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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
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Ardigò A. (1981) (a cura di), Per una sociologia della salute, FrancoAngeli, Milano.
Ardigò A. (1997), Salute e società. Lineamenti di sociologia sanitaria, FrancoAngeli, Milano.
Canevaro A. (1976), I bambini che si perdono nel bosco, La Nuova Italia, Firenze.
Capurso M. (2001), Gioco e studio in ospedale, Erikson, Trento.
Capurso M., Trappa M. A. (2005), La casa delle punture, La paura dell’ospedale nell’immaginario del bambino, Magi, Roma.
Carlson R. J. (1975), The End of Medicine, J. Wiley, New York.
Caviezel-Hidber A. (2000), Prevenire il trauma del ricovero, FrancoAngeli, Milano.
Cipolla C. (1997), Epistemologia della tolleranza, FrancoAngeli, Milano.
Cipolla C., Giarelli G. e Altieri L. (2002) (a cura di), Valutare la qualità in sanità. Approcci, metodologie e strumenti, FrancoAngeli, Milano.
Comoglio M. (1998), Educare insegnando. Applicare il cooperative learning, Las, Roma.
Di Nicola P. (1987), Il ruolo delle reti sociali primarie nel controllo della malattia e protezione della salute, in Donati P., Manuale di sociologia sanitaria, cit., Roma, pp. 153-166.
Donati P. (1987) (a cura di), Manuale di sociologia sanitaria, NIS, Roma.
Donati P. (1991), Teoria relazionale della società, FrancoAngeli, Milano.
Engel G. I. (1977), The Need for a New Medical Model: a Challenge for Biomedicine, in “Science”, 196 (4286), pp. 129-136.
Filippazzi G. (2004), Un ospedale a misura di bambino, FrancoAngeli, Milano.
Illich I. (1976), Medical Nemesis. The espropriation of health, Marion Boyars, Londra 1973, (tr. it. Nemesi medica. L’espropriazione della salute, Mondadori, Milano.
Ingrosso M. (1987) (a cura di), Dalla prevenzione della malattia alla promozione della salute, FrancoAngeli, Milano.
Kanizsa S., Dosso B. (1998), La paura del lupo cattivo. Quando un bambino è in ospedale, Meltemi, Roma.
Kanizsa S., Luciano E. (2006), La scuola in ospedale, Carocci, Roma.
Lanzetti C. (1999), La qualità del servizio in ospedale. Una ricerca sull’esperienza dei malati, FrancoAngeli, Milano.
Lanzetti C. (2004) (a cura di), La cura del disagio psichico. Rapporto sulla salute mentale a Milano, FrancoAngeli, Milano.
Lanzetti C. (2005), Qualità e modelli di cura. Una verifica sulle riforme in Sanità., FrancoAngeli, Milano.
Mangini M. T., Rocca M. L. (1996), Cappe gialle. Metodologia della scuola in ospedale, Ethel - Giorgio Mondadori, Milano.
Marchesi P. L. (1985), Umanizziamo l’ospedale, in Marchesi P. L., Spinsanti S., Spinelli A., Per un ospedale più umano, Edizioni Paoline, pp. 10-55.
Mazzucchelli F. (2006), Viaggio attraverso i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, FrancoAngeli, Milano.
Nordio S. (1996), Darsi alla medicina: come e perché, in “L’arco di Giano”, rivista di medical humanities, 10, pp.27-37.
Parsons T., Some theoretical bearing on the field of medical sociology, in Parsons T., Social Structure and Personality, The Free Press, Glencoe, 1964, pp. 327-337.
Perraro F. (1997), Qualità dell’assistenza sanitaria: metodologia di valutazione e di miglioramento, in Trabucchi M. (a cura di), cit., pp. 341-404.
Ranci Ortigosa M. (a cura di), L'umanizzazione dell'intervento sanitario, FrancoAngeli, Milano, 1995, pp. 37-38.
Resico D. (2004), Continuità educativa. Significati, ragioni, strumenti, Caroggio, Arenano.
Ricci G., Calza M., Resico D. (2000), Il benessere nei reparti pediatrici, M. Del Bucchia , Massarosa.
Ricci G. (2003) (a cura di), Dal curare al prendersi cura. Bisogni e servizi educativi per un bambino ospedalizzato, Armando, Roma.
Saccheri T. (2000), L’equivoco terapeutico, FrancoAngeli, Milano.
Secondulfo D. (1979), Medico e paziente, elementi per un’analisi sociologica, in “Studi di sociologia”, 4.
Secondulfo D. (2000) (a cura di), Trasformazioni sociali e nuove culture del benessere, FrancoAngeli, Milano.
Setti Bassanini M. C. (1993), Il Pronto soccorso ospedaliero, in “L’arco di Giano, rivista di medical humanities”, 3, pp. 113-118.
Tadini F. (1970), I diritti dell’infanzia, Centro Didattico Nazionale per la Scuola Materna, Brescia.
Trabucchi M. (1997) (a cura di), Rapporto Sanità ’97. I nodi del cambiamento, Il Mulino, Bologna.
Ventriglia G., Turbil E. (2003), Educazione continua in medicina. Progettare e costruire un evento formativo, Masson, Milano.

