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UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
Angelier, J., Lyberis, N., Le Pichon, X., Barrier, E. and Huchon P., 1982. The tectonic development of the Hellenic arc and the Sea of Crete: a synthesis, Tectonophysics, 86, 159-196.
Bonneau, M., 1972. La nappe metamorphique de l’Asteroussia, lambeau d’affinités pélagoniennes charrié jusque sur la zone de Tripolitza de la Crète moyenne (Grece). C.R. Acad. Sci., Paris, 275, 2303-2306.
Bonneau, M., 1984. Correlation of the Hellenides nappes in the south-east Aegean and their tectonic reconstruction, in The Geological Evolution of the Eastern Mediterranean, eds Dixon J.E. and Robertson A.H.F., Geol. Soc. London Spec. Publ., 17, 517-528.
Bonneau, M. and Karakitsios, V., 1979. Les niveaux inférieurs (Trias supérieur) de la nappe de Tripolitza en Créte moyenne (Grece) et leurs relations avec la nappes des Phyllades. Problèmes stratigraphique, tectoniques et de métamorphisme. C.R. Acad. Sci., Paris, 288, 15-18.
Bonneau, M. and Lys, M., 1978. Sur la présence de Permien fossilifère dans l’unité de Vatos (Crete): sa nature interne et l’ampleur des charriages dans l’arc égéen. C.R. Acad. Sci., Paris, 287, 423-426.
Creutzburg, N. and Siedel, E., 1975. Zum Stand der Geologie des Praneogens auf Kreta. N. J. Geol. Palaeont. Abh., 149, 363-383.
Fassoulas, C., 1999. The structural evolution of central Crete: insight to the tectonic evolution of the South Aegean (Greece). J. Geodyn., 27, 23-43.
Fassoulas, C., 2001. The tectonic development of a Neogene basin at the leading edge of the active European margin: the Heraklion basin, Crete, Greece, J. Geodynamics, 31, 49-70.
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Koepke, J., Seidel, E. and Kreuzer, H., 2002. Ophiolites on the Southern Aegean islands Crete, Karpathos and Rhodes: composition, geochronology and position within the ophiolite belts of the Eastern Mediterranean, Lithos, 65, 183– 203.
Jolivet, L, Goffe, B., Monie, P., Truffert-Luxey, C., Patriat, M. and Bonneau, M., 1996. Miocene detachment in Crete and exumation P-T-t paths of high opressure metamorphic rocks, Tectonics, 15, 1129-1153.
McKenzie, D., 1978. Active tectonics of the Mediterranean region, Geophys. J. R. astr. Soc., 30, 109-185.
Meulenkamp, J.E., Van der Zwaan, G.J. and Van Wamel, W.A., 1994. On Late Miocene to Recent vertical motions in the Cretan segment of the Hellenic arc, Tectonophysics, 234, 53-72.
Ring, U., Brachert, T. and Fassoulas, C., 2001. Middle Miocene graben development in Crete and its possible relation to large-scale detachment faults in the southern Aegean, Terra Nova, 13, 297-304.
Robert, U. and Bonneau, M., 1982. Les basalts des nappes du Pinde et d’Arvi (Crete) et leur signification dans l’evolution géodynamique de la Méditerranée orientale, Annales geol. Pays Hellen., 31, 373-408.
Robertson, A.H.F., 2002. Overview of the genesis and emplacement of Mesozoic ophiolites in the Eastern Mediterranean Tethyan region, Lithos, 65, 1-67.
Seidel, E., Okrusch, M., Kreuzer, H., Raschka, H. and Harre, W., 1981. Eo-Alpine metamorphism in the uppermost unit of the Cretan nappe system—petrology and geochronology: Part 2. Synopsis of high-temperature metamorphics and associated ophiolites, Contrib. Mineral. Petrol., 76, 351–361.
Ten Veen, J.H. and Kleinspehn, K.L., 2003. Incipient continental collision and plate-boundary curvature: Pliocene-Holocene transtesional Hellenic forearc, Crete, Greece. J. Geol. Soc. London, 160, 161-181.
