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UNITA' DI RICERCA
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Programma di ricerca
Il pluralismo nella transizione costituzionale dell'area balcanica: diritti e garanzie.Università di riferimento
Università degli Studi di BARI - GIURIDICO DELLE ISTITUZIONI, AMMINISTRAZIONE E LIBERTA' - BARI(BA)Responsabile dell'Unità di ricerca
Marina CALAMO SPECCHIADescrizione
Il progetto per il quale si richiede il finanziamento ministeriale, si propone un'indagine sulla transizione dal costituzionalismo socialista al costituzionalismo democratico-pluralista e una valutazione del consolidamento degli indici di democraticità (diritti politici, sistemi elettorali, partici politici e partecipazione democratica) dei sistemi costituzionali dei paesi considerati (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Kossovo, Serbia-Montenegro, Macedonia e Slovenia).Il progetto si articola in due ampie fasi tematiche: movendo dalla ricostruzione delle scelte costituenti eterodotte e/o condizionate dall'influenza della comunità internazionale nei processi costituenti (in particolare gli accordi di Belgrado del marzo 2002 per Serbia-Montenegro e l'accordo di Dayton del novembre-dicembre 1995 per Bosnia-Erzsegovina, accordi di Rambouillet del 1999 per il Kossovo e la presenza sul territorio di forze di pace) l'indagine si propone di verificare successivamente il concreto consolidamento democratico attraverso la valutazione dell'impatto sulla realtà istituzionale delle originarie opzioni costituzionali in relazione alla configurazione del sistema politico in connessione ai sistemi rappresentativi ed elettorali e alle tecniche di partecipazione della società civile ai processi decisionali pubblici:
a) Con riferimento ai sistemi rappresentativi ed elettorali si propone un'analisi articolata in tre punti: il primo concerne le possibili tecniche di selezione della rappresentanza in relazione alla sussistenza di meccanismi di garanzia delle minoranze etniche e religiose attraverso l'impiego delle cc.dd. "quote riservate": ci si riferisce, ad esempio, all'esperienza Croata e a quella Slovena. La Camera dei Rappresentati croata è composta dagli attuali 124 seggi, di cui 64 sono ricoperti con sistema maggioritario e 60 attraverso una rappresentanza proporzionale con metodo d'Hondt e soglia di accesso del 3%, con una quota riservata alla minoranza nazionale serba che ha diritto a una rappresentanza proporzionale alla popolazione del paese; quattro dei seggi maggioritari sono, invece, la necessaria espressione delle comunità etniche o delle minoranze (ungherese, italiana, ceca, slovacca, russa, ucraina, tedesca e austriaca). Nella Camera dei deputati slovena dei 90 deputati eletti con sistema proporzionale due seggi sono riservati alla minoranza italiana e ungherese.
Il secondo punto di analisi riguarda il sistema rappresentativo realizzato nelle seconde camere: le sperimentazioni sono le più varie e vanno dalla Camera delle Contee croata, nella quale il diritto di elettorato passivo è attribuito in virtù del principio di "residenza" nella contea che è al contempo circoscrizione elettorale e che esprime tre deputati ciascuna eletti con metodo proporzionale (con la citata soglia del 5%) ; alla camera alta slovena i cui quaranta rappresentanti sono espressione delle differenti categorie sociali ed economiche del paese (4 rappresentanti degli imprenditori; 4 degli impiegati; 4 dei contadini, degli artigiani e delle libere professioni; 6 delle attività non economiche; 22 degli interessi locali) con una evidente commistione tra rappresentanza corporativa e rappresentanza territoriale. Ad esclusione dei rappresentanti degli interessi locali, l'elettorato attivo per la seconda camera è attribuito ad ogni cittadino titolare del diritto di voto per la camera bassa purché sia membro di una "comunità di interessi"; l'elezione è indiretta e si avvale di organi elettivi speciali propri di ciascuna "comunità di interessi".
Il terzo punto dell'indagine concerne le diverse scelte che hanno determinato l'adozione di sistemi elettorali differenziati (nella forma del maggioritario e del proporzionale e di procedure elettorali complesse con l'ausilio di "grandi elettori") in relazione ai molteplici livelli di governo territoriale.
