddistinto da una documentazione scarsa, lacunosa, occasionale, trova efficace supporto nella realizzazione di un sistema informativo.
La piattaforma GIS consentirà di gestire in maniera organica la base di dati raccolti che comprenderà sia quelli provenienti da studi pregressi, bibliografia, archivio sia quelli derivati dal lavoro sul campo. Anche questi ultimi dati si caratterizzeranno per tipologie di informazioni differenti, da quelle dello scavo stratigrafico a quelle della ricognizione territoriale.
In questa ottica si produrrà lo sforzo maggiore di integrazione, in un sistema informativo flessibile, tra dati di scavo e indagine territoriale.
La realizzazione e l'implementazione del sistema seguirà parallelamente lo svolgimento delle diverse attività del progetto, attraverso un sistema di data entry basato su un alto indice di normalizzazione dei dati, che consentirà interventi di catalogazione, archiviazione ed indicizzazione ad alto grado di omogeneità.
Le diverse banche dati, prodotte nell'ambito delle varie Unità di ricerca afferenti al progetto, dialogheranno e confluiranno in un sistema unico, che consentirà di analizzare, attraverso tematismi correlati, tutti gli aspetti del territorio, da quelli geo-fisici a quelli storico-letterari-archeologici.
Tra gli obiettivi dei tematismi cartografici si segnalano: l'analisi geo-pedologica e paleoambientale, la definizione del grado di leggibilità delle risorse archeologiche, la distribuzione dei siti, la distribuzione topografica delle evidenze archeologico-archiettoniche con report qualitativi e quantitativi, la distribuzione cronologica delle evidenze, la distribuzione di tecniche costruttive e materiali edilizi, la definizione delle possibili relazioni tra la distribuzione dei siti e le variazioni ambientali antiche e moderne o di carattere storico-topografico, la definizione dei rapporti tra distribuzione dei siti e viabilità, individuazione dei rapporti tra aree insediate, risorse ambientali e processi economici.
La piattaforma GIS, gestibile a diversi livelli di fruizione, potrà costituire anche uno strumento di gestione e controllo del territorio, per le attività di tutela della Soprintendenza Archeologica della Calabria. In tal senso assume ancora maggior significato l'inserimento, nel sistema, di cartografie finalizzate, come la carta dei vincoli archeologici e ambientali, in relazione alla carta di distribuzione delle evidenze riconosciute sul territorio.
3.1. Fasi operative.
- Definizione della struttura delle banche dati, dei supporti schedografici e dei criteri di normalizzazione dei dati;
- controllo e validazione del data entry;
- implementazione dei supporti cartografici e georeferenziazione;
- implementazione del sistema informativo con il riversamento delle banche dati prodotte;
- individuazione e definizione dei tematismi, in relazione ai dati raccolti sul campo dalla presente Unità di ricerca e tutte le altre afferenti al progetto;
- individuazione e definizione delle "query";
valutazione del grado di fruibilità, di consultabilità ed accesso alle informazioni, delle capacità di dialogo con altri sistemi.



