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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

UNITA' DI RICERCA

italiano - english
Bibliografia
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Archivio storico Università degli studi di Firenze 1860-1960. Inventario, acd F.Capetta-S.Piccolo,FUP 2004
C.Badon 2004, Per una storia degli imprenditori italiani nel secondo dopoguerra. Un profilo attraverso i Consigli di amministrazione: 1961-72, “Rivista Scuola superiore di economia e finanze”,10,90-140
M.Baioni 1994, La religione della patria. Musei e istituti del culto risorgimentale 1884-1918, Pagus
Id. 2006, Risorgimento in camicia nera. Studi, istituzioni, musei nell’Italia fascista, Carocci
A.M.Banti 1983, Una fonte per lo studio delle élites ottocentesche: le dichiarazioni di successione dell’Ufficio del Registro, “Rassegna Archivi di Stato”, 1,83-118
P.Beneduce 1996, Il corpo eloquente. Identificazione del giurista nell’Italia liberale, il Mulino
M.L.Betri-A. Pastore 1997, acd, Avvocati, medici, ingegneri. Alle origini delle professioni moderne secc. XVI-XIX, Clueb
C.Castellano 2004, Il mestiere di giudice. Magistrati e sistema giuridico tra i francesi e i Borboni 1799-1848, Il Mulino
P.Causarano 1995, I Consorti e il Municipio. Notabili e élite politico-amministrativa a Firenze dopo l’Unità 1859-1878, tesi dottorato, Università di Perugia
A.Chiavistelli 2004, La contraddittoria affermazione dello Stato amministrativo nella Toscana della Restaurazione, “Storia Amministrazione Costituzione”,12,125-77
Id. 2006, Dallo Stato alla nazione. Costituzione e sfera pubblica in Toscana dal 1814 al 1849, Carocci
Id. 2007, Tra pubblico e segreto. Massoneria e nuove forme di sociabilità a Firenze dal 1814 al 1860, in La massoneria a Firenze. Dall’età dei Lumi al secondo 900, acd F. Conti, Il Mulino, 95-139
F. Colao 2006, Avvocati del Risorgimento nella Toscana della Restaurazione, Il Mulino
R.P. Coppini 1976, Patrimoni familiari e società anonime 1861-1894: il caso toscano, “Annali Fondazione Einaudi”,129-86
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G.Focardi 2005, Le sfumature del nero. Sulla defascistizzazione dei magistrati, “Passato e presente”,64,61-87
P.Frascani 1983, Il medico nell’800, “Studi storici”,3,617-37
M. Galfré 2000, Una riforma alla prova. La scuola media di Gentile e il fascismo, Angeli
Ead. 2002, “Al servizio disinteressato della scuola”. Giuseppe Dal Rì (1882-1954), “Storia e problemi contemporanei”, 31,121-46
A. Giuntini-M. Minesso 1999, acd, Gli ingegneri in Italia tra 800 e 900, Angeli
G. Gozzini 1989, Firenze francese. Famiglie e mestieri ai primi dell’800, Ponte alle Grazie
L. Israel 2005, Robes noires et années sombres. Avocats et magistrats en résistance pendant la II guerre mondiale, Fayard
J. Kocka 1988, acd, Borghesie europee dell’800, acd A.M. Banti, Marsilio
T. Kroll 2005, La rivolta del patriziato. Il liberalismo della nobiltà nella Toscana del Risorgimento, Olschki
M. Malatesta 1995, ed. by, Society and the professions in Italy 1860-1914, Cambridge UP
Ead. 1996, acd, I professionisti, Annali, X, Einaudi
Ead. 2002, acd, Corpi e professioni tra passato e futuro, Giuffré
Ead. 2006a, Professionisti e gentiluomini. Storia delle professioni nell’Europa contemporanea, Einaudi
Ead. 2006b, Le professioni e la città. Bologna 1860-1914, “Società e storia”, 111,51-112
G. Melis 2006, acd, I consiglieri di Stato nella storia d’Italia. Le biografie dei magistrati 1861-1948, Giuffré
M. Santoro 2004, Il notariato nell’Italia contemporanea, Giuffré
H. Siegrist 1992, Gli avvocati nell’Italia del XIX secolo. Provenienza e matrimoni, titolo e prestigio, “Meridiana”, 14, 145-81
M. Soresina 1998, I medici tra Stato e società. Studi su professione medica e sanità pubblica nell’Italia contemporanea, Angeli
Id. 2003, Professioni e liberi professionisti in Italia dall’Unità alla Repubblica, Le Monnier
F. Tacchi 1997, I professionisti italiani fra tradizione e modernità, “Passato e presente”, 40, 133-42
Ead. 2002, Gli avvocati italiani dall’Unità alla Repubblica, Il Mulino
Ead. 2003, acd, Le (libere) professioni in Europa, “Passato e presente”, 59, 137-65
Ead. 2004, Dall’esclusione all’inclusione. Il lungo cammino delle laureate in Giurisprudenza, “Società e storia”, 103,97-125
D. Toccafondi 2000, Dall’esperienza del catasto alla Direzione dei lavori di acque e strade. Gli ingegneri toscani nel quadro dell’evoluzione istituzionale post-napoleonica 1820-1848, in L. Blanco, acd, Amministrazione, formazione e professione: gli ingegneri in Italia tra 700 e 800, Il Mulino
G. Turi 1994, acd, Libere professioni e fascismo, Angeli
A. Varni 2002, acd, Storia delle professioni in Italia tra 800 e 900, Il Mulino
G. Vicarelli 2007, acd, Donne e professioni nell’Italia del 900, Il Mulino
A. Volpi 1997,Banchieri e mercato finanziario in Toscana 1801-1860, Olschki
www.comune.fi.it/archivio storico/str_archifi.htm (data base Archivio Comunità Firenze 1782-1850)

