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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
Aït-Hamza M., Le développement local. Quel espace? Quel interlocuteur?, in Belhareth T., Toumi A. (a cura di), L’espace local. Développement et aménagement. Actes du VII colloque Maghrebin de géographie, Tunis, 1999;
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Berque A., Médiance, de milieux en paysages, Paris, Reclus, 1990;
Boukerzaza H., L’espace local en Algerie, de la tribu à la wilaya, in Belhareth T., Toumi A. (a cura di), L’espace local.Développement et aménagement. Actes du VII colloque Maghrebin de géographie, Tunis, 1999;
Bourdieu P., Sayad A., Le Déracinement, la crise de l’agriculture traditionelle en Algerie, Paris, Minuit, 1964;
Cencini C., Vivere con la natura. Conservazione e comunità locali in africa subsahariana, Bologna, Patron, 2004;
Côte M., L’Algerie ou l’espace retourné, Paris, Flammarion, 1988;
Dematteis G., Le metafore della terra, Milano, Feltrinelli, 1986;
Di Méo, G., Géographie sociale et territoires, Paris, Nathan, 1988;
Harvey D., La crisi della modernità, Milano, NET, 2002, trad. it. di M. Viezzi;
Nelson F. The evolution and impacts of community-based ecotourism in northern Tanzania, Londra, IIED, 2004;
Ngowe N.M., The role of local communities in wildlife management: a case of study of the Serengeti regional conservation project, Tanzania, Dar Es Salaam, GTZ Wildlife Programme in Tanzania Wildlife Division, 2004;
Parascandolo F., Territori rurali e sostenibilità nel processo di costruzione della Sardegna
turistica, in «Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari», nuova serie XXIII, Cagliari, 2005
Said E.W., Orientalismo, Milano, Feltrinelli, 1999, trad. it. di S. Galli;
Toumi A., A l’aube du troisième millenaire, la fin des territoires? Interpretation géopolitique et implications épistemologiques, in Université de Tunis-Ecole Normale Supérieure, Connaissance et pratiques des milieux et territoires, Tunis, 2002;
Turco A., Africa subsahariana. Cultura, società, territorio, Milano, Unicopli, 2002;
Turco A., Verso una teoria geografica della complessità, Milano, Unicopli, 1988;
Zacharia M., S.A. Kaihula, Community Participation in the Conservation and Management of Wildlife in Tanzania, Dar Es Salaam, GTZ Wildlife Programme in Tanzania Wildlife Division, 2004.

Programma di ricerca

Turismo, comunità e sviluppo locale nel continente africano.
Università di riferimento
Università degli Studi di TORINO - INTERATENEO DEL TERRITORIO - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Maria Giuseppina Lucia
Descrizione
Il lavoro di indagine si articolerà su tre filoni:

1. Elementi di strutturazione turistica dei territori e delle loro pratiche di frequentazione.

Ci proponiamo di effettuare uno studio interpretativo degli intrecci di usi storici degli ambienti rurali e naturali locali (agricoltura, allevamento, foreste, caccia/pesca) con i più o meno recenti processi di modernizzazione e sviluppo turistico dei territori. Lo stesso varrà per gli ambienti urbani dove il turismo ha modificato notevolmente le tipologie insediative e le dinamiche socio-economiche di attivazione e accesso alle attività produttive degli abitanti. Nella nostra prospettiva analitica prenderemo in considerazione i fatti turistici al di là degli aspetti meramente economici, nella loro qualità di potenti dispositivi di produzione di idee, stili di vita, rapporti sociali e comportamenti territoriali. Le forme di insediamento e le relative pratiche sociali rubricabili come turistiche costituiscono di regola altrettanti fattori atti a veicolare determinate “immagini di marca” che la società (post)industriale ha prodotto di sé, e altrettanti riscontri diretti e tangibili delle espressioni territoriali del vigente ordine produttivo. In questo senso si può dire che le infrastrutturazioni materiali del turismo internazionale possono essere lette come uno specifico sottoinsieme, una sorta di multiformi “protesi distaccate” dei sistemi urbani dei paesi ricchi, e costituiscono un riferimento visivo a forte carica semantica del sistema urbano-industriale di produzione e di consumo. Si tratta sovente (ma ipotizziamo anche non esclusivamente) di una produzione di immaginari che si situano al cuore della cosiddetta “globalizzazione” e delle sue specifiche strategie economiche, sociali e culturali.
Le dinamiche multiscalari di dispiegamento geografico delle frequentazioni e pratiche turistiche possono impattare, talvolta pesantemente, con le condizioni e le pratiche territoriali locali e “tradizionali”, generando inedite configurazioni socio-territoriali da indagare mediante apposite procedure conoscitive. A loro volta queste ristrutturazioni turistiche dei territori vanno interpretate alla luce delle dialettiche socio-spaziali interagenti tra i modelli locali di attivazione delle risorse territoriali, le politiche sovralocali di programmazione economica e di pianificazione e infrastrutturazione del territorio esercitate da organismi amministrativi statali, le forze internazionali di mercato ed eventualmente anche altri attori internazionali come le OnG. L’obiettivo è quello di evidenziare le diverse modalità operative e sfaccettature semiotiche delle pratiche turistiche, come anche di collocarle all’interno di forme differenziate dell’agire territoriale che rinviano a diversi orizzonti di senso e conducono all’individuazione di diverse categorie interpretative (ad esempo turismo nazionale/ turismo internazionale, turismo “artigianale”/turismo industriale, turismo convenzionale/turismo alternativo, turismo “all’occidentale”/ turismo “nativo”(p.es. pellegrinaggio).

