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UNITA' DI RICERCA
italiano - english
Bibliografia
•Abruzzese A.e Borrelli D., L’industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio, Carocci, Roma 2000•Araldi P e F. (a cura di), Le età della TV. Indagine su quattro generazioni di spettatori italiani, Vita e Pensiero, Milano 2003
•Bauman Z., Intervista sull’identità, Laterza, Roma-Bari 2003
•Boni F., Media, identità e globalizzazione. Luoghi, oggetti, riti, Carocci, Roma 2005
•Casalegno F. (a cura di), Memoria quotidiana. Comunità e comunicazione nell’era delle reti, Le Vespe, Pescara-Milano 2001
•Casetta F. e Di Chio F., Analisi della televisione, Bompiani, Milano 1998
•Castells M., Galassia nternet”, Feltrinelli, Milano 2002
• Cesareo V. (a cura di), Globalizzazione e contesti locali. Una ricerca sulla realtà italiana, Franco Angeli, Milano 2000
•Codeluppi V., La sociologia dei consumi. Teorie classiche e prospettive contemporanee, Carocci, Roma 2002
•Colombo M. e Eugeni R. (a cura di), Il prodotto culturale. Teorie, tecniche di analisi, case histories, Carocci, Roma 2001
• Colombo M., Il gruppo come strumento di ricerca sociale: dalla comunità al focus group, “Studi di Sociologia”, XXV, 2, aprile-giugno 1997
• Corrao S., Il focus group, Franco Angeli, Milano
• Krueger R. A., Focus group. A pratical guide for applied research, Sage, London 1994
• Maffesoli M., Del nomadismo. Per una sociologia dell’erranza, Franco Angeli, Milano 2000
• Maffesoli M., Il tempo delle tribù. Il declino dell’individualismo nelle società postmoderne, Guerini e Associati, Milano 2004
• Marinelli A. e Fatelli G. (a cura di), Tele-visioni, Meltemi, Roma 2000
• McQuail D., Analisi dell’audience, Il Mulino, Bologna 2001
• Meyrowitz J., Oltre il senso del luogo. Come i media elettronici influenzano il comportamento sociale, Baskerville, Bologna 1995
• Moores S., Il consumo dei media, Il Mulino, Bologna 1998
• Morcellini M. (a cura di), “Il mediaevo TV e industria culturale nell’Italia del XX secolo, Carocci, Roma 2000
• Morcellini M., Passaggio al futuro. La socializzazione nell’età dei mass media, Franco Angeli, Milano 1992
• Morgan D. L., Focus group as qualitative research, Sage, London 1988
• Piromallo Gambardella A. (a cura di), Costruzione e appropriazione del sapere nei nuovi scenari tecnologici, CUEN, Napoli 1998
• Piromallo Gambardella A., Donsì L., Minichiello G., Petrillo A., Violenza televisiva e minori, “Ikon”, 41, 2000
• Piromallo Gambardella A., Le sfide della comunicazione, Laterza, Roma-Bari 2001
• Piromallo Gambardella A., Paci G., Salzano D., Violenza televisiva e subculture dei minori nel meridione, Franco Angeli, Milano 2004
• Salzano D., Lo sguardo disancorato. Società globale e comunicazione, Editoriale Scientifica, Napoli 2003
Programma di ricerca
Giovani e consumo culturaleUniversità di riferimento
Università degli Studi di SALERNO - SCIENZE DELL'EDUCAZIONE - FISCIANO - SALERNO(SA)Responsabile dell'Unità di ricerca
Natale AMMATURODescrizione
Obiettivi1. Il progetto si propone di analizzare il consumo culturale giovanile e più specificamente quello della coorte che comprende i nati tra il 1978 e il 1990.
Si propone inoltre di approfondire il rapporto tra processi identitari e consumo mass mediatico, tenendo presente che i media, da un lato, forniscono un sistema di rappresentazioni che può essere investito di valenze simboliche e divenire icona della generazione giovanile e del ruolo sociale che essa anela a ricoprire, dall'altro, com'è emerso da una recente ricerca condotta dall'Osservatorio sulla Comunicazione dell'Università Cattolica di Milano, nel momento incarnano i principi identitari di una generazione, li rendono riconoscibili e partecipabili, configurandosi come i luoghi di sviluppo e di formazione dell'identità.
I media sedimentano, dunque, nella memoria personale, entrano nel racconto biografico seguendone le tappe e contribuendo alla formazione del sé, in virtù della loro capacità di confermare e rafforzare modelli identitari e successivamente di metterli in scena, rappresentandoli in chiave mimetica o più spesso metaforica. Ai media si chiede di fornire le risorse per definirsi, per rendersi riconoscibili attraverso la condivisione di saperi e di mostrare il percorso di costruzione del sé; l'identità è divenuta oggi una questione molto problematica, tant'è che, come afferma Bauman, nella fase fluida della modernità essa si configura come un vestito che si usa finché serve: sessuale o politica, religiosa o nazionale, come i fluidi, continua a cambiare forma sotto l'influenza di ogni minima forza.
