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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Dalla differenza culturale alla condivisione professionale nel lavoro di cura. Una ricerca clinico- sociale.Università di riferimento
Università degli Studi di ROMA "La Sapienza" - PSICOLOGIA DINAMICA E CLINICA - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Giulio Cesare ZavattiniDescrizione
Oggetto della ricerca:Come messo in luce nel precedente paragrafo, sono numerosi i lavoratori migranti, giunti da differenti nazioni ed appartenenti a culture eterogenee, che, nel nostro Paese, trovano impiego nei servizi socio-assistenziali sanitari.
Questa situazione impone una riflessione sulle concezioni di salute e di malattia, di cui ogni individuo è portatore: poiché tali rappresentazioni sono improntate a criteri morali e sociali peculiari del gruppo etnico di provenienza, all’interno delle strutture assistenziali coesistono modi differenti di intendere le professioni di cura. Siamo quindi di fronte ad un fenomeno che assume implicazioni non solo di natura transculturale, ma che si riflette anche sulle scelte di politica sanitaria e di etica pubblica.
Ci proponiamo di prendere in considerazione le rappresentazioni e le pratiche operative connesse alle diverse concezioni di salute e malattia, nonché ai diversi modi di intendere la cura negli individui che operano all’interno delle strutture socio-sanitarie. In tal senso, intendiamo rilevare le modalità peculiari con cui le idee riguardanti la salute, la malattia e la relazione di cura si declinano in culture diverse ed indagare al contempo il modo in cui questi aspetti sono intesi nella nostra cultura. Crediamo questo sia fondamentale al fine di costruire un’ “intercultura” costituita da valori e pratiche operative condivise rispetto alle diverse identità professionali impiegate nei servizi socio-assistenziali.
Obiettivo:
Il lavoro ha lo scopo di favorire l’integrazione delle diverse valenze culturali connesse al modo di concepire la salute e la malattia all’interno dei differenti contesti lavorativi nell’ambito del settore sanitario-assistenziale, attraverso percorsi di valutazione e formazione.
Nello specifico ci si propone di:
- delineare la percezione dei valori che sul piano culturale e morale caratterizzano le professioni di cura nelle diverse culture;
- individuare le condizioni più idonee a favorire l’emergere di rappresentazioni condivise;
- mettere in evidenza le aree critiche o a rischio etico, ove il patrimonio culturale personale di un operatore possa entrare in conflitto con le esigenze degli altri soggetti, colleghi o utenti, presenti nel contesto di lavoro;
- favorire il crearsi di una relazione di fiducia tra gli operatori che faciliti le pratiche di lavoro;
- progettare criteri di intervento nella relazione di cura
La ricerca sarà articolata in 4 fasi, finalizzate ad approfondire i temi di interesse dello studio (I fase), ad effettuare un intervento con gli operatori socio-assistenziali (II fase), valutarne l’efficacia (III fase) e infine analizzare i dati raccolti (IV fase).
