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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
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Programma di ricerca

Il "Cultural Planning", il pubblico e l'arte: il contributo della ricerca sociologica.
Università di riferimento
Università IUAV di VENEZIA - PIANIFICAZIONE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Antonino Porrello
Descrizione
Mentre le politiche culturali tradizionali (quelle tuttora in applicazione) hanno obiettivi settoriali - quali per esempio la creazione di biblioteche, musei, teatri; indirizzo o sostegno a particolari forme di espressione artistica -, il cultural planning si propone di raggiungere i medesimi obiettivi avendo come riferimento anzitutto le caratteristiche culturali del territorio.

L’aggiornamento del paradigma del cultural planning si attua secondo due direttrici:
1) una direttrice teorico-metodologica, che tiene conto dell’evoluzione realizzatasi nelle politiche di sviluppo locale, in particolare dei seguenti temi:
• modelli di sviluppo endogeno
• ruolo degli untraded goods e degli intangible assets
• concetto di milieu innovatore
• politiche urbane per la generazione di milieux innovatori
2) una direttrice applicativa:
• declinazione del cultural planning al caso italiano

Una prima operazione necessaria in questo senso consiste nel riesaminare il paradigma del cultural planning, alla luce dei mutamenti che sono intervenuti sia a livello economico-materiale, sia nelle politiche economiche che nella stessa riflessione scientifica su questi medesimi temi. Va in effetti osservato che quel paradigma si rifà, in maniera più o meno esplicita, ma in misura sostanziale, al modello keynesiano della base economica: le politiche proposte si fondano infatti sulla valorizzazione delle risorse culturali locali "per l'esportazione" dei relativi servizi (o "per l'attrazione di visitatori-consumatori", che è la stessa cosa). Benché abbandonato a livello di politiche nazionali, il modello keynesiano continua a mantenere una sua validità a livello locale, sia perché a questa dimensione sono meno stringenti i vincoli derivanti dalla limitatezza delle fonti energetiche (che invece si fanno sentire a livello nazionale), sia perché molte attività locali - e massimamente quelle legate agli aspetti culturali locali - non sono foot-lose, come invece accade per molte attività di trasformazione materiale. In questa prospettiva, l'interpretazione mainstream del cultural planning, centrata sulla valorizzazione delle risorse culturali esistenti, mantiene una sua indubbia validità, che non si intende qui mettere in discussione.
È tuttavia opportuno chiedersi se tale impostazione non possa essere integrata con le indicazioni provenienti dalle elaborazioni di modelli di sviluppo endogeno (Romer, 1990; Aghion, Howitt, 1998), da un lato, e dalla ormai cospicua letteratura, anche economica, sulla città intesa come milieu per l'innovazione culturale, prima ancora che applicata, dall'altro (Acs, 2002; Brison et al., 2000); Cooke, Piccaluga, 2004; Crevoisier, Camagni, 2001; Florida, 2005; Glaeser, 1999; Hemlin, Allwood, Martin, 2004; Landry, 2000; Remy, Voye, 1992; Storper, Venables, 2002). Sul primo versante, si pone l'accento sulla capacità dei sistemi locali di produrre nuova conoscenza (e, in senso esteso, cultura), per cui l'accento si sposta dalla configurazione a risorse date (nel nostro caso, di risorse culturali), a configurazioni evolutive, in grado di generare nuove risorse e/o di rinnovare quelle esistenti: e questa capacità viene considerata come un fattore fondamentale di vantaggio competitivo (Porter, 1990). Sul secondo versante, la città e, più in generale, i sistemi aperti caratterizzati da eterogeneità, prossimità degli attori e competizione moderata dalla condivisione di un interesse comune (Lane et al., 2005), sono indicati come gli ambienti maggiormente idonei per il realizzarsi del processo di generazione d'innovazione (e, quindi, di risorse).