In questa fase un'indagine articolata può:
1. evidenziare il processo di aggrgazione /formazione spontanea dei partiti;
2. raccogliere la normativa (leggi, disposizioni, ecc.) concernente i partiti;
3. evidenziare le previsioni costituzionali concernenti i partiti;
4. ripercorrere le esperienze ed il ruolo dei partiti negli anni più recenti ed il loro rapporto con i sistemi elettorali;
5. esaminare la normativa concernente la formazione delle liste, la rappresentanza ed il rapporto tra partiti e maggioranze parlamentari e di governo.
b) Con riferimento alle tecniche di partecipazione della società civile ai processi decisionali pubblici, esse devono essere dirette a individuare, sul piano pre-costituente, il riconoscimento del diritto di autodeterminazione dei popoli e, dunque, dell'autodecisione come strumento principale di legittimazione dei nuovi stati a partire dai diritti delle minoranze riconosciute a livello internazionale, e , sul piano interno, lo sviluppo degli strumenti di democrazia diretta a livello costituzionale e legislativo, nonché la promozione e predisposizione di strumenti di garanzia della trasparenza e legittimità dei processi decisionali, con particolare attenzione alla figura istituzionale dell'Avvocato del Popolo albanese.
In particolare, l'istituto del cd. ombudsman albanese, previsto dalla Costituzione del 1998 nel Titolo VI agli artt. 60-63 è stato istituito con legge n. 8454 del 04/02/1999 intitolata "L'avvocato del popolo": significativamente non si è usato il termine Mediatore bensì quello più ricco di prospettive di "Avvocato del popolo", con l'intento di fondare l'istituto direttamente sulla sovranità popolare, come attribuzione propria dei cittadini, piuttosto che sul pur rilevante ruolo di mediazione tra le azioni della Pubblica Amministrazione e i diritti dei cittadini. L'Avvocato del popolo non è rappresentante diretto di questi ultimi ma viene eletto con una maggioranza qualificata dei due terzi del Parlamento, ossia la stessa maggioranza prevista per l'elezione del Presidente della Repubblica: ciò conferisce grande prestigio a tale figura istituzionale che la differenzia dagli Ombudsman di altri paesi eletti sovente con maggioranze parlamentari semplici o addirittura espressione del Governo (come ad es. il Médiateur in Francia). L'istituto ha riscosso un notevole successo probabilmente a causa dell'innata tendenza delle popolazioni balcaniche a identificarsi in un Capo o in un Protettore e la proiezione dell'istituzione verso la tutela dei diritti umani, in un contesto politico sì travagliato, attrbuisce agli Ombudsman opportunità di rilievo nelle relazioni con i pubblici poteri.
In questa fase un'indagine articolata può:
1. valutare il grado di partecipazione popolare al processo costituente;
2. valutare la tipologia degli istituti di democrazia diretta disciplinati nelle differenti fonti costituzionali e legislative dei paesi considerati;
3. analizzare i contesti sociali in cui sono stati accolti gli istituti di democrazia diretta ed il loro effettivo attecchimento (utilizzazione effettiva degli istituti in questione e tasso di partecipazione della società civile);
4. analizzare il grado di diffusione, a livello costituzionale e normativo, della figura istituzionale dell'Ombudsman;
5. valutare se ed in che misura la figura dell'Ombudsman o dell'Avvocato del Popolo ha modificato gli equilibri istituzionali delle esperienze considerate.
Un'attenzione particolare sarà dedicata alla disamina ed eventuale traduzione dei testi costituzionali di recente approvazione (ad es. Costituzione-quadro del Kossovo)finazzata alla pubblicazione di un "Commentario costituzionale", che evidenzi le tecniche di redazione testuale.
Si prevede, inoltre, l'organizzazione di incontri e seminari di approfondimento con i referenti esterni del progetto a conclusione di fasi significative della ricerca, nonché la partecipazione al convegno conclusivo del programma generale di ricerca, avvalendosi anche di strumenti telematici e-learning a distanza.



