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UNITA' DI RICERCA
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Programma di ricerca
La nascita dell'individuo europeo: il tema dell'individualità come problema filosoficoUniversità di riferimento
Università degli Studi di PAVIA - FILOSOFIA - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Silvia GastaldiDescrizione
La ricerca si propone di esaminare i seguenti temi:A) durante il primo anno di svolgimento:
Il rapporto individuo- anima- città nella Repubblica di Platone.
Continuando il lavoro di traduzione e commento della Repubblica, che ha visto fino ad oggi la pubblicazione di sei volumi, riguardanti i libri I-IX (Bibliopolis, Napoli, 1998-2005), nell’ambito del presente programma ci si propone di analizzare il libro X della Repubblica. Questo lavoro vedrà impegnati i seguenti membri del gruppo: S. Gastaldi, F. Calabi, S. Campese, M. Vegetti.
Il libro X riveste, nell’ambito della ricerca, una grande rilevanza, soprattutto per quanto concerne il mito escatologico dell’anima.
A questo riguardo, emerge una serie di problemi che richiedono una trattazione approfondita.
È da rilevare, anzitutto, che Socrate revoca, in questo contesto la concessione fatta a Glaucone e Adimanto nel libro II, cioè quella di non considerare le ricompense conseguibili nell’aldilà come incentivi per condurre una vita giusta.
Nel momento in cui si apre la prospettiva escatologica, si pongono i seguenti problemi:
- l’incredulità di Glaucone rispetto alla concezione dell’immortalità dell’anima;
-una dimostrazione dell’immortalità dell’anima anomala, che presuppone il demonstrandum, e cioè che anima e corpo sono sostanze separate:
-l’emergere di una concezione dell’anima del tutto differente da quella presentata sia nel libro IV sia nel libro VIII, e vicina, piuttosto, a quella descritta nel Fedone: si tratta di un’anima corrotta e sfigurata, a causa del contatto con il corpo;
- in questo quadro, si ravvisa l’invito – che appare sorprendente se si tengono presenti le argomentazioni avanzate nel libro VII – a trascurare tutti i mathemata, e a individuare piuttosto un maestro capace di indicarci il miglior modo di vita e di condurci ad esso.;
- nell’ambito del mito di Er, sembra che l’anima scelga il tipo di vita che condurrà nella sua prossima reincarnazione indipendentemente dall’educazione ricevuta: se così è, viene ad essere vanificato il ruolo formativo dell’educazione, su cui Platone ha insistito nei libri precedenti;
- secondo quanto si legge a 613 c-d, il giusto viene premiato non solo nell’aldilà, ma anche in questa vita,sia con il potere, sia con matrimoni prestigiosi: la valorizzazione di queste forme di riconoscimento sociale da parte di Socrate appare sicuramente incongrua.
Tenendo conto di tutti questi nodi problematici, si avvalora l’impressione che, all’interno del libro X, Platone intenda riprendere, per revisionarli, alcuni temi che, nei libri precedenti, potevano essere sembrati deboli o comunque discutibili.
Strettamente connesso all’analisi critica di questi problemi, sarà il confronto tra le argomentazioni riguardo all’immortalità dell’anima condotte nel libro X e quelle presenti nel Fedone e nelle Leggi.
Inoltre, sarà importante studiare la relazione tra la felicità e i diversi generi di vita, un tema centrale nel pensiero platonico e accademico. Il rapporto complesso tra i modelli di vita, filosofica e politica, sarà oggetto di analisi non solo nella Repubblica, ma anche in una serie di altri dialoghi, per esempio nel Fedone e del Teeteto. Inoltre, sarà condotto uno studio relativo al Fiebo al fine di chiarire la teoria platonica della “metretica dei piaceri”, che compare in questo dialogo per la prima volta.
I risultati di questa prima fase della ricerca daranno luogo a:
-la pubblicazione della traduzione e del commento del libro X della Repubblica, con contributi di S. Gastaldi, F. Calabi, S. Campese, M. Vegetti.
- la pubblicazione di un volume sulle diverse immagini del filosofo che emergono dai dialoghi di Platone (S. Campese).
B) Durante il secondo anno di svolgimento:
1. Le modalità con cui viene costruita la categoria di individuo all’interno della riflessione di Aristotele.
Si tratterà di condurre un’indagine trasversale, che prenderà in considerazione una pluralità di trattati. Un importante punto di avvio sarà rappresentato dalla lettura dei testi psicologici, e in particolare del De anima, al fine di valutare la specificità della posizione aristotelica in rapporto ai predecessori, e in particolare nei confronti di Platone. Aristotele, fondando una psicologia su base fisica, e identificando l’anima come la forma del corpo organico, riconduce ad essa tutte le funzioni proprie del vivente: si cercherà di mostrare, in questa luce, come la psyche rappresenti un principio di individuazione, e non, invece, un principio di soggettivazione, la sede dell’io. Un elemento di problematicità è certamente rappresentato dal ruolo che Aristotele assegna, nel De anima, alle funzioni intellettive superiori: assumerà una particolare rilevanza esaminare, sulla scorta della bibliografia più recente, se l’assegnazione di uno statuto peculiare al nous introduca una frattura rispetto all’impostazione psicofisica dominante.
Un altro aspetto centrale della ricerca sarà rappresentato dalla lettura dei trattati etici per misurare la novità rappresentata dalla riflessione aristotelica nell’elaborazione della categoria di individuo quale soggetto agente, e in particolare quale soggetto morale. E’ ben nota la rilevanza di questo tema nell’ambito degli studi aristotelici: la discussione verte sulla presenza o meno, nella teoria aristotelica dell’azione, di una nozione pienamente elaborata di volontà. A questo riguardo, appare necessaria una messa a punto del problema, a partire da un’accurata indagine lessicale e terminologica, riferita a vocaboli come akousion, hekousion boulesis, bouleusis, proairesis, per specificare in particolare il ruolo delle componenti appetitive, che intervengono nello svolgimento dell’azione.
