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UNITA' DI RICERCA
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Programma di ricerca
Negoziare le necessità: scelte di consumo e scelte di risparmioUniversità di riferimento
Università degli Studi di MILANO - STUDI SOCIALI E POLITICI - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Luisa LeoniniDescrizione
In accordo con il quadro tratteggiato dal progetto generale, l’unità locale dell’università di Milano Statale si propone di approfondire lo studio delle scelte di consumo e delle modalità di risparmio delle famiglie immigrate, partendo in particolare dagli stili di consumo dei loro figli, i cosiddetti giovani di seconda generazione, per poi risalire alle pratiche e alle strategie di consumo più complessive della famiglia, includendo una messa a fuoco dei legami che esse instaurano con i luoghi di origine sia attraverso le rimesse ai parenti, sia attraverso il risparmio per il finanziamento di periodi di ritorno e visita.Obiettivi della ricerca
Lo scopo della ricerca che sarà attuata dall’unità di Milano Statale è quello di individuare come vengono decise e praticate le scelte di consumo e di risparmio dei giovani di seconda generazione e quelle dei loro genitori, indagando anche come differiscono o sono eventualmente in conflitto tra loro, specie nel momento in cui fanno alternativamente riferimento sia alla cultura d’origine che a quella delle altre famiglie con cui sono in contatto.
Il rapporto con i genitori è infatti un elemento importante per capire proprio la singolarità di questa generazione di giovani figli di migranti, la cui la distanza culturale rispetto ai genitori - soprattutto in termini di competenze comunicative, tecnologiche e non solo linguistiche - è del tutto inedita e diversa dalla distanza che ha sempre caratterizzato, anche in passato, i primo-migranti dai loro figli. Sicuramente i figli dei migranti partecipano, emotivamente e concretamente, al progetto familiare di inserimento economico e sociale, ma allo stesso tempo vivono percorsi di inserimento e di integrazione diversi da quelli dei genitori, rispetto ai quali il ruolo delle scelte di consumo riveste un aspetto importante, accanto a quello dei percorsi di istruzione e delle competenze linguistiche (Ambrosini, Molina, 2004).
Le tipologie di consumo di cui intendiamo occuparci fanno riferimento a diversi ambiti. Se per quanto riguarda le seconde generazioni saranno investigati soprattutto i consumi culturali (televisione, musica, nuove tecnologie) (Bennet, 2000), quelli vestimentari e del tempo libero, per le famiglie saranno messi a fuoco soprattutto i consumi relativi alla casa (sia nel luogo di residenza che nelle comunità di origine), i servizi finanziari, il credito e gli investimenti e l’istruzione dei figli e l’uso di servizi pubblici (sanità). Si tratta nell’uno e nell’altro caso di sfere di consumo chiave per comprendere il particolare posizionamento che i diversi membri delle famiglie transnazionali implicitamente o esplicitamente assumono sia nella cultura e nelle reti sociali dei luoghi dove si trovano a vivere, sia nella cultura e reti sociali della società di origine. Uno spazio particolare verrà dato alla gestione del debito e del risparmio, ed in particolare per la questione delle rimesse ai membri della famiglia che sono rimasti nei paesi di origine. Tema di ovvio interesse politico-economico (secondo la Banca Mondiale le rimesse sono oggi pari al doppio degli aiuti internazionali ai paesi in via di sviluppo), le modalità di gestione delle rimesse permettono anche di mettere a fuoco i modi in cui le famiglie transnazionali negoziano i rapporti tra consumi e risparmi, debito ed investimento, genere e generazione, società di provenienza e di accoglienza, presente e progettualità, solidarietà familiare e distinzione personale (Bryceson e Vourela 2002). Un’altra importante area di studio sarà quella del consumo di tecnologia da parte dei giovani di seconda generazione. I media moderni hanno infatti un ruolo importante nei processi di identificazione dei giovani e hanno un’influenza anche rispetto alle le relazioni interne alle famiglie. Internet, per esempio, viene utilizzata dai più giovani per chattare, ma anche per informarsi sugli avvenimenti in corso nel loro paese d’origine, usando una competenza per lo più sconosciuta ai genitori e diventando quindi intermediari di varie informazioni. Tuttavia anche giornali, cassette video inviate dai parenti e il telefono costituiscono un legame continuo con il paese d’origine e contribuiscono a rinsaldare il legame con i sentimenti e le nostalgie dei genitori, pur determinando un uso spesso differente di questi mezzi. Di conseguenza, l’indagine riguarderà il rapporto che i soggetti hanno con mezzi di comunicazione come la TV via etere, la TV via satellite, VHS e DVD, radio, stampa quotidiana (specie la free press distribuita in alcune città) e periodica, Internet e la telefonia (fissa e mobile). Si cercherà così di indagare aspetti come: il livello di conoscenza, di eventuale interesse e utilizzo dei media “locali” (ossia italiani); l’utilizzo dei media del paese d’origine; le motivazioni alla base della eventuale scelta e utilizzo dei media locali; le barriere che impediscono, in modo totale o parziale, l’utilizzo dei media locali (legate ai costi, alle competenze tecniche, oppure alle difficoltà linguistiche, o dovute a scelte/orientamenti di tipo culturale); i canali di conoscenza dell’offerta e le dinamiche di condivisione e scambio della fruizione mediale e dei suoi contenuti, all’interno e all’esterno della comunità d’appartenenza; la correlazione tra le diete mediali, il livello d’integrazione attuale dei soggetti e l’orientamento all’integrazione.