Programma di ricerca

PROFESSIONI E POTERE NELL'ITALIA MODERNA E CONTEMPORANEA
Università di riferimento
Università degli Studi di FIRENZE - STUDI STORICI E GEOGRAFICI - ()
Responsabile dell'Unità di ricerca
Francesca Tacchi
Descrizione
I componenti dell’unità di ricerca intendono sfruttare le conoscenze maturate nei propri settori d’indagine per cercare di superare alcuni steccati disciplinari che hanno prodotto storie separate delle libere professioni, delle professioni intellettuali, della pubblica amministrazione e del pubblico impiego, delle borghesie, delle donne, ecc.

Adottando una prospettiva storiografica attenta alle suggestioni sociologiche (e dunque tendendo a equiparare per alcuni aspetti le occupazioni alle professioni), il gruppo intende focalizzare l’attenzione non solo sulle professioni “liberali” (avvocati, medici, ingegneri), ma anche su alcune professioni intellettuali - a loro volta segmenti del mondo della pubblica amministrazione e del pubblico impiego - come gli insegnanti secondari e i magistrati dell’ordinamento giudiziario.
I comuni denominatori di questi segmenti professionali sono molti, a partire dall’iter formativo, distinto tra preparazione specifica, sancita da un titolo di studio, e l’accesso alla professione tramite esame di Stato o concorso pubblico.

Alcuni momenti chiave di questo processo, che accomuna figure professionali così diverse, sono individuati:

a) nella Toscana granducale della prima metà dell’800 (quando ad esempio sono presenti tutti i gradi dell’ordine giudiziario) e nel Risorgimento;

b) nel breve periodo di Firenze capitale dello Stato italiano;

c) nel ventennio fascista, a partire dall’insieme di provvedimenti noto come riforma Gentile;

d) nell'Italia repubblicana (in particolare negli ultimi trent'anni).

La prospettiva cronologica di ampio respiro intende rendere, innanzitutto, conto del passaggio dalla realtà preunitaria a quella postunitaria, nel corso della quale Firenze - presente in modo predominante in questo progetto - dopo la riorganizzazione amministrativa del Granducato istitutiva nel 1781 delle Comunità, riveste il doppio ruolo di capitale dello Stato e di Comune.

I tempi lunghi sono giustificati anche dal fatto che il processo di professionalizzazione delle categorie prese in esame conosce varie fasi, non sempre coincidenti con quelle della storia politica e sociale.

L’indagine ruota attorno al rapporto tra professionisti e potere, da declinarsi sul doppio registro del potere delle professioni e del rapporto delle professioni con i poteri (politico, economico, ecc.).