2. Questioni di identità postcoloniali africane.

Questo primo filone andrà integrato e corroborato da indagini sui correnti modelli generativi delle autorappresentazioni sociali, alla luce delle loro conseguenze in termini di agire territoriale e di produzione materiale di un territorio umanizzato (modelli di insediamento, dialettiche d’uso pubblico/privato dei luoghi, pratiche e rappresentazioni del mondo naturale, ecc.). E’ necessario fare riferimento ai rapporti (molteplici, complessi e sedimentati nel tempo) tra:

1. le politiche nazionali degli stati occidentali (e soprattutto europei) nei confronti delle ex-colonie;
2. ll succedersi di diverse stagioni nelle politiche nazionali degli stati africani formatisi a partire dal processo di decolonizzazione;
4. i contesti istituzionali e mediatico-culturali globali cui pressocché tutti gli stati africani fanno riferimento nello sforzo di conseguire forme di sviluppo sociale (p.es. piani di riduzione della povertà) o in forza del loro indebitamento finanziario (piani di aggiustamento strutturale imposti da FMI, BM, ecc.);
5. i modelli “basici” d’uso delle risorse locali e di accesso ai redditi monetari esercitati dagli attori locali dei paesi africani (che siano stakeholders o meno).

Nel continente africano la costruzione delle identità collettive e più in generale di tutti i sistemi simbolici che regolano i rapporti tra esseri umani e tra questi e il mondo sono stati segnati e condizionati dalla presenza coloniale (e post-coloniale, si potrebbe aggiungere) dell’Occidente, e hanno potentemente influenzato le rappresentazioni intersoggettive degli individui e dei gruppi sociali in rapporto ai propri obiettivi di vita (orizzonte sociale della modernizzazione e dello sviluppo) come anche del loro rapporto con l’Altro (dinamiche umane di incontro/scontro tra culture, ideologie, religioni diverse). Anche gli elementi conflittuali, talvolta resi inerziali dalla caratteristica lunga durata della “storia delle mentalità”, vanno messi in conto perché interagiscono con le produzioni identitarie contemporanee delle popolazioni africane ed afromediterranee, e possono costituire ingombranti eredità e talvolta seri ostacoli per un proficuo dialogo interculturale.
La reciproca conoscenza della cultura e della storia dei popoli europei ed africani, la promozione della creatività e dell’accoglienza (e quindi anche del turismo), la diffusione transnazionale della cultura, l’attenzione per i gruppi umani socialmente svantaggiati e la costruzione di un pluralismo culturale rispettoso dei diversi punti di vista sul mondo potranno costruirsi sulla base di una più approfondita conoscenza dei processi socioculturali di lunga durata e di ampio respiro geostrategico che hanno storicamente presieduto e ancora presiedono alla attuale produzione delle identità territoriali, alle frequentazioni degli spazi locali, alle attivazioni collettive dei beni ambientali.


