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UNITA' DI RICERCA
italiano
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Programma di ricerca
Media e generazioni nella società italianaUniversità di riferimento
Università degli Studi di BERGAMO - LETTERE, ARTI E MULTIMEDIALITÀ - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Francesca PasqualiDescrizione
Come evidenziato nella base di partenza scientifica del progetto, il concetto di generazione viene applicato al campo culturale in maniera assai eterogenea, riverberando peraltro la multidimensionalità del concetto stesso di generazione quale emerge dal dibattito sociologico.Il lavoro dell’unità di ricerca sarà inteso a comprendere come la nozione di generazione entri in gioco all’interno del campo della produzione e del consumo culturale a partire dall’analisi dei prodotti culturali (libri, film, fumetti, musica ecc.), al fine di costruire una tipologia che indaghi le diverse forme di relazione fra campo culturale e nozione di generazione. Primo obiettivo del lavoro dell’unità di ricerca sarà dunque quello di pervenire ad una più completa e formalizzata comprensione delle modalità di applicazione di tale concetto nel campo culturale attraverso una tipologizzazione che consenta di evidenziare quali sono i tratti distintivi che portano all’applicazione – nel discorso comune ma anche nel discorso critico – del concetto di “generazionale” ai prodotti culturali.
Il secondo obiettivo dell’unità di ricerca sarà quello di costruire una mappa dei consumi culturali (letterari, cinematografici e musicali) di una generazione. La scelta di indagare in profondità una singola coorte generazionale nei suoi consumi culturali si motiva alla luce dell’esigenza di comprendere non solo la pluridimensionalità del concetto di generazione qualora applicato al campo culturale ma anche di leggerne l’intrinseco dinamismo. Lavorando, infatti, in profondità su una singola coorte pare possibile far emergere con maggiore evidenza il complesso gioco che lega produzione, consumo e immaginario generazionale a elementi quali la periodizzazione storica, la biografia dei soggetti e la dialettica intergenerazionale.
Al tal fine all’interno delle quattro coorti generazionali previste dalla rete nazionale di ricerca, l’unità di ricerca locale si concentrerà sull’analisi desk di una serie di prodotti culturali a vario titolo “prodotti” e “consumati” da una specifica coorte, quella composta da coloro che sono nati nella seconda metà degli anni Sessanta. La scelta di operare su questo specifico ritaglio generazionale si radica in una serie di fattori, non ultimo il fatto che si tratta della prima generazione a essere stata chiaramente definita a partire dai suoi consumi mediali (MTV Generation) e a essere etichettata a partire da un prodotto culturale (Generation X, dal titolo del romanzo di Douglas Coupland). D’altra parte, come ben sintetizza il gioco di parole contenuti nel romanzo di Coupland, si tratta di una generazione il cui senso di identità collettiva, il cui “we are” è estremamente fluido, poco definito nel suo essere esito dell’incrociarsi di una discorsività, spesso negativa, esercitata da altre coorti generazionali ma anche nel suo situarsi nella fase della formazione (e nella sua eteronominazione) su una serie piuttosto rilevante di faglie storiche e di storia dei media (gli anni del thatcherismo e del reaganismo e della caduta del muro di Berlino sul piano internazionale, l’omicidio Moro, le stragi di mafia e tangentopoli su quello nazionale, ma anche la “controrivoluzione” sessuale, e la diffusione di una serie di istanze di partecipazione latamente politica su tematiche quali ad esempio l’ecologismo a seguito di avvenimenti catastrofici come Seveso in Italia nella seconda metà degli anni Settanta e dieci anni dopo Chernobyl, l’avvento dell’informatica diffusa, della televisione privata sul piano della storia dei media). Un altro elemento che pare interessante, e che sostiene la scelta di eleggere questo segmento anagrafico/generazionale a campo nel quale indagare la multidimensionalità del concetto di generazione, consiste poi nel fatto che forse solo ora, con l’affacciarsi di persone appartenenti a questa coorte d’età sulla scena della produzione culturale (sia in posizione chiave di decisori in grado di orientare le scelte di programmazione delle industrie culturali, sia in ruoli creativi), è possibile individuare una discorsività generazionale “autoprodotta” (in chiave apologetica o sanzionatoria, mitografica o razionalizzante poco importa). Analogamente si tratta di una generazione centrale nella scena del consumo per alcuni segmenti rilevanti del mercato culturale contemporaneo.
In questa prospettiva – rimanendo sempre nel quadro dell’indagine desk dei prodotti culturali – diviene allora interessante incrociare il piano dei consumi culturali dei trentenni di oggi, e il loro eventuale esercizio di autonominazione generazionale, con i consumi culturali di quegli adolescenti che gli adulti di allora avevano definito, negli anni Ottanta, “Generazione X”.
Dal punto di vista del disegno di ricerca, si intende procedere come segue: 1) ricostruzione della mappa dei consumi culturali della Generatione X negli anni Ottanta, attraverso la raccolta di una serie di dati quantitativi che prendano in considerazione, ad esempio, prodotti dedicati al mercato degli adolescenti, prodotti di grande successo (sia di vendita sia di valore simbolico), ma anche letture e consumi culturali “imposti” (ad esempio nei programmi scolastici), oltre che i prodotti i quali più direttamente in quegli anni mettevano a tema il discorso generazionale; 2) ricostruzione, attraverso indicatori quantitativi, di una mappa dei consumi culturali e mediali prevalenti dei trentenni di oggi; 3) indagine, attraverso case studies di prodotti particolarmente rilevanti, tesa a vagliare la presenza di isotopie o di faglie in termini di tematiche, immaginari, stili, valori ecc., e la loro azione nel coagularsi o meno di un’identità generazionale (nella misura in cui traspare dal campo culturale) valutandone, persistenza, consistenza e coesione interna e in relazione ad altre coorti generazionali.
L’analisi, che si colloca nel solco della tradizione degli studi culturali, prenderà in considerazione prevalentemente prodotti nazionali e prodotti importati dal mercato angloamericano (a causa del loro ruolo dominante nei consumi della coorte indagata) e sarà svolta, per ciò che riguarda l’indagine dei singoli prodotti oggetto di case studies, attraverso gli strumenti della sociosemiotica.
La ricerca verrà condotta individualmente dall'unità locale e in stretta sinergia con l'attività delle altre unità (in particolare dell'unità III che condivide un forte orientamento di analisi desk). Le unità di ricerca si manterranno costantemente in contatto anche attraverso l’attivazione di sessioni di videoconferenza. In particolare si prevedono tre momenti di incontro istituzionalizzati:
a) un primo incontro di confronto teorico sulle categorie utilizzate e sulle acquisizioni bibliografiche; b) un secondo incontro, previsto nella formula di un workshop di confronto interno all'unità di ricerca ma aperto anche ad altri specialisti del settore; c) infine, un convegno internazionale di presentazione dei risultati della ricerca.



