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UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
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Programma di ricerca

La "terza Grecia" e l'Occidente
Università di riferimento
Università degli Studi di NAPOLI "Federico II" - DISCIPLINE STORICHE - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Luisa Breglia
Descrizione
Nell’ambito del progetto generale “La Grecia terza e l’Occidente” questa unità si propone di prendere in esame i problemi di interazione tra poleis ed ethne, tra apoikiai e stati “etnici”, relativamente alle aree della Beozia, Focide, Locridi (ma necessariamente ache Etolia ed Acarnania) in età arcaica. Lo sviluppo di una”consapevolezza” etnica (di una etnicità che va vista in continuo divenire, in base a diverse dinamiche, Morgan 2003), sembra procedere qui di pari passo ed essere il riflesso di più complesse strutturazioni di “gruppi sociali”, che porteranno a diversificate forme di organizzazione politico/sociale. Se si considera come dato acquisito che tale processo è inspiegabile senza ricorrere a concetti quali mobilità e interazione (Purcell 1990, Malkin 2005) bisogna teber conto del fatto che queste tre regioni che spesso sono state attaccate da uno stesso “nemico esterno” (i Tessali), o che si sono scontrate tra di loro, pur nelle loro diverse vicende storiche, condividono, genealogie risalenti ad unico capostipite (cfr. i casi di Lokros e Phokos, presente quest’ultimo anche nelle genealogie beotiche); condividono in particolare l’Etolia, la Locride e l’Acarnania il coinvolgimento in cicli epici e mitici di grande antichità come quelli relativi alla caccia al cinghiale caledonio, alle lotte tra Argo e Tebe, al ciclo argonautico (dati riediti in Bernabé 1987); condividono il fatto di essere presenti in progetti coloniali mitici (Focide e Beozia) o reali (Locridi) in Occidente; condividono le relazioni con Corinto e l’appartenenza geografica ad una zona particolare, il Golfo di Crisa, che è sembrato riproporre, a studiosi recenti (Freitag 2000) in scala ridotta le stesse peculiarità “connettive” messe in evidenza per il Mediterraneo in generale (Malkin 2005).
L’interesse per queste regioni, inoltre, dipende dalla ricchezza dei materiali archeologici recentemente acquisiti, in particolare nell’ultimo ventennio, alla ricerca (Focide, Locridi, Etolia). Esso soprattutto è alimentato dal fatto che tali “zone” costituiscono un caso privilegiato per lo studio di quelle problematiche relative alla polis condotte dal Copenhagen Polis Center, e che hanno avuto come ovvia conseguenza una ripresa, su nuove basi metodologiche, delle ricerche relative agli ethne, ricerche che a partire dall’indagine sui luoghi di culto, i siti, le modalità di insediamento, l’utilizzazione delle terre, approdano alle questioni chiave relative a concetti di etnicità, interazione, connectivity (Malkin 2005, Morris 2005).
La Focide già oggetto di campagne di scavo a Kalapodi, ha visto una ripresa degli scavi, che ha messo in dubbio l’identificazione del santuario con Hyampolis e proposto invece quella con Abai; vi sono in corso campagne che cercano di ricostruire la topografia del grande “corridoio istmico” che collegava la zona settentrionale al Golfo di Corinto (Kase, Szemler, Wilkie, Wallace 1991..); allo studio dell’ethnos focidese e ai suoi miti e culti, dopo il lavoro di Ellinger, è stata dedicata una ricerca da J.Mc Inerney (1999), che merita di essere discussa. La Locride orientale, ha rivelato negli ultimi anni nuovo materiale archeologico soprattutto nella zona di Atalanti (Opunte), che ha permesso di aggiornare il lavoro di Fossey del 1990 e proporre nuove identificazioni di siti (Dakoronia 1990;1993; cfr. Arch. Rep. 2005/06). Revisioni di epigrafi già note hanno portato a chiarimenti circa il ruolo di determinate magistrature (Nielsen 2000). Infine in Beozia un susseguirsi di nuove scoperte ha dimostrato ripresa e contatti col mondo euboico nelle zone di Oropos e Platea fin da epoca molto più antica di quanto non si credesse. Se inoltre si tiene presente che materiale euboico arcaico compare anche a Kalapodi, non si potrà non convenire sulla necessità di un nuovo esame delle tradizioni, in particolare quelle letterarie, legate a questa area, che forma certamente una parte considerevole della Grecia Terza e della così detta koinè euboica (Lemos 1998). L’Etolia e la Locride, che non sembrano partecipare a questa koinè archeologicamente documentata, non sono però estranee alla storia di quest’area centrale della Grecia per la parte che attiene alle sue tradizioni mitiche.
