Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca»Unità di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
1. Fink G, Krelbaum T, Yellin A, et al. Pulmonary carcinoid: presentation, diagnosis, and outcome in 142 cases in Israel and review of 640 cases from literature. Chest 2001;119:1647-51.
2. Modlin IM, Sandor A. An analysis of 8305 carcinoid tumors. Cancer 1997;79:813-29.
3. Hage R, Brutel de la Riviere A, Seldenrijk CA, Van den Bosch JMM. Update in pulmonary carcinoid tumors: a review article. Ann Surg Oncol 2003;10:697-704.
4. Ducrocq X, Thomas P, Massard G, Barsotti P, Giudicelli R, Fuentes P et al. Operative risk and prognostic factors of typical bronchial carcinoid tumors. Ann Thorac Surg 1998;65:1410-14.
5. Travis WD, Rush W, Flieder DB, et al. Survival analysis of 200 pulmonary neuroendocrine tumors with clarification of criteria for atypical carcinoid and its separation from typical carcinoid. Am J Surg Pathol 1998;22:934-44.
6. Rea F, Binda R, Spreafico G, Calabrò F, Bonavina L, Cipriani A, Di Vittorio G, Fassina A, Sartori F. Bronchial carcinoids: a review of 60 patients. Ann Thorac Surg 1989;47:1410-4.
7. Filosso PL, Rena O, Donati G, et al. Bronchial carcinoid tumors: surgical management and long-term outcome. J Thorac Cardiovasc Surg 2002;123: 303-9.
8. Terzi A, Lonardoni A, Feil B, Spilimbergo I, Falezza G, Calabrò F. Bronchoplastic procedures for central carcinoid tumors: clinical experience. Eur J Cardiothorac Surg 2004;26:1196-9.
9. Sutedja TG, Schreurs AJ, Vanderschueren RG, Kwa B, vd Werf TS, Postmus PE. Bronchoscopic therapy in patients with intraluminal typical bronchial carcinoid. Chest 1995;107:556-8.
10. Cavaliere S, Foccoli P, Toninelli C. Curative Bronchoscopic laser therapy for surgically resectable tracheobronchial tumors: Personal experience. J Bronch 2002;9(2):90-95.
11. Mezzetti M, Raveglia F, Panigalli T, Giuliani L, et al. Assessment of oucomes in typical and atypical carcinoids according to latest WHO classification. Ann Thorac Surg 2003;76:1838-42.
12. Stepieri H.M., Kolomecki K, Pasieka Z, Komorowskj J, Stepien T, Kuzdak K: Angiogenesis of endocrine gland tumours – new molecular targets in diagnostics and therapy. European Journal of Endocrinology 146, 143-151, 2002.
13. La Rosa S, Uccella S, Finzi G, Albarello L, Sessa F, Capella C.: Localization of Vascular Endoctelial Growth Factor and its Receptors in Digestive Endocrine Tumours: Correlation with Microvessel Density and Clinicopathologic Features. Human Pathology 34, 1, 18-27, 2003.
14. Florio T, Morini M, Villa V, Arena S, Corsaro A, Thellung S, Culler MD, Pfeffer U, Noonan DM, Schettini G, Albini A.: Somatostatin Inhibits Tumor Angiogenesis and Growth via Somatostatin Receptor.3-Mediated Regulation of Endothelial Nitric Oxide Synthase and Mitogen-Activated Protein Kinase Activities. Endocrinology 144, (4) 1574-1584, 2003.
15. Rosen LS: Clinical Experience with angiogenesis signalling inhibitors: Focus on Vascular Endotelial Growth Factor (VEGF) Blockers. Cancer Control 9, suppl 2, 36-44, 2002.
16. Turner HE, Harris AL, Melmed S, Wass JAH.: Angiogenesis in endocrine tumors. Endocrine Reviews 24, (5) , 600-632, 2003.
17. Cardillo G, Sera F, Di Martino M, Graziano P, Giunti R, Carbone L, Facciolo F, Martelli M.: Bronchial carcinoid Tumors: Nodal status and long-term survival after resection. Ann. Thorac. Surgery 77, 1781-85, 2004.
18. Dasgupta P.: Somatostatin analogues:Multiple roles in cellular proliferation, neoplasia and angiogenesis. Pharmacology and Therapeutics 102, 61-85, 2004.
19. Adams RL, Adams IP, Lindow SW, Zhong W and Atkin SL: Somatostatin receptors 2 and 5 are preferentially expressed in proliferating endothelium. British Journal of Cancer 92, 1493-1498, 2005