3. Sviluppo locale e turismo di comunità.

Il rapporto dialettico tra politiche di conservazione, salvaguardia e tutela del patrimonio naturale e sociale del continente africano, da un lato, e le possibili vie di sviluppo economico e sociale dall’altro, è stato sovente declinato, in rapporto alla specifica risorsa rappresentata dal turismo, in una ottica di proiezione di capitali, organizzazione e strutture che possa muovere dai paesi a sviluppo economico “avanzato” alle singole realtà nazionali. Questo processo viene letto come supporto ed incentivo a valori macroeconomici utilizzati genericamente come parametri di riferimento per la misurazione del grado di sviluppo (prodotto interno lordo, grado di apertura agli investimenti diretti esteri ecc.). Come un’ampia letteratura ha però teso a dimostrare in questi anni, una tale lettura rischia di scontare un limitato approfondimento del contesto socio-culturale del territorio africano, delle sue dinamiche evolutive e decisionali, delle stesse prospettive endogene di sviluppo, che, se amplificate, potrebbero esporre il territorio e le comunità locali a minori rischi di insuccesso e di “rigetto” sul lungo periodo. Parallelamente al turismo che deriva dagli accordi tra grandi multinazionali del settore ed interlocutori governativi, che possono produrre eterotopie (meravigliosi non-luoghi sospesi su distillati irreali di ricchezze naturali isolate dai contesti antropici) vi è una tipologia di turismo meno nota ed indagata, rappresentata dal cosiddetto “turismo di comunità” (che generalmente va, in lingua inglese, sotto il nome di community based toursim). Questa forma di turismo che, seppur in forme diverse, identifica fenomeni di sviluppo turistico “dal basso”, non dà ancora luogo, numericamente, ad imponenti flussi turistici in grado di alterare significativamente l’equilibrio delle principali variabili macroeconomiche nei paesi che ne favoriscono la diffusione. Questo aspetto quantitativo, di per sé, ostacola la reperibilità dei dati la diffusione ed il perfezionamento delle relative analisi scientifiche. Si tratta, tuttavia, di una pratica turistica ad elevata sostenibilità, poiché essa coinvolge, nel ruolo di tutrici della conservazione del patrimonio naturale e culturale, intere comunità locali, spesso contribuendo a semplificare la soluzione della contrapposizione tutela-sviluppo per un numero potenzialmente elevato di comunità (in massima parte rurali) che, insediate in un territorio solo marginalmente in grado di avvantaggiarsi degli effetti del turismo di massa (come avviene, ad esempio, per le comunità localizzate ai confini dei parchi naturali) e ne subiscono i vincoli senza potersi giovare pienamente delle potenzialità. Piuttosto che attingere ad aiuti internazionali o agli investimenti delle grandi multinazionali, lo sviluppo di queste forme è legato a politiche pubbliche (che possono agevolarle o complicarle), alle attività di terreno di OnG e di reti di solidarietà internazionale; alla diffusione dell’associazionismo locale e di forme di microcredito in grado di sostenere, amplificare e rilanciare le iniziative, alle attitudini delle popolazioni locali che concorrono alla formulazione di modelli condivisi e partecipati d’uso dei territori comunitari. Il gruppo di lavoro si propone, dunque, di indagare su queste realtà, selezionando alcuni esempi di “best practices” ed indagandone elementi di successo e di freno, non tralasciando di tentare l’individuazione di scenari e prospettive di sviluppo locale sostenibile che possano risultare riproducibili e ripetibili, pur in contesti territoriali e socio-culturali diversi.

Compiti basilari dell’unità di ricerca:

- Acquisizione di documenti, dati statistici e altri materiali di riferimento prodotti nelle regioni in cui si effettueranno le indagini
- Approfondimento dei contesti e degli strumenti legislativi sovranazionali e nazionali e delle loro ricadute sulle locali politiche di sviluppo degli stati, e analisi dei meccanismi economici globali entro i quali va collocato il fenomeno del turismo internazionale
- Indagini sul campo attraverso interviste, questionari, storie di vita orientate a cogliere progetti e strategie individuali e di gruppo nell’attivazione delle risorse ambientali
- Analisi delle rappresentazioni e pratiche dei beni ambientali e culturali , con particolare attenzione ai casi di valorizzazione economica di aree protette naturali/culturali, a zone di importante sviluppo infrastrutturale a sfondo turistico dei territori, o comunque di fruizione turistica degli stessi, anche al solo livello nazionale e da parte di soggetti non occidentali.