La condotta morale del soggetto appare inseparabile dai meccanismi di condizionamento educativo messi in opera nel contesto sociale: il soggetto morale si qualifica immediatamente come cittadino, membro attivo della comunità politica. Si giustifica così un’ulteriore articolazione che la ricerca assumerà: si tratterà di esaminare il rapporto tra il soggetto, in quanto cittadino, e la costituzione. Quella di politeia è una nozione polisemica, che allude da una parte all’assetto e alla distribuzione delle cariche politiche, ma che indica, dall’altra, l’ordinamento, taxis, degli uomini, di coloro che fanno parte a pieno titolo della città, cioè i cittadini. Si rende in tal modo necessario studiare la tipologia costituzionale che Aristotele delinea nella Politica, al fine di rintracciare come ciascun assetto sia determinato dalla presenza di un tipo particolare di cittadini, individuati a partire da caratteristiche di status ma anche di un modello educativo e etico. Due casi particolari saranno oggetto di analisi approfondita, il regno e la tirannide, che rappresentano due forme di governo individuale, e che rompono, seppure sotto due angolazioni opposte, la configurazione della polis come comunità di cittadini. Si intende mostrare come la regalità assoluta, la pambasileia, in cui il sovrano si caratterizza per una virtù eccezionale, costituisca una presenza problematica nel quadro teorico generale della Politica, così come anche la tirannide, il regime peggiore, che non può neppure a rigore essere definita una costituzione. Sarà interessante verificare tuttavia come tali forme personali, individuali, di potere sono analizzate, e giustificate, alla luce della situazione storica del IV secolo avanzato.
2. La ripresa delle tradizioni platonica e aristotelica
Le teorizzazioni platonica e aristotelica vengono rielaborate dalla tradizione successiva, che riprende il tema della composizione dell'anima e della costruzione dell'individuo. L'elemento di analogia e di confronto non è più, però, la città, che ha perduto il valore di riferimento che aveva nel IV secolo. Il discorso si è trasferito su un altro piano e il singolo trova il suo modello in un individuo superiore -sia esso il re o un governante- che a sua volta ha come archetipo Dio. Di qui la ricerca della homoiosis theo, l'assimilazione a Dio, che costituisce il telos dell'educazione dell'anima. La formazione dell'individuo si costruisce, così, rispetto a una figura intermedia, cerniera tra anima individuale e archetipo divino.
Questo percorso verrà analizzato in particolare in Filone di Alessandria e nei Trattati pseudopitagorici sulla regalità che si muovono su due binari paralleli e approfondiscono, l'uno sopratutto il percorso educativo dell'anima, gli altri l'assimilazione al modello.
I risultati emersi in questa seconda fase della ricerca daranno luogo a:
-la pubblicazione, da parte di S. Gastaldi, di saggi su Aristotele, vertenti sulla categoria di individuo nei trattati etici e psicologici, e di un volume, sempre su Aristotele, sul rapporto tra cittadino e costituzione politica, con particolare riguardo alla monarchia assoluta e alla tirannide. Tale volume dovrebbe essere edito dall’Academia Verlag nell’ambito di una collana specificamente dedicata agli studi elaborati dai membri del Collegium Politicum, di cui Silvia Gastaldi è coordinatrice.
A questa linea di ricerca collaborerà anche M. Esposti Ongaro.
-la pubblicazione di studi sulla tradizione platonica in Filone di Alessandria, in particolare di vari saggi e di un volume (che sarà presumibilmente edito presso la casa editrice Brill) vertenti sulla nozione di autorità che penetra in tutti i domini dell’esistenza e sulla scelta per il bene da parte dei singoli individui. L’anima seguirà comportamenti consoni a un modello superiore, costituito dai governanti. L’obiettivo di costoro è l’assimilazione a Dio, oggetto di aspirazione anche per l’anima individuale. Questa ricerca verrà condotta da F. Calabi.
-la pubblicazione di studi sulla tradizione platonica del neoplatonismo. In quest’ambito, la nozione di anima in cui è rispecchiata la totalità della realtà verrà studiata da M. Abbate e da N. Gorlani in relazione al pensiero del neoplatonismo e in particolare in Proclo. Sono previste pubblicazioni che analizzano la sfera dell’Anima, concepita come pluralità di ipostasi: «anime divine», «anime demoniche», «anime parziali».
- l’organizzazione di un convegno internazionale sulla concezione del “nomos empsychos”, cioè della legge vivente che si identifica con il buon governante. In questo ambito, si tratterà di esaminare soprattutto l’immagine dell’uomo regio nel Politico di Platone, quella del pambasileus in Aristotele, quella del buon re in Isocrate, per considerare poi gli sviluppi ellenistici di questo tema, attestati principalmente dai trattati pseudo-pitagorici sulla regalità e dai testi di Filone di Alessandria.
Nel condurre la ricerca, si procederà anzitutto all’analisi puntuale dei testi, facendo ricorso all’indagine terminologica e lessicale. A tale scopo, saranno utilizzati gli strumenti informatici,quali il TLG, e le nuove edizioni elettroniche dei testi, tra cui quelli di Platone e di Aristotele. Sarà acquisita anche la bibliografia specifica sugli argomenti che costituiscono l’oggetto del programma.



