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UNITA' DI RICERCA
italiano
Bibliografia
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L. BATTAGLIA RICCI, Comporre il testo: elaborazione e tradizione, in Intorno al testo. Tipologie del corredo esegetico e soluzioni editoriali, Roma 2003, pp. 21-40.
Boccaccio visualizzato. Narrare per parole e per immagini fra Medioevo e Rinascimento, a cura di V. BRANCA, Torino 1999, 3 voll.
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V. BRANCA, Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio, vol. I, Un primo elenco di codici e tre studi, Roma 1958.
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G. CHIECCHI, ‘Dolcemente dissimulando’. Cartelle Laurenziane e ‘Decameron’ censurato (1573), Padova 1992.
G. DILLON, La stampa degli incunabuli nel Veneto, Vicenza 1984.
G. DILLON, I primi incunabuli illustrati e il ‘Decameron’ veneziano del 1492, in Boccaccio visualizzato, vol. III, pp. 291-317.
I dintorni del testo. Approcci alle periferie del libro, Atti del Convegno internazionale, Roma 15-17 novembre 2004, Bologna 18-19 novembre e 20 dicembre, a cura di M. SANTORO e G. TAVONI, Roma 2005, 2 voll.
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Gesamtkatalog der Wiegendrücke, Band 1-9, Leipzig 1925 – Stuttgart – Berlin 1991.
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Programma di ricerca
Boccaccio: fonti e fortunaUniversità di riferimento
Università degli Studi di VERONA - LINGUISTICA, LETTERATURA E SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Guglielmo BottariDescrizione
Nel quadro sin qui delineato, di fronte ad una tradizione così varia e complessa, resa più problematica dall’incisiva presenza di mediatori culturali di grande prestigio (si pensi a Filippo Beroaldo e alla sua traduzione di alcune novelle del Decameron), questa ricerca si configura come una (ri)meditata disamina delle antiche stampe boccacciane. Essa si prefigge, innanzitutto, di realizzare un insieme di operazioni in merito a tutti quei materiali che si situano – secondo una felice definizione di G. Genette - alle ‘soglie’ dei testi boccacciani (titoli, colofoni, rubriche, postillati, indici, premesse editoriali, versi di accompagnamento, fino agli stessi commenti): testimonianza di vicende (spesso microvicende) dai variegati risvolti.L’operazione, pur ardua, è oltremodo interessante, ove si pensi alla cospicua e non sempre omogenea suppellettile che accompagna i testi del Boccaccio; e già un caso da considerare è costituito dalla tipologia di alcuni paratesti; per esempio dall’uso del latino anche in opere volgari, come nella Fiammetta dell’edizione padovana del 1472, curata da Bartolomeo Valdezoco, o nel Filocolo, edito a Milano da Domenico da Vespolate nel 1476, con versi di Bonino Mombrizio.
Del resto, dallo sguardo alle pagine del GW dedicate a Boccaccio è possibile ricavare, con non poche significative indicazioni, spunti preziosi anche per la storia della tipografia: pure in centri ‘minori’, come Reggio Emilia e Vicenza, in cui furono stampate le Genealogie, nel 1481 e nel 1487 (GW 4476, 4477). Ma le edizioni andranno anche considerate nella loro struttura, così come saranno da chiarire particolari ‘accorpamenti’ delle opere del Certaldese con altri scritti: per citare un solo caso, nella Giuntina del 1504, a cura di Benedetto Filologo, il Bucolicum carmen ‘convive’ con egloghe di altri autori (‘antichi’ e ‘moderni’). Ne vien fuori un quadro complesso, dalle molteplici e a volte insospettabili implicazioni: i risultati certamente apriranno nuovi varchi negli studi dell’opera boccacciana e della sua ricezione.
La ricerca pertanto si articola in diverse direzioni. L’operazione preliminare consisterà nell’apprestare una recensio, la più esaustiva possibile, delle edizioni di tutte le opere del Boccaccio, dall’età degli incunaboli sino alla pubblicazione della prima rassettatura dei “Deputati Fiorentini”. Si ricordi peraltro che nei primi decenni del Cinquecento le stampe delle opere del Certaldese si moltiplicano, anche sull’onda delle polemiche (politico-municipalistiche, ma pure di tipo linguistico-normativo, relative alla centralità del Decameron nell’elaborazione di un canone linguistico nazionale) fra le tipografie veneziane e fiorentine. Con riflessi non indifferenti proprio sul versante dei paratesti.
Incunaboli e cinquecentine, comunque, saranno minuziosamente descritte, con particolare attenzione proprio agli elementi paratestuali, partendo dalle bibliografie e dai cataloghi generali, sino ai repertori più specifici (come il vecchio ma ancora utile contributo di Alberto Bacchi della Lega), con l’ausilio di supporti fotografici, microfilms e quant’altro.
Seguirà poi un’indagine autoptica, a tappeto, almeno per ciò che concerne la produzione incunabolistica, nelle biblioteche italiane e del mondo.
Dei primi risultati conseguiti si darà notizia in una serie di contributi, in cui le varie stampe saranno inserite in adeguate coordinate storico-culturali, per approdare infine ad un primo volume d’insieme relativo al Quattrocento.



