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UNITA' DI RICERCA
italiano
Bibliografia
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Capecchi S. e Cardini D., Un posto al sole: produzione, contenuti e pubblico della prima soap opera italiana, in “Problemi dell’informazione”, n.2, giugno 1998
Capecchi S., Ridendo e sognando (con le soap). Il pubblico di “Un posto al sole” di “Beautiful”, RAI-VQPT, Roma, 2000
Colombo F., Le quattro vite della televisione italiana, in Aroldi P. e Colombo F. (a cura di ), Le età della televisione, Vita e Pensiero, Milano, 2003
Couégnas, D., Dalla “Bibliothèque bleue” a James Bond: mutamento e continuità nell’industria della narrativa, in F. Moretti (a cura di), Il romanzo, vol. II, Le forme, Einaudi, Torino, 2002, pp. 413-439.
Dahlhaus C., Fondamenti di storiografia musicale, Discanto, Fiesole, 1980
Eco U., Federzoni M., Pezzini I., Pozzato M.P., Carolina Invernicio, Mattilde Serao, Liala, “Il castoro”, 145, La Nuova Italia, 1979
Faeti A., Dacci questo veleno, EMME edizioni, Milano, 1980
Galateria D., Erotismo e buona creanza, in Aa.Vv., Maestre d’amore, Dedalo, Bari, 1986
Geraghty C, Women and Soap Opera. A Study of Prime Time Soaps. Cambridge Polity Press, 1991
Ghiazza, S., Così donna mi piaci. La letteratura rosa negli anni venti-quaranta, in De Donato, G. e Gazzola Stacchini, V. (a cura di), I best seller del ventennio, Editori Riuniti, Roma, 1991
Gramsci, A., Letteratura e vita nazionale (Quaderni dal carcere 5), Einaudi, Torino, 1966
Leavis, Q. D., Fiction and the Reading Public, Chatto & Windus, 1932, Penguin Books, 1979
Livolsi M., Manuale di sociologia della comunicazione, Laterza, 2003
Lowenthal, L., Literature, Popular Culture, and Society, Prentiu e-Hall, 1961, Pacific Books, 1968
Mannheim K., The Problem of Generation (1927), in Essays on the Sociology of Knowledge, Routledge & Kegan Paul, London, 1952.
Miconi A., La paraletteratura, in Morcellini M. (a cura di), Il mediaevo, Carocci, Roma, 2001
Petronio G., Attività letteraria in Italia, Palombo, Palermo, 1964
Petronio G. e Masiello V., Produzione e fruizione, Palombo, Palermo, 1988-89 (3 voll.)
Pozzato M. P., , Il romanzo rosa, Espresso strumenti, Milano, 1982
Roccella E., La letteratura rosa, Editori Riuniti, Roma, 1998
Spinazzola V., (a cura di), Il successo letterario, Bompiani, 1985
Programma di ricerca
Media e generazioni nella società italianaUniversità di riferimento
Università degli Studi di TRENTO - SCIENZE UMANE E SOCIALI - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Luigi Del Grosso DestreriDescrizione
Ci si propone di prendere in esame le narrazioni popolari prodotte nell’ultimo decennio. La socializzazione attraverso i media è un processo che dura tutta la vita e che ci aiuta a interpretare le nostre esperienze dirette in chiave dotata di senso. Se la rilevanza della televisione non è posta in discussione ed è stata oggetto di numerose analisi, meno scontato è il ricorso alla narrativa popolare. Si tratta di romanzi, di norma pubblicati con cadenza settimanale, dei quali non si parla mai nelle pagine letterarie dei quotidiani, ma che vengono lette da un pubblico – non necessariamente solo femminile – estremamente vasto. Il carattere evergreen di questa produzione letteraria, che deve far parlare non di moda, ma di corrente culturale di medio periodo, in palese contrasto con la modernità che sembra pervadere il sistema mediale, ci rammenta non solamente la “non contemporaneità” di cui sopra, ma anche la possibilità di dissonanze culturali nel consumo mediale, che vengono percepite come tali dallo studioso ma non necessariamente anche dai fruitori.Con queste cautele affrontiamo il corpus letterario che intendiamo esaminare (vdi Roccella, 1998 e Arslan e Pozzato, 1989). Non è raro leggere che il genere rosa “a dispetto delle rilevanti trasformazioni culturali degli ultimi decenni, ha saputo mantenere quella centralità nell’immaginario femminile che aveva guadagnato all’inizio del secolo”(Miconi, 2001, p. 397) e “la percentuale femminile è ovviamente dominante (94,8%) , anche se la rappresentanza maschile non è del tutto insignificante…. “la produzione rosa è attualmente controllata dal gruppo Harlequin… presente anche in Italia, attraverso un accordo con Mondadori per la pubblicazione delle serie “Harmony”. Secondo Miconi “…il romanzo rosa può contare attualmente su oltre 3.800.000 lettori... Il 41,6% è in possesso della licenza media inferiore, il 25,4% ha la licenza elementare o nessun titolo di studio, il 28,1% è composto da diplomati e soltanto il 4,9% da laureati… lettura diversa: tre quarti dei lettori (74,8%) hanno concluso almeno la scuola dell’obbligo.”. (ivi, pp. 398-99)