Metodologia
La metodologia che intendiamo utilizzare per questa ricerca prevede una serie di strumenti tra loro integrati che vanno dalle interviste in profondità, ai racconti di vita (Bertaux , 1999), ai focus group all’osservazione partecipante. L’utilizzo combinato di tali tecniche permetterà di analizzare le relazioni tra i percorsi biografici, di genitori e figli, di ricostruire il percorso migratorio della famiglia, la tipologia di scambi economici con il paese d’origine e quindi anche le strategie di consumo e di risparmio delle varie componenti famigliari.
Per evitare un’eccessiva dispersione dell’indagine concentreremo la nostra attenzione su tre gruppi nazionali scegliendo tra tre diverse aree geografiche di provenienza: Asia, Europa dell’est e America Latina. In questo modo si tenterà di tener presente le differenze tra i gruppi nazionali più numerosi nella città di Milano, dove sono già presenti giovani di seconda generazione nati in Italia o arrivati in giovane età . Come gruppo di controllo intendiamo prendere in considerazione anche una serie di famiglie transnazionali, con le stesse origini, ma con figli rimasti in patria e quindi particolarmente interessate alla pratica delle rimesse.
Concretamente la ricerca prevede la realizzazione di 120 interviste in profondità realizzate con il metodo dei racconti di vita: 60 interviste saranno realizzate con ragazzi di origine straniera di un’età compresa tra i 16 e i 21 anni. Come già attuato in una precedente esperienza di ricerca (Leonini e altri, 2004) intendiamo contattare i giovani da intervistare nelle scuole superiori. La ricerca verrà svolta nella città di Milano a partire da un gruppo di scuole secondarie superiori (prevalentemente quelle ad indirizzo tecnico dove gli studenti di origine straniera sono più numerosi). L’obiettivo è poi quello di intervistare almeno la metà dei genitori di questi stessi ragazzi, realizzando altre 60 interviste qualitative in profondità.
A queste interviste ne aggiungeremo altre 20 realizzate presso famiglie ancora divise dai processi migratori, o dove almeno una parte dei figli è rimasta nel paese d’origine, al fine di appurare le diverse strategie di inserimento sociale e di consumo rispetto alle famiglie già ben radicate in Italia.
La possibilità di intervistare separatamente genitori e figli verrà poi integrata dalla realizzazione dei focus group in cui avremo la possibilità di mettere in contatto famiglie di diversa provenienza nazionale, genitori e figli, ragazzi con diversi percorsi migratori alle spalle. Anche le giornate di osservazione partecipante realizzate sia con i giovani che con le famiglie ci permetteranno di acquisire ulteriore materiale di conoscenza rispetto alle strategie di consumo e di risparmio, alle pratiche di indebitamento, alle strategie di utilizzo dei servizi sociali e naturalmente anche rispetto alle principali differenze esistenti a livello generazionale o a livello di cultura nazionale. Inoltre nel corso delle interviste qualitative chiederemo ai giovani di auto-produrre immagini fotografiche degli oggetti e delle pratiche di consumo per loro significative, che verranno analizzate con gli strumenti caratteristici della sociologia visuale.
Ifine, oltre a realizzare la ricerca qualitativa l’unità di Milano parteciperà all’analisi secondaria dei dati relativi ai consumi, presenti nelle indagini Istat, Multiscopo, Ismu, EUSilc, realizzata insieme alle altre unità di ricerca. In particolare il compito dell’unità di Milano sarà proprio quello di analizzare i dati relativi alla popolazione di origine straniera.



