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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
Sul Mediterraneo
M. Giovannini, D. Colistra (curatori), Spazi e culture del Mediterraneo, Roma 2006
P. Portoghesi, R. Scarano, L’architettura del Mediterraneo, Roma 2003
M. Giovannini, D. Colistra (curatori), Le città del Mediterraneo. Alfabeti, radici, strategie, Roma 2002
A. Bianchi (curatore), Le città del Mediterraneo, Reggio Calabria 2001
V. Consolo, F. Cassano, Rappresentare il Mediterraneo. Lo sguardo italiano, Messina 2000
J.-C. Izzo, T. Fabre, Rappresentare il Mediterraneo. Lo sguardo francese, Messina 2000
AA. VV., Mediterraneo, Il mare delle complessità, Roma 1996
F. Cassano, Il pensiero meridiano, Roma-Bari 1996
B. Kaiser, Il Mediterraneo. Geografia della frattura, Milano 1996
P. Laureano, Giardini di pietra. I Sassi di Matera e la civiltà Mediterranea, Torino 1993
B. Lewis, L'Europa e l'Islam, Roma- Bari 1990
A. Almagro, Planimetria de las ciudades hispano-musulmanas, in "Al Quantara", VIII, 1987
F. Braudel, Il Mediterraneo. Lo spazio, la storia, gli uomini, le tradizioni, Bompiani 1987

Sul Maghreb
Oasi Tunisine, “Controspazio” n. 105/2003
P. Raffa, La casa maghrebina, Reggio Calabria 2002
P. Laureano, Sahara, oasi e deserto, Firenze 2001
G. Ginex (curatore), Nefta, città-oasi dello Chott El Djèrid, Gangemi, Roma-Reggio Calabria 2001
P. Laureano, La piramide rovesciata. Il modello dell'oasi per il pianeta Terra, Torino 1998
A. Eslami, M. Morini , Alla ricerca di una identità, in "Spazio e società", n. 57/1992
P. Cuneo, Storia dell’urbanistica. Il mondo islamico, Roma-Bari, 1986
A. Petruccioli, Dar al islam. Architetture del territorio dei paesi islamici, Roma 1985
Maghreb, numero di “Enviromental Design”, Roma 1985
L. Micara, Architetture e spazi dell'Islam. Le istituzioni collettive e la vita urbana, Roma 1985
Rivista “Qantara, Magazine des cultures arabe et méditerranéenne”, tutti i numeri in uscita

Su Calabria, Sicilia, Area dello Stretto,
F. Fatta, Luci del Mediterraneo. Fari di Calabria e Sicilia, Soveria M. 2002
S. Nucifora, Architetture di trincea, segno e disegno dei forti umbertini, Reggio Calabria 2002
M. Arena, Architetture moderne. Catania, Messina, Reggio Calabria, Roma 2002
M. Arena, D. Colistra, M. Giovannini, P. Raffa, Le sezioni dello Stretto, Reggio Calabria 2001
D. Colistra (curatore), Le città abbandonate della Calabria, Roma 2001
F. Borrelli, A. Quistelli, C. Griffo, I. Pennisi, Habitat 2 - Trasformazioni dell'ambiente e del costruito: l'area portuale di Gioia Tauro tra il bacino e l'entroterra, Reggio C. 2000
D. Colistra, Reggio Calabria. L'architettura e la città, Reggio Calabria 1999
M. Giovannini, F. Prampolini, La regione dello Stretto, Roma 1996
M. Giovannini, Le carte reggine, Reggio Calabria 1996

Sulla metodologia:
S. Nucifora, A. Urso (curatori), Piazze, strade, cortili e scalinate. Luoghi di città tra scambio e mediazione, Reggio Calabria 2005
EUROSTAT, Urban Audit - Methodological Handbook, 2004
EUROSTAT, Urban Audit - Indicators for Core City, 2004
EUROSTAT, Urban Audit - Variables for Core City, 2004
D. Colistra, Il disegno dell’architettura e della città, Reggio Calabria 2003
R. Valenti, Architettura e simulazione, Reggio Calabria 2003
AA. VV., Trenta anni di disegno nelle facoltà di Architettura e di Ingegneria, Roma 2001
F. Fatta (curatrice), Piccole case grandi architetti. Il disegno di progetto, Reggio Calabria 2000
D. Cogliandro, D. Colistra, La rappresentazione della città. Carte e piani, Reggio Calabria, 2000
G. Curti, La rappresentazione del progetto di architettura, Reggio Calabria 1999
M. Giovannini, Il disegno dell'architettura, Reggio Calabria 1998
F. Fatta (curatrice), Geometria. Avventure delo spazio e immagini della ragione, Reggio Calabria 1998
G. Ginex, Luoghi della memoria, Reggio Calabria 1998
V. Macrì, Disegno, rilievo, modello, Reggio Calabria 1997
G. Ginex, Disegno e decostruzione, Reggio Calabria 1997
M. Giovannini, Identità a confronto, Reggio Calabria 1997
V. Macrì, Attraverso il disegno comprendere l'architettura, Reggio Calabria 1996
F. Montanari (curatore), Ipervisibile. L’urbanistica e i territori della virtualità, Roma 1995
J. Leitmann, Rapid Urban Environmental Assessment, Voll. 1 e 2, Washington D.C. 1994
B. Munari, Codice ovvio, Torino 1994
E. Guglielmi, Segno, disegno ed elettronica: le nuove tecniche di rappresentazione, Roma 1993
M. Giovannini, Ricercando la voglia di città. Materiali, catalogo, progetto, Reggio Calabria-Roma 1992
G. Anceschi, L’oggetto della raffigurazione, Milano 1992
W. Mitchell, Design, Computation and Cognition, Cambridge 1990
W. Mitchell, The logic of Architecture, Cambridge 1990
M. Jammer, Storia del concetto di spazio, Milano 1988
H. Damisch, Considerazioni sulla raffigurabilità, in “Casabella” 504/1984
J. Guillerme, La figurazione in architettura, Milano 1982
M. Massironi, Vedere con il disegno, Padova 1982
G. Bachelard, La poetica dello spazio, Bari 1975
J. Baudrillard, Il sistema degli oggetti, Milano 1972
J. Bertin, Semiologie graphique, Paris 1967

