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UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
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Programma di ricerca

Adolescenti figli di migranti in Italia: valori, identificazioni, consumi, progetti futuri. Ipotesi teoriche a confronto sul percorso di integrazione/esclusione delle "nuove seconde generazioni"
Università di riferimento
Università degli Studi di GENOVA - SCIENZE ANTROPOLOGICHE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Luca Queirolo Palmas
Descrizione
La ricerca dell’unità genovese prende in esame la condizione dei giovani figli di migranti in due contesti emblematici della loro esperienza quotidiana: da una parte il vissuto scolastico, dall’altro la cultura della strada. Si assumeranno questi due contesti come spazi in comunicazione entro cui si formano e si specchiano aspettative, rappresentazioni, identificazioni collettive, strategie situate e variabili di mimetismo, di ibridazione, di cosmopolitismo, di chiusura etnica; strategie localizzate destinate a confrontarsi continuamente con pratiche istituzionali e medianiche di inclusione ed esclusione.
Il focus specifico del presente percorso di ricerca è appunto costituito da tale relazione mutevole in termini di esiti fra strategie/pratiche dei soggetti e strategie/pratiche (istituzionali, amministrative, medianiche) di inclusione/esclusione.
Il progetto prende le mosse da una situazione di allarme sociale diffuso nei confronti dei giovani immigrati, specialmente latino-americani, giunti a Genova dal 2002 in poi. Da allora la questione delle cosiddette baby-gang o “bande” ha avuto parecchio risalto sulla stampa locale e rappresenta un fenomeno molto visibile nel paesaggio sociale della città.
Il Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università di Genova ha già pubblicato una prima ricerca sull’argomento (Queirolo Palmas, Torre, 2005), cercando in modo particolare di analizzare le diverse manifestazioni della presenza e dell’aggregazione dei giovani latino-americani a Genova. Ne è scaturito un panorama composito, in cui risaltano diverse forme di socialità e di rapporto con lo spazio urbano. Un comune denominatore è peraltro rappresentato dalla tendenza alla separatezza su basi etniche nelle modalità di aggregazione spontanea e di fruizione del tempo libero: i giovani migranti dall’America Latina, al di fuori della scuola che molti frequentano (sebbene concentrati nell’istruzione professionale), hanno poche opportunità di incontro e conoscenza con i coetanei italiani. Arrivati spesso negli ultimi anni, tendono a fare gruppo per proprio conto, così come avviene sul versante italiano. Nonostante gli sforzi delle famiglie, e in modo particolare delle madri, strappati al contesto sociale in cui hanno iniziato il processo di socializzazione, stentano a trovare punti di riferimento e ambienti favorevoli ad una crescita armonica. La loro identità rischia di definirsi più per contrapposizione con la società italiana e genovese che per la capacità di elaborare un rapporto positivo con il contesto di inserimento. La diffusa stigmatizzazione di cui sono oggetto non rappresenta infine un terreno favorevole per l’integrazione reciproca.
Eppure tali giovani non possono essere pensati solo attraverso le categorie del deficit; viceversa l’ambizione del presente percorso di indagine risiede nel rileggere anche in termini di agency i mondi di una vita quotidiana impregnata da una originale cultura di strada, costruita attorno alla break-dance, allo stile hip hop e al reggaeton, ai tatuaggi e al pearcing, ai graffiti; in questi territori culturali praticati dai giovani latinos da un lato si utilizza un repertorio di segni e immagini ampliamente circolante nei media-scapes globali, dall’altro si elaborano identificazioni giocate su rituali di appartenenza e di distinzione declinati attraverso la figura delle bande, o secondo la definizione già introdotta nello stato dell’arte, delle organizzazioni della strada.
Culture di strada e organizzazioni della strada funzionano da un lato come terreni di distinzione, a volte simbolica a volte violenta, per i figli dell’immigrazione, dall’altro come terreni condivisi di riconoscimento fra culture giovanili autoctone e non. Tale costruzione di un terreno di riconoscimento opera su due piani che si intersecano. Il primo è quello diasporico e transnazionale, laddove le diverse organizzazioni della strada pensano se stesse come Nazioni deterritorializzate che grazie al web mettono in comunicazione i giovani latinos nei diversi luoghi della diaspora: da San Juan di Porto Rico a New York, da Milano a Madrid, da Barcellona a Genova, da Guayaquil a Roma. Il secondo piano è quello locale, laddove le culture della strada si rispecchiano e si ibridano nelle aule costruendo nuovi terreni di distinzione/identificazione e nuovi vissuti dello spazio scolastico che connettono le giovani generazioni autoctone e quelle figlie dell’immigrazione. Le aule scolastiche divengono così luoghi generatori e spazi di confronto di stili culturali.
La relazione strada-scuola è dunque assunta come uno spazio di innovazione e produzione culturale. In tale prospettiva, e attraverso lo strumento di un questionario da somministrare negli istituti secondari superiori, l’analisi del vissuto scolastico sarà declinato non tanto nei termini della riuscita o della dispersione, quanto seguendo le tracce delle rappresentazioni e delle identificazioni legate ai linguaggi, i consumi, i valori, le aspettative, il rapporto con la sfera pubblica, la socialità, le percezioni di cittadinanza, di inclusione e di discriminazione all’interno di un contesto che ama rappresentarsi in termini di eguaglianza di opportunità e di universalismo sensibile alle differenze; i medesimi temi saranno affrontati successivamente attraverso pratiche etnografiche in un contesto, quale appunto quello delle organizzazioni di strada dei giovani latinos, definito dalla fabbricazione di identificazioni etniche forti su base transnazionale e dalla elaborazione di originali percezioni sui percorsi e i significati dell’integrazione/assimilazione/inclusione.

