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UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
S. Ciranna, Abruzzo - Architetture a confronto, XIX e XX secolo, Gangemi, Roma, 2005.

G. L. Rolli, Conoscenza, rappresentazione, recupero urbanistico dei centri storici minori, Alinea, Firenze, 2004.

S. Ciranna, Segni di monumentalità nazionale nell'architettura abruzzese, in V. Franchetti Pardo, a cura di, L'architettura nelle città italiane del XX secolo. Dagli anni Venti agli anni Ottanta, Atti delle Giornate di Studio Roma 21 -24 febbraio 2001, Jaca Book, Milano, 2003.

A. Alici, Idee e progetti per la nuova città, in A. Alici, a cura di Le nuove Province del fascismo. Architetture per le città capoluogo, Pescara, 2001.

Di Florio, Archivio d'Architettura. Catalogo di edifici contemporanei in Abruzzo (schede), in S, Ciranna, a cura di, Città, Restauro e Architettura da Oriente a Occidente. Scritti in onore di Paolo Cuneo, L'Aquila, 2000.

R. Giannantonio, Tra memoria ed oblio, tracce di architettura fascista in Abruzzo, su "Oggi e Domani"- Organo Ufficiale dei Premi Flaiano, del Centro Nazionale Studi Dannunziani, dell'Istituto Nazionale Di Studi Crociati, dell'Istituto Multimediale "Scrittura e Immagine", a. XXX-VII, 9 settembre 1999.

V. Furlani, Tra spontaneismo e programmazione alcuni significativi interventi urbanistici dell'Abruzzo ottocentesco, in L'Abruzzo nell'Ottocento, EDIARS, Pescara, 1997.

T. Paolini, L'industria abruzzese nell'800, in L'Abruzzo … cit.

R. Giannantonio, Tendenze dell'architettura nell'Ottocento abruzzese, in L’Abruzzo ... cit.

S.Ciranna, Contributi alla conoscenza del patrimonio abruzzese, in S. Bonamico, G.Tamburini, a cura di, Centri antichi minori d'Abruzzo. Recupero e valorizzazione, Gangemi, Roma, 1996.


Edilizia e Urbanistica a Lanciano 1830-1930. Omaggio a Filippo Sargiacomo, cat. Mostra Documentaria a cura della Cooperativa delle Arti e dei Mestieri, Lanciano, 1995.

R. Giannantonio, Sulmona. Storia urbana, documenti, disegni, di rico, San Salvo (CH) 1994.

N. D’Angelo, Note su alcune residenze suburbane nel circondario frentano, in "Terra e Gente", n. 3, a. XI, 1991.

P. Properzi, L'edilizia residenziale pubblica e la costruzione della città, in L'edilizia residenziale pubblica nella provincia dell'Aquila. Cinquanta anni di attività dell'Istituto Autonomo Case Popolari, L'Aquila, 1990.

M. Di Paolo, Gli interventi urbanistici e l'immagine della città di Teramo, in C. Felice, L. Ponziani, a cura di, Intellettuali e società in Abruzzo tra le due guerre. Analisi di una mediazione, in Atti Convegno L’Aquila ottobre 1985, Roma, 1989, vol. I.

P. Properzi, La cultura di piano tra permanenze e innovazioni: il caso dell'Aquila, in C. Felice, L. Ponziani, a cura di, Intellettuali.... cit., vol. I.

G. Stockel, Trasformazioni urbane nell'Aquila fascista, in C. Felice, L. Ponziani, a cura di Intellettuali..., cit., vol. I.

A. Clementi, E. Piroddi, L’Aquila. Le città nella storia d'Italia, Roma-Bari, 1986.

M. Morandi, L'Abruzzo tra le due guerre. Trasformazioni territoriali e urbanistiche, in "Piano, progetto, città", 1986.

L. Bartolini Saumbeni, Ville del litorale teramano, (calendario TERCAS), S. Atto 1986,

F. Feliciani, G. La Spada, W. Pellegrini, Archeologia industriale in Abruzzo, Stabilimento litografico Gran Sasso, L'Aquila, 1985.


M. Centofanti, L’Aquila 1753-1983 il restauro della città, L'Aquila, 1984.


G. Lerza, Sviluppi dell'edilizia residenziale sulla costa teramana, in Storia come presenza. Saggi sul patrimonio artistico abruzzese, Pescara, 1984. R. Antonini, Ville otto-novecentesche della Val Vibrata, ivi.


C.A. Manzo, Chieti: continuità dell'architettura e marginalità di una antica capitale d'Abruzzo, in A. Renna, L'illusione e i cristalli. Immagini di architettura per una terra di provincia, Clear Roma, 1980.

