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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Il soggetto attivo come capitale sociale. Ricerca, intervento e formazione per lo sviluppo di competenze individuali e sociali.Università di riferimento
Università degli Studi di BOLOGNA - SCIENZE DELL'EDUCAZIONE - BOLOGNA(BO)Responsabile dell'Unità di ricerca
Elvira CICOGNANIDescrizione
L'analisi della letteratura scientifica evidenzia come un approccio adeguato alla prevenzione e all'intervento nel contesto di eventi critici e situazioni di emergenza che investono gruppi e comunità richiede, in coloro che sono chiamati a gestirli (es. Forze dell'Ordine, 118, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, amministratori), il possesso di adeguate competenze, di natura non solo tecnica ma anche psicosociale, allo scopo di massimizzare l'efficienza e l'efficacia dell'intervento e favorire nelle persone coinvolte comportamenti autoprotettivi e prosociali, scoraggiando i comportamenti disfunzionali. Ciò presuppone una conoscenza adeguata delle reazioni che le persone manifestano tipicamente nelle situazioni di crisi ma anche delle dinamiche di gruppo e di alcune tecniche per gestirle.Nonostante la crescente consapevolezza nei riguardi dell'argomento negli ultimi anni da parte degli psicologi (cfr. Lavanco, 2003; Giannantonio, 2003; Castelli e Sbattella, 2003), sollecitata anche dalla sempre più frequente diffusione di eventi critici ed emergenze di varia natura, la letteratura esistente appare piuttosto scarna di contributi che aiutino a delineare linee guida chiare e condivise circa i tipi di competenze che dovrebbero far parte del repertorio professionale degli operatori delle emergenze.
Alla luce delle considerazioni precedenti, l'obiettivo generale del programma di ricerca è duplice: conoscitivo e di intervento.
Per quanto riguarda l'obiettivo conoscitivo, si vogliono approfondire le modalità di gestione di eventi critici collettivi, analizzando i fattori personali e socio-contestuali che guidano le risposte cognitive, emotive, comportamentali e interpersonali delle persone coinvolte (popolazione e operatori dell'emergenza).
In secondo luogo, a partire dalle informazioni raccolte dalla letteratura scientifica e dalla fase conoscitiva, si vuole elaborare un modello di intervento mediante la predisposizione di linee guida per gli operatori chiamati ad intervenire nelle situazioni di crisi ed emergenza.
Data l'eterogeneità degli eventi e delle situazioni potenzialmente critiche, in questo contesto si concentrerà l'attenzione su due tipologie di eventi distinti per il livello di prevedibilità e di controllabilità e di conseguenza il diverso impatto che hanno nella comunità in termini di previsione, prevenzione e prontezza al soccorso.
1. eventi collettivi critici prevedibili come le manifestazioni di massa, quali eventi musicali (es. concerti, street rave), manifestazioni sportive (es. partite di calcio, raduni di Formula Uno) e manifestazioni politiche (es. dimostrazioni, convention, manifestazioni di protesta, ecc.);
2. eventi collettivi critici imprevedibili come le maxi-emergenze nei trasporti, connesse al blocco della viabilità e della mobilità.
Nel primo caso si tratta di eventi collettivi che possono costituire un contesto a rischio di incidenti e di insicurezza personale. Questi eventi provocano un impatto non solo durante il loro verificarsi, ma anche nella fase di preparazione (es. necessità di integrazione e coordinamento tra i differenti attori coinvolti, così come di tempestività nell'intervento) che nella fase successiva (es. ricadute possibili sulla comunità con conseguente riorganizzazione/ ricostruzione; gestione dell'opinione pubblica e delle informazioni relative alla responsabilità di eventuali incidenti).
Nel secondo caso si tratta di situazioni imprevedibili di dichiarata gravità in cui molteplici persone si trovano coinvolte in un setting ambientale estremamente complesso, in cui una alterazione del sistema può generare ripercussioni ed eventi negativi ad essa concatenati. La buona gestione dell'evento critico è strettamente legata ad una efficace strategie comunicativa, alla erogazione di un'azione di soccorso integrata, tempestiva, mirata e priva di errori.
