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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
B.Croce, La religione della libertà. Antologia degli scritti politici, a cura di G. Cotroneo, Rubettino, Soveria Mannelli 2002;
G. Cotroneo, Questioni crociane e post-crociane, ESI,Napoli
G. Furnari, Sei studi su Benedetto Croce, Rubettino, Soveria Mannelli 2004;
G. Gembillo - G. Giordano - E. Paolozzi, Liberalismo Scienza Complessità, Siciliano Editore, Messina 2004;
G. Magnano San Lio, Filosofia e storiografia. Fondamenti teorici e ricostruzione storica in Dilthey,Rubettino, Soveria Mannelli 2000;
Della libertà commerciale tra Napoli e Sicilia ossia della necessità del libero cabotaggio, in G. Bentivegna, E. Amari, La filosofia, le leggi e la storia, Catania 1992;
Storia comparata delle legislazioni d'occidente dalla caduta dell'Impero insino ai nostri giorni, a cura di G. Bentivegna, Catania 1993.
Critica e Storia di una scienza delle legislazioni comparate. Libro II: Della Storia, a cura di G. Bentivegna, Catania 1996.
F. Coniglione, Introduzione alla filosofia della scienza (Bonanno editore, Acireale- Roma 2003).
Gianfranco Bosio, Filosofia e scienza della natura nel pensiero di Max Scheler, Padova, Il Poligrafo, 2000;
Millenarismi nella cultura contemporanea : con un'appendice su yovel ebraico e giubileo cristiano, a cura di Enrico I. Rambaldi - Milano 2000;
Raciti Giuseppe, Mechane. Hegel, Nietzsche e la costruzione della illusione, Napoli 2000;
Bentivegna, Giuseppe, Filosofia civile e diritto comparato in Emerico Amari, Napoli 2003

Programma di ricerca

Interculturalità
Università di riferimento
Università degli Studi di MESSINA - FILOSOFIA - MESSINA(ME)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Girolamo COTRONEO
Descrizione
Così come nel corso della prima metà, ma soprattutto durante la seconda, del Novecento, l'"eurocentrismo" che caratterizzava la cultura europea veniva sostituito dal "relativismo culturale", anche se talvolta male inteso e radicalizzato oltre misura; allo stesso modo quest'ultimo concetto o principio regolativi dei rapporti tra le varie culture esistenti sul pianeta Terra, venne sempre più rapidamente sostituito, o, se si preferisce, superato, da quello di "interculturalità". La differenza tra i due concetti è notevole: con il primo si intende il riconoscimento dovuto a ogni cultura da parte delle altre, le quali da essa possono mutuare - senza per questo venirne egemonizzate - nuove idee, nuove categorie filosofiche o etico-politiche, fermo restando tuttavia che ognuna di esse insiste sul proprio territorio, nell'area geografica dove è nata e dove i suoi valori sono condivisi;il secondo,invece, riguarda la convivenza di più culture sul medesimo territorio: "Interculturalità" non è però soltanto un atteggiamento, un comportamente "pratico" sul genere, per fornire un esempio, della tolleranza: significa anche, se non soprattutto, un impegno, un lavoro inteso a creare categorie filosofiche o etico-politiche nuove, sotto le quali possono raccogliersi principi e valori diversi, a garanzia di un vivere civile che non annulla le differenze culturali, ma tutte le garantisce.
Il progetto che questa unità - facente capo all'Università degli Studi di Messina - propone nell'ambito del "Programma di ricerca" coordinato a livello nazionale dall'Università degli Studi di Napoli "Federico II", riguarda una particolare esigenza: ripensare sul piano storico che su quello teoretico ed etico-politico alcune categorie e alcuni momenti decisivi della storia dela cultura europea, adeguandoli, senza peraltro deformarli, al momento presente. Questo, infatti, esclude ormai quell'"autoreferenzialità" a lungo praticata dalla nostra cultura, che si trova oggi impegnata quotidianamente in un confronto con quelle che insistono - sia pure in dimensione minoritaria - sul territorio europeo.
Questo ripensamento intende muoversi lungo linee diverse, ma non divergenti tra di loro: tra queste, anzitutto una approfondita riflessione su alcune categorie prodotte dalla filosofia politica del secondo Novecento, quali ad esempio quelle fondate da filosofi della politica come Raymondo Aron e Hannah Arendt, o dai più recenti filosofi americani quali John Rawls, Robert Nozick, Ronald Dworkin, ai fini di accertare la possibilità di usarle come strumenti utili alla creazione dei modelli "interculturali"; la "revisione" dei concetti di cultura e civiltà elaborati nell'Ottocento sia dal neokantismo di Rickert, di Cohen e di Cassirer, sia dalla cultura storicistica tedesca post-hegeliana, quella, ad esempio di Wilhelm Dilthey e di Rudolf Haym, che in quella italiana dello stesso periodo, che trova i suoi punti di riferimento in Romagnosi, Villari, Amari; il dispositivo dialettico - con particolare, ma non esclusivo riferimento a Hegel - elaborato a partire dalla dissoluzione della "razionalità" illuministica; il rapporto tra Oriente e Occidente, tra una conoscenza intuitivo-mistica, tipica del primo e la conoscenza "logica" che caratterizza il secondo, attraverso una rilettura dell'opera di Carl Schmitt e di Ernst Juenger; e ancora, il ripensamento generale del fondamento dei valori.
A queste si aggiungono le ricerche sui rapporti tra il relativismo epistemico-sociologico e i fondamenti "universali" della scienza, messi in crisi dai più recenti modelli del pensiero scientifico occidentale, e quelle relative ai problemi dell'intelligenza artificiale e delle scienze cognitive, ai fini di una rivendicazione della "soggettività" nei confronti degli orientamenti scientisti, che caratterizzano talora in maniera affatto negativa la cultura filosofico-scientifica occidentale, distanziandola da quelle con le quali oggi è chiamata a confrontarsi.
In tale contesto largo spazio sarà riservato al ripensamento della filosofia italiana tra Ottocento e Novecento, movendo dall'opera di Benedetto Croce, il quale, come è noto, ha insegnato che la filosofia nasce da esigenze della vita presente, quale è oggi, appunto, l'"interculturalità"; accanto alla riflessione su questo importante momento della cultura europea del Novecento, la ricerca propone il recupero di alcune interpretazioni della morale e della teoria del diritto di Immanuel Kant, al fine di creare, intorno ai valori universali che esse propongono, un patrimonio comune con le altre culture.
Il progetto proposto da questa unità non si propone quindi di confrontare e discutere in maniera diretta, usando una metodologia di tipo comparativistico, le affinità, le somiglianze, le dissomiglianze tra la cultura europea e quella dei gruppi etnici residenti ormai stabilmente nel suo territorio, ma di creare, attraverso il riesame di alcuni punti decisivi, di alcuni snodi della recente cultura europea, le conoscenze e gli strumenti necessari per rendere veramente operativo quel programma "interculturale" che si vorrebbe allargasse gli orizzanti entro cui la nostra cultura si è finora situata.