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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Programma di ricerca

Immaginari di transizione tra industria culturale e società delle reti.
Università di riferimento
Università degli Studi di ROMA "La Sapienza" - SOCIOLOGIA E COMUNICAZIONE - ROMA(RM)
Responsabile dell'Unità di ricerca
Alberto ABRUZZESE
Descrizione
L'unità di ricerca di Roma intende affrontare due livelli principali del processo di definizione e mutamento dell'immaginario: da un lato i momenti di rottura e di scomposizione dei legami, dall'altro il delinearsi di nuove possibilità di integrazione e nuove forme di identità. Si indagherà pertanto come e in quale misura i processi disgregativi legati al mutamento tecnologico, culturale e sociale (comprese le trasformazioni dello scenario internazionale: crescita del livello di instabilità, terrorismo globale, affacciarsi di una fase di "guerra permanente") contribuiscano a ridefinire e modificare l'universo simbolico, valoriale e culturale degli individui. Tuttavia la scomposizione dei vecchi legami, la disgregazione conseguente ai momenti conflittuali e di rottura trova nuove possibilità di integrazione e nuove forme di identità.
Se queste sono le due dimensioni del processo, il quadro è complicato dal fatto che l'azione dei mezzi di comunicazione non può essere limitata soltanto ad uno dei due aspetti (i media come forza destabilizzante, o i media come ricostituzione dell'ordine): semmai, il sistema dei media può essere considerato come il principale terreno di osservazione di questa tendenza di instabilità complessiva. In altre parole, l'idea è che nei media (e anche nelle fratture interne al sistema stesso della comunicazione, che troppo spesso è stato considerato "funzionalisticamente" come un corpo unico) sia oggi visibile una tensione tra "aggregazione" e "dis-aggregazione", e che quindi l'analisi dell'industria culturale – e del suo pubblico – possa svelare con particolare chiarezza la direzione del processo in atto. In base a queste ipotesi di partenza, il lavoro verrà organizzato in due principali livelli di indagine: 1) Analisi del sistema dei media e 2) analisi del discorso dei media e della sua percezione nel pubblico.
Ciascun livello sarà organizzato in fasi distinte e sondato attraverso metodologie specifiche.

1. ANALISI DI FRAME DEL SISTEMA MEDIALE: IL FARSI DELLA COMUNITÀ
In questa prima fase, l'attenzione sarà dedicata allo stato dell'innovazione tecnologica, e in particolare, come è ovvio, al graduale passaggio dalle forme generaliste alle forme individuali o "narrow" del consumo culturale. L'ipotesi teorica, qui, è che il cambiamento di assetto del sistema della comunicazione abbia delle conseguenze dirette sulla percezione del sé, e della propria identità sia individuale che collettiva. Più in particolare, è probabile che la diffusione dei nuovi media agisca proprio su quello spazio di definizione del sé (self) che costituisce la cerniera tra la dimensione individuale e quella comunitaria della vita quotidiana. A partire dalla cosiddetta "bolla comunicazionale " del walkman, e poi soprattutto dal telefono cellulare in avanti (con tutto quello che lo accompagna: auricolare, palmare, computer portatile, "videofonino"), infatti, si è andato costituendo un "immaginario individuale" che ha corroso il grande panorama dell'immaginario collettivo novecentesco, e che pone oggi il problema di una complessiva negoziazione dell'ordine sociale (dall'estremo dell'atomismo, all'estremo opposto della massificazione dei consumi). La strategia di indagine prescelta, in termini teorici, è un'applicazione alle tecnologie della frame analysis di Goffman, sorretta dalla convinzione che i nuovi apparati per comunicare costituiscano un campo di definizione delle aspettative e delle identità all'interno del quale gli individui regolano la propria esistenza (un po' come era per il frame televisivo, sistematizzato da Meyrowitz). I due frames su cui insisteremo, quelli che più sembrano portatori di nuove identità, sono precisamente, quelli della "bolla" e quelli della "rete". Per bolla, (un termine già usato in questo senso da Patrice Flichy) intendiamo l'esperienza di isolamento del consumatore dall'ambiente fisico circostante, operato dalle tecnologie più recenti (telefono cellulare, walkman, computer portatile, ma anche autoradio e auricolare); per "rete", in maniera del tutto complementare, l'inserimento in un nuovo spazio dell'esperienza sociale (definitivamente separato, si direbbe, dallo spazio materiale), e quindi precisamente la possibilità di una nuova integrazione "comunitaria", e di una nuova affermazione del legame sociale e culturale, di cui alcune pratiche di aggregazione su internet sembrano costituire un inizio significativo.