Approfondendo ulteriormente queste riflessioni, si ritiene che, considerando la cultura come comunicazione, è importante tenere conto che una buona parte di essa si produce, scambia e rappresenta nell’interazione sociale quotidiana che ha luogo negli spazi collettivi. Una concezione più ampia del cultural planning può perciò considerare importante anche la questione relativa al rapporto tra forme urbane complessive, forme degli spazi collettivi, pratiche d’uso e culture della città, intese come modi di interazione, di compresenza, di stare insieme, comunicare e produrre cultura negli spazi pubblici. Le politiche di rigenerazione urbana oggi non possono prescindere da una valorizzazione degli spazi pubblici e della cultura urbana che in essi si elabora, si comunica e si esprime (Featherstone, 1994; Zukin, 1995; Lofland, 1998; Torres, 2003 e 2004).

Sarà trattata infine la circostanza di come l’adozione di strategie di cultural planning possa giocare un ruolo nell’aiutare le Amministrazioni comunali e regionali a trovare risposta agli impatti potenzialmente negativi indotti dalla globalizzazione (Beck , 1999,2000; Barley, 1999, 2001; Gilpin, 2001; Smigel, 1999; Soros, 2000; Amin, 1997; Deaglio, 2004; Bello, 2001; Del Debbio, 2002; Hawken, Lovins, Hunter Lovin, 1999; Ikenberry, 2001; Rullani, Corò, 2000; Smigel, 1998), inclusa la progressiva perdita dell’identità locale.


Descrizione della struttura e dei compiti dell’unità di ricerca

Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Pianificazione dell’Università IUAV di Venezia assomma competenze relative a: processi sociali e strumenti di governo del territorio; processi endogeni di produzione conoscenza-cultura, generazione di innovazione culturale e politiche urbane; sviluppo locale; analisi urbanistica degli spazi pubblici e delle pratiche d’uso collettive.

Il dott. Antonino Porrello ha compiti di coordinamentodell'unità locale e di contatto con il coordinatore nazionale della ricerca e con le altre unità di ricerca; cura gli aspetti teorici relativi al cultural planning e alla definizione metodologica relativa alle interviste, alla survey e all’attività cartografica e di piano. Il prof. Augusto Cusinato si occupa delle relazioni intercorrenti tra le tematiche del cultural planning e le politiche sviluppo locale, delle conseguenze che il passaggio al paradigma dello sviluppo endogeno e, in particolare, dell'economia della conoscenza può avere sulle tecniche e strategie di cultural planning, del ruolo che l'ambiente urbano svolge nella generazione di risorse culturali . Il prof. Marco Torres si occupa del rapporto tra spazi pubblici e generazione di cultura urbana intesa come modo di condividere valori, identità, conoscenze, iniziative, azioni, comportamenti e solidarietà collettive.
Il dott. Igor Jogan si ripromette di sperimentare nuovi percorsi metodologici innovativi nel campo della gestioni e valorizzazione delle risorse culturali. Com’è noto, la domanda di eventi culturali è altamente correlata ad alcune determinati esogene, quali il livello dei servizi offerti dagli enti territoriali (trasporto, istruzione, ricreazione, qualità ambientale), così come alla possibilità di raggruppare i servizi offerti in termini di prossimità spazio temporale.
La ricerca produrrà un’applicazione specifica di tipo webGis in un’area da definire, assieme ad un rapporto conclusivo nel quale verranno affrontati i problemi legati alla progettazione ed implementazione dei GIS in tema di cultural planning.


Risultati attesi

1. Una concezione di cultural planning aggiornata al paradigma dello sviluppo endogeno
Sarà trattata la circostanza di come l’adozione di strategie di cultural planning possa supportare le Amministrazioni locali nell’individuazione di strategie idonee a dotare la realtà locale di vantaggi comparativi atti a contrastare gli effetti negativi indotti dalla globalizzazione.
2. Linee guida per politiche di cultural planning nel caso italiano.
3. Metodologie di webGis per la gestione delle risorse culturali
4. Indicazioni per la predisposizione di piani strategici culturali per lo sviluppo locale.