Ipotesi
Rispetto alla fase II della ricerca-intervento intendiamo indagare le seguenti ipotesi:
H1 Sono presenti differenze culturali rispetto al modo di concepire la salute, la malattia e la relazione di cura in individui provenienti da diverse aree geografiche (Europa dell’Est, America del Sud, Italia)
H2 Sono presenti valori comuni tra le diverse culture indicate sopra rispetto ai temi della salute, malattia e relazione di cura
H3 Sono presenti, tra le differenti culture, valori conflittuali inerenti ciò che sia giusto o desiderabile rispetto ai temi precedentemente esposti
H4 La percezione della funzione e dell’organizzazione del contesto di lavoro differisce in individui con patrimoni culturali diversi
H5 La percezione delle mansioni connesse alla cura varia in soggetti appartenenti a culture diverse
Rispetto alla fase III della ricerca-intervento siamo interessati ad esplorare le seguenti ipotesi:
H6 Sono presenti, in relazione ai concetti di cura, salute e malattia, rappresentazioni condivise, consapevoli, funzionali al contesto di lavoro e all’espletamento della mission dell’organizzazione in individui appartenenti a culture diverse
H7 Si riscontra una diminuzione delle aree conflittuali tra le diverse culture
H8 Si rileva una maggiore omogeneità nella percezione del contesto di lavoro
H9 Assistiamo alla costruzione condivisa di nuove pratiche operative funzionali al contesto in termini di maggiore efficacia nel conseguimento della mission dell’organizzazione
Metodologia
Lo studio si inserisce in un più ampio programma di ricerca coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, di durata biennale. L’interesse comune alle varie unità di ricerca riguarda l’attuazione di un intervento conoscitivo e formativo relativo alle rappresentazioni e alle pratiche inerenti i temi della relazione di cura, della salute e della malattia presenti negli operatori socio-assistenziali (sia autoctoni che immigrati) al fine di accrescerne le competenze professionali tramite lo scambio e la costruzione di un sistema di valori condiviso in riferimento alla definizione e all’esercizio del loro ruolo professionale.
Specificamente la presente unità di ricerca intende:
• contattare operatori socio-assistenziali di etnia diversa impiegati in strutture socio-sanitarie assistenziali pubbliche e private e formare 3 gruppi di ricerca-intervento. Ogni gruppo sarà costituito da 12 soggetti del medesimo ruolo professionale (badanti, babysitter, infermieri professionali) ma di nazionalità diversa (sia autoctoni che immigrati);
• favorire il dibattito e la discussione relativa alle seguenti aree: rappresentazione di salute e malattia, definizione della relazione di cura, significati dei rituali di passaggio propri del ciclo di vita dell’utente;
<br />• realizzare un’indagine articolata su più piani: individuale (relativa all’approfondimento delle concezioni del singolo rispetto alle tematiche oggetto di interesse), di gruppo (inerente la condivisione di aspetti valoriali ed operativi in merito alla propria professionalità), organizzativo (analisi della funzione e della struttura del servizio all’interno del quale i lavoratori sono impiegati);
Il campione della ricerca è formato da 36 soggetti divisi in tre gruppi: al primo gruppo apparterranno 12 infermieri professionali (4 di nazionalità italiana, 4 provenienti dall’Europa dell’Est, 4 provenienti dal Sud America), al secondo gruppo 12 badanti (4 di nazionalità italiana, 4 provenienti dall’Europa dell’Est, 4 provenienti dal Sud America), al terzo gruppo 12 babysitter a tempo pieno (4 di nazionalità italiane, 4 provenienti dall’Europa dell’Est, 4 provenienti dal Sud America).
La scelta di considerare queste diverse etnie si pone in sintonia con i dati del Rapporto sull’immigrazione Caritas/Migrantes (2005) che evidenziano come nel settore socio-sanitario e dei servizi i gruppi etnici più rappresentati siano quelli provenienti dall’Europa dell’Est e del Sud America.
Lo studio, come accennato sopra, sarà articolato in quattro fasi:
a) La prima fase avrà un fine esplorativo: tramite l’impiego di un’intervista clinica somministrata a tre gruppi pilota, composti da infermieri professionisti, badanti e babysitter verranno individuati i temi più salienti di discussione per gli incontri previsti e la scelta dei materiali (filmati, storie, fotografie…) da utilizzare come stimolo e punto di inizio per la discussione di gruppo. Tra i temi che si intende approfondire ricordiamo:
- rispetto ai concetti di salute e malattia:
• il significato della malattia e della cura
• il senso della prevenzione
• la percezione del rischio
• la concezione del ciclo di vita
• le idee in merito al benessere e al malessere
- rispetto alla relazione di cura:
• la gestione della dipendenza fisica e affettiva dell’utente
• il rapporto con il potere sia rispetto all’utente sia al referente lavorativo
• il rapporto con la corporeità
• la percezione delle pratiche di cura
• la percezione dell’evento critico in relazione all’esperienza dell’utente (separazione, evoluzioni psicosociali dell’utente, morte..)
