Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca»Unità di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
Biju-Duval B., Dercourt J., Le Pichon X. (1977)- From the Tethys ocean to the Mediterranean Seas: a plate tectonic model of the evolution of the Western Alpine system, in: B. Biju-Duval and L. Montadert, (Eds.), International Symposium on the Structural History of the Mediterranean Basins (Split, 1976), Editions Technip, Paris, 143-164.
Bosellini A. (2002)- Dinosaurs “re-write” the geodynamics of the eastern Mediterranean and the paleography of the Apulia platform, Earth Sci. Rev. 59 211-234.
Casero P., Cita M.B., Croce M., Frisia S., Hieke W. and Nicolich R., (1988) – Malta escarpment, Alfeo seamount and Victor Hensen Seahill: a key to plate tectonic evolution of the western and eastern Mediterranean sincethe Mesozoic. ECOD workshop, Drilling Proposal, report.
Casero P. & Roure F. (1994)- Neogene Deformations at the Sicilian-North African Plate Boundary. In: Peri-Tethyan Platforms, F. Roure (Editor) and Editions Technip, Paris, pp. 27-50.
Catalano R., Di Stefano P. & Kozur H. (1988) - New result in the Permian and Triassic stratigraphy of Sicily with special reference to the section at Torrente San Calogero SW of the Pietra di Salomone (Sosio Valley). Atti 74 Congr. Soc. Geol. It.,Sorrento, A, 126-135.
Catalano R., Franchino A., Merlini S., Sulli A. (2000)- A crustal section from the Eastern Algerian basin to the Ionian ocean (Central Mediterranean). Mem. Soc. Geol. It., 71-85.
Channell J.E.T. (1996)-Palaeomagnetism and palaeogeography of Adria, in: A. Morris and D.H. Tarling, (Eds.), Palaeomagnetism and tectonics of the Mediterranean region, 105, Geological Society, London, Special Publications, p. 119-132.
Channell J.E.T., D’Argenio B., Horvath F. (1979)- Adria, the African promontory, in Mesozoic Mediterranean palaeogeography, Earth Sci. Rev. 15 213-292.
Dercourt J. et al., (1986)-Geological evolution of the Tethys belt from the Atlantic to the Pamirs since the Lias, Tectonophysics 123, 241-315.
Dercourt J., Gaetani M., Vrielynck B., Barrier E., Biju-Duval B., Brunet M.F., Cadet J.P., Crasquin S. 2000)-Sandulescu, Atlas Peri-Tethys, Palaeogeographical maps 24 maps and explanatory notes: IXX, p. 269, CCGM/CGMW, Paris,.
Di Stefano P. & Gullo M. (1997) – Late Paleozoic-Early Mesozoic stratigraphy and paleogeography of Sicily. In: Catalano R. Ed. Time scales and basin dynamics. Sicily, the adjacent Mediterranean and other natural laboratories. Guidebook Field workshop in western Sicily, Palermo, pp. 87-99, Palermo.
Di Stefano P., Alessi A. & Gullo M. (1996) – Mesozoic and Paleogene megabreccias in Southern Sicily: new data on the Triassic paleomargin of the Siculo-Tunisian Platform. Facies, 34, pp. 101-122.
Di Stefano P., Galácz A., Mallarino G., Mindszenty A., Vörös A. (2002) – Birth and early evolution of a Jurassic escarpment: Monte Kumeta, Western Sicily. Facies, 46, 273-298.
Di Stefano P., Cacciatore M.S., Zarcone G. (2005)- New data on the Upper Triassic reefs of Western Sicily: stratigraphic constraints for the paleogeographic reconstruction of the Sicanian and Trapanese-Saccense Domains- Vol. 1, Riassunti Convegno Geoitalia 2005, p.75.
Finetti I.R. ed., 2005- Crop project, Deep sismic Exploration of the Central Mediterranean and italy. Atlases in Geoscience, Elsevier.
Garfunkel Z. (1998)- Constrains on the origin and history of the Eastern Mediterranean basin. Tectonophysics, 298, p. 5-35.
Mele G., (2001)- The Adriatic is a promontory of the African plate: Evidence of a continuous mantle lid in the Ionian Sea from efficient Sn propagation, Geophys. Res. Lett. 28, 431-434.
Muttoni G., Garzanti E., Alfonsi L., Cirilli S., Germani D., Lowrie W., (2001)- Motion of Africa and Adria since the Permian: paleomagnetic and paleoclimatic constraints from northern Libya, Earth Planet. Sci. Lett. 192, 159-174.
Rosenbaum G., Lister G.S., Duboz C., (2002)- Relative motions of Africa, Iberia and Europe during Alpine orogeny, Tectonophysics 359, 117-129.
Rosembaum G., Lister G.S., Duboz C. (2004)- The Mesozoic and Cenozoic motion of Adria (central Mediterranean): a review of constraints and limitations. Geodinamica Acta 17/2, p. 125-139.
Speranza F., Maniscalco R., Mattei M., Stefano D., Butler R.W.H., (1999)- Timing and magnitude of rotations in the frontal thrust systems of southwestern Sicily, Tectonics 18 1178-1197.
Speranza F., Maniscalco R., Mattei M., Funiciello R. (2000)- Paleomagnetism in the Sicilian-Maghrebides review of the data and implications for the tectonic styles and shortening estimates. Mem. Soc. Geol. It., 55, 95-102.
Stampfli G.M., Mosar J., Marquer D., Marchant R., Baudin T., Borel G., Subduction and obduction processes in the Swiss Alps, Tectonophysics 296 (1998) 159-204.
Stampfli G.M. & Mosar J. (1999) – The making and becoming of Apulia. In: Gosso et al. (eds.) 3rd workshop on Alpine Geological studies. Società cooperativa tipografica Padova 141-154.
Wortmann U.G., Weissert H., Funk H., Hauck J., Alpine plate kinematics revisited: the Adria problem, Tectonics 20 (2001) 134-147.

