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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Dalla ricerca archeologica agli archivi. Ricognizione e studio di tombe tebane della XVIIII dinastia egiziana documentate negli Archivi Loret - Varille (1881-1951) dell’Università degli Studi di Milano e in altri Archivi egittologiciUniversità di riferimento
Università degli Studi di MILANO - SCIENZE DELL'ANTICHITA' - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Patrizia PiacentiniDescrizione
La descrizione del programma di ricerca sarà articolata nei seguenti punti, corrispondenti a fasi successive della ricerca stessa: 1. Il materiale fotografico e altri documenti conservati negli Archivi di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano: loro ordinamento; 2. Scelta di tombe tebane della XVIII dinastia documentate negli Archivi milanesi: il lavoro che si intende svolgere su di esse; 3. Ricerca di materiale su queste tombe in altri archivi egittologici; 4. La tomba di Khaemhat (TT57): studio del programma iconografico e testuale, ricostruzione vituale della decorazione tramite materiali d’archivio e indagine autoptica; 5. Studio preliminare del programma iconografico e testuale delle altre tombe incluse nella lista, con eventuale ricostruzione virtuale della decorazione tramite materiali d’archivio e indagine autoptica; 6. Obiettivi finali.1. Il materiale fotografico e altri documenti conservati negli Archivi di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano: loro ordinamento
Negli Archivi di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano sono conservate oltre 50000 immagini, di cui circa 1000 lastre di vetro, circa 700 fotografie antiche e per il resto negativi, stampe, diapositive, fotografie aeree e digitali. Ad esse si aggiungono centinaia di calchi, disegni, fac-simili, documenti manoscritti. Nel 2004 ne è iniziata la sistemazione, la digitalizzazione e la schedatura, in vista della creazione di un archivio informatizzato.
La maggior parte delle fotografie fa parte del fondo Varille, celebre egittologo francese (1909-1951). Questi aveva ordinato un gran numero di fotografie in modo metodico in raccoglitori a tasche di vario formato, contenenti in genere il negativo e la stampa. Tuttavia, un numero cospicuo di fotografie è rimasto non ordinato né classificato in alcun modo, probabilmente a causa della morte improvvisa dello studioso. L’eccezionalità di questi archivi era già stata messa in luce in vari contributi di egittologi contemporanei di Varille, che ne poterono utilizzare i documenti negli anni ’40-’50 (cf. ad es. Bothmer, 2003, p. 54; Cristophe 1956, pp. 74-75; Mekhitarian, 1952, p. 143).
Queste fotografie illustrano quasi tutti i siti archeologici egizi, da Alessandria ad Abu Simbel passando per le oasi, oltre a numerosi siti nubiani. Tra di esse bisogna segnalare centinaia di foto di scavo (a Saqqara, in siti del Medio Egitto, a Medamud, sulla riva occidentale tebana), e la riproduzione pressoché integrale della decorazione e delle iscrizioni di numerosissime tombe tebane. Si tratta di immagini particolarmente utili: le prime come documentazione spesso unica sugli scavi e sui materiali che da essi provengono, in molti casi conservati nei magazzini e rimasti inediti; le seconde perché in molti casi riproducono le pareti di tombe oggi irrimediabilmente danneggiate. Queste ultime saranno al centro della nostra ricerca.
Nella fototeca sono conservate anche 965 lastre fotografiche, appartenute a Loret (1859-1946) e a Varille. Sono attualmente in fase di ordinamento tematico e di scansione: a breve, potranno essere consultate tutte direttamente su computer, e in futuro anche via internet, mentre gli orginali saranno conservati in buste e contenitori appositi, al fine di preservarle nel miglior modo possibile. Riproducono numerosi monumenti egizi, soprattutto di Luxor, di Karnak e della riva occidentale tebana, di File, di Abido, di Saqqara, di altri siti in quantità minore, nonché oggetti di musei o provenienti da scavi.
Negli archivi Varille - Loret si trovano inoltre numerose fotografie aeree, tra cui alcune di Tebe Ovest. Si segnalano anche alcune centinaia di cartoline, spesso stampate a partire da clichés di celebri fotografi, molte delle quali riproducono scene raffigurate nelle tombe tebane, e per questa ragione ci interessano direttamente in questa fase della ricerca.
Altre fotografie riproducono oggetti conservati in musei egiziani ed europei e in collezioni private: queste ultime immagini rivestono naturalmente un’importanza fondamentale per la loro unicità. In molti casi si tratta di oggetti risalenti all’epoca di Amenhotep III, che interessava particolarmente Varille, e che potrebbero quindi rivelarsi molto utili per la ricerca che si intende condurre.