Da tali considerazioni sembrerebbe superficiale sostenere che l'attuale crisi del processo identitario nella nostra società sia da addebitare esclusivamente ai media; tutt'altro: numerosi studiosi ritengono che i mezzi di comunicazione rappresentino gli ultimi baluardi a difesa dei processi di socializzazione e rappresentazione del sé.
Lungo questo tracciato andremo ad individuare i prodotti o i media cult, quelli cioè che entrano a pieno titolo in tali processi, quelli capaci di annodare i fili delle molte ed eterogenee esperienze che si compiono nell'arco della propria vita, di esprimere la cultura, il gusto e lo stile di ciascun individuo.
2. Una seconda ipotesi di cui il nostro progetto di ricerca intende verificare la validità è costituita dalla volontà di osservare le dinamiche di consumo che, secondo noi, coinvolgerebbero la coorte generazionale presa in esame. Infatti nei giovani tra i 15 e i 19 anni è probabile che sia presente una maggiore propensione a saltare da una tribù di consumo ad un'altra, ad esplorare e sperimentare in maniera più flessibile le offerte dell'universo culturale nella sua totalità. Detto comportamento potrebbe essere determinato da una forte curiosità verso le nuove tecnologie, da un bisogno di conoscenza maggiormente marcato in questa fascia di età e da una continua e necessaria esigenza di novità. Viceversa, i giovani tra i 20 e i 25 anni sembrerebbero mostrare un'"agenda mediale" e abitudini di consumo meno variabili e più definite, sostenute da una certa familiarità a determinate modalità di fruizione e da un consistente grado di affezione ad alcuni prodotti culturali che sono stati maggiormente significativi negli anni della loro formazione.
3. Desidereremmo, inoltre, verificare se, nell'attuale mediamorfosi digitale che sta coinvolgendo l'intero universo mediale, favorendo la moltiplicazione di canali, fonti informative e nuove tecnologie, si trasformeranno le abitudini di consumo a svantaggio dei tradizionali media broadcast. In merito, alcuni studiosi sostengono che le tecnologie digitali elimineranno le distinzioni tra produttori e consumatori, conducendoci in una nuova era della comunicazione caratterizzata sempre più dalla presenza di media senza mediatori; altri invece ritengono che i mezzi di comunicazione tradizionali sono troppo profondamente radicati nella nostra cultura per sparire all'improvviso. Noi, più vicini a questa seconda tesi, riteniamo che, seppur il digitale modificherà in parte le caratteristiche delle tecnologie broadcast, è improbabile che possa stravolgere il ruolo che queste ricoprono nelle abitudini di consumo dei giovani.
4. Si vuole infine verificare la congruenza di quelle ipotesi che, pur condividendo i giudizi sui forti condizionamenti culturali dei giovani e l'omologazione con la quale si procede spesso a identificare i loro modelli di comportamento, teorizzano margini di autonomia e senso critico nei consumi giovanili.
Metodologia
La metodologia che intendiamo utilizzare per analizzare il consumo culturale giovanile che comprende la coorte dei nati tra il 1978 e il 1990 consta di due momenti.
A partire dall'analisi dei dati che emergono dal "Quinto rapporto Iard sulla condizione giovanile in Italia" che ci permetteranno di rilevare i trend più significativi del consumo culturale dei giovani italiani, indicando allo stesso modo anche i differenti modelli di consumo dei quali si vuole, in modo particolare, analizzare le variabili, si intende arrivare gradualmente ad indicatori generali, attraverso uno spaccato trasversale rappresentato dai focus group, che costituiscono gli elementi sui quali si costruisce il questionario strutturato.
Negli ultimi anni nella ricerca sociale la tecnica del focus group, si è rivelata come ottimo strumento per la raccolta di informazioni, opinioni e valutazioni; è una modalità di rilevazione per la ricerca sociale prevalentemente qualitativa, basata sull'interazione tra un gruppo di persone invitate da un moderatore a discutere in profondità di un argomento oggetto di indagine. Condurremo 6 focus a Napoli e 3 a Salerno; la scelta di queste due città è stata suggerita dalla presenza di Università, cosa che ci permetterà più semplicemente di esaminare la coorte generazionale in questione, attingendo per la fascia di età compresa tra i 15 e i 19 anni alle scuole medie di secondo grado, e per quella tra i 19 e i 25 anni alle università.Possiamo classificare tre macrocategorie che decidono del tipo di focus: composizione dei gruppi; grado di strutturazione; ruolo del moderatore. Le caratteristiche fondamentali dei focus che svolgeremo saranno anzitutto l'estraneità dei partecipanti tra loro e con il moderatore e l'omogeneità del gruppo. Per ciò che concerne il numero dei componenti ci atterremo alla tipologia del full group (8-10 persone), optando per la soluzione degli 8 componenti in modo da ottenere una dinamica conversazionale ricca ed articolata.