Questa unità, pertanto, si propone:
A) una analisi delle tradizioni letterarie , che miri a mettere in evidenza se e in qual misura e con quali modalità si esprimano in essa tradizioni “identitarie”. Per quanto riguarda la tradizione omerica, si cercherà di individuare in essa, oltre alla (ovvia) consapevolezza dell’appartenenza ad una unica “realtà etnica”, il valore delle unità poleiche ivi presenti; per quanto riguarda la tradizione genealogica pseudoesiodea, il suo comporsi, i livelli in cui determinati eroi ed eroine appartenenti a centri diversi sono messi in relazione, l’epoca a cui tali interrelazioni possono essere ascritte; per ciò che attiene alle altre tradizioni mitiche che coinvolgono quest’area (ciclo tebano; Alkmaionìs; Carmina Naupactia; ritorno degli Heraclidi) un riesame delle stesse con l’intento di mettere in rilevo le relazioni intercorrenti tra i territori apparentemente più marginali e quelli meglio documentati e più attivi.
B) una analisi dei dati cultuali relativi a centri santuariali, onde mettere in evidenza, se possibile, analoghe pratiche; in relazione a questo si esamineranno i dati relativi alle divinità più importanti dei vari centri, ricercandone testimonianze e documentazione a livello coloniale. In questo ambito si indagherà in particolare il tipo di offerte, e si cercherà se possibile, di mettere a fuoco il problema degli scambi da colonia a santuario di madrepatria,

C) Una analisi delle tradizioni legate ai miti di fondazione coloniale.
Si spera così di arrivare ad una mappatura dei dati in base ai quali si è costruita (e si è poi variamente atteggiata) la costruzione dell’immagine di sé dei vari ethne/poleis, e che potrebbe permettere una migliore comprensione del loro essere “politico”. Si individueranno così anche i vari elementi, dovuti appunto ad interazione e contatti, ma anche ad esclusione dell’altro e quindi a chiusura in se stessi che possono aver determinato l’agire sociale e la stessa scelta delle forme di organizzazione politica e sociale.
Il gruppo si propone anche di organizzare e costruire una serie di data base relazionati tra loro nei quali si metteranno in luce i seguenti aspetti: a) terminologia dei dati di syggeneia, etairia e “affinità” relativa ai personaggi (eroi, ecisti, divinità) oggetto della ricerca; b) prosopografia dei singoli eroi, ecisti, ecc.; c) gesta e campo di azione dei medesimi. Nel primo database saranno inseriti i testi letterari, a partire da quelli omerici, relativi a “personaggi” (divinità, eroi, eroine, ecisti): rispetto a questi testi si appronterà una indagine terminologica; nel secondo saranno immessi legandoli al singolo “personaggio” dati genealogici, con tutte le varianti; derivanti sia da fonti letterarie che eventualmente epigrafiche. Un terzo database sarà invece relativo agli spazi e ai luoghi di azione di divinità, eroi eroine ed ecisti, ed esso sarà costruito a partire sia dai dati letterari, (epici, tragedia, storiografia, ecc.), che da quelli iconografici (rappresentazioni vascolari o di altro tipo).