La prima fase della ricerca, già avanzata, consiste nell’organizzazione sistematica dei documenti degli Archivi milanesi relativi alle tombe tebane (fotografie, ma anche disegni, acquerelli, fac-simili di testi, ecc.).
Ogni documento viene inserito in un database appositamente elaborato che utilizza il sistema Microsoft Access. Esso viene dapprima scansito e ogni immagine così ottenuta viene abbinata a una scheda in cui sono inclusi tutti i dati importanti oltre a una descrizione e a un commento. Il documento originale, spesso fragile e deteriorabile, viene inserito in appositi contenitori e quindi non più maneggiato se non per controlli specifici, al fine di preservarlo nel miglior modo possibile. Questa attività, già iniziata da Luigi Prada in occasione della sua tesi di laurea, verrà continuata sotto forma di contratto dallo stesso Luigi Prada, da Laura Marucchi (egittologi con competenze archivistiche) e da Marco Biaggi (esperto informatico con competenze egittologiche). Il loro lavoro sarà affiancato da quello di studenti volontari e sarà coordinato dalla responsabile dell’Unità di ricerca, Patrizia Piacentini, e da Christian Orsenigo, Assegnista di ricerca.
Nell’arco di due anni, o in una fase avanzata della ricerca, una scelta di immagini e schede verranno inserite nel portale della Biblioteca e degli Archivi di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano in corso di elaborazione, e rese così accessibili agli studiosi.
2. Scelta di tombe tebane della XVIII dinastia documentate negli Archivi milanesi: il lavoro che si intende svolgere su di esse
Sul totale delle circa 350 tombe tebane note della XVIII dinastia (sulla base della stima di Kampp, 1996 e Strudwick – Strudwick, 1999), si è scelto un gruppo di tombe su cui operare sulla base di una prima verifica del loro stato attuale effettuata sul posto e di una verifica della presenza negli Archivi milanesi di documentazione grafica e fotografica ad esse relativa.
Questi ultimi materiali, che a un primo inventario superano il migliaio di unità, riguardano tombe sia molto note, come ad esempio la TT48 di Amenemhat, sia pressoché sconosciute e/o inedite, come ad esempio la TT248 di Djehutymes.
Spiccano alcuni casi particolari, come la mappatura fotografica probabilmente completa della TT57 di Khaemhat o le numerosissime fotografie della TT192 di Kheruef.
L’unità di ricerca si occuperà delle seguenti tombe, attribuibili ai regni di Thutmosi IV e Amenhotep III :
TT 66 (Hepu); TT 69 (Menna); TT76 (Tjenuna); TT77 (Ptahemhat); TT 108 (Nebseny); TT258 (Menkheper); TT 54 (Huy); TT 78 (Horemheb); TT90 (Nebamon); TT91 (anonima); TT295 (Djehutymes Pary); TT 46 (Rames); TT 47 (Userhat); TT48 (Amenemhat); TT 57 (Khaemhat); TT89 (Amenmes); TT107 (Nefersekheru); TT120 (Anen); TT139 (Pairy); TT161 (Nakht); TT253 (Khnummes); TT294 (Amenhotep); TT 192 (Kheruef).
Per ogni tomba è già in corso una ricerca bibliografica estensiva, dai primi scavi alle ricerche attuali, per determinare che cosa è stato pubblicato, che cosa è inedito e se esistono frammenti o altri materiali conservati nelle collezioni egittologiche.
Delle tombe pubblicate si dovrà verificare che cosa apportano le fotografie e i materiali ritrovati negli Archivi milanesi, prima di studiarne il programma decorativo e testuale. Nel caso in cui esse siano inedite, se ne proporrà uno studio iconografico e testuale più dettagliato (cf. infra al punto 5).
3. Ricerca di materiale su queste tombe in altri archivi egittologici
Tappa successiva della ricerca sarà la ricerca di documentazione su questo gruppo di tombe in altri archivi, quali il Centre de documentation e l’Institut Français d’Archéologie Orientale del Cairo, la Chicago House di Luxor, la Bibliothèque Nationale, il Collège de France e il Centre Golenishchev di Parigi, l’Università di Heidelberg, l’Università di Marburg, il Museo di Berlino, il Griffith Institute e la Bodleian Library di Oxford, il Museum of Fine Arts di Boston, il Metropolitan Museum of Art di New York. In ognuno di questi centri è nota la presenza di materiali sulle tombe tebane. Accordi di collaborazione sono già stati presi con i responsabili di alcuni di questi archivi, e altri si prenderanno nel prossimo futuro. Nel corso delle missioni presso questi centri, la persona inviata dovrà verificare la presenza di materiali relativi alle tombe di cui si occuperà l’Unità di ricerca.
