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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
MONGELLI G., 1995. Trace elements distribution and mineralogical composition in the <2µm size fraction of shales from the southern Apennines, Italy. Mineralogy and Petrology, 53: 103-114.
LAVIANO R., MONGELLI G., 1996. Geochemistry and mineralogy as indicators of parental affinity for Cenozoic Bentonites: a case study from S. Croce di Magliano (southern Apennines, Italy). Clay Minerals, 31: 391-401.
MONGELLI G., CULLERS R., MUELHEISEN S., 1996. Geochemistry of Cenozoic shales from the Varicolori Formation, southern Apennines, Italy: implications for mineralogical, grain size control and provenance. European Journal of Mineralogy, 8: 733-754.
MONGELLI G., (2002). Geochemistry of shales from the southern Apennines (Italy): source-area weathering, sorting, provenance, and tectonic setting. Trends in Geochemistry, 101-124.
DI LEO P., DINELLI E., MONGELLI G., SCHIATTARELLA M. (2002) Geology and geochemistry of the Jurassic pelagic sediments from the Lagonegro units, southern Apennines, Italy. Sedimentary Geology, Elsevier, 150, 229-246.
MONGELLI G., DINELLI E., (2002). Geochemical investigations on the shales of the Frido Unit (southern Italy): a key to early Jurassic evolution of the Tethyan Ocean. Ofioliti. 26 (2b), 457-466.
31)
MONGELLI G. (2004). Rare earth elements in Oligo-Miocenic pelitic sediments from Lagonegro basin. Southern Apennines. Italy: implications for provenante and source area weathering. International Journal of Earth Sciences. In press.

Programma di ricerca

LA SEDIMENTAZIONE CLASTICA CENOZOICA DELLE CATENE CIRCUM-MEDITERRANEE: IMPLICAZIONI PER L'EVOLUZIONE PALEOGEOGRAFICA E PALEOTETTONICA
Università di riferimento
Università degli Studi della BASILICATA - SCIENZE GEOLOGICHE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Giovanni Mongelli
Descrizione
Nell’ambito del progetto l’Unità di ricerca di Potenza si pone come obiettivo lo studio della composizione chimica e mineralogica di sedimenti clastici fini Cenozoici del ramo meridionale della Tetide in successioni adeguatamente individuate e in coordinamento con altre Unità coinvolte nel progetto stesso.
Saranno pertanto studiate in dettaglio:
- nell’Arco di Gibilterra:
1)le peliti varicolori che costituiscono gli intervalli più fini delle torbiditi carbonatiche delle Formazioni di Tarifa (Unità di Algeciras; Cordigliera Betica) e della formazione equivalente, non definita formalmente, dell’Unità di Beni Ider (Maghrebidi Rifane) e quelle che costituiscono, quasi per intera, la sovrastante Formazione di Colorin;
2)gli intervalli pelitici delle torbiditi silicoclastiche che caratterizzano la parte più alta delle successioni stratigrafiche delle medesime Unità di Algeciras e Beni Ider;
- nelle Maghrebidi Siciliane:
1)le peliti essenzialmente carbonatiche della Formazione di Polizzi (Unità di Troina-Tusa);
2)i livelli pelitici intercalati alle torbiditi silicoclastiche e vulcanoclastiche dell’Unità di Troina-Tusa;
- in Appennino meridionale:
1)le peliti carbonatiche della F. di Monte Sant’Arcangelo, simili a quelle della F. di Polizzi (Unità di Rocca Imperiale);
2)le peliti varicolori della Formazione del Saraceno (Unità Nord-calabrese);
3)le peliti, carbonatiche e non, che costituiscono gli intervalli più fini delle successioni torbiditiche silicoclastiche e vulcanoclastiche dell’Unità di Rocca Imperiale (Formazioni delle Arenarie di Colle Cappella, Corleto e Albanella, Formazione delle Tufiti di Tusa), nonché quelle presenti nelle successioni del bacino di up-thrust raggruppate nel Gruppo del Cilento (Formazioni di Pollica, San Mauro, Albidona, Torrente Bruca);
- in Appennino Settentrionale:
1)le peliti carbonatiche delle Formazioni di Monte Morello (Unità della Calvana) e dei Calcari di Groppo del Vescovo (Unità di Canetolo);
2)i livelli pelitici presenti nelle torbiditi vulcanoclastiche della Formazione delle Arenarie di Monte Senario, che probabilmente chiude la successione stratigrafica dell’Unità della Calvana, in quelle silicoclastiche della Formazione delle Arenarie di Ponte Bratica, e in quelle silicoclastiche della Formazione delle Arenarie di Petrignacola, che costituiscono le unità stratigrafiche più elevate delle successioni dell’Unità di Canetolo.
L’approccio seguito sarà quello classico utilizzato per definire la storia di sedimenti fini silicoclastici a partire dalle analisi chimiche e mineralogiche. In dettaglio l’Unità operativa di Potenza si occuperà di:
-definire la composizione mineralogica.
-eseguire la stima dei singoli minerali presenti;
-valutare gli effetti della diagenesi utilizzando indici di cristallinità di minerali ed i caratteri degli interstratificati eventualmente presenti;
-stimare le abbondanze di elementi maggiori ed in tracce;
-valutare gli effetti che weathering, classazione, riciclaggio sedimentario e diagenesi hanno sul chimismo delle peliti;
-effettuare analisi isotopiche (Sr/Sr)al fine di meglio integrare e valutare i dati di natura litostratigrafica
-fornire ipotesi di lavoro in merito alle aree di provenienza del detrito.
- Tali informazioni, integrate dalle analisi che verranno svolte dall’Unità Operativa di Cosenza sulla componente arenitica, potranno consentire di ottenere nuove informazioni sulla natura delle aree di alimentazione, sulle condizioni paleodeposizionali e più in generale sulla storia del sedimento, contribuendo alle ricostruzioni paleogeografiche e paleotettoniche del ramo meridionale della Tetide, come evidenziato nel programma di progetto Coordinato al quale si rimanda.