Ci si soffermerà su alcuni casi particolari e/o su alcuni snodi storici rilevanti per la storia nazionale e per quella toscana, articolando l’analisi in alcune grandi macro-aree tematiche, a loro volta scomponibili in vari percorsi di lavoro:

1)SAPERE E POTERE

Si analizzeranno i luoghi della formazione dei professionisti - che nell’800 non sono solo universitari ma risiedono anche negli ospedali, negli studi legali, ecc. - sia a Firenze (Istituto di studi superiori e di perfezionamento, nato nel 1859, che nel 1924 confluisce nell’ateneo fiorentino) che negli atenei di Pisa e Siena, di antica tradizione.

Grazie ai fondi conservati nell’Archivio storico dell’Università di Firenze (1860-1960), agli archivi di alcune facoltà (Medicina e Lettere in particolare), ai dati censuari, è possibile ricostruire quantitativamente il panorama dei laureati toscani.

Inoltre, a partire dagli anni ’30 del ’900, questi dati si incrociano con quelli degli annuari universitari, che indicano spesso il titolo della tesi e i dati sugli esami di stato: in tal modo si potranno seguire alcuni percorsi professionali per verificare il grado di corrispondenza tra laurea e sbocco professionale.

Referenti dell’area: Galfré, Tacchi.


2)IL POTERE DELLE PROFESSIONI

L’analisi si articolerà nel lungo periodo in alcune direzioni:

a) le professioni a Firenze e in altre città toscane (dati quantitativi);

b) il ruolo e lo status sociale (reale o percepito), e la mobilità professionale;

c) le forme istituzionali della rappresentanza (con una mappa dei vari Collegi, Ordini, circoli, associazioni, sindacati di categoria);

d) la presenza nei luoghi della sociabilità otto-novecentesca (salotti, club, caffè, circoli, istituzioni culturali, associazioni e società di vario genere).

Oltre agli archivi comunali, di Stato, delle varie associazioni, di grande importanza sono gli archivi degli Ordini professionali.

Referenti dell’area: Tacchi, Baioni, Chiavistelli.


3) GLI SPAZI DEL POTERE PROFESSIONALE

Le professioni occupano all’interno delle città uno spazio fisico e simbolico, necessario al riconoscimento del loro potere, esplicabile nel mercato dei servizi professionali.
La dislocazione dei professionisti varia in relazione alle trasformazioni urbanistiche di Firenze che, da sempre polo di attrazione per gli altri centri della regione, nel corso dell’800 conosce una grande espansione edilizia (di cui ingegneri e architetti sono attori non secondari), organizzandosi in alcune zone, “cittadelle” specializzate per funzioni.
Saranno analizzati alcuni casi:

a) la cittadella del sapere (dislocazione dei centri di formazione, universitaria e non);

b) la cittadella della giustizia (dislocazione di tribunali, studi legali e notarili);

c) la cittadella della salute (distribuzione di ospedali e presidi sanitari, farmacie e studi medici).

Di questi spazi si può fornire una rappresentazione visiva, servendosi di software ad hoc, dei fondi (compreso quello dei disegni), conservati presso l’Archivio storico del Comune di Firenze (Comunità, 1782-1859; Comune, 1865-1964, in ASCF) e del fondo della Corte d’appello di Firenze, conservato nell’Archivio di Stato di Firenze (ASF, relativo al ’900).

Referenti dell’area: Focardi, Tacchi.


4) AL SERVIZIO DEL POTERE PUBBLICO

Grazie a fondi specifici relativi al periodo pre e postunitario conservati presso l’ASCF e l’ASF, si analizzeranno i rapporti col potere centrale (Granducato di Toscana) e locale (Comune di Firenze).

Oltre a rendere conto del coinvolgimento delle professioni nell’organizzazione dello Stato lorenese (gli ingegneri e architetti regi; gli avvocati regi e gli avvocati erariali; i magistrati del Supremo consiglio di giustizia, ecc.), si documenterà l’attribuzione, da parte dell’amministrazione pubblica, di funzioni rilevanti ad alcune professioni:

a) i medici diventano parte integrante dell’ufficio Servizio di Igiene (chirurgo di quartiere, medico condotto);

b) gli ingegneri (e gli architetti) lavorano in quelli tecnici delle Belle Arti e dei Lavori Pubblici (specialmente in occasione delle grandi trasformazioni urbanistiche di Firenze, quando