Il progetto di ricerca-intervento sarà articolato in due fasi principali.
La prima fase (I anno) sarà dedicata allo studio delle reazioni di individui, gruppi e comunità nei confronti di eventi critici, sia in termini generali, mediante l'analisi della letteratura scientifica disponibile, sia focalizzando l'attenzione su eventi critici (eventi passati ed eventi critici ricorrenti) nel contesto socio-ambientale oggetto di attenzione (Emilia Romagna).
A tale scopo, le attività previste sono le seguenti:
a)realizzazione di una rassegna delle teorie e delle ricerche empiriche, condotte a livello sia internazionale che nazionale, sulle reazioni delle comunità ad eventi collettivi critici e sulle modalità di gestione della situazione.
b)studio di caso di alcuni eventi collettivi critici passati a carattere emblematico, verificatisi nel contesto dell'Emilia Romagna, mediante l'utilizzo di metodi qualitativi come la ricerca d'archivio, l'analisi della stampa e interviste in profondità a testimoni privilegiati (persone comuni, leader informali della comunità e operatori/professionisti coinvolti) e amministratori, con lo scopo di identificare gli elementi socio-ambientali di contesto e comportamentali (es. comportamenti aggressivi-violenti o di sostegno-aiuto) che hanno caratterizzato tali situazioni, e le opinioni di tali testimoni privilegiati circa i fattori che hanno reso o meno efficace l'intervento.
c)raccolta di osservazioni, mediante l'utilizzo di una griglia appositamente predisposta, sui comportamenti individuali e collettivi delle persone, degli operatori dell'emergenza e sull'interazione di questi ultimi con la popolazione, durante tre tipi eventi critici prevedibili nel contesto considerato: manifestazioni sportive, manifestazioni ricreative-musicali e manifestazioni politiche.
Si provvederà ad effettuare un'analisi dei dati raccolti mediante metodi qualitativi (cf. Cicognani, 2002), e a sistematizzare i risultati in un rapporto scritto.
La seconda fase del progetto (II anno) sarà rivolta ad indagare e definire le competenze psicosociali degli operatori e professionisti coinvolti nella gestione delle emergenze (forze dell'ordine, 118, amministratori, Protezione Civile e Vigili del Fuoco).
A tale scopo si prevede di realizzare:
d)una ricerca empirica, mediante la somministrazione di un questionario, a 300 operatori d'emergenza (Forze dell'Ordine, 118, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, amministratori) per indagare una serie di aspetti fra cui: l'esperienza personale di intervento in situazioni critiche, le problematiche poste da tali eventi, le risposte emotive e cognitive alle situazioni di crisi ed emergenza, le competenze che si ritengono necessarie per affrontarle, le rappresentazioni che gli operatori hanno dei comportamenti dei cittadini nelle situazioni di crisi (es. aggressivi vs prosociali e improntati al senso di responsabilità civica). Inoltre, si approfondiranno alcune caratteristiche personali degli operatori che si ipotizzano importanti nel discriminare fra gli operatori più competenti nell'ambito della propria attività e resilienti (cf. ego-resiliency) nei confronti dello stress, fra cui il senso di appartenenza alla comunità, il senso di efficacia collettivo nell'ambito del proprio lavoro, le strategie di coping proattive. Si procederà all'analisi dei dati applicando le elaborazioni statistiche opportune ai dati raccolti.
e)analisi dei protocolli di intervento e delle "buone pratiche" utilizzati dagli operatori dell'emergenza, mediante l'applicazione dell'analisi del contenuto.
f)osservazioni di esercitazioni o simulazioni di situazioni di crisi ed emergenza, mediante l'utilizzo di una griglia appositamente predisposta.
A partire dall'analisi del materiale emerso, opportunamente analizzato e sistematizzato, si procederà quindi all'elaborazione di linee-guida di intervento finalizzate a definire le competenze degli operatori nella gestione degli eventi critici.