Programma di ricerca

ADRIA: promontorio della placca africana o microplacca?
Università di riferimento
Università degli Studi di PALERMO - GEOLOGIA E GEODESIA - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Pietro Di Stefano
Descrizione
Il coordinatore dell’unità è da tempo impegnato nell’acquisizione di dati stratigrafici e sedimentologici finalizzati alla ricostruzione dell’assetto paleogeografico dell Sicilia nel tardo Paleozoico e Mesozoico.
Nel presente programma di ricerca l’unità operativa si pone come obiettivo prioritario l’acquisizione di nuovi dati in Sicilia occidentale, finalizzati alla ricostruzione del margine meridionale del Bacino Ionico. I nuovi dati saranno successivamente integrati con il ricco dataset stratigrafico e paleotettonico, già disponibile grazie a precedenti attività di ricerca, per pervenire ad una modellizzazione dei diversi comparti paleogeografici con particolare riguardo all’analisi della subsidenza ed alla valutazione dei possibili riflessi nel record sedimentario dei movimenti di Adria.
Le nuove ricerche saranno focalizzate principalmente in due settori:

a) Area dei Monti Sicani: quest’area costituisce una porzione esterna della catena siciliana. In quest’area vengono a contatto le unità di piattaforma Saccensi (unità Monte San Calogero ed unità Monte Magaggiaro-Pizzo Telegrafo) con quelle Sicane s.s. che si estendono dal settore di Chiusa Sclafani-Burgio alla Valle del Sosio. Il contatto in superficie è costituito da un allineamento che corre in direzione NW-SE e che è in genere coperto da marne ed argille deposte in bacini neogenici thrust top. In quest’area le unità saccensi presentano rotazioni pressochè nulle (Speranza et al., 2000), condizione che facilita notevolmente rispetto ad altri settori dell’orogene siciliano la ricostruzione degli originari andamenti delle linee isopiche.
Dati preliminari (Di Stefano et al., 2005), indicano in quest’area la presenza di depositi triassici biocostruiti del tutto confrontabili con quelli di scogliera ben noti nelle unità strutturali derivanti della Piattaforma Panormide nei Monti di Palermo (unità di Cozzo di Lupo), e nelle Madonie (unità Pizzo Carbonara) e, a sud, nell’unità di Monte Genuardo. Al contempo le unità bacinali Sicane che si trovano ad est dell’allineamento mostrano spessi cunei di risedimenti carbonatici, costituiti dai prodotti dello smantellamento dei depositi biocostruiti triassici, inseriti fra le pelagiti carbonatiche nell’intervallo Retico - Giurassico Inferiore. Tutte le unità strutturali presenti sia ad est che ad ovest dell’allineamento sono inoltre caratterizzate dalla presenza di spesse intercalazioni di magmatiti basaltiche di età giurassica. L’approfondimento degli studi stratigrafici in questo settore potrà quindi consentire l’individuazione di un segmento del margine passivo del bacino ionico con andamento del tutto parallelo a quello della scarpata Ibleo-Maltese e pressochè ortogonale al fronte della catena neogenica . Una dettagliata ricostruzione della distribuzione delle facies costituirà un importante vincolo nella valutazione dell’entità dei raccorciamenti neogenici che attualmente, sulla base di interpretazioni sismiche vengono ritenuti nell’ordine di parecchie decine di chilometri.

