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UNITA' DI RICERCA
italiano
Bibliografia
La cultura del Boccaccio, dopo gli studi pionieristici di A. HORTIS, Studj sulle opere latine latine del Boccaccio, Trieste 1879 e di O. HECKER, Boccaccio-Funde, Braunschweig 1902, è stata oggetto delle ricerche di G. BILLANOVICH, Petrarca letterato. I. Lo scrittoio del Petrarca, Roma 1995 (= 1947) (Storia e letteratura, 16), che si è in particolare soffermato sui rapporti con Francesco Petrarca. I lavori di Vittore Branca hanno contribuito a illustrare la biografia e l'opera del Boccaccio: V. BRANCA, Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio, I-II, Roma 1958-1991; V. BRANCA, Boccaccio medievale, Firenze 1964 (e successive ristampe); V. BRANCA, Giovanni Boccaccio. Profilo biografico, Firenze 1977. Ulteriori precisazioni sulla produzione e la cultura boccacciana sono poi giunti dagli approfondimenti di P.G. RICCI, Studi sulla vita e le opere di Giovanni Boccaccio, Milano-Napoli 1985 e di V. ZACCARIA, Boccaccio narratore, storico, moralista e mitografo, Firenze 2001. Questi lavori, a cui si affianca la rivista «Studi sul Boccaccio», il cui primo numero risale al 1963, hanno favorito la realizzazione dell'edizione moderna, con traduzione e commento, di Tutte le opere di Giovanni Boccaccio, a cura di V. BRANCA, I-X, Milano 1964-1998, che costituisce la base di partenza fondamentale per ogni ulteriore progresso.Il problema del rapporto tra Boccaccio e la cultura greca è stato sviluppato da A. PERTUSI, Leonzio Pilato fra Petrarca e Boccaccio: le sue versioni omeriche negli autografi di Venezia e la cultura greca del primo Umanesimo, Venezia-Roma 1964, che ha valorizzato l'intervento del Certaldese nel progetto di traduzione di Omero in lingua latina.
La storia della biblioteca di Giovanni Boccaccio, strettamente legata a quella della biblioteca agostiniana di Santo Spirito, che ha accolto i suoi libri, è stata indagata da D. GUTIÉRREZ, La biblioteca di Santo Spirito in Firenze nella metà del secolo XV, «Analecta augustiniana», 25 (1962), 5-88; A. MAZZA, L’inventario della «parva libraria» di Santo Spirito e la biblioteca del Boccaccio, «Italia medioevale e umanistica», 9 (1966), 1-74 e B.L ULLMAN - P.A. STADTER, The Public Library of Renaissance Florence, Padova 1972 (Medioevo e Umanesimo, 10).
In particolare si sono moltiplicati i lavori sugli autografi delle sue opere e sugli zibaldoni: G. BILLANOVICH, Nuovi autografi del Boccaccio (1952), in ID., Petrarca e il primo Umanesimo, Padova 1996 (Studi sul Petrarca, 25), 142-57; F. DI BENEDETTO, Considerazioni sullo Zibaldone Laurenziano del Boccaccio e restauro testuale della prima redazione del «Faunus», «Italia medioevale e umanistica», 14 (1971), 91-129; G. AUZZAS, I codici autografi. Elenco e bibliografia, «Studi sul Boccaccio», 7 (1973), 1-20; B.M. DA RIF, La Miscellanea Laurenziana XXXIII 31, «Studi sul Boccaccio», 7 (1973), 59-124; A.C. DE LA MARE, The Handwriting of Italian Humanists, I/1, Oxford 1973, 17-29; VI Centenario della morte di Giovanni Boccaccio. Mostra di manoscritti, documenti ed edizioni. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 22 maggio 31 agosto 1975, I, Certaldo 1975; Gli Zibaldoni di Boccaccio. Memoria, scrittura, riscrittura. Atti del Seminario internazionale di Firenze-Certaldo (26-28 aprile 1996), a cura di M. PICONE e C. CAZALÉ BÉRARD, Firenze 1998.
L'azione del Boccaccio nella riscoperta dei classici latini e il suo rapporto con la biblioteca di Montecassino sono stati indagati ancora una volta da G. BILLANOVICH, Pietro Piccolo da Monteforte tra il Petrarca e il Boccaccio (1955), in ID., Petrarca e il primo Umanesimo, Padova 1996 (Studi sul Petrarca, 25), 459-524; G. BILLANOVICH, Zanobi da Strada e i tesori di Montecassino, «Studi petrarcheschi», n.s., 11 (1994), 183-99; G. BILLANOVICH, Zanobi da Strada tra i tesori di Montecassino, «Rendiconti dell’Acc. Nazionale dei Lincei. Cl. sc. mor., stor. e filol.», s. IX, 7 (1996), 653-63. La vitalità di Montecassino nella conservazione della letteratura latina e nella sua trasmissione all'umanesimo è stata oggetto delle ricerche rispettivamente di G. CAVALLO, La trasmissione dei testi nell'area beneventano-cassinese, in La cultura antica nell'Occidente latino dal VII al XI secolo (18-24 aprile 1974), Spoleto 1975 (Settimane di studio del Centro italiano di studi sull'alto Medioevo, 22), 357-414 e di M. FERRARI, Montecassino e gli umanisti. I. Codici e postille, in Libro, scrittura, documento della civiltà monastica e conventuale nel basso Medioevo (secoli XIII-XV). Atti del Convegno di studio Fermo (17-19 settembre 1997), a cura di G. AVARUCCI, R.M. BORRACCINI VERDUCCI e G. BORRI, Spoleto 1999, 183-205.