G. Spagnesi, P Properzi, L’Aquila problemi di forma e storia della città, Bari, 1972.

Programma di ricerca

RIQUALIFICAZIONE E AGGIORNAMENTO DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA PUBBLICA. LINEE GUIDA PER GLI INTERVENTI NEI QUARTIERI INNOVATIVI IACP NELL’ITALIA CENTROMERIDIONALE
Università di riferimento
Università degli Studi de L'AQUILA - ARCHITETTURA ED URBANISTICA - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Giovanni Ascarelli
Descrizione
Il contesto di riferimento sarà rappresentato dai quartieri di edilizia residenziale pubblica in Abruzzo con particolare attenzione a quelli della provincia dell’Aquila come ad esempio il quartiere di Ludovico Quadroni -Case Fiat- a Sulmona ed il complesso residenziale di L.Anversa Ferretti a L’Aquila. Il loro interesse risiede innanzi tutto nel fatto che questi complessi rappresentano spesso opere architettoniche di grande valore, di una "qualità diffusa" che andrebbe difesa e aggiornata con metodi molto diversi da quelli del restauro e indagata con strumenti operativi adeguati.
Il ruolo dell’edilizia pubblica nella definizione dell'assetto insediativo fa sì che tale patrimonio oggi si configuri come un ampio repertorio di soluzioni spaziali e costruttive, e come un laboratorio privilegiato per l'elaborazione di approcci progettuali volti a rispondere a problematiche di degrado spaziale e sociale. In questi territori di confine, l’edilizia pubblica è esito di una radicata tradizione di sperimentazione di modelli insediativi rivolti a migliorare le condizioni abitative dei ceti più svantaggiati, ma oggi sempre più spesso si configura come il luogo in cui maturano forme di emarginazione che coinvolgono differenti gruppi sociali.
Le dimensioni degli interventi che l'Unità intende nello specifico affrontare riguardano: le valenze ambientali del progetto di riqualificazione esaminato alle diverse scale del paesaggio, degli spazi aperti e dell'edifico; le pratiche d'uso riscontrate negli spazi aperti e collettivi, con una particolare attenzione alle esigenze dei soggetti marginalizzati; la flessibilità e l'adattabilità degli alloggi e degli spazi collettivi, da documentare attraverso indagini dirette ed interviste, per valutarne il grado di trasformazione rispetto al progetto iniziale; la costruzione di ipotesi di recupero e/o restauro edilizio; la prefigurazione di possibili percorsi di integrazione con politiche pubbliche e strumenti urbanistici. L'approccio assunto è quello di una progettazione integrata finalizzata alla valorizzazione del patrimonio culturale e del patrimonio ecologico-ambientale dei quartieri pubblici.

Il lavoro previsto si articola in quattro punti principali che inseguono altrettanti obiettivi generali:
1) INDAGINE SUL CONTESTO LOCALE E SELEZIONE DEI CASI STUDIO
La sezione costruisce una prima mappa di casi studio significativi su cui concentrare le fasi successive della ricerca, delle loro problematiche e potenzialità di riqualificazione.
2) DEFINIZIONE OPERATIVA DI RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE
Sulla base del lavoro svolto nella prima fase, questa sezione intende rideclinare una locuzione tanto ampia quale quella di “progetto sostenibile” in rapporto sia ai temi più generali della riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica, sia ai peculiari assetti urbanistici, edilizi e sociali caratterizzanti i contesti locali selezionati come significativi. L'intento è delineare un quadro di riferimento relativo ai temi-guida da assumere per lo svolgimento delle fasi successive, ai requisiti prestazionali a cui un progetto di riqualificazione è chiamato a dare risposta e ai limiti con cui un approccio sostenibile si deve confrontare in simili contesti.
3) CREAZIONE DI UN DATABASE
Finalità della terza sezione del programma è costruire un repertorio ragionato di esperienze significative di riqualificazione sostenibile dei quartieri di edilizia pubblica condotte in ambito nazionale e internazionale, con particolare attenzione al contesto europeo.
4) LINEE GUIDA PER LA RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE DEI QUARTIERI PUBBLICI
Gli studi condotti confluiranno in un testo, elaborato nella forma di Linee guida, contenente principi, regole, esempi e criteri procedurali per la costruzione di progetti e processi di riqualificazione sostenibile dei quartieri di edilizia pubblica. Le Linee guida restituiranno gli esiti del lavoro svolto in chiave teorica e tecnico-operativa, adottando un linguaggio prestazionale per garantirne un più ampio utilizzo nei progetti e processi di rigenerazione della città pubblica.