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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano
Bibliografia
- LA PRODUZIONE: BOTTEGHE E REPERTORI

-HEILMEYER D.W. 1988, Arte antica e produzione artistica. Lo studio delle officine nell'archeologia classica, in QuadUrb, LVII, 7-26

- BORGARD Ph., BRUN J.-P. et al. 2003, Le produzioni artigianali a Pompei. Ricerche condotte dal Centre Jean Bérard, in RStPomp 14, 9-29

PITTURA PARIETALE:

-Mani di pittori e botteghe pittoriche nel mondo romano, MedNedInst 54: in partic.,
BARBET A., La technique comme révélateur d'écoles, de modes, d'individualités de peintres, 61-80;
SCAGLIARINI D., Pittori e botteghe: status quaestionis, 292-299;

- Santoro, S.: Il tema del colore fra archeologia e archeometria. - in: Scienze e archeologia. Giornata di studio. (Pompei [2003-04]) 221-232.

-BARBET A., ALLAG C. 1972, Technique de preparation des parois dans la peinture murale romaine, in MEFRA, 84, 2, 935-1069.

-Roman wall painting. Materials, techniques, Analysis and Conservation, ed. by H. BEARAT et al., Proceed. of the Intern. Workshop(Fribourg, 1996), Fribourg 1997: in partic.,
BEARAT H., Quelle est la gamme exacte des pigments romains? Confrontation des résultats d’analyse avec le textes de Vitruve et de
Pline, 11-34;
BUGINI R., FOLLI L., Materials and making techniques of Roman Republican wall paintings (Capitolium, Brescia, Italy), 121-130;
FUCHS M., BEARAT H., Analyses physico-chimiques et peintures murales romaines à Avenches, Bösingen, Dietikon et Vallon, 181-191;
HAFNER K., Experiments on reconstruction of the Roman wall painting technique, 143-152;
VARONE A., BÉARAT H., Pittori romani al lavoro. Materiali, strumenti, tecniche: evidenze archeologiche e dati analitici di un recente scavo pompeiano lungo via dell’Abbondanza (Reg. IX ins. 12), 199-214.

Programma di ricerca

ATELIER, FABBRICA, CANTIERE. TECNICHE E CULTURA DELLA PRODUZIONE NEL MONDO ROMANO
Università di riferimento
Università degli Studi di BOLOGNA - ARCHEOLOGIA - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Daniela Scagliarini
Descrizione
Esperienza acquisita
L’unità di Bologna – Dip. di Archeologia ha maturato una lunga esperienza nel campo dell’archeologia vesuviana e in particolare della decorazione applicata all’architettura: la responsabile Daniela Scagliarini ha diretto dal 1999 il progetto “Pompei – Insula del Centenario”, e dal 2005 condivide con Antonella Coralini la direzione del progetto DHER – Domus Herculanensis Rationes, e all’interno di essi si occupa in particolare degli apparati decorativi. Entrambi i progetti hanno dato luogo a puntuali pubblicazioni in itinere e il primo è già giunto al primo volume dell’edizione scientifica. Tutti i collaboratori del progetto relativo alla presente richiesta hanno partecipato all’ultimo o a entrambi i suddetti progetti e hanno già al loro attivo la pubblicazione di contributi scientifici.

Nel presente progetto intendiamo avvalerci di tre caratteri specifici maturati e affinati nei due precedenti progetti vesuviani:

1. la stretta collaborazione interdisciplinare:
a. con i topografi e gli strutturisti per il rilievo delle strutture e delle decorazioni parietali e pavimentali, soprattutto nei casi particolarmente complessi, che superano la normale prassi del rilievo archeologico, e nella continua ricerca di metodologie e tecniche innovative e congruenti con le nostre finalità; nel presente progetto continuiamo la collaborazione con l’unità di Bologna-DISTART , sperimentata da anni con ottimi risultati negli impegni vesuviani;
b. con i chimici, per la caratterizzazione materica dei componenti di pitture, stucchi e mosaici e l’analisi delle procedure di applicazione; nel presente progetto il compito è delegato all’unità di Lecce, i cui membri hanno già collaborato negli ultimi due anni al progetto DHER;

2. la stretta collaborazione con le Soprintendenze Archeologiche: quella di Pompei Ercolano e Stabia e quella di Napoli, con cui sono state stipulate convenzioni per i progetti vesuviani, e la nuova collaborazione con l’unità operativa di Cremona della Soprintendenza Archeologia della Lombardia. Lo scopo è fornire alle Soprintendenze documentazione e indicazioni utili per il restauro: dati archeometrici (rilievi fotogrammetrici e grafici, analisi dei materiali, riconoscimento di restauri antichi e moderni) ma anche indicazioni iconografiche e di schema compositivo, utili per la ricomposizione delle superfici decorate. Le Soprintendenze da parte loro garantiscono ampio accesso alla documentazione d’archivio e ai materiali dei vecchi scavi, e, nel caso dello scavo di Cremona –v.infra- , assicurano condizioni ottimali per il recupero e l’analisi del materiale decorativo in corso di scavo.

