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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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VERDI L. (2004). L'arte e i luoghi dell'utenza. In M. NEGROTTI A CURA DI. Homo utens. Identità, tecnologia, cultura. (pp. 229-240). ISBN: 88-8107-178-9. L'arte e i luoghi dell'utenza. MILANO: Guerini scientifica (ITALY).
Zorino M.R.(2003), Dallo scambio tra estranei al dialogo tra consumatore e produttore, “Metis”, vol. X, 1.
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Zorino M.R. (2004), Il lavoro post-fordista tra dipendenza ed indipendenza, in De Carlo (a cura di), Teorie e strumenti per lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni, Angeli, Milano.
Zorino M.R., (2005), L’utente: da consumatore di servizi a cliente-committente , in Porello (a cura di) Modelli dell’utente nelle società avanzate.
Zorino M.R. (2006) Il consumAttore, Cleup, Padova.

Programma di ricerca

Il "Cultural Planning", il pubblico e l'arte: il contributo della ricerca sociologica.
Università di riferimento
Università degli Studi di PADOVA - PSICOLOGIA GENERALE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Mariselda Tessarolo
Descrizione
OBIETTIVI
L’ipotesi di partenza del progetto di ricerca consiste nel riconoscere l’arte e le risorse artistiche come validi mezzi di cultural planning a condizione che vengano soddisfatti i punti elencati tra gli obiettivi della ricerca.
Tra questi, il cultural planning nei mondi dell’arte deve proporsi preliminarmente di:
-moltiplicare le prospettive (teorie endogene ed esogene) da cui guardare al proprio oggetto [V. Zolberg] per evitare il rischio dell’implosione;
-riservare maggiore disponibilità alla dimensione comunicativa, grazie alla quale essere attivo nei processi di innovazione culturale, sociale ed economica;
-trasformare l’arte stessa da strumento passivo di attenzione a risorsa culturale, cioè a mezzo di attivazione sociale, rivolgendo al pubblico un’ approfondita riflessione;
-agganciare la possibilità di salvaguardare l’identità degli artisti non più soltanto alla benevolenza dei circuiti di mercato (gallerie, fondazioni, musei ecc.) ma a solide reti di capitale simbolico e sociale radicate nel territorio;
-creare reti di cooperazione e assistenza attraverso le risorse artistiche (capitale culturale) intese come stimolo e produttrici di capitale sociale (ribaltamento della tesi di H. Becker);
-trasformare il patrimonio culturale da oggetto di sfruttamento in strumento di sviluppo locale;
- valorizzare le risorse artistiche come forme inedite di conoscenza sociale del patrimonio culturale che consentano il sorgere di nuovi valori legati al patrimonio artistico come “concezioni del desiderabile”[T. Parsons].

DESCRIZIONE DEL LAVORO
Il soddisfacimento degli obiettivi elencati dimostrerà o falsificherà l’ipotesi di partenza, in base alla quale le risorse artistiche verranno valorizzate attraverso il cultural planning.
Partendo dal presupposto che il cultural planning favorisce la ricaduta sul territorio permettendo uno sviluppo integrato delle comunità locali, si intende indagare sulle strategie culturali innovative e sui metodi di attuazione adottati sul territorio del Tri-Veneto con una survey che utilizza un campione rappresentativo dell’universo culturale nazionale.
L’arte, come molti altri servizi, si è svincolata da una localizzazione fisica e anche da una vera e propria relazione umana tanto che si potrebbe dire che i servizi si trovano ad essere naturalizzati de-reificati tanto da spingere il loro processo di astrazione all’estremo: disponibilità permanente e l’accessibilità istantanea (Semprini) che porta inevitabilmente a una pianificazione culturale in cui la cultura stessa è intesa come un servizio al cittadino.
La prospettiva weberiana che colloca la fonte del cambiamento sociale in seno alla stessa società è quella alla quale daremo più importanza in questa ricerca. L’attuale società con la sua frammentazione e la sua complessità pone il problema strisciante di una burocratizzazione che appiattisce e che sembra coinvolgere anche i bisogni di ordine simbolico in quanto si orienta verso la differenziazione dei valori verso la soggettività e la ricerca della realizzazione individuale. La logica informazionale della società attuale fa sì che le tecnologie del sapere e dell’informazione determinino i modi di produzione e di distribuzione del potere e delle relazioni sociali oltre, beninteso, anche della cultura. Le tecnologie del sapere, il trattamento dell’informazione e la comunicazione dei simboli generano la produttività. Il legame intimo che si istituisce tra cultura e forze produttive tra prodotto materiale e prodotto culturale porta a modificare anche gli strumenti di rilevamento.
PRODOTTI ATTESI
I compiti del gruppo di ricerca saranno così suddivisi:

PRIMA FASE:
-raccolta della letteratura e delle informazioni provenienti da varie fonti (scientifiche e informative) sulle politiche culturali finora effettuate sul territorio studiato (griglia di raccolta condivisa dal gruppo).

