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UNITA' DI RICERCA
italiano - english
Bibliografia
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Programma di ricerca
Tensioni e variazioni nei generi settoriali inglesiUniversità di riferimento
Università degli Studi di BERGAMO - LINGUE, LETTERATURE E CULTURE COMPARATE - ()Responsabile dell'Unità di ricerca
Maurizio GottiDescrizione
All’interno della linguistica applicata si situa una area di ricerca ben consolidata relativa allo studio sistematico della variazione inter- e intra-linguistica nelle lingue per scopi speciali, spesso riconosciuta come disciplina a sè stante (Swales 2000). La nostra indagine si basa in particolare sull’ampia letteratura relativa all’English for Academic Purposes, che negli anni recenti ha visto un numero crescente di studi orientati sociologicamente o antropologicamente mirati a ricostruire la dimensione interazionale, sia individuale sia collettiva, alla base dei più comuni generi testuali utilizzati dalla comunità scientifica e dalle università (Tomalin & Stempleski 1993; Scollon & Wong Scollon 1995; Swales 1996).Secondo l’ipotesi socio-costruzionista (Brodkey 1987), le comunità disciplinari sono, allo stesso tempo, sia i produttori sia il prodotto del loro discorso. Tale interpretazione è stata ripresa da numerosi studi contrastivi che si concentrano sulla variazione linguistica quantitativa e qualitativa attraverso il confronto dei corpora testuali paralleli. Quando il pubblico è internazionale, le identità locali si adattano a un contesto più ampio di valori e comportamenti condivisi (Becher 1989; Bazerman / Paradis 1991; Giannoni 2006). Infatti uno dei fattori chiave del comportamento verbale è l’appartenenza degli attori a una o più culture (professionali, ideologiche o etnico-geografiche) che entro certi limiti influenzano non solo la lingua ma anche il pensiero e le relazioni interne alla comunità.
L’analisi del discorso è particolarmente utile per identificare i valori culturali sottesi a un dato gruppo sociale, le cui testualizzazioni riflettono una serie di interpretazioni condivise, una ‘visione del mondo’ con chiare implicazioni istituzionali. Proprio perchè i linguaggi specialistici emergono da comunità con radici locali e convenzioni internazionali, essi diventano terreno fertile per l’analisi della variazione interculturale, sia a livello testuale sia negli schemi interpretativi che modellano i tratti semantico-pragmatici della comunità specialistica a cui appartengono. L’indagine dei generi specialistici (Bhatia 1993, 2004; Berkenkotter / Huckin 1995; Gillaerts / Gotti 2005; Bhatia / Gotti 2006) e il loro sviluppo in chiave diacronica (cf. Dunmire 2000) sono una fonte di dati importanti sull’interfaccia tra lingua e cultura, un tema affrontato anche in diversi studi etnografici e sociolinguistici. In questo senso i testi accademici e professionali somigliano al linguaggio non-specialistico in quando marcati culturalmente e vincolati nelle varianti linguistiche disponibili (cf. Mauranen 1993; Kuper 1999; Hyland 2000; Hyland / Bondi 2006) agli interlocutori per costruire il discorso in base ai loro bisogni comunicativi.
Per un analisi approfondita della trasformazione dei generi utilizzati nella comunicazione accademica, l’Unità di Bergamo prenderà in considerazione una serie di testi prodotti da studiosi e da istituzioni accademiche in varie parti del mondo, allo scopo di indagare le varianti testuali dovute all’uso dell’inglese come prima lingua, seconda lingua, o lingua franca all’interno della comunità scientifica. Nello specifico, i ricercatori di questa Unità:
1. Prenderanno in esame quattro settori disciplinari per la propria indagine (medicina, linguistica applicata, economia, diritto).
2. Costruiranno un corpus multi-genere tratto da tali ambiti, che si estenda diacronicamente fino agli anni ’60. Il corpus comprenderà anche materiale del corpus CADIS utile a tal fine.
3. Contatteranno un numero di informatori specialistici (di inglese L1 e non) all’interno di ogni dominio.
4. Raccoglieranno informazioni etnografiche da tali fonti, attraverso questionari e interviste, relativamente ai generi utilizzati in ogni settore e ai mutamenti attualmente in corso rispetto al loro scopo e alla loro organizzazione (senza tralasciare i generi parlati).