Fasi della ricerca

Workpackage 1 Costituzione dell’Unità di ricerca locale
Organizzazione di un seminario di avvio del progetto di ricerca dell'unità locale per definire l'attività di ricerca teorica ed empirica in collaborazione con il coordinatore e le altre unità di ricerca.

WORKPACKAGE 2. MAPPATURA DELLE RISORSE CULTURALI
OBIETTIVI
1. Applicare la tecnologia Gis e webGis analisi delle relazioni domanda/offerta nel Cultural planning
DESCRIZIONE DEL LAVORO
1. Identificazione dei beni storico-culturali, contenitori di offerte culturali
2. Interrogazioni in rete sull’offerta culturale
3. Modellazione della relazione con altri servizi e la qualità ambientale
4. Sviluppo di scenari sensibili alle variazioni dei profili di utenza
5. Formazione e analisi mappe GIS
PRODOTTI ATTESI
Report:
P1. Sistema catalogazione risorse culturali
P2 Mappe GIS e risorse culturali
RISULTATI ATTESI
Criteri per identificazione risorse culturali
Applicazione specifica di tipo webGis nell’area del Cultural planning.
Individuazione dei problemi legati alla progettazione ed implementazione dei Gis in materia culturale.

WORKPACKAGE 3. IL RUOLO DEGLI INTANGIBLE ASSETS NELLO SVILUPPO LOCALE)
OBIETTIVI
Definire il ruolo degli intangible assets e, in particolare, delle risorse culturali, nei processi di sviluppo locale.
DESCRIZIONE DEL LAVORO
1. Esame della letteratura sullo sviluppo endogeno locale; sui presupposti socio-culturali dell'innovazione; sui milieux innovatori
PRODOTTI ATTESI
P1. Report ruolo delle componenti culturali dello sviluppo locale
RISULTATI ATTESI
Quadro teorico di riferimento per l'analisi critica delle politiche culturali e di cultural planning, per una possibile riformulazione del paradigma del cultural planning.

WORKPACKAGE 4. IL RUOLO DELLA CITTÀ QUALE MILIEU CREATIVO
OBIETTIVI
Verificare ipotesi: città come milieu creativo
DESCRIZIONE DEL LAVORO
1. Esame letteratura sul ruolo della città quale milieu creativo
2. Definizione modello di indagine empirica applicabile al caso italiano
3. Applicazione del modello e verifica dell'ipotesi
PRODOTTI OTTENUTI
Report:
P1. Letteratura in tema di milieu urbani creativi
P2. Indagine empirica svolta
RISULTATI ATTESI
Definizione della relazione tra fenomeno urbano, produzione culturale e innovazione.

WORKPACKAGE 5. REVISIONE DELLA LETTERATURA SUL CULTURAL PLANNING
OBIETTIVI
1. Quadro conoscitivo politiche culturali e di cultural planning in diversi contesti mondiali.
2. Quadro critico-interpretativo politiche di cultural planning; ruolo delle risorse culturali nello sviluppo locale; ruolo delle politiche urbanistiche nella generazione di risorse culturali.
DESCRIZIONE DEL LAVORO
1. Ricerca documentale, su testi e desktop
2. Acquisizione documenti pubblici e privati sulla valorizzazione di risorse culturali
3. Interviste con accademici ed esperti della materia.
PRODOTTI ATTESI
Report:
P1. Politiche culturali e di cultural planning in diversi contesti mondiali
P2. Mutamenti sull’uso di risorse culturali e sul ruolo della pianificazione urbanistica nella generazione di risorse culturali
P3. Analisi critico-interpretativa delle politiche culturali e di cultural planning esaminate
RISULTATI FINALI
Formulazione di elementi utili alla riformulazione delle politiche del cultural planning, con riferimento ai modelli di sviluppo endogeno locale.