L’intervista clinica avrà il fine di valutare il livello di comprensione, l’interesse sollevato, il grado di attivazione prodotto dalle domande, oltre a mettere in evidenza ulteriori aree che potrebbero essere rilevanti per l’oggetto di indagine. I temi saranno poi discussi in un focus group pilota.
Il gruppo di ricerca impiegherà circa 4 mesi per elaborare i temi e individuare i soggetti che parteciperanno alla fase pilota.
Durante la prima fase verrà inoltre effettuata un’analisi dei diversi contesti di lavoro, al fine di evidenziarne la struttura e l’organizzazione, tramite l’impiego di interviste semi-strutturate ai dirigenti degli enti sanitari e ai datori di lavoro di badanti e babysitter.
b) La seconda fase prevede la selezione del campione della ricerca (v.sopra). I 36 individui saranno sottoposti a colloqui conoscitivi e motivazionali; saranno raccolti i dati storico-anagrafici. I dati verranno quindi analizzati ed elaborati.
Saranno formati i tre gruppi, presentati e selezionati i temi con i partecipanti.
I soggetti parteciperanno a quattro incontri di focus group volti ad indagare le diverse rappresentazioni culturali della cura, della salute e della malattia e quindi a stimolare un confronto rispetto alla costruzione di un’identità professionale condivisa. Un successivo incontro sarà dedicato alla somministrazione del Family Life Space (Gozzoli, Tamanza, 1998) con l’obiettivo di indagare la percezione del contesto lavorativo.
Il tempo previsto per questa fase è di circa 10 mesi.
c) La terza fase è dedicata alla verifica dell’intervento realizzato con i partecipanti alla ricerca e implica due incontri di focus group , durante i quali l’attenzione sarà rivolta alla costruzione di rappresentazioni condivise consapevoli funzionali al contesto di lavoro e relative ai concetti di cura, salute e malattia.
Un incontro sarà inoltre impiegato per una nuova somministrazione del Family Life Space (Gozzoli, Tamanza, 1998) al fine di valutare eventuali modifiche nel modo di avvertire l’ambiente di lavoro.
Questa fase richiederà circa 10 mesi.
d) La quarta fase riguarda la stesura del materiale di lavoro e la conseguente analisi dei dati. Questa sarà effettuata attraverso tecniche qualitative e avrà il fine di elaborare i risultati ottenuti tramite i focus group: si mirerà dunque a cogliere le differenze culturali relative alle rappresentazioni di salute, malattia e relazione di cura e a valutare quanto le diverse concezioni si integrano in un sistema valoriale più articolato e condiviso dopo la partecipazione degli individui ai focus group.
Quando sarà possibile i dati in nostro possesso saranno confrontati con quelli raccolti dalle altre unità di ricerca. Sarà quindi compiuta una valutazione del lavoro realizzato, nella prospettiva di chi ha partecipato alla ricerca e dei componenti del gruppo di ricerca, attraverso l’ impiego di un questionario di valutazione messo a punto specificamente per gli obiettivi della ricerca.
Infine è previsto un report finale.
Il tempo necessario per questa fase sarà di circa tre mesi.
Applicazioni della ricerca
Obiettivo generale è la costruzione condivisa e la divulgazione di nuove pratiche operative, funzionali al contesto lavorativo, attraverso le conoscenze acquisite nel corso dei lavori di gruppo.
La divulgazione potrà avvenire attraverso pubblicazioni sia cartacee che elettroniche (Web), nell’ambito della psicologia della salute o della psicologia clinica; nonché attraverso più ampie pubblicazioni sulle tematiche dell’integrazione, dell’incontro interculturale, della gestione dei sistemi di cura.