In termini più tecnici, e operativi, questo aspetto verrà studiato su due livelli.
a. In termini di sistema, si ricostruirà la tendenza di diffusione nazionale dei nuovi media (che insistano su uno o sull'altro dei due frames), attraverso una lettura sinottica dei rapporti sull'innovazione tecnologica, in modo da ottenere una mappatura precisa dei processi in corso, quanto a tendenze, tempi di realizzazione, e modi di distribuzione sul territorio nazionale (differenze tra metropoli e piccoli centri, nord e sud, zone più o meno industrializzate, e così via).
b. In termini di vera e propria analisi di frame, più in particolare, verrà condotta una rilevazione qualitativa sulla percezione della realtà e del sé, su soggetti caratterizzati da un uso frequente delle nuove tecnologie. Lo scopo di questa seconda, e sostanziale fase, è di verificare in che modo l'inserimento nei due frames comunicativi (la "bolla" e la "rete") cambi la percezione che gli individui hanno del confine tra sé e la comunità.
Per questo scopo, la rilevazione verrà effettuata su un gruppo di analisi sostanzialmente omogeneo in termini di intensità del consumo mediale, e del contatto con le nuove tecnologie, in modo da valorizzare al massimo le potenzialità della ricerca qualitativa, che è finalizzata generalmente a studiare i fenomeni dei quali si vogliono cogliere gli elementi di non immediata percezione. La sua peculiarità risiede nell'evidenziare i meccanismi individuali profondi, cercando di individuare cosa vi sia al di sotto o all'origine degli atteggiamenti e dei comportamenti. Il numero dei casi osservati, naturalmente, è funzionale al livello di profondità che si intende raggiungere: secondo una prassi ormai consolidata, ci affideremo comunque al metodo della "saturazione", per cui, fissata una soglia minima di soggetti da intervistare, si continua la procedura di rilevazione fino al momento in cui non emergono più nuovi elementi significativi. Nella nostra ricerca utilizzeremo l'intervista in profondità semistrutturata, cercando di ottenere simultaneamente i vantaggi propri dell'intervista con questionario strutturato e quelli dell'intervista aperta, evitandone le caratteristiche negative. L'intervista che si intende realizzare attraverso domande semistrutturate consente di mantenere il focus su un tema ben preciso e di indagarne aspetti, effetti e caratteristiche in relazione a determinate ipotesi di lavoro elaborate dal ricercatore in precedenza. Gli obiettivi dell'indagine, che hanno a che fare con la percezione del self, si sposano bene con le caratteristiche dell'intervista individuale, utilizzata generalmente quando si vuole conoscere la totalità degli atteggiamenti del singolo individuo nei confronti di un problema, ricostruire le esperienze e le opinioni personali, identificare i punti cruciali intorno ai quali ruotano le diverse tendenze di comportamento.