Programma di ricerca

Luoghi mediterranei: segni, codici, elementi ordinatori, indicatori e modelli per una rappresentazione multiscalare e multidimensionale delle architetture, delle città e dei paesaggi del Mediterraneo.
Università di riferimento
Università degli Studi "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA - ARCHITETTURA E ANALISI DELLA CITTA' MEDITERRANEA - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Massimo Giovannini
Descrizione
Il programma di ricerca si sviluppa essenzialmente nell’ambito delle discipline del rilievo, della catalogazione critica, dell’interpretazione e della rappresentazione dei fenomeni territoriali. Intende affrontare, con un approccio multiscalare, il tema della definizione di strumenti operativi utili alle politiche di analisi, tutela e governo dell’architettura, della città e del territorio, con particolare riferimento alla questione dei legami culturali e semantici che codificano la percezione e la rappresentazione dei luoghi.

Il tema del paesaggio ha maturato una centralità profonda nel moderno pensiero sul governo del territorio, cioè sulla progettazione e il controllo dell’interazione tra uomo e ambiente ospite. Sebbene il concetto sia ben radicato e presente nel sentire comune, si tratta però di un’idea sfuggente il quanto la percezione sintetica dell’interazione tra uomo e natura è in continuo divenire, influenzata non solo dal mutamento della realtà fisica, ma dal comporsi dell’accumulazione storica degli eventi umani, dal diverso concentrarsi e disporsi degli interessi e dei portatori di interessi (stakeholders) che, tra l’altro, influenzano concretamente la scala della percezione stessa, focalizzando di volta in volta l’attenzione su porzioni più o meno ampie di territorio e variando la definizione stessa di ‘luogo’.

Così come il Paesaggio non può essere banalmente identificato con la propria rappresentazione, è però ben vero che possiamo descrivere il paesaggio, comunicarlo agli altri (e quindi tutelarlo, gestirlo, governarlo), solo rappresentandolo.

La modellazione della realtà influenza in modo determinante non solo la percezione, ma anche, e forse soprattutto, la riconosciblità in senso lato dei luoghi, la capacità dei luoghi di riconoscere se stessi nella nuova dimensione ‘globale’ in base a parametri non solo fisici, o geografici, ma rispetto alla potenzialità di costituirsi come portatori e catalizzatori di interessi anche attraverso la propria figurazione, nel senso più esteso del termine.

Sono quindi maturi, a partire dalle discipline della rappresentazione, i tempi per una riflessione approfondita sui fondamenti semantici e sulla reale efficacia del sistema di segni e di codici utilizzati per comunicare l’architettura, la città e il territorio ed un esame critico degli strumenti concettuali e tecnici. Una riflessione non astratta, non puramente teorica, ma basata su dati concreti che necessitano, per essere correttamente condivisi, di un supporto analitico non occasionale, non legato quindi troppo direttamente alla contingenza della percezione o alla particolarità di questa o quella componente sociale.

La ricerca sarà strutturata nelle seguenti macrofasi.

1. Raccolta e sistematizzazione dei materiali prodotti in precedenti PRIN, nell’ambito di master trasnazionali, nei vari Dottorati di Ricerca, nelle tesi di laurea ecc., mettendo a confronto la realtà calabrese, emblematica in quanto segnata da una forte contrapposizione tra valori positivi e negativi e da profonde contraddizioni, e altre realtà mediterranee.
Compito dell’Unità di Ricerca (U.R.) in questa fase sarà quello di progettare e realizzare un database multimediale e multiscalare che consenta di catalogare i materiali già prodotti al fine di consentirne il confronto strutturato e renderne possibile la georeferenziazione in ambiente GIS. Sarà inoltre ipotizzata una struttura di metadati in grado di consentire il raggruppamento dei materiali in base alla tipologia e specificità, ma anche in base a valutazioni di congruenza, completezza, ordine di precisione ecc.
L’UR si suddividerà in sottogruppi che si occuperanno della varie scale e dei diversi ambiti in accordo col piano generale di lavoro.
La durata della fase 1 è prevista in sei mesi.