Programma di ricerca

Tumori Neuroendocrini Polmonari (Carcinoidi) e Gastro-Entero-Pancreatici (GEP): Caratterizzazione clinica, immunofenotipica e molecolare nella definizione della prognosi e dell'iter terapeutico.
Università di riferimento
Università degli Studi di PADOVA - SCIENZE CARDIOLOGICHE, TORACICHE E VASCOLARI - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Federico Rea
Descrizione
La nostra unità operativa si propone di studiare i pazienti affetti da carcinoidi bronchiali tipici ed atipici al fine di definire i fattori prognostici clinici, morfologici e molecolari per definire il miglior trattamento, sia esso chirurgico od endoscopico.
Lo studio sarà sia di tipo retrospettivo che prospettico e prevederà un reclutamento di circa 30 pazienti in senso prospettico sottoposti a resezione chirurgica per carcinoidi bronchiali a cui saranno aggiunti circa 15 casi in senso retrospettivo al fine di ottenere un numero significativo per le successive analisi.

Lo studio si compone di diverse fasi:
Fase dello studio clinico: i pazienti per i quali venga posto il sospetto di carcinoide bronchiale verranno studiati al fine di indagare il fenotipo clinico, lo stato funzionale della neoplasia, la presenza di markers umorali specifici ed aspecifici, la stadiazione preoperatoria.

1. Studio di Imaging: Ogni paziente sarà sottoposto ad indagini radiologiche (come Rx torace standard e tomografia computerizzata con mezzo di contrasto del torace ed dell’addome superiore) ed endoscopiche (tracheobroncoscopia) al fine di stadiare la malattia e programmare l’intervento resettivo più idoneo. Mediante endoscopia si eseguiranno inoltre nei carcinoidi centrali biopsie della lesione o disostruzione bronchiale con asportazione della componente endoluminale per risolvere i sintomi ostruttivi e verificare la base di impianto del carcinoide.
2. Studio funzionalità respiratoria: i pazienti eseguiranno una valutazione funzionale respiratoria completa con l’esecuzione di emogasanalisi arteriosa e spirometria (in casi selezionati ergospirometria) al fine di valutare la tollerabilità all’intervento chirurgico.
3. Studio recettoriale in vivo o morfofunzionale: evidenziazione mediante l’impiego di Octreotide marcato con In 111 (Octreoscan) di presenza a livello della lesione primitiva neoplastica o di eventuali lesioni secondarie di recettori per la Somatostatina al fine di meglio stadiare i pazienti in previsione dell’ intervento ed individuare i casi che potrebbero beneficiare di terapia biologica o radiometabolica nel post operatorio in caso di ripresa di malattia.
4. Valutazione dello stato funzionale: ricerca di marcatori sierici aspecifici e specifici di proliferazione neuroendocrina (Cromogranina A, Enolasi Neurono Specifica (NSE), Acido 5-idrossi indolacetico urinario, serotonina) e valutazione di alcuni prodotti ormonali talvolta frutto di secrezione ectopica da parte di carcinoidi (ACTH, GH).

Fase del trattamento: I pazienti studiati clinicamente secondo lo schema suddetto e nei quali verrà posta l’indicazione saranno sottoposti ad intervento chirurgico mediante accesso toracotomico posterolaterale con resezione parenchimale e linfoadenectomia ilo-mediastica (il tipo di intervento sarà stabilito nei singoli casi in base alla sede della lesione privilegiando ove possibile resezioni con risparmio di parenchima). I casi che sulla base delle conoscenze attuali possono essere considerati già candidabili ad un intervento conservativo (TC, piccola base d’impianto con crescita esclusivamente endoluminale, assenza di linfoadenomegalia ilo-mediastinica) saranno sottoposti ad asportazione della lesione per via endoscopica e trattamento laser sulla base di impianto con fini radicali; verranno, come stabilito dalle attuali linee guida, successivamente trattati chirurgicamente, per la verifica della reale radicalità sia a livello locale (pT status) che loco-regionale (pN status).

