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UNITA' DI RICERCA
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Bibliografia
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Programma di ricerca
Adolescenti figli di migranti in Italia: valori, identificazioni, consumi, progetti futuri. Ipotesi teoriche a confronto sul percorso di integrazione/esclusione delle "nuove seconde generazioni"Università di riferimento
Università degli Studi di NAPOLI "Federico II" - SOCIOLOGIA - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Antonella SpanòDescrizione
L’obiettivo di ricerca dell’unità locale napoletana è quello di esplorare i percorsi di identificazione, di integrazione e di esclusione che si creano tra la prima e la seconda generazione di immigrati, quando vivono assieme nello spazio di arrivo. L’adozione di una prospettiva in termini di generazioni si riferisce alla particolare importanza che questa condizione ricopre in situazione migratoria. Essa, infatti, permette di esplorare l’importanza che l’età riveste nella definizione dei progetti migratori e, allo stesso tempo, di individuare il valore che questa variabile assume all’interno delle dinamiche di trasmissione sociale e culturale (Catani 1986; Jelen 1993; Sayad 2002). Nel corso della ricerca, si considererà il peso che l’appartenenza di genere occupa in questo processo per verificare se le forme di integrazione esprimono logiche maggiormente discriminanti per le giovani donne migranti.Lo studio analizzerà il modo in cui l’“età generazionale” (Sayad 2002) guida i percorsi e le strategie migratorie dei soggetti tenendo conto delle interdipendenze e delle rotture che si creano fra le generazioni. Una particolare attenzione sarà dedicata alla scuola, in quanto luogo di socializzazione formale e informale dove i giovani migranti elaborano non solo i percorsi scolastici ma anche i modelli di socialità. Quali forme di identificazione si sviluppano tra l’adesione ai valori familiari e a quelli del gruppo di pari? Le nuove forme di identificazione inglobano il divenire della famiglia o esprimono elementi di contrappeso, di critica o di rottura? Come si compongono i processi di integrazione a partire del gruppo di pari nel quale i giovani immigrati sono inseriti? E, ancora, questi processi si differenziano secondo l’appartenenza di genere?
Nell’analizzare il modo attraverso il quale si costruiscono le nuove identificazioni generazionali terremo presente che, in situazione migratoria, in uno stesso nucleo familiare possono coabitare soggetti politici oltre che culturali e sociali differenti. Come queste forme di identificazione dei giovani coesistono con quelle vissute e sperimentate dai genitori? Come queste nuove forme di appartenenza convivono all’interno dello stesso spazio familiare? Quali conflitti e quali accomodamenti operano soggetti appartenenti a diverse generazioni? Seguendo una tale prospettiva di ricerca considereremo anche i modi attraverso i quali giovani appartenenti ai diversi gruppi di immigrati entrano in relazione fra di loro. Il fatto di appartenere ad una stessa “età generazionale” migratoria permette di costruire un senso di appartenenza comune? Oppure si delineano forme di integrazione e di esclusione specifiche, relative ai diversi gruppi? In questo caso, in che modo esse sono utilizzate nei processi di auto e etero-attribuzione nel contesto locale, nazionale e transnazionale?
All’interno del contesto napoletano, l’équipe porterà uno specifico interesse alla costruzione delle “famiglie transnazionale”. Salazar Parrenas (2001) nello studio sulle donne filippine emigrate negli USA e in Italia rileva che la maggior parte di loro lascia al paese di origine i figli e i mariti. Nel caso napoletano, analizzeremo questa costruzione familiare a partire dal punto di vista dei figli adolescenti che vivono in Italia. Cosa significa per questi giovani migranti vivere in una “famiglia transnazionale”? Come costruiscono il sentimento di appartenenza familiare attraverso i diversi nuclei dispersi nello spazio? Per rispondere a questi interrogativi esamineremo il modo in cui i giovani utilizzano diversi codici linguistici, diverse tradizioni culinarie, culturali e festive. Si tratta di pratiche e comportamenti che si succedono nel tempo e nello spazio oppure che si combinano dando vita a condizioni sincretiche specifiche? L’interesse per questo tema di ricerca si propone, per di più, di verificare l’esistenza di diverse forme di “famiglie transnazionali” che si configurano come nodo esplicativo di diversi modelli migratori nazionali. A tal fine approfondiremo le diversità e le similitudini esistenti fra le famiglie transnazionali portando un interesse particolare ai casi in cui i figli vivono soli con la madre.
