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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Diritto, lingue, culture: l'influenza dei modelli giuridici europei nella Cina contemporaneaUniversità di riferimento
Università degli Studi di TORINO - ORIENTALISTICA - TORINO(TO)Responsabile dell'Unità di ricerca
Stefania STAFUTTIDescrizione
I compiti dell'unità di ricerca sono individuati come segue:1) riflessioni sul linguaggio giuridico.
Sulla base della constatazione che vede il moderno linguaggio giuridico cinese largamente influenzato da lingue e modelli giuridici europei, influenza testimoniata da calchi linguistici, da "prestiti", ma anche da traduzioni ex novo, talvolte mediate dal passaggio attraverso il Giappone già a partire dal XIX sec., si vorrà indagare i criteri di formazione della terminologia giuridica. Essa, come quasi sempre è accaduto e accade nella costuzione di neologismi cinesi, media tra la natura poco incline all'astrazione del lessico e delle locuzioni cinesi e le esigenze di trasferimento di un linguaggio non soltanto fortemente specializzato, ma caratterizzato altresì da un alto grado di astrazione, accentuato dal fatto che il modello europeo dominante nella modernizzazione del diritto fu quello tedesco, ricco di macro-nozioni e di concettualizzazioni. La mediazione risulta oggi complicata dal fatto che la formazione dominante dei giuristi cinesi ha come universo di riferimento la tradizione giuridica anglosassone e il sistema americano. Il problema del linguaggio, con i connessi problemi di traduzione, non riguarda peraltro solo la percezione linguistico-semantica da parte dei cinesi ma coinvolge altresì la nostra capacità di individuare con precisione i confini entro i quali definire espressioni cruciali e pregne del linguaggio cinese in campo giuridico, politico, ecc., che con grande difficoltà trovano corretta traduzione nelle nostre lingue (basti pensare, a titolo puramente esemplificativo, alla assoluta impossibilità di rendere con precisione l'espressione " san ge daibiao", le cosiddette "tre rappresentanze" o, forse meglio "tre rappresentatività" - espressione peraltro non priva di significato e di implicazioni anche in campo giuridico-istituzionale- ;
2) studio del rapporto che collega le stratificazioni culturali con la moderna terminologia giuridica, nonché con la percezione generale della legge e del sistema giuridico ( laddove per "stratificazioni culturali" si intendono tanto quelle provenienti dalla tradizione in senso stretto che quelle connesse a un "canone culturale" e a un "canone linguistico" formatisi nella più recente, ma oramai ampiamente consolidata, tradizione "marxista" cinese, quest'ultima complicatasi nel tempo in ragione dei profondi rivolgimenti che, attraversando tutta la storia della Cina comunista, ne hanno profondamente modificato anche il linguaggio in senso stretto, interdicendo l'uso di alcuni termini in favore di altri o modificandone radicalmente il reale contenuto, quasi a tracciare una linea di continuità rispetto alla grande tradizione di interdizione di termini e, soprattutto, di caratteri documentata già nelle antiche Storie Dinastiche; basterà, in relazione alla questione della fortissima dinamicità del linguaggio politico/giuridico-politico della Cina post '49 rileggere il volume su "Stato e Costituzione in Cina", 1977, per i tipi di Mazzotta per avere la percezione della portata delle trasformazioni di un linguaggio tradizionalmente attrezzato per "fare le cose attreverso le parole" e "utilizzare il passato al servizio del presente");
3)studio dell'impatto di una nuova consapevolezza culturale dell'importanza del diritto in ambito extra-giuridico, vale a dire come la percezione della legge interferisce nei comportamenti individuali e nel corpo sociale nel suo complesso, attraverso la diffusione del linguaggio giuridico e l'eventuale dilatazione delle aree di significato da esso individuate in favore di terreni ad esso non direttamente propri. Tale studio ha come terreno privilegiato di indagine la "diffusione" della consapevolezza del diritto come essa emerge nella produzione letteraria, nel cinema, nella produzione televisiva e nei mezzi di comunicazione, nonché il suo ruolo nella creazione di un nuovo tipo di cittadino.