4. La tomba di Khaemhat (TT57): studio iconografico e testuale, ricostruzione virtuale della decorazione tramite materiali d’archivio e indagine autoptica
Negli Archivi milanesi si trovano, come si è detto, moltissimi materiali relativi a questa tomba, che verrà quindi studiata in modo dettagliato. La copertura fotografica probabilmente completa, l’esistenza di calchi su carta e su lucido, nonché l’esistenza, presso il Museum of Fine Arts di Boston, di una trentina di calchi in gesso, potrà portare ad una ricostruzione virtuale della tomba.
La tomba, scoperta nel 1842 da George Lloyd, è una delle sole quattro tombe note dell’epoca di Amenhotep III che presenti una decorazione a rilievo. I calchi realizzati nel corso del XIX secolo di tali finissimi bassorilievi, oggi in gran parte conservati a Milano e a Boston (cf. Dunham, 1936), sono stati la causa principale della perdita totale della colorazione originale, ma permettono oggi uno studio dettagliato del monumento, anche delle parti di decorazione e di testo andate perdute per cause umane o naturali nel corso degli ultimi 150 anni.
Già Loret, nel 1884, aveva descritto nei dettagli la tomba e copiato i suoi testi (manoscritti negli Archivi milanesi), quindi Mond, nel 1905, vi aveva effettuato degli scavi e ne aveva rilevato la planimetria. Nel 1941, Varille si era occupato del testo dell’"appello ai visitatori" (fac-simili e manoscritti negli Archivi milanesi), un testo che necessita di essere rivisto e commentato per le sue particolarità (cf. Orsenigo, 2002); nel 1973 Abdel-Aziz – Sadek avevano studiato una stele della tomba, mentre J. Assmann, nel 1983, si era dedicato allo studio dei testi religiosi. Nel 2001, L. Pinch-Brock ha dedicato alla tomba un capitolo in un volume generale sui monumenti di Tebe Ovest, illustrandolo con belle fotografie.
Manca tuttavia, a tutt’oggi, uno studio iconografico e testuale d’insieme, che sarà l’obiettivo prioritario dell’Unità di ricerca.
5. Studio del programma iconografico e testuale delle altre tombe incluse nella lista, con eventuale ricostruzione virtuale della decorazione tramite materiali d’archivio e indagine autoptica
Lo studio del programma iconografico e testuale verrà esteso a un certo numero di altre tombe, risalenti alla prima metà della XVIII dinastia (in particolare ai regni di Thutmosi IV e Amenhotep III, se veda la lista supra). Questo periodo è caratterizzato da profondi mutamenti nella società egiziana, come dimostra anche l'introduzione di una serie importante di nuovi repertori di immagini nelle tombe degli alti funzionari dello stato. In seguito a uno studio autoptico e archivistico, e alla luce della bibliografia recente, si potrebbe giungere a una rilettura e reinterpretazione dei programmi figurativi e testuali delle sepolture di questo periodo, tracciati solo secondo linee molto generali verso la metà del secolo scorso.
La ricostruzione virtuale delle tombe scelte, effettuabile grazie a ricognizione autoptica, fotografie recenti, materiali d’archivio che permettano l’integrazione dei dati oggi mancanti, verrà realizzata a seconda del materiale a disposizione, del tempo e del finanziamento della ricerca. Essa permetterebbe di ricostruire l’insieme della decorazione e dei testi, nella misura del possibile, e di conseguenza di meglio capire la logica e la ragione della disposizione e del contenuto degli stessi.
L’operazione, già effettuata in via preliminare e sperimentale su alcune delle tombe prescelte, con la collaborazione degli allievi del corso di Egittologia della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli Studi di Milano, ha dato ottimi risultati e il modello sembra quindi potersi applicare a una serie più importante di tombe.
6. Obiettivi finali
In aggiunta a quanto sopra esposto, fine ultimo della ricerca sarà quello di apportare nuove informazioni per la ricerca sui monumenti della riva occidentale tebana, contribuendo da una parte alla loro valorizzazione e alla conservazione della documentazione ad essi relativa, cui il Supreme Council of Antiquities egiziano è particolarmente sensibile (cf. el-Bialy, 2003), e dall’altra alla valorizzazione degli Archivi egittologici recentementi acquisiti dall’Università deli Studi di Milano, rendendoli accessibili tramite supporti informatici, internet e pubblicazioni.
A conclusione della ricerca, si prevede infine di organizzare un convegno che riunisca i membri dell’ Unità di ricerca e altri studiosi che lavorano nelle necropoli tebane e negli Archivi egittologici, e di pubblicarne gli Atti.