SECONDA FASE:
- incontri e visite ad artisti, esperti culturali, critici d'arte e amministratori locali oltre che ad altri ricercatori (uso di un questionario condiviso dalle altre unità di ricerca).

TERZA FASE:
Per acquisire punti di vista alternativi si procederà all’analisi dei materiali raccolti e all'analisi delle interviste in modo unitario con le altre unità di ricerca.
Dai prodotti ottenuti verrà redatto un documento contenente le metodologie da utilizzare per i case studies. Analisi comparativa dei casi stessi e report sui risultati delle interviste e dei materiali raccolti.
In particolare:

WORK-PACKAGE 1 (Mariselda Tessarolo).
Analisi e ricostruzione del tipo di informazione della pianificazione delle amministrazioni e degli enti presenti sul territorio considerato per essere in grado di porre le domande adeguate alla comprensione della ricaduta sul pubblico delle risorse artistiche.
Metodo: raccolta delle informazioni su stampa, internet e altri mezzi di informazione e dei progetti comunali di cultural planning con lo scopo di rilevare le reti informative; uso di interviste in profondità, questionari in accordo con l'intero gruppo di ricerca.

WORK-PACKAGE 2 (Laura Verdi)
L'analisi seguirà le seguenti direzioni:
Analisi degli spazi tradizionali e nuovi della public art con particolare attenzione alla riconversione di aree industriali dismesse; agenzie pubbliche e private preposte all'organizzazione di varie forme d'arte.
Metodo: raccolta entro le reti informative e documentali, interviste in profondità in accordo alla survey dell'intero gruppo di ricerca.

WORK-PACKAGE 3 (Maria Romana Zorino)
Si occuperà del cultural planning di un'arte applicata intesa come un'arte "minore" al confine con l'artigianato, posizione che permette l'analisi delle confluenze di arte, mercato, tradizioni locali e interazioni globali, di fruizione e di pubblico.
Metodo: definizione dei livelli di cultural planning di cui tale arte costituisce il focus. Per la mappatura delle dimensioni del cultural planning e delle eventuali interconnessioni tra di essi si terrà conto delle diverse comunità di riferimento, dei target espressi, degli stakeholders e attori intervenienti e dei relativi progetti identitari perseguiti. Ci si rivolgerà a testimoni privilegiati, artigiani-artisti, attori delle iniziative e pubblico delle inaugurazioni attraverso interviste, focus group e questionari costruiti in comune con le altre unità del progetto.

WORK-PACKAGE 4: Survey sulle propensioni culturali della popolazione del Nord Est (Tessarolo, Verdi, Zorino)

OBIETTIVI
Sondaggio sulle propensioni culturali nella popolazione del Nord Est circa le tematiche degli eventi in studio.

DESCRIZIONE
Stima dell’interesse potenziale di eventi tematici e dei possibili impedimenti alla loro fruizione.
Il sondaggio, affidato ad una società specializzata, che curerà l’esecuzione delle interviste, avrà le seguenti caratteristiche:
- un carattere leggero, con interviste telefoniche di durata massima di 10 minuti;
- considererà la popolazione generale del bacino di utenza potenziale dei siti-eventi;
- avrà un carattere OMNIBUS, vale a dire che sarà in grado di interpellare la popolazione su tutta la gamma di tematiche di cui si occupa il progetto (natura dei siti-evento, ovviamente con una o due domande per tema).
Un campione in grado di operare una stima di proporzioni, per un universo quale quello ipotizzato (Nord Est, più Mantovana e Brescia), con un errore massimo del 5% (c.i. 0,95), ammonterà a circa 2000 interviste. Il campione verrà ripartito secondo le tre aree del Nord Est italiano, di Mantova e Brescia.
RISULTATI ATTESI
Stime della popolazione potenzialmente interessata agli eventi considerati dal progetto, suddividibile per sub-area di influenza dell’unità di ricerca.

RISULTATI ATTESI dei quattro work-package

Pur con le particolarità che individuano i membri del nostro gruppo ci si attende che:
- vengano chiarite le linee guida del cultural planning relativo all'arte cosiddetta contemporanea;
- che emerga il vantaggio dell'utilizzazione strategica delle risorse culturali;
-rilevazione della ricaduta sulla comunità locale intesa come bacino d'utenza preferenziale.