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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Stephen Greenblatt, Catherine Gallagher, Practicing New Historicism, 2000
Stephen Greenblatt, Renaissance Self-Fashioning, 1980
Natalie Zemon Davies, Fiction in the Archives, 1987
Dami, Roberto, I tropi della Storia. La narrazione nella teoria della storiografia di Hayden White. 1994.
Hayden White, The Content of the Form: Narrative Discourse and Historical Representation, 1973.
G. Guidarelli, C. Malacrino ( a cura di ) Storia e narrazione. Retorica, memoria, immagini, 2005
B. Croce, Teoria e storia della storiografia, 1989;
A. Momigliano, Contributi alla storia degli studi classici e del mondo antico, 1955-1992; P. Rossi (a c. di), La teoria della storiografia oggi, 1983
Paul Ricouer, Tempo e racconto, 1983

Lee Patterson, Chaucer and the Subject of History, 1991
Thomas Greene, The Light in Troy, 1981.
Timoty Hampton, Writing from History, The Rethoric of Exemplarity, 1990
A.J. Minnis, Chaucer and Pagan Antiquity, 1982
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Richard Helgerson, Forms of Nationhood. The Elizabethan Wrtiting of England, 1992W.G. Boswell-Stone, ed. Shakespeare's Holinshed,1966
E. Pearlman, William Shakespeare, The History Plays, 1992
Phyllis Rackin, Stages of History: Shakespeare' English Chronicles
Lisa Jardine, Reading Shakespeare Historically, 1996
Holger Klein and Roland Wymer, eds, Shakespeare and History, 1996
Stephen Orgel, Sean Keilen, eds, Shakespeare and History, 1999
Stanley Wells, ed, Shakespeare and History, 2002
James Shapiro, 1599. A year in the life of William Shakespeare, 2005
David Green, Plutarch Revisited: A study of Shakespeare’s last Roman Tragedies and Their Source, 1979
Robert Miola, Shakespeare’s Rome, 1983
Hadfield A., and Maley W., eds, Edmund Spenser: “A view of the present State of Irland, 1997
Boswell-Stone, W.G., ed. Shakespeare's Holinshed, 1966 [1907].
A. Serpieri (a cura di) Nel laboratorio di Shakespeare: dalle fonti ai drammi, 4 voll., 1988.
David Quint, Origin and originality in Renaissance Literature, 1983
Arthur Ferguson, Utter Antiquity: Perceptions of Prehistory in Renaissance England,1993
John Milton, The History of Britain, 1670
Achinstein, Sharon. Literature and Dissent in Milton's England, 2003.
Achinstein, Sharon. Milton and the Revolutionary Reader,
Hill, Christopher. Milton and the English Revolution. 19771994.
Lowenstein, David, Milton and the Drama of History: Historical Vision, Iconoclasm, and Literary Imagination, 1990

Programma di ricerca

Storia e Narrazione
Università di riferimento
Università degli Studi di PERUGIA - LINGUE E LETTERATURE ANTICHE, MODERNE E COMPARATE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Rosanna Camerlingo
Descrizione
In un tempo e in un luogo, l’Inghilterra della metà del Cinquecento, in cui uno dei più autorevoli letterati della corte di Elisabetta, Sir Philip Sidney, definiva la storiografia contemporanea come “sentito dire”, non è difficile immaginare che il racconto della storia, sia esso le cronache di Holinshed, John Stow, o Britannia dell’antiquario William Camden , non goda in Inghilterra dello stesso statuto di maestra di virtù che aveva goduto nell’Italia del Quattro e Cinquecento grazie a Machiavelli e Guicciardini. Il rapporto dei letterati con la storiografia nel Cinquecento inglese si pone in maniera del tutto diversa da quella in cui si pone oggi. Non essendo la storiografia ancora una scienza accreditata o il suo metodo critico compiuto, i letterati partecipano a pieno titolo a una interpretazione, se non ad una vera e propria creazione del passato storico disdegnando, come ancora scrive Sidney, di “legarsi ad ogni soggezione [dalla storia e dalla filolofia]”. Poiché il poeta, aggiunge ancora Sidney, “elevato con il vigore della sua stessa invenzione, genera in effetti una seconda natura”. L’enfasi che la poetica europea del Cinquecento pone sulla libertà creativa del poeta non implica l’esclusione della storia dalla “seconda natura”. Lungi dal voler produrre un effetto di realtà, i letterati del sedicesimo secolo propongono una visione obliqua della scena storico-politica contemporanea nella quale essi sono intimamente immersi usando e manipolando il repertorio della retorica classica resuscitata dalla filologia umanistica.

Partendo da questa premessa, l’unità di ricerca di Perugia si propone di seguire l’evoluzione della visione della storia dalle opere di Chaucer, a quelle di Shakespeare a quelle di John Milton seguendo il percorso che porta all’ intreccio tra la formazione di una nazione e la formazione di una letteratura che si sarebbero diffusi nel futuro della storia del mondo. Si indagherà il contrasto presente nei Canterbury Tales tra una visione della storia ancora tutta immersa nell’escatologia cristiana e la descrizione minuziosa dei vestiti che caratterizzano la stazione sociale dei personaggi. Un contrasto che costringe a chiedere al testo quale rapporto Chaucer vede tra la storia orizzontale del mondo e quella verticale del cristianesimo e se l’una prevale sull’altra. E’ solo con la seconda metà del Cinquecento che L’Inghilterra volgerà lo sguardo all’indietro con lo scopo di illuminare il suo presente e appropriarsi del futuro. Una indagine obbligatoria sugli History Plays di Shakespeare non si fermerà al già ampiamente studiato rapporto tra i drammi e le fonti storiografiche. Se è vero, com’è noto, che Shakespeare partecipa con i suoi drammi storici al progetto di formazione della memoria della dinastia Tudor volto a creare una coscienza collettiva del presente, che coinvolgeva storici, pittori e geografi negli anni Novanta, l’unità di ricerca di Perugia chiederà ai testi di Shakespeare come questo progetto può conciliarsi con la sua superba interpretazione della psicologia del potere incarnata nei suoi memorabili sovrani. Inoltre essa indagherà il mutamento di visione storica che è visibile nei suoi drammi romani le cui fonti storiografiche, com'è noto, sono le Vite di Plutarco. Con John Milton le cose diventano ancora più complicate. Milton, infatti, non è solo testimone oculare, come, Chaucer o Shakespeare, degli eventi storici del suo tempo. In lui convivono il testimone, il protagonista e il vate di uno dei momenti più turbolenti della storia d’Inghilterra.. Che relazione c’è tra Paradise Lost e la sua storia dell’Inghilterra? Come possono combinarsi il racconto della storia e il racconto escatologico della tradizione cristiana?