Naturalmente, la traccia dell'intervista sarà messa al punto nel corso della ricerca; al momento, si possono riassumere le fasi che esauriscono la prima metà del progetto:
- lavoro di aggiornamento bibliografico di sfondo;
- analisi della diffusione delle nuove tecnologie, su scala nazionale, in base ai rapporti sull'innovazione tecnologica e agli indicatori di mercato;
- segmentazione del mercato, con lo scopo di individuare tipologicamente i soggetti più esposti all'innovazione, che costituiscono anche i soggetti privilegiati della ricerca;
- individuazione, all'interno delle tipologie di consumatori più attive, e più alfabetizzate rispetto ai new media, di un gruppo di analisi su cui svolgere la ricerca empirica;
- fase di pre-test e di ricerca di sfondo;
- somministrazione delle interviste in profondità, con metodo della saturazione, con l'obiettivo di individuare in che modo i due nuovi frames della "rete" e della "bolla"orientino l'atteggiamento dei soggetti, soprattutto in termini di definizione del confine tra sé e società, di tensione alla costituzione di una comunità e di percezione della realtà;
- analisi dei dati.

2. ANALISI DISCORSIVA DEL SISTEMA DEI MEDIA: LA PERCEZIONE DELLA COMUNITÀ
In questo ambito della ricerca, l'attenzione si sposta dalle tecnologie della comunicazione, alle forme e ai contenuti delle comunicazioni di massa. In altri termini, qui entra in gioco l'altra dimensione di questo processo di ri-definizione del legame sociale: non il modo in cui il self individuale si inscrive nella rappresentazione collettiva del reale (per isolamento, con la bolla, o per aggregazione, con la rete), ma, questa volta, il modo in cui l'immaginario complessivo della società, rappresentato dai media, cerca di determinare la percezione dei singoli.
In questo caso, la tensione tra aggregazione e dis-aggregazione non ha più a che fare con il corredo tecnologico a disposizione dei soggetti, ma con le forme culturali di cui i media sono espressione. In questo campo, ci sembra che la questione più urgente (e potenzialmente più compromettente, in termini di costituzione delle identità) sia rappresentata dalla tensione tra rappresentazione ordinaria e rappresentazione straordinaria della realtà; tra la comunicazione in momenti di normalità, e quella in momenti di emergenza. Un problema già discusso, e che tuttavia si pone oggi in termini nuovi, e certamente più radicali, se si considera l'espansione continua di quella che qui si è definita "rappresentazione straordinaria" in una sorta di emergenza continua dell'informazione e della comunicazione.
L'ipotesi di partenza è che l'equilibrio costituito dalla fase "normale" della comunicazione di massa (quella codificata da Meyrowitz, e valida per buona parte del periodo "maturo" dell'industria culturale) sia stato messo in discussione da una nuova, violentissima accelerazione dello sviluppo tecnologico, dall'emergere di una fase storica di nuovi conflitti (militari e non solo), e dalla inevitabile tendenza dei media, anche quelli generalisti, a rincorrere le forme tecnologiche più recenti. La metafora "drammaturgica" spiega la quotidianità, scrive Erving Goffman, e la metafora del "rituale" spiega i momenti di interruzione della normalità: allo stesso modo, se l'organizzazione della cultura data dai media elettronici mostra bene la stabilità della società contemporanea, il proliferare di eventi mediali, l'accelerazione della storia tecnologica e le nuove incarnazioni dell'opinione pubblica spiegano la fase di emergenza che, in quanto tale, pone con urgenza il problema di una nuova ricodificazione delle identità. In base a queste premesse, l'analisi sarà organizzata nelle due fasi che seguono.
a. Lo scopo di questa prima fase della rilevazione è dare una misura della proporzione tra rappresentazione "ordinaria" e rappresentazione "straordinaria" della realtà, in modo da delineare un profilo oggettivo dell'emergenza, per come i media la rappresentano e la mettono in scena. Si prenderanno pertanto in esame i media generalisti, in particolare la televisione e la stampa quotidiana, in quanto formati capaci di tematizzare con maggiore efficacia gli argomenti centrali nell'agenda dell'opinione.
