Bibliografia
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Programma di ricerca
La nascita dell'individuo europeo: il tema dell'individualità come problema filosofico
Università di riferimento
Università degli Studi di ROMA "La Sapienza" -
STUDI FILOSOFICI ED EPISTEMOLOGICI - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Anna Maria Ioppolo
Descrizione
La ricerca si propone di affrontare il tema dell’individualità sia dalla prospettiva gnoseologica, che da quella etico-politica, e nel contempo di utilizzare accanto alle metodologie di studio tradizionali anche il supporto di tecniche informatiche. Il tema dell’individualità emerge come problema nel rapporto conoscitivo in quanto la conoscenza rinvia ad un oggetto esterno come a un punto obbligato di riferimento. Se la conoscenza può realizzarsi soltanto mediante la relazione della rappresentazione con un oggetto esterno, che dia luogo al loro confronto, lo scetticismo constata che questa relazione è impossibile e che il confronto non può avere luogo. La sproporzione della conoscenza umana al proprio oggetto comporta il non potersi esprimere nel linguaggio proprio perché il filosofo scettico ha fatto della dimensione enunciativa, argomentativa, riflessiva e costruttiva il suo bersaglio polemico. Il linguaggio è il luogo dell’asserzione e della non asserzione, ma lo scettico, non potendo fare alcuna asserzione senza esserne coinvolto, sarebbe costretto, per essere coerente, al silenzio, all’aphasia, oppure ad argomentare soltanto dialetticamente. Pertanto il problema della ricerca di un linguaggio non assertorio è un’esigenza imprenscindibile non solo per lo scetticismo pirroniano, come testimonia Sesto Empirico, ma anche per lo scetticismo accademico, come dimostra già Platone nel Teeteto. Sesto Empirico, fonte primaria di conoscenza per entrambe le correnti dello scetticismo, pone la differenza tra la posizione dello scetticismo pirroniano e quella delle filosofie affini, incluso lo scetticismo accademico proprio sull’uso del linguaggio. Egli infatti dedica la prima parte di PH I a illustrare le phonai scettiche, che intendono deresponsabilizzare il soggetto dell’enunciazione evitando ogni tipo di coinvolgimento ontologico e lasciando sussistere unicamente la valenza comunicativa, ostensiva e pragmatica del linguaggio. Il primo passo del progetto di ricerca consisterà dunque in un esame complessivo degli scritti di Sesto Empirico, che condurrà innanzi tutto a una nuova e più accurata traduzione dell’intero corpus. Quindi all’analisi filologica, linguistica e insieme concettuale dell’usus scribendi sestano si affiancherà un costante confronto del lessico filosofico tecnico che emerge dalla tradizione scettica accademica: dal Contro Colote di Plutarco, dall’opera di Numenio, Sul distacco degli Accademici da Platone e soprattutto dagli Academica di Cicerone. Di fondamentale importanza, infatti, per stabilire ciò che spetta alla filosofia scettica accademica e ciò che è proprio della tradizione pirroniana, è lo studio degli Academica di Cicerone, che costituiscono la fonte più antica sullo scetticismo accademico, e che presentano la difficoltà della traduzione in latino di una terminologia filosofica greca, che Cicerone non sempre è in grado di comprendere nelle sue sottili sfumature concettuali. L’esame filologico-critico degli scritti filosofici di Cicerone servirà come base di confronto dell’uso tecnico del lessico filosofico dell’Accademia scettica, senza trascurare la costante interazione polemica con il lessico e le scelte terminologiche delle scuole dogmatiche rivali, in particolare dello stoicismo. Dal punto di vista etico-politico il tema dell’individualità, intesa nel senso di ‘persona’, affacciatosi come oggetto di riflessione nella Stoa del II e I secolo, in particolare con Panezio di Rodi e il suo allievo Ecatone, matura e si sviluppa in età imperiale per il confluire di elementi provenienti dal medioplatonismo e dalla religiosità di area orientale. I più significativi risultati di questa combinazione di fattori sono: il recupero della teoria dei doveri individuali, caratteristica del medio stoicismo, presenti, accanto a temi stoici più antichi, in Epitteto; una rielaborazione della teoria della cosiddetta ‘appropriazione’ naturale e sociale, già promossa dalla Stoa del III secolo, ma che viene ripresentata da Ierocle alessandrino in una versione modificata; l’introduzione nel sistema morale stoico di elementi cosmologici ed escatologici di tenore platonico, in origine estranei alla visione antropologica della Stoa antica, introduzione che si rende evidente nell’opera di Seneca e, soprattutto, di Marco Aurelio. Ulteriore obiettivo della ricerca è quindi mettere a fuoco questi diversi sviluppi, tenendo conto: 1) delle mutazioni della terminologia tecnica, soprattutto in autori che scrivono in greco, e che rivelano analogie con scrittori di impronta platonica o comunque non riconducibili alla professione di stoicismo, come ad esempio Plutarco di Cheronea e Filone di Alessandria; 2) dell’adozione di adattamenti stilistici o retorici (adozione di metafore o frequenza dello stile diatribico) tanto in autori che scrivono in greco che in quelli latini, con particolare riferimento alla lingua di Seneca; 3) della differente regione geografica e culturale in cui opera la singola personalità o scuola, con particolare attenzione all’ambito romano e alessandrino. Nel contempo un’attenzione particolare sarà dedicata alla storia della protreptica morale in età ellenistica, e alle interazioni tra l’esortazione morale, in cui si afferma il saggio come individuo esemplare, la diatriba e lo stile epistolare: un esempio significativo è costituito dall’opera di Filodemo di Gadara Sui vizi (PHerc. 1008). Obiettivo sarà giungere a stabilire l’esatta collocazione filosofica dell’opera confrontandola con le testimonianze parallele - epicuree, stoiche e peripatetiche - alla luce di un’analisi filologica, lessicale e terminologica. Al fine di disporre ed enucleare quelle testimonianze, che possano contribuire a stabilire solidi punti di riferimento nell’ambito delle indagini dedicate allo sviluppo e agli intrecci concettuali che caratterizzarono il dibattito di età ellenistica e post-ellenistica è prevista l’edizione elettronica delle Vite dei Filosofi di Diogene Laerzio e dell’intera opera di Sesto Empirico. Per la realizzazione di questo specifico intervento l'Istituto ILIESI/CNR ha stanziato un apposito finanziamento. Il ricorso al mezzo elettronico, oltre a rappresentare un indubbio valore aggiunto nello scambio e nella fruizione dei dati, si proporrà anche come terreno nuovo, su cui cercare di costruire un approccio diverso e di più ampio respiro. Ciò consente di colmare alcuni dei limiti delle tradizionali edizioni del materiale frammentario relativo alle scuole ellenistiche (come, per citare i casi più eclatanti, quella stoica e scettico-accademica), fornendo agli studiosi la possibilità di avere immediatamente a disposizione i più ampi contesti delle citazioni nonché i possibili rinvii ad altre fonti o sorgenti testuali affini.