b) Monti di Palermo e Madonie: gli studi riguarderanno in questo caso le successioni mesozoiche della piattaforma Panormide ed avrebbero lo scopo di definire l’ampiezza ed il significato delle numerose discontinuità stratigrafiche con estensione regionale che si risontrano lungo le successioni ascrivibili a questo dominio paleogeografico. A questa fase seguirà il confronto, basato principalmente su dati di letteratura, con il comparto della piattaforma appenninica al fine di pervenire ad una analisi geostorica comparata dei due settori di piattaforma. Ciò consentirà di valutare i possibili gradi di indipendenza nella loro evoluzione.
L’analisi geostorica sarà inoltre estesa agli altri settori di piattaforma e bacino, (i.e. Trapanese-Saccense, Imerese-Sicano) mediante la ricostruzione di dettagliate successioni stratigrafiche. E’ infatti basilare per la ricostruzione della evoluzione dei vari comparti paleogeografici l’acquisizione di dati sulla subsidenza. Non sono infatti attualmente disponibili dati sulla geohistory analysis di questo settore ad eccezione dell’area Iblea (Stampfly & Mosar, 1999).

Gli obiettivi principali delle ricerche che ci si propone di svolgere sono raggiungibili mediante una serie di tappe che, a grandi linee, possono essere così schematizzate:
a) attività sul terreno: rilevamento geologico e studio dettagliato di sezioni stratigrafiche (misurazione, campionatura, analisi fisico-stratigrafiche, analisi sedimentologiche) in aree della Sicilia occidentale ritenute significative per gli obiettivi proposti (Monti di Palermo e delle Madonie per la Piattaforma Panormide, Pizzo Telegrafo- Caltabellotta per il Dominio Saccense, Monte Lucerto-Burgio per il dominio Sicano s.s.);
b) analisi a scala più ampia delle successioni coeve affioranti nelle diverse unità strutturali della catena in Sicilia occidentale
c) acquisizione di dati paleostrutturali (faglie sinsedimentarie, filoni);
e) preparazione dei campioni in laboratorio (sezioni sottili, tagli lucidati, peels);
d) restituzione su log delle successioni studiate, spessori e geometrie stratali, sequenze di facies);
f) analisi biostratigrafiche ad ammoniti (successioni pelagiche giurassiche) e a foraminiferi bentonici ed alghe (successioni neritiche del Triassico Superiore/Giurassico Inferiore);
g) integrazione dei dati acquisiti con i dati stratigrafici e strutturali disponibili;
h) definizione dei principali eventi deposizionali e analisi della subsidenza;
i) elaborazione e sintesi dei dati;
l) discussione e confronti finali con tutte le unità di ricerca; afferenti al programma;
m) elaborazione delle carte paleogeografiche.

Competenze dell’unità proponente
L’unità di ricerca mette a disposizione del progetto le seguenti competenze:
1) approfondita conoscenza della geologia regionale e della paleogeografia dell'area centro-mediterranea.
2) conoscenza dei modelli di facies dei sistemi piattaforma-bacino sia neritici che pelagici
3) analisi delle microfacies dei carbonati tardo paleozoici e mesozoici
4) studi sulla diagenesi dei carbonati
5) biostratigrafia ad ammoniti
6) analisi di bacino con modellizzazione tramite swoftware