Da un punto di vista tecnico-metodologico, in breve, si seguirà questo protocollo. In una primo momento, verranno selezionati alcuni programmi televisivi e i principali giornali quotidiani, in modo da ottenere un campione tendenzialmente significativo della rappresentazione della realtà fornita dai media nel corso di un anno. In termini di rilevazione, il metodo applicato farà riferimento principalmente all'analisi discorso e all'analisi dei frame, questa volta nel senso di Altheide, che li definisce come "ampie enfasi tematiche o definizioni di un servizio, similmente alla cornice attorno a un quadro che lo separa dalla parete e da altre possibilità. I frame sono il focus, un parametro o un limite, entro cui discutere un determinato evento". L'obiettivo è di superare il piano del contenuto manifesto della comunicazione analizzando anche il livello connotativo, implicito, considerando in particolare le allusioni, connotazioni, metafore e figure stilistiche impiegate dai comunicatori. L'analisi qualitativa sui testi mediali ci permetterà di verificare come vengono presentati all'opinione pubblica sia i temi ordinari che, soprattutto, i temi di rottura e di interruzione della normalità, relativi all'impatto tecnologico, all'emergenza, al conflitto. Saranno osservati in particolare i momenti di tensione più recenti (terrorismo, guerre, attentati) analizzando, oltre al modo di presentazione della notizia, anche il livello dell'interpretazione, ovvero le chiavi di lettura suggerite dai media, i frames entro cui viene data la notizia, le riflessioni, preoccupazioni e indicazioni proposte ed eventuali meccanismi di "protezione" attuati nei confronti dell'opinione pubblica.
b. Anche in questo caso, all'analisi del sistema dei media corrisponde, e segue, l'analisi del pubblico dei media, che ha lo scopo di rilevare non soltanto in che modo la tensione tra quotidianità ed emergenza viene recepita dagli individui, ma anche e soprattutto se i frames e le tematizzazioni proposte dai media si siano imposti nei medesimi termini e con la stessa forza nel pubblico. Questo livello dell'indagine, inoltre, ci permette anche di individuare in quale misura la rappresentazione mediale viene eletta dal pubblico a sistema di spiegazione della realtà e di orientamento del self. Si tratterà anche in questo caso di una ricerca condotta con tecniche "qualitative" o "non convenzionali", e sempre con il metodo della "saturazione". Tuttavia, se nel caso precedente la scelta cadeva su un gruppo omogeneo, caratterizzato da un forte investimento sulle nuove tecnologie, in questo caso (vista la diversità del tema, e la natura "generalista" del processo comunicativo indagato) è preferibile lavorare su un gruppo di analisi meno caratterizzato.
Questa parte più sperimentale del lavoro prevede un'indagine qualitativa realizzata attraverso le interviste in profondità e i focus group. A questo punto, infatti, intendiamo indagare l'esperienza diretta del pubblico di fronte ai mutamenti di cui è testimone, osservando da un lato il modo in cui l'uomo comune si rappresenta la rivoluzione tecnologica, i conflitti e i traumi dello scenario contemporaneo, e dall'altro le risposte messe in campo. Un aspetto significativo riguarda l'elaborazione di visioni sull'avvenire, in particolare nella proiezione verso il futuro: speranze, paure, ossessioni, desideri. Indagare questi livelli non è sicuramente semplice, vista la mole di fattori e dimensioni che vi intervengono. Un piano importante della ricerca concerne gli schemi socio-cognitivi nei quali sono state organizzate da parte del pubblico le informazioni sugli attuali processi di trasformazione della società, il modo in cui vengono raffigurati e concettualizzati.
I temi che riteniamo opportuno affrontane riguardano:
- come il cittadino comune si rappresenta le attuali emergenze internazionali, le guerre, la rivoluzione delle reti e il mutamento culturale, sociale e tecnologico. La categorie utilizzate per descrivere tali processi, le immagini e "nucleo figurativi" adottati per concettualizzarli;
- le reazioni emotive suscitate nel pubblico da questi processi: preoccupazioni, ansie, bisogni, rimpianti;
- le risposte ritenute possibili, ovvero quali siano gli sforzi o i tentativi da parte del pubblico per rispondere al disorientamento. Quali terreni, luoghi e legami vengono considerati come baluardo alla disgregazione.