Ten Veen, J.H. and Postma, G., 1999. Neogene tectonics and basin fillpatterns in the Hellenic outer-arc (Crete, Greece), Basin Res., 11, 223-241.

Programma di ricerca

STUDI STRUTTURALI E STRATIGRAFICI SULLE UNITA' TETTONICHE INTERNE DELLE DINARIDI (SERBIA-MONTENEGRO), DELLE ELLENIDI (EPIRO-MACEDONIA OCCIDENTALE- TESSAGLIA) E DELL'ISOLA DI CRETA, CONFRONTO CON QUELLE DELLE ALBANIDI E DELLE ELLENIDI MERIDIONALI.
Università di riferimento
Università degli Studi di CATANIA - SCIENZE GEOLOGICHE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Luigi Tortorici
Descrizione
La catena orogenica affiorante nell’isola di Creta è costituita da unità prevalentemente carbonatiche derivanti dalla deformazione del paleomargine continentale africano, su cui poggiano terreni alloctoni derivanti dalla deformazione di differenti domini oceanici e del paleomargine europeo. Allo stato attuale delle conoscenze, risultano comunque ancora non sufficientemente chiariti alcuni aspetti primari, quali la pertinenza delle unità di derivazione oceanica e i meccanismi di deformazione cui esse sono state soggette nonché il significato ed il grado di coinvolgimento nella deformazione delle unità del basamento cristallino del paleomargine europeo. Questo programma di ricerca si propone pertanto di acquisire nuove conoscenze sulla strutturazione delle unità di derivazione oceanica e del paleomargine continentale europeo approfondendo i seguenti aspetti:
1. caratterizzazione delle unità tettoniche derivanti dalla deformazione dei paleodomini oceanici (Unità di Arvi, Vatos e Miamou), definizione dei loro caratteri stratigrafici, delle geometrie, degli stili e dei meccanismi deformativi cui esse sono state soggette;
2. caratterizzazione dell’ unità tettonica attribuita al paleomargine continentale europeo (Unità di Asteroussia) definendone lo stile deformativo ed i rapporti strutturali con le unità oceaniche;
3. analisi delle successioni terrigene sin-orogeniche al fine di definire le differenti fasi deformative;
4. ruolo della tettonica di inversione nei processi deformativi responsabili della strutturazione delle diverse unità;
5. relazioni tra stili di deformazione locali e processi geodinamici a scala regionale.
Le tematiche sopra esposte verranno affrontate preliminarmente mediante rilevamenti geologico-strutturali di dettaglio al fine di definire i rapporti geometrici delle singole unità coinvolte nella deformazione. Su queste verranno eseguiti studi strutturali di dettaglio mirati alla determinazione di caratteri fondamentali, quali lo stile deformativo delle unità riconosciute, l'identificazione del numero e dei caratteri di associazioni di strutture dovute alla sovrapposizione di eventi tettonici differenti nonché il tipo di ambiente e di livello strutturale di formazione delle strutture. Queste analisi verranno accompagnate da studi petrologici che permetteranno di caratterizzare la genesi delle rocce ofiolitiche e gli ambienti di deformazione. Verranno inoltre eseguiti studi stratigrafici nei sedimenti associati per una corretta collocazione temporale degli eventi deformativi a scala regionale.
Nell’insieme i dati raccolti costituiranno la base per una verifica della compatibilità tra gli stili e le modalità di deformazione locali ed i possibili modelli geodinamici applicabili a scala regionale. Gli obiettivi finali della ricerca possono pertanto essere sintetizzati nei seguenti punti qualificanti:
• Definizione delle unità di derivazione oceanica presenti nel segmento cretese della catena ellenica;
• Relazioni geometriche tra le unità oceaniche e quelle dei paleomargini continentali;
• Ricostruzione dei paleodomini coinvolti nella deformazione;
• Rapporti tra cinematica regionale e processi geodinamici a grande scala;
• Modello strutturale delle aree investigate.
L'insieme dei dati raccolti, per una immediata verificabilità dell'avanzamento della ricerca, sarà utilizzato per la stesura di lavori scientifici su riviste nazionali ed internazionali sui singoli aspetti trattati. La sintesi dei dati confluirà in lavori a carattere regionale.