2. Valutazione multiscalare delle variabili e delle invarianti architettoniche, urbane e territoriali con particolare attenzione alla quantificazione ed alla misurabilità dei fenomeni, alla loro ricorsività, emblematicità, significatività ecc. riferita alla percezione di parametri di qualità che portano, attraverso meccanismi di identificazione tra uomo e territorio, a quella identità nella formazione della sintesi ‘estetica’ tra natura e ambiente antropico oggi definita come “paesaggio”. In questa fase l’U.R. procederà ad una prima sintesi dei dati accumulati al fine di ricavarne, anche attraverso il confronto interdisciplinare e una serie di interventi bottom – up, le istanze paradigmatiche su cui concentrare l’attenzione, possibili antonomie che consentano di prevedere una progressiva
La durata della fase è prevista in 8 mesi e si sovrappone parzialmente sia al punto precedente che a quello successivo.

3. Messa a punto di un sistema di indicatori operativi (griglie di valutazione) in grado di fornire ulteriori strumenti scientifici per lo studio dei fenomeni alle diverse scale. Sulla scorta dei materiali classificati nella fase precedente si precederà ad una prima stesura di un set esteso di indicatori finalizzati in prima istanza alla descrizione dei fenomeni architettonici e territoriali.
La metodologia di riferimento si richiama alle ormai consolidate metodiche europee utilizzate per i rapporti sullo stato dell’ambiente e per lo studio della percezione della qualità urbana (e.g. Urban Audit (Eurostat), Rapid Urban Environmental Assessment: The Urban Management Programme (UMP) Approach, etc.) e l’azione di ricerca mira ad integrare il corpus ormai consolidato degli indicatori e degli indici descrittori delle realtà urbane con uno specifico subset di descrittori in grado di esprimere le caratteristiche della struttura formale, architettonica, urbana e territoriale.
Gli indicatori e gli indici conseguenti saranno definiti con particolare attenzione ai criteri di specificità, congruità, completezza e, soprattutto, di effettiva popolabilità.
Per quessto step è prevista una durata di 4 mesi.

4. Identificazione degli ambiti di verifica alle varie scale.
Il gruppo di ricerca si impegnerà poi sull’identificazione di alcuni ambiti territoriali ritenuti significativi alle scale di riferimento sui quali applicare metodiche di rilievo e modellazione territoriale finalizzata alla verifica operativa della reale efficacia degli indicatori e degli indici individuati. Tempo previsto per la fase 4: 2 mesi.
Alla fine del primo anno sarà realizzato un primo rapporto generale ce avrà sia la funzione di verificare l'avanzamento della ricerca, sia quella di funzionare come un primo 'manuale' per le azioni partecipaive previste nella fase successiva.

5.Nella quinta ed ultima fase della ricerca saranno effettuate alcune applicazioni sperimentali di rilievo architettonico, urbano e territoriale con metodiche innovative sia sul piano concettuale che su quello strumentale, utilizzando attrezzature già disponibili presso le unita locali di ricerca, ovvero acquisendo materiali disponibili sul mercato: laser scannig terrestre e aviotrasportato (lidar), image surveing station, integrazione di immagini ad altissima risoluzione e modelli digitali del terreno e delle architetture, applicazioni avanzate di image processing (da quelle mutuate dalle metodiche classiche del telerilevamento applicate all’analisi percettiva del paesaggio alla real time photogrammetry), ma anche il disegno dal vero o altre metodiche tradizionali, nei vari aspetti e coniugazioni disciplinari, articolati tra i contributi specialistici ed azioni partecipative bottom-up, quali le metodiche di Agenda 21, Laboratori didattici e locali, ecc. che già si prevede di utilizzare nella terza fase della ricerca per l’individuazione delle strutture interpretative e percettive.
La quinta ed ultima fase occuperà l’intero secondo anno con un approccio del tipo stop-and-go: saranno previsti dei check point rispetto ai quali operare una progressiva taratura delle procedure e giungere infine anche ad una valutazione preliminare del rapporto tra i costi ed i benefici del sistema.

I risultati attesi consentiranno di disporre di metodiche di indagine innovative in grado di sostenere non solo il monitoraggio dei cambiamenti e l’esito delle politiche di intervento sull’architettura, la città e il territorio, ma di innescare quei processi di partecipazione necessari alla ciclicità dei moderni modelli interpretativi e operativi. Il riferimento è costituito dal sistema DPSIR (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti, Risposte), nelle varie articolazioni seguite alle elaborazioni innescate a livello europeo dal JRC e maturate nel dibattito in corso.

La focalizzazione, infine, di un quadro di indicatori ed indici sintetici quantitativi e qualitativi fornirà inoltre un importante supporto e strumenti interessanti per innescare azioni di promozione in senso competitivo dei ‘luoghi’ da parte delle comunità locali.