Programma di ricerca
Boccaccio: fonti e fortunaUniversità di riferimento
Università Cattolica del Sacro Cuore - STUDI MEDIOEVALI, UMANISTICI E RINASCIMENTALI - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Mirella FerrariDescrizione
La ricerca si propone di indagare innanzi tutto i libri del Boccaccio e della "parva libraria" di Santo Spirito, attraverso l’acquisizione di riproduzioni fotografiche dei codici finora identificati e lo studio in loco dei manoscritti; si sonderà inoltre la possibilità di nuove identificazioni.Con lo studio di questi libri si offrirà un contributo per illuminare l'attività filologica del Boccaccio, che non è stata ancora adeguatamente valorizzata: si pensi alle sue osservazioni sul problema dei due Seneca. I manoscritti saranno analizzati dal punto di vista della tradizione delle opere in essi contenute e delle postille autografe depositate sui margini, in modo da approfondire le conoscenze sulla genesi e lo sviluppo dell’opera del Certaldese. Si intende in particolare studiare l’apporto della letteratura classica nell’elaborazione delle opere erudite della maturità boccacciana: il De casibus virorum illustrium, il De mulieribus claris, le Genealogie deorum gentilium e il De montibus. L’analisi approfondita del Marziale autografo di Giovanni Boccaccio, recentemente identificato, costituirà un punto di osservazione privilegiato per meglio penetrare nell’officina letteraria e filologica del Boccaccio. È possibile infatti che il Certaldese abbia recuperato il modello da cui copiò il proprio Marziale in Italia meridionale, forse dalla biblioteca di Montecassino, durante il soggiorno napoletano del 1362-1363. Lo studio della tradizione manoscritta di Marziale e della sua fortuna in età medioevale (in Italia, per esempio, conobbero gli Epigrammi il giudice di Brescia Albertano nel XIII secolo, gli esponenti del primo umanesimo padovano Lovato Lovati e Albertino Mussato, il canonico romano Giovanni Cavallini) permetterà di ampliare concretamente le conoscenze sulla diffusione di una raccolta poetica che fu nel XV secolo avidamente letta dagli umanisti, ispirò un rinnovato interesse per la produzione epigrammatica (si pensi al caso esemplare dell’Ermaphroditus del Panormita) e divenne banco di prova della sofisticata filologia del tempo, impegnata a risolvere gli aspri problemi che il testo di Marziale poneva. Un altro campo di indagine riguarderà gli interessi del Boccaccio nei confronti della lingua e letteratura greca.
Nel contempo, risulterà produttivo indagare, con ricerche d’archivio ed edizioni di opere, la cultura napoletana e fiorentina del Trecento. Tra le figure che maggiormente influirono sul tirocinio letterario del Boccaccio merita un approfondito studio il bibliotecario di re Roberto, Paolo di Perugia, compilatore di opere mitologiche, usate dal Boccaccio nelle tarde Genealogie deorum gentilium, e commentatore di Persio. A Firenze agirono in rapporto con Boccaccio alcuni cultori di Dante: Forese Donati, pievano di Santo Stefano in Botena, che nel 1331 allestì un’edizione della Commedia, anticipando gli slanci del Certaldese nel restauro del sommo capolavoro della letteratura italiana, e Andrea Lancia, notaio al servizio del Comune e commentatore della Commedia. La vitalità di questo mondo studioso tra Firenze e Napoli, in cui si formarono e incontrarono Zanobi da Strada, Forese, Boccaccio e Lapo da Castiglionchio, che procurò libri al Petrarca, costituisce infatti una premessa non eludibile per lo sviluppo dell’Umanesimo.
Contribuiranno a illustrare le conquiste culturali del Boccaccio le indagini incentrate su autori di una generazione posteriore legati al suo magistero, come Domenico di Bandino e Domenico Silvestri.
In conclusione la realizzazione del programma dell’Unità di Ricerca si articolerà secondo le seguenti direttrici:
1) la biblioteca del Boccaccio;
2) Boccaccio filologo e il suo scrittoio;
3) le fonti delle opere latine del Boccaccio;
4) i rapporti del Boccaccio con gli esponenti della cultura fiorentina e napoletana del Trecento.