Fase dello studio della biologia tumorale: la parte di studio della neoangiogenesi, che verrà gestita da questa unità operativa, sarà condotta su campioni di sangue e su piccoli prelievi tissutali di pazienti operati per tumori neuroendocrini polmonari (carcinoidi).
Una prima analisi verrà condotta sulla quantità di VEGF circolante a livello plasmatico attraverso un saggio immunoassorbente (ELISA) che prevede l’utilizzo del siero. Il VEGF verrà “catturato” da anticorpi anti-VEGF presenti su piastre condizionate a tale fine. Da questo sistema si svilupperà una reazione colorimetrica, la cui intensità di colore, misurata mediante spettrofotometro, permetterà di fornire una misura quantitativa del VEGF circolante.
L’espressione quantitativa del VEGF e dei suoi recettori per ogni tessuto verrà condotta mediante tecnica di Western Blotting. Essa prevede l’estrazione delle proteine da tessuto congelato e la corsa delle stesse su un gel di acrilamide (Western) in modo da separarle in base al loro peso molecolare. Le proteine così separate saranno trasferite su carta di nitrocellulosa (Blotting) e il blott sarà successivamente incubato con anticorpo anti-VEGF, anti-rVEGF1, anti-rVEGF2. La presenza delle proteine e la loro quantità sarà evidenziata e quantificata con un sistema di chemioluminescenza e un programma che permette la determinazione quantitativa.
Infine, lo studio dei recettori per la somatostatina sarà condotto mediante immunofluorescenza su sezioni di tessuto. Le sezioni verranno incubate con anticorpi anti recettori della somatostatina (ati-sst1, anti-sst2, anti-sst3, anti-sst4, anti-sst5), il legame verrà evidenziato mediante un anticorpo secondario legato a fluorocromi, con successiva analisi al microscopio a fluorescenza.
Questa ultima parte dello studio intende mettere in luce la esistenza di eventuali relazioni tra positività del VEGF e dei suoi due recettori con le altre caratteristiche clinico-biologiche della neoplasia. In particolare valutare se vi sia una qualche relazione tra espressione di fattori neongiogenetici e stato funzionale, grado di differenziazione, indice proliferativo, stadio della malattia e risultati del trattamento chirurgico delle neoplasie endocrine GEP e polmonari.
Inoltre lo studio “in vitro” dei recettori della Somatostatina è complementare alla valutazione in vivo ed in funzione di decisioni terapeutiche in quanto è accertato che la Somatostatina nativa esercita anche un effetto inibitorio sui processi neoangiogenetici.

Fase di follow up: I pazienti trattati chirurgicamente verranno sottoposti ad uno stretto follow up mediante Rx torace ad un mese dall’intervento, tac torace e markers tumorali ogni 6 mesi per la durata dello studio. I pazienti sottoposti ad interventi di sleeve o broncoplastica eseguiranno inoltre controlli endoscopici a 7 e 30 giorni, 3, 6, 12 e 24 mesi dall’operazione.

Sarà inoltre allestito un data base in cui saranno raccolte tutte le informazioni cliniche, morfologiche, molecolari e chirurgiche dei pazienti al fine di effettuare analisi statistiche uni- e multi-fattoriali.
Complessivamente lo studio è volto alla ricerca della possibile esistenza di una correlazione tra andamento clinico delle neoplasie neuroendocrine studiate e parametri morfo-biologici delle stesse. In particolare ci si attende di trovare un correlazione positiva tra grado di neoangiogenesi e comportamento clinico più aggressivo delle neoplasie studiate. La conferma di tale ipotesi potrebbe permettere di selezionare un gruppo di pazienti a maggior rischio di recidiva locale o a distanza, condizionando quindi la scelta del trattamento più idoneo, sia esso chirurgico od endoscopico, i protocolli di follow-up o gli eventuali trattamenti di seconda linea.