Programma di ricerca

Nuovi bisogni di salute e servizi alla persona: governance, organizzazioni, professioni e cittadini nell’integrazione socio-sanitaria
Università di riferimento
Università Cattolica del Sacro Cuore - SOCIOLOGIA - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Clemente Lanzetti
Descrizione
A) Obiettivi
Il progetto di questa Unità concorre a realizzare il programma di ricerca nazionale che si propone di affrontare il tema dell’integrazione sociale e sanitaria. In questo caso specifico lo studio dell’integrazione, che avviene sempre a tre livelli (quello istituzionale, quello gestionale e quello professionale), si caratterizza come analisi sociologica della connessione tra interventi sanitari, educativi e socio-relazionali.
Gli obiettivi della ricerca possono così essere sintetizzati:
• verifica della realizzazione di quanto la normativa del Ministero della Salute e di quello dell’Istruzione prescrive quando l’ambito delle cure interessa bambini o ragazzi costretti a lunghe assenze scolastiche;
• analisi particolareggiata di alcune esperienze significative realizzate in Italia;
• individuazione di modelli praticabili e generalizzabili.

B) Fasi e metodologia della ricerca
La ricerca si articola in tre fasi, distribuite in un arco di due anni.
Nella prima fase (6 mesi) l’équipe di questa Unità locale, coordinandosi con le altre Unità, farà un’analisi preliminare sia della letteratura esistente sull’argomento, sia della normativa giuridica nazionale e internazionale che definisce i diritti dei bambini e dei ragazzi ad avere una continuità nella formazione e nello sviluppo della persona quando, per ragioni di salute malferma, sono costretti ad essere assenti per periodi prolungati dalla scuola , sia nel caso in cui sono sottoposti a ricoveri ospedalieri, sia quando le cure mediche possono essere effettuate in day hospital o a domicilio.
Questa fase di studio preliminare è finalizzata a perfezionare le ipotesi di ricerca e a socializzare le conoscenze nell’équipe di lavoro.
Nella fase successiva (12 mesi) l’equipe di ricerca si prefigge l’obiettivo di individuare alcune esperienze significative, distribuite sull’intero territorio nazionale e di analizzarle a fondo con tecniche qualitative.
La distribuzione degli 8 casi da studiare terrà conto non solo della elevata qualità dell’esperienza (requisito in ogni caso indispensabile), ma anche della sua collocazione territoriale, per poter comparare situazioni di diverse aree geografiche d’Italia.
I criteri di scelta più importanti saranno:
- una reale integrazione a livello istituzionale tra ospedale e scuola di provenienza del bambino o ragazzo, che costituisca un efficace supporto ai docenti, al personale sanitario e alle altre persone coinvolte nel processo di cura (familiari, volontari…);
- l’esistenza di incontri programmati tra figure professionali diverse e figure non professionali finalizzati a perseguire obiettivi di “alleanza terapeutica”;
- la presenza di strutture, strumenti e iniziative che possano facilitare:
• la socializzazione dei bambini in ospedale,
• la comunicazione con l’ambiente esterno (scuola di provenienza, compagni…),
• la creazione di un contesto che aiuti il bambino a non percepire come ostile e pericoloso l’ospedale.
Ci si riferisce, in particolare, all’esistenza di sale da gioco, all’uso di tecnologie informatiche, alla presenza di clown, alla possibilità da parte dei bambini di tenersi in contatto con compagni di scuola e amici, all’utilizzazione, mediante l’azione di volontari, di attività ludiche svolte non episodicamente, ma come parte integrante del piano assistenziale.
La metodologia utilizzata nel lavoro sul campo sarà quella del case study, che integra tra loro analisi che vengono fatte a livelli diversi e con strumenti diversi, tenendo presente che l’obiettivo è cogliere le forme di integrazione
- a livello istituzionale
- a livello gestionale
- a livello professionale.
Pertanto si farà ricorso a:
• l’analisi dei documenti, che interessano la programmazione e l’organizzazione dell’attività in un’ottica di integrazione socio-sanitaria;
• interviste in profondità (10 per ogni esperienza con un totale di 80) a medici, infermieri, docenti, genitori, volontari e dirigenti;
• osservazione partecipante, fatta in ospedale, sia allo scopo di avere conferme su quanto rilevato con interviste e analisi di documenti, sia per cogliere da vicino il vissuto e le reazioni dei bambini-ragazzi.
Nella terza fase (6 mesi) verrà fatta l’analisi, l’interpretazione e a presentazione dei risultati con un rapporto scritto da discutere e armonizzare con quanto fatto dalle altre Unità locali.
La presentazione dei risultati sarà effettuata con un convegno e con pubblicazioni di articoli su riviste e in un volume collettaneo.