3. l’impegno didattico e formativo: a ogni fase della ricerca parteciperanno studenti, istruiti dai docenti e dai giovani archeologi facenti parte dell’unità (di qui la necessità di un contributo consistente per le missioni, che richiedono presenze prolungate e numerose sulle aree d’indagine): l’unità sarà essa stessa “bottega” per la trasmissione di competenze e esperienze.

“Officia persequenda”: azioni e finalità
Le precedenti ricerche, nella parte inerente la decorazione, hanno rivelato, in modo occasionale, molti indizi del modus operandi dei decoratori antichi, che non possono essere analizzati in tutto il loro potenziale documentario se non attraverso indagini specifiche e sistematiche, come queste che l’unità intende svolgere:

Composizione e applicazione di colori, stucchi, intonaci, mosaici:
1- a Pompei ed Ercolano ampia selezione di decorazioni pittoriche e di stucchi, distribuiti tra i quattro stili pompeiani, dalla fine del II sec. a.C. al 79 d.C. e da contesti architettonici diversi, da sottoporre ad analisi (unità chimica di Lecce) per:

A. pellicole pittoriche:
a. individuare i pigmenti, con particolare interesse per il colore blu egiziano “Vestorianum”, che le fonti definiscono di produzione locale (puteolana) e che si vuole verificare se è prodotto con materie prime locali
b. riconoscere la miscelazione di colori e le stesure sovrapposte, con particolare riferimento all’impiego di piccole quantità di cinabro e altri colori di pregio in piccolissime dosi, all’uso di eseguire tocchi finali a semisecco con pigmenti diluiti nell’acqua di calce o in altri eventuali leganti (organici?)
a. riconoscere le alterazioni di colore dovute a fattori ambientali e soprattutto al calore dell’eruzione.

B. intonaci:
a. composizione degli intonaci, con particolare riferimento alla differenze corrispondenti alla destinazione degli ambienti (interno, esterno, contesti termali ecc.) e alla qualità architettonica degli spazi (pubblici, privati, di rappresentanza, di servizio)

C. stucchi:
a. oltre alle analisi dei pigmenti e delle composizioni sopra descritte, verranno individuate forme, dimensioni e modalità d’uso degli stampi utilizzati per l’esecuzione dei motivi ripetitivi come le cornici;
b. tecniche di esecuzione degli stucchi figurati, con uso misto di stampo, spatola e stecca, che sembra consentire l’uso di stampi “base” per l’esecuzione di figure diverse.

D. mosaici e altre pavimentazioni decorate:
a. composizione delle tessere in pasta vitrea
b. materiale lapideo impiegato per le altre tessere
c. leganti usati negli allettamenti, anche in questo caso considerando le diverse qualità e destinazioni degli ambienti.

Trasferimento delle immagini sulla superficie pittorica
A Pompei e d Ercolano, osservazione e rilievo analitico, mediante riproduzione fotogrammetrica, disegno 1.1 a contatto, disegno 1:20 graficizzato sulla fotogrammetria, di immagini che documentano le modalità di trasferimento di figure sulla superficie da decorare:
- linee di contorno incise o dipinte
- altre tracce preparatorie incise o dipinte, a mano libera o guidata
- depressione della superficie dipinta o altre tracce che rivelano una sagoma-guida appoggiata sull’intonaco umido
- figure uguali per forma e dimensione, anche mirror-reversal, differenziate solo nelle rifiniture.

Accanto ad un’ampia casistica suggerita dalla ormai lunga esperienza, ci si propone di concentare questa ricerca su di un tema specifico, quello delle “figure volanti” che campeggiano sui pannelli monocromi di III e soprattutto IV stile, in modo da disporre di un ampio repertorio (alcune centinaia di esemplari) omogeneo e comparabile.
Anche in questo caso, i dati acquisiti saranno verificati, se possibile, nel contesto di Cremona.

Organizzazione della superficie decorata parietale e pavimentale
A Pompei ed Ercolano rilievo fotogrammetrico ed elaborazione grafica di pareti e mosaici decorati, distribuiti nell’arco degli ultimi due secoli delle città vesuviane, per individuare gli schemi e i moduli compositivi e quindi risalire ai procedimenti di partizione della superficie adottati dai mosaicisti e alle unità metriche usate.

Procedimenti della rappresentazione prospettica
A Pompei ed Ercolano, rilievo fotogrammetrico ed elaborazione grafica di un’ampia selezione di decorazioni parietali organizzate in tutto o in parte secondo schemi prospettici, dal secondo al quarto stile, per individuare i caratteri della rappresentazione in perspectiva artificialis: focus unitario o multiplo, linee di fuga, convenzioni, correzioni, linee guida per l’esecuzione, come base di partenza per la ricostruzione del patrimonio di cognizioni –matematiche e empiriche- dei decoratori.