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UNITA' DI RICERCA
italiano
Bibliografia
Rassegne bibliograficheG. Mambelli, Gli studi virgiliani nel secolo XX: contributo ad una bibliografia generale, Firenze 1940
W. Suerbaum, Hundert Jahre Vergil-Forschung [1875-1975], ANRW 31/1, 1980, 3-358
Edizioni critiche
O. Ribbeck, Leipzig 1894-952
F. A. Hirtzel, Oxford 1900
R. Sabbadini, Roma 1930
W. Janell, Leipzig 1930
L. Castiglioni, Torino 1945
R. A. B. Mynors, Oxford 1969
M. Geymonat, Torino 1973
Edizioni commentate
G. C. Heyne-Ph. Wagner, Leipzig 1830-41
J. Henry, Aeneidea, 4 vols., London 1873-92
J. Conington-J. Nettleship, London 1881-834
W. J. Mackail, Oxford 1930
Principali commenti ai singoli libri
Libro I
R. G. Austin, Oxford 1971
Libro II
R. G. Austin, Oxford 1964
Libro III
R. D. Williams, Oxford 1962
P. V. Cova, Milano 1994
Libro IV
C. Buscaroli, Milano 1932
A. S. Pease, Cambridge Mass. 1935 (rist. Darmstadt 1967)
R. G. Austin, Oxford 1955
Libro V
R.D. Williams, Oxford 1960
Libro VI
E. Norden, Leipzig 19263 (19031; 19162)
F. Fletcher, Oxford 1941
R. G. Austin, Oxford 1977
Libro VII
C. J. Fordyce, Oxford 1977
N. Horsfall, Leiden 2000
Libro VIII
P. T. Eden, Leiden 1975
K. W. Grandsen, Cambridge 1976
C. J. Fordyce, Oxford 1977
Libro IX
P. Hardie, Cambridge 1994
J. Dingel, Heidelberg 1997
Libro X
S. Harrison, Oxford 1991
Libro XI
N. Horsfall, Leiden-Boston 2003
K. W. Grandsen, Cambridge 1991
Sull’archetipo e sulla tradizione indiretta
E. Courtney, The Formation of the Text of Virgil, “Bull. Inst. Class. St.” 28, 1981, 13-29
Id., The Formation of the Text of Virgil – Again, "Bull. Inst. Class. St." 46, 2002-2003, 189-194
M. L. Delvigo, Testo virgiliano e tradizione indiretta: le varianti probiane, Pisa 1987
H. D. Jocelyn, The Annotation of M. Valerius Probus, “Class. Quart.” 78, 1984, 464-472; 79, 1985, 149-161, 466-474
N. Scivoletto, La “filologia” di Valerio Probo di Berito, in Studi di filologia virgiliana imperiale, Napoli 1963
Id., Filologia e cultura latina, a c. di C. Santini e L. Zurli, Napoli 2000
S. Timpanaro, Per la storia della filologia virgiliana antica, Roma 1986
Id., Virgilianisti antichi e tradizione indiretta, Firenze 2001
J. E. G. Zetzel, Latin Textual Criticism in Antiquity, Salem 1984 (già New York 1981)
Programma di ricerca
Edizioni critiche e commenti scientifici di testi della letteratura augustea e della prima letteratura imperialeUniversità di riferimento
Scuola Normale Superiore di PISA - CLASSE DI LETTERE - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Gian Biagio ConteDescrizione
L’obiettivo è di fornire una nuova edizione del testo virgiliano, colmando una lacuna nel catalogo della più antica e illustre casa editrice di classici greci e latini. Dopo la monumentale edizione ottocentesca di Ribbeck e la riedizione di Janell del 1930, la prestigiosa collana tedesca non ha più ripubblicato il testo di Virgilio, laddove altre case editrici di classici hanno provveduto ad approntare edizioni moderne, come quella oxoniense di Mynors, che ha sostituito il vecchio lavoro di Hirtzel nella stessa serie. Il proponente intende riesaminare la tradizione manoscritta virgiliana, non solo per quanto attiene ai sette codici tardoantichi, ma anche ampliando la recensio dei numerosi testimoni carolingi, che gli editori precedenti hanno considerato solo in piccola parte. Infatti, nonostante la loro seriorità e i non incoraggianti risultati che hanno dato alcuni sondaggi operati soprattutto da Mynors, non è da escludere che tali manoscritti conservino lezioni non congetturali derivate da tradizione antica indipendente dai testimoni tardoantichi.La costituzione del testo terrà conto anche degli studi virgiliani degli ultimi vent’anni, che hanno grandemente rivalutato le varianti offerte dalla tradizione indiretta. In un certo senso è probabile che una rivalutazione del testo di Ribbeck (sempre molto sensibile ai dati della tradizione indiretta) risulti più equilibrata rispetto alla tendenza recentemente invalsa a trascurare le varianti offerti da antichi grammatici virgiliani.
Si impone infine una seria valutazione delle questioni relative all’incompiutezza del poema, a come tale incompiutezza possa aver inciso sulle edizioni antiche dell’Eneide (da quella di Vario all’eventuale edizione probiana); altro problema rilevante per la scelta tra le varianti sarà quello di decidere se sia o no esistito un archetipo della nostra tradizione virgiliana. Tali problemi, in parte sottovalutati dagli ultimi editori, rendono auspicabile e necessaria una nuova edizione che faccia il punto sugli studi più recenti e costituisca per i prossimi anni un affidabile testo di riferimento del più grande e fortunato poeta latino.
Possono aver rilievo per la costituzione del testo i codici di età carolingia, copia più o meno diretta dei manoscritti in capitale, trascritti quando gli antigrafi erano in condizioni meno deteriorate di quelle attuali (come il Floriacense, apografo del Romano per le Bucoliche e per gli ultimi quattro libri dell’Eneide). Ma sono importanti anche i codici che ci tramandano la tradizione di V. in aree laterali, dove è escluso che in età altomedievale si potesse attingere ai codici più antichi, conservati allora in Italia settentrionale, Francia e Germania. Di questa parte dell'attività del gruppo della SNS si occuperà la dott.essa Giuliana Crevatin, eccellente esperta di Filologia medioevale e umanistica, che cercherà di determinare con più precisione la posizione e il valore testimoniale dei manoscritti carolingi all'interno della tradizione dei codici virgiliani.
Nella stessa unità di ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa opereranno due giovani studiosi, già autori di importanti contributi di filologia latina, di cui uno (la Dr. Lisa Piazzi) lavorerà a fornire un'edizione corredata di commento scientifico della settima Heroide ovidiana (Didone), l'altro (il dr. E. Berti) si occuperà della critica sul testo virgiliano nel primo Impero, con particolare attenzione all'opera di Seneca il Retore. Ciò consentirà di estendere la ricerca a importanti problemi di ricezione dell'Eneide nell'età immediatamente successiva alla pubblicazione.