Secondo noi, tuttavia, la lettura dei dati ISTAT non permette questa attribuzione così netta alle sole lettrici. Sembra piuttosto corretto attribuire alla letteratura rosa un’immagine di “letteratura per donne”, senza che questo significhi automaticamente che le donne sono il pubblico quasi esclusivo: il caso di Carolina Invernizio è istruttivo. Andato distrutto nella prima guerra mondiale l’archivio della Sonzogno che conteneva le numerosissime lettere dei lettori all’autrice, possiamo basarci solo su testimonianze indirette: sembra che delle lettere un buon 30% fossero di uomini, il che confermerebbe la nostra ipotesi di un genere letterario “ufficialmente” per donne, ma fruito anche da un pubblico maschile non irrilevante. Se aggiungiamo, per quanto riguarda i dati ISTAT, che gli uomini difficilmente ammettono in un contesto di intervista di leggere i “rosa” (proprio per la loro immagine femminile), possiamo supporre che molti siano i lettori maschi.
Questa osservazione è valida anche per le soap operas le quali, secondo molti studiosi, “riflettono e fanno parte di una cultura femminile”(Vedi, tra gli altri, Geraghty, 1991). Che, tradizionalmente, siano cultura definita femminile è indubbio, ma che questo non significhi automaticamente anche fruita da sole donne è altrettanto indubbio. In un interessante studio su Un posto al sole, si scrive infatti che il pubblico è composto “prevalentemente da donne, soprattutto nella fascia d’età che va dai 45 ai 64 anni”, ma “è vero però che viene vista anche da molti uomini (35% della sua audience complessiva)…” (Capecchi e Cardini, 1998, p. 260; vedi Capecchi, 2000).
La letteratura che sarà presa in esame sarà dunque quella che, sotto il profilo progettuale, si autodefinisce e viene percepita come di genere (anche se resta aperto il problema della sua effettiva fruizione.
Dopo una rassegna degli studi sulla letteratura di consumo, verranno selezionate alcune serie narrative le cui caratteristiche fondamentali saranno: a) la popolarità a livello medio e medio-basso e b) l’ambientazione nella contemporaneità (con esclusione, quindi, delle serie di argomento storico). Le serie o collane comprenderanno inoltre due gruppi: a) quelle destinate a un pubblico femminile esplicitamente adolescenziale; e b) quelle dirette a un pubblico non mirato in termini di età. Verrà compiuta una prima ricognizione delle generazioni presenti e dei connotati attribuiti. Si analizzerà non solo la presenza comparata delle generazioni nella struttura sociale immaginaria ed in quella reale (per evidenziare sovra e sotto-rappresentazioni) ed il contesto emotivo nel quale si svolgono.
Ci si avvarrà della consulenza di responsabili produttivi ed editoriali per individuare i “testi” da sottoporre ad analisi. I primi contatti sono già stati presi e ci si è assicurati la collaborazione di alcune figure centrali nei processi produttivi.
Il metodo
Il metodo si basa sulla concezione narrativa dell’esperienza e riguarda situazioni narrative preselezionate, le quali verranno sottoposte ad analisi del contenuto supportata dal software ATLAS/ti, strumento di gestione di fonti testuali che aiuta il ricercatore a far emergere dai testi delle forme di codifica e quindi a esplorare, organizzare e collegare i temi di indagine. Questi sono centrati essenzialmente sulle rappresentazioni ed autorappresentazioni delle generazioni e delle relazioni tra di esse.
La ricerca verrà condotta individualmente dall'unità locale e in stretta sinergia con l'attività delle altre unità (in particolare dell'unità 4 che condivide un forte orientamento di analisi desk). In particolare si prevedono tre momenti di incontro istituzionalizzati:
un primo incontro di confronto teorico sulle categorie utilizzate e sulle acquisizioni bibliografiche; un secondo incontro, previsto nella formula di un workshop di confronto interno all'unità di ricerca ma aperto anche ad altri specialisti del settore; infine un convegno internazionale di presentazione dei risultati della ricerca.