5. Verificheranno, attraverso gli strumenti dell’analisi dei corpora, le implicazioni quantitative degli aspetti specifici segnalati dagli informatori, anche alla luce dei recenti studi sull’evoluzione dei generi (cf. Giannoni 2006).
6. Collegheranno le trasformazioni osservate nei generi (ad esempio lo shift e il drift) rappresentati nel corpus ai cambiamenti nella disponibilità di generi e all’evoluzione delle singole discipline.
L’ indagine dell’Unità di Bergamo si baserà su corpora formati da testi in lingua inglese per la comunicazione accademica. Successivamente, essi saranno classificati e descritti secondo il loro rispettivo genere, seguendo la tassonomia suggerita da Swales (1990, 1996, 2004), e precisamente in:
- generi di tipo primario (monografie, articoli da curatele, articoli e recensioni in riviste scientifiche);
- generi di tipo educativo-pedagogico (descrizione di corsi, guide per studenti);
- generi di tipo (semi)privato (lettere/messaggi email da colleghi e altri ricercatori).
L’approccio non sarà limitato al dato linguistico ma sarà integrato – ove possible – da informazioni raccolte direttamente dagli interessati. Ciò verrà fatto in collaborazione con le altre Unità di Ricerca italiane e con studiosi stranieri che lavorino nei suddetti domini di ricerca. I contatti internazionali ci permetteranno di presentare e diffondere i risultati delle varie Unità di Ricerca ad una platea internazionale altamente qualificata. Approfondimenti dalle analisi svolte (compresi gli aspetti contrastivi) saranno in seguito utilizzati per fornire indicazioni pedagogiche per lo studio dei linguaggi specialistici (Hewings & Dudley-Evans 1996; Johns 1997, 2002; Hewings 2001) laddove i generi accademici sono oggetto di insegnamento nei corsi di inglese lingua franca.
Il programma consta di tre separate fasi.
FASE 1
La prima fase (10 mesi) includerà le seguenti attività:
1. Costruzione di un corpus diacronico multi-genere tratto da riviste accademiche in lingua inglese in quattro domini (medicina, linguistica, economia, e diritto).
2. Classificazione dei testi in base agli scopi e tipi comunicativi.
3. Presentazione del corpus e confronto dei dati con le altre unità di ricerca del progetto.
4. Creazione di un sito ad hoc all’interno delle pagine web già disponibili all’Università di Bergamo per il CERLIS (Centro di Ricerca sui Linguaggi Specialistici, http://www.unibg.it/cerlis), per una presentazione online delle caratteristiche dei corpora compilati dall’unità di ricerca.
La prima fase realizzerà:
a. Un CD-ROM contenente i corpora specialistici in formato digitale e testi trascritti in base al loro rispettivo genere di appartenenza.
b. Un seminario sulla metodologia usata, da organizzare con le altre unità del progetto.
FASE 2
La seconda fase (10 mesi) includerà le seguenti attività:
1. Raccolta delle informazioni dagli informatori specialistici relativamente ai recenti cambi e aggiustamenti dei generi principali usati nei vari domini.
2. Analisi delle variazioni quantitative più significative nei generi accademici identificati.
3. Valutazione e interpretazione di tali sviluppi alla luce della più recente letteratura e della precedente ricerca condotta dall’Unità di Bergamo.
4. Presentazione dei risultati ottenuti dall’analisi dell’Unità di Bergamo e confronto con quelli delle altre unità nel progetto.
Questa fase realizzerà:
a. Rapporti contenenti i risultati delle analisi dell’Unità di Bergamo dei più significativi sviluppi qualitativi in termini di scopi comunicativi, tipi e costruzioni macrostrutturali, valutati e interpretati alla luce dei più recenti approfondimenti nella ricerca e dei dati informativi.
b. Un seminario destinato alle caratteristiche metodologiche e relativi risultati, organizzato con le altre unità del progetto.
FASE 3
La terza fase (4 mesi) includerà le seguenti attività:
1. Diffusione dei risultati attraverso conferenze e seminari, seguita dalla loro pubblicazione in riviste accademiche italiane e internazionali, in monografie o in curatele.
2. Presentazione dei risultati sul sito web del Progetto.
La diffusione dei risultati continuerà anche dopo la data conclusiva del Progetto.