Il presente progetto di ricerca si articola pertanto in quattro fasi condivise con le altre unità locali:

Fase I ( Durata 5 mesi)
La costruzione del questionario e delle ipotesi sottostanti. Survey e campionamento
La prima fase dell’indagine si concentrerà sul vissuto scolastico come spazio di produzione culturale per i figli dell’immigrazione e per i giovani in generale.
Verrà utilizzato un questionario comune a tutte le unità di ricerca e si opterà, per quanto possibile date le differenze nei contesti locali, per una simile strutturazione del campionamento relativo alle scuole superiori.
Il questionario sarà somministrato anche ad un gruppo di controllo fra i giovani non-migranti per evitare enfatizzazioni spurie della variabile etnica.
Data la concentrazione prevalente delle iscrizioni negli istituti professionali e tecnici, l’indagine quantitativa verterà nello specifico su questo segmento scolastico. Genova è infatti (MIUR, 2005) una delle città italiane con la più alta incidenza percentuale di alunni stranieri negli istituti professionali (12,92%) e con una spiccata polarizzazione su una determinata provenienza nazionale e geografica (gli alunni ecuadoriani rappresentano circa il 50% di tutti gli iscritti nelle scuole superiori, gli alunni latino-americani il 70%).
Gli incontri delle varie unità permetteranno di affinare il quadro teorico di riferimento e di ri-elaborare, e declinare in termini operativi, le ipotesi dell’indagine.

Fase II (durata: 8 mesi)
a) Somministrazione del questionario e costruzione della matrice dati. Si prevede di somministrare il questionario a circa 400 alunni (dei circa 1300 complessivi) che frequentano la scuola secondaria di secondo grado. Il questionario sarà pre-testato. I dati verranno imputati in una matrice standard per tutte le unità di ricerca.

Ø Produzione di un primo report intermedio.

b) Avvio dell’etnografia. Culture e organizzazione della strada fra i giovani latinos. La ricerca etnografica si concentrerà sulle due principali organizzazioni della strada che strutturano le pratiche e l’immaginario dei giovani latinos a Genova: da un lato la “Todopoderosa Nacion de los Reyes y de las Reinas Latinas”, dall’altro la “Asociacion Neta por la defensa de los derechos de los confinados”. Si tratta di due organizzazioni transnazionali, originate dalle rotte dell’emigrazione latino-americana negli Stati Uniti e in Europa. Queste due formazioni, definite dai media attraverso il termine di bande, danno luogo a una geografia di stili e pratiche culturali che coinvolgo circa 500 giovani e adolescenti di prima e seconda generazione. L’obiettivo della etnografia è da un lato mappare la scena delle bande, dall’altro ricostruire dall’interno i rituali di accesso e di uscita, la produzione di linguaggi e stili culturali, i consumi e la socialità, le gerarchie interne e il ricorso fisico e simbolico alla violenza, l’uso dello spazio urbano, i rapporti con la sfera pubblica e le percezioni di discriminazione. L’esperienza delle organizzazioni della strada si pone così al crocevia delle ipotesi della ricerca; ci troviamo di fronte a una situazione ambivalente che possiamo leggere da un lato, seguendo Portes, attraverso le categorie dell’assimilazione segmentata e della downward assimilation, nella misura in cui la generalizzazione di una cultura etnica reattiva fra i figli dei migranti produce un circolo vizioso che amplifica i processi di discriminazione in atto nelle società riceventi, dall’altro attraverso l’ipotesi di una inclusione transnazionale e post-nazionale dal basso in uno spazio pubblico diasporico. Questa prima fase dell’etnografia sarò dedicata ad individuare i key informants e i gate-keepers al fine di costruire le condizioni di accesso al campo di indagine e permetterne una prima rappresentazione.

Ø Realizzazione di un primo report intermedio sulla scena delle organizzazioni di strada dei giovani latinos a Genova a partire dalle testimonianze raccolte tramite key-informants e gate keepers.

Fase III (durata: 9 mesi)
a) La survey. Analisi dei risultati. Si utilizzeranno le normali procedure di analisi dei dati quantitativi raccolti. Costruzioni di indicatori e di variabili di sintesi. L’analisi della matrice locale cercherà di essere contrastata con i risultati estrapolabili dalla matrice nazionale al fine di mettere in evidenza il peso del contesto territoriale genovese.

Ø Produzione di un secondo report intermedio sui risultati locali della survey

b) L’etnografia. Dentro le organizzazioni della strada. Rituali, gerarchie, distinzioni, orizzonti di integrazione fra i figli dell’immigrazione. In questa fase il lavoro di ricerca tenderà a ricostruire il sistema rituale e gli stili culturali così come gli orizzonti e le aspettative in termini di inclusione/esclusione fra i membri delle organizzazioni di strada individuate. Si ricorrerà alle tecniche classiche dell’osservazione e delle interviste in profondità. In tutto si prevede di realizzare circa 50 interviste a giovani appartenenti a tali formazioni sociali; si procederà inoltre a filmare i rituali principali che scandiscono la vita di tali organizzazioni nonché a realizzare un certo numero di video-interviste da far confluire in una produzione documentaria.

Ø Produzione di un secondo report intermedio sulle organizzazioni della strada a partire dalle testimonianze raccolte al loro interno


Fase IV (durata: 2mesi)
Conclusione

Ø Stesura del report conclusivo finale (survey e etnografia) e partecipazione alla stesura del report finale nazionale. Impostazione di una monografia a partire dai risultati della ricerca a Genova.