WORKPACKAGE 6. POLITICHE CULTURALI E PIANI STRATEGICI. ANALISI COMPARATE
OBIETTIVI
Politiche culturali e piani strategici in Italia, Francia e Spagna, al fine di identificare:
1. Interpretazione del "fatto" e della "risorsa" culturali
2. Nesso tra produzione culturale e sviluppo locale
3. Ruolo dei piani strategici nell’ innovazione culturale
DESCRIZIONE DEL LAVORO
1. Definizione casi di studio
2. Metodologia di studio dei casi
3. Rassegna stampa, letteratura, siti internet
4. Acquisizione materiali documentali
5. Azione e metodo dei piani strategici, ruoli inediti e nuove professioni
6. Nodi problematici e nuovi scenari rilevanti per il cultural planning
7 Interviste ad Amministratori locali, politici, sociologi,urbanisti, artisti, esperti nel campo culturale
8. Analisi interviste
PRODOTTI ATTESI
Report:
P1. Metodologia da utilizzare per i casi di studio
P2. Analisi comparativa dei casi stessi
P3. Risultanze interviste e studio materiali
P4. Direzioni assunte dal cultural planning
P5. Nodi problematici, nuovi scenari e e direzioni percorribili
P6. Linee guida per il responsabile delle scelte di cultural planning
P7. Thesaurus buone pratiche
RISULTATI ATTESI
Analisi comparativa dei risultati dei casi di studio;
Direzioni percorribili e agenda delle cose da fare; criteri e metodi utili al responsabile delle scelte di cultural planning.

WORKPACKAGE 7. INIZIATIVE DELLE CITTA' EUROPEE DELLA CULTURA(ECC)OBIETTIVI
Saranno considerati in dettaglio le iniziative e gli impatti dei tre ECC (e.g. Glasgow 1990, Bologna 2000, Genoa 2004): cambiamento di norme e obiettivi, strategie di ECC e impatti culturali, economia, sociali e ambientali
RISULTATI ATTESI
Delineazione dei principi del cultual
Propsettive per nuove politiche di cultural planning
REPORT
P1. Confronto principi del cultural planning – Cultural policy
P2. Nuove prospettive e approcci allo sviluppo locale culturale

WORKPACKAGE 8. FORME URBANE, SPAZI PUBBLICI E PRODUZIONE CULTURALE
OBIETTIVI
1. Analisi delle tematiche sul rapporto tra spazio urbano e cultura
2. Analisi del ruolo degli spazi pubblici, di fenomeni di frammentazione urbana e di produzione culturale
3. Identificazione di strategie di valorizzazione culturale dello spazio pubblico
DESCRIZIONE DEL LAVORO
1. Ricerca bibliografica, desktop, letteratura internazionale
2. Osservazione diretta, interviste a interlocutori privilegiati
PRODOTTI ATTESI
Report:
P1 Geografia della frammentazione culturale/urbana
P2 Interdipendenze tra frammentazione urbana, spazi pubblici e produzione culturale
P3 Questioni critiche e buone pratiche nella letteratura e nei casi-studio
RISULTATI ATTESI
Individuazione del ruolo degli spazi pubblici nei fenomeni di frammentazione urbana e produzione culturale

WORKPACKAGE 9 INIZIATIVE DELLE CITTA' EUROPEE DELLA CULTURA(ECC)
OBIETTIVI
L'analisi si focalizzarà sulla storia del progetto delle Città Europee della Cultura (ECC), concepito nel 1985: sui cambiamenti delle regole e degli obiettivi, delle strategie delle Città Europee della Cultura e degli impatti culturali,economici, sociali e ambientali.
Considereremo in dettaglio tre progetti di ECC e i loro impatti (Glasgow 1990, Bologna 2000 e Genova 2004).

WORKPACHAGE N. 10. SURVEY SULLE PROPENSIONI CULTURALI DELLA POPOLAZIONE DEL NORD EST
OBIETTIVI
Sondaggio sulle propensioni culturali della popolazione del Nord Est circa le tematiche degli eventi in studio.
DESCRIZIONE
Il sondaggio seguirà i contenuti e le specifiche metodologiche e tecniche stabilite dal Coordinatore nazionale e rese esplicite nel mod. A.
RISULTATI ATTESI
Stime della popolazione potenzialmente interessata agli eventi considerati dal progetto, suddividibile per sub-area di influenza dell'unità di ricerca.