I focus saranno semistrutturati e il moderatore nella conduzione si servirà di una guida di intervista composta da una lista di domande e temi da trattare. Il moderatore avrà per lo più un ruolo direttivo e la guida di intervista faciliterà la lettura dei dati raccolti in fase di analisi. La selezione del campione avverrà con il campionamento non probabilistico o a scelta ragionata in quanto non risulterà prioritaria la generalizzabilità dei risultati. Successivamente alla conduzione dei focus sarà approntata una griglia interpretativa da applicare a tutto il materiale raccolto.
Dai risultati dei diversi focus sarà possibile operare una selezione degli elementi da utilizzare nella costruzione del questionario che sarà somministrato ad un campione rappresentativo di quell'universo giovani indicato nel progetto.
Fase 1 - Mesi 4
Azioni
- costruzione di batterie di indicatori di livello micro, meso e macro-sociale sul tema in oggetto, elaborati a partire dalla letteratura e dalle ricerche disponibili sui temi della ricerca a livello sia locale sia nazionale;
- predisposizione di blocchi tematici di item finalizzati agli strumenti d'indagine (focus group e interviste).
Risultati parziali attesi:
- comprendere l'evoluzione dei consumi tra i giovani in generale e di quelli culturali in particolare, con speciale attenzione alla Campania;
- individuare gli elementi conoscitivi meritevoli di approfondimento nel corso della indagine per quanto riguarda in particolare i diversi aspetti tematici oggetto della presente ricerca;
- individuare gli elementi conoscitivi meritevoli di approfondimento nel corso della survey successiva per quanto riguarda in particolare i diversi aspetti tematici oggetto della presente ricerca.
- operazionalizzare tali elementi conoscitivi traducendoli nei diversi blocchi tematici di item da inserire nelle interviste e nei focus group;
- validare scientificamente gli strumenti così ottenuti sulla base di un pre-testing da effettuarsi in ambito regionale.
Fase 2 - Mesi 6
Azioni
- formazione della équipe di intervistatori;
- realizzazione di focus group con gruppi di giovani sui risultati della fase 1, per quanto riguarda, in particolare, i consumi culturali e le diverse modalità di consumo individuate;
- costruzione di un campione significativo e rappresentativo dei giovani da intervistare.
Risultati parziali attesi:
- analisi delle diverse questioni fondamentali oggetto degli obiettivi d'indagine;
- costruzione una base dati, in grado di fornire una serie di informazioni valide ed attendibili per la realizzazione successiva di serie storiche e analisi comparate.
Fase 3 – Mesi 6
- svolgimento delle interviste da parte della équipe di rilevazione;
- immissione dei dati rilevati.
Fase 4 - Mesi 2
Azioni:
- elaborazione, analisi e interpretazione dei risultati ottenuti dalle interviste sulla base del confronto con gli indicatori in precedenza elaborati.
Risultati parziali attesi:
- comprensione articolata e aggiornata dell'evoluzione del fenomeno dei consumi culturali dei giovani nella regione Campania, con particolare riferimento alle diverse ipotesi presenti nella letteratura nazionale;
- individuazione e analisi di "esperienze esemplari", con particolare riferimento ai diversi ambiti tematici oggetto d'indagine;
- messa a punto delle variabili significative articolate per aree tematiche, in modo da consentire sia confronti comparati con altri casi nazionali che serie storiche significative sul medesimo caso.
Fase 5 - Mesi 6
Azioni:
In questa ultima fase una particolare attenzione e sforzo saranno rivolti alla diffusione dei risultati sia nei confronti della comunità scientifica e degli specialisti più direttamente interessati al tema oggetto d'indagine sia del pubblico più vasto. A tal fine si intendono realizzare le seguenti attività:
- stesura del rapporto finale;
- realizzazione di una pubblicazione finalizzata a divulgare i risultati generali della ricerca e delle diverse aree tematiche in particolare;
- realizzazione di un convegno di carattere regionale di presentazione dei risultati complessivi del progetto di ricerca.
Risultati parziali attesi
- massima diffusione e discussione dei risultati della ricerca a livello sia regionale sia nazionale;
- divulgazione presso il grande pubblico delle informazioni necessarie a riconsiderare gli stereotipi più diffusi sui giovani e sui loro consumi culturali nella regione e ad acquisire un'immagine più "realistica" di come tali consumi stiano attualmente evolvendo.