Il programma di ricerca si articola in 5 fasi.
La prima (cinque mesi) sarà dedicata all’analisi della letteratura più recente sui temi di interesse per il progetto, e sarà finalizzata a mettere a punto il disegno della ricerca. Nello stesso periodo, si realizzerà, attraverso una analisi secondaria su dati di fonte ufficiale (anagrafi dei Comuni, AASSLL, Uffici scolastici regionale e provinciali) a una mappatura dei giovani figli di migranti, di età compresa tra i 16 e i 22 anni presenti nella scuola secondaria superiore con l’obiettivo di stimare la consistenza del target della ricerca, la distribuzione nei diversi tipi di istituti superiori, la distribuzione per genere, provenienza nazionale dei genitori, la nascita in Italia o all’estero. I dati raccolti serviranno a costruire il campione a cui sottoporre il questionario relativo alla rilevazione quantitativa. Infine, si provvederà a definire, in stretto contatto con le altre unità locali, la traccia comune del questionario relativo alla survey.
La seconda fase (cinque mesi) prevede una survey da realizzare su un campione di figli migranti presenti nelle ultime due classi degli istituti di istruzione superiore della provincia napoletana. Obiettivo della survey è quello di verificare quanto la condizione familiare, l’età di arrivo in Italia, la struttura della rete di relazioni entro cui ci si trova inseriti, il contesto scolastico, il gruppo dei pari, influiscano sulla vita quotidiana – amicizie, uso del tempo libero, stili di consumo –, sulle forme di rappresentazione di sé, di identificazione collettiva e sui progetti per il futuro, con particolare riguardo alle scelte educative. Si intende sottoporre un questionario a circa 150 alunni. Il campione sarà differenziato in termini di nazionalità, genere e istituto scolastico. Nello stesso periodo, si provvederà a definire e a testare la traccia di intervista da somministrare a testimoni privilegiati.
La terza fase (tre mesi) sarà infatti dedicata alla realizzazione di un’analisi qualitativa, condotta attraverso interviste a testimoni privilegiati (insegnanti, presidi, rappresentanti di associazioni e di comunità nazionali), volta ad esplorare le problematiche degli immigrati di seconda generazione (relative alla vita scolastica, all’inserimento nel gruppo dei pari, e così via). Al termine di questa fase sarà prodotto un rapporto intermedio sul lavoro svolto.
La quarta fase (9 mesi) sarà interamente dedicata a rilevazioni di tipo qualitativo. Dopo aver messo a punto le tracce di intervista, ed averne testata l’adeguatezza, si darà avvio alla indagine di campo.
In particolare, verranno raccolte 15 storie di vita familiare (verranno intervistati tutti i membri del nucleo, per un totale di 50-60 interviste), verranno somministrate 40-50 interviste in profondità a ragazzi e ragazze di diversa nazionalità e verranno infine organizzati due focus group. Le interviste familiari hanno lo scopo di ricostruire i processi di identificazione e i percorsi di inserimento/esclusione dei giovani alla luce degli analoghi processi sperimentati dagli altri membri della famiglia, di registrare la eventuale presenza di forme di conflittualità tra genitori e figli rispetto alla decisione di rientro nel paese d’origine, oltre che rispetto alla adozione di stili di vita del paese ospitante; di mettere in luce le diversità legate all’appartenenza di genere. Le interviste in profondità ai giovani, condotte attraverso l’approccio biografico narrativo, sono invece tesi a cogliere le dimensioni latenti della identificazione e a rilevare il modo in cui la concreta esperienza della immigrazione influisce sulle pratiche quotidiane, sulla rappresentazione del futuro, sulla interpretazione del ruolo di genere, e sulle scelte educative e/o lavorative. I due focus group verranno condotti con un numero ristretto di famiglie. Un primo focus, a carattere non direttivo, sarà volto ad esplorare le problematiche emergenti fra le generazioni. Un secondo focus verrà invece organizzato in una fase più avanzata, al fine di approfondire le tematiche cruciali emerse nel corso dell’indagine.
Progressivamente, si procederà alla trascrizione delle interviste e dei materiali raccolti durante i focus. Parallelamente, sarà avviata l’ analisi dei dati raccolti tramite survey.
Parte consistente di questa fase di ricerca sarà dedicata all’analisi e all’interpretazione del materiale raccolto.
La fase conclusiva (due mesi) sarà dedicata alla stesura del report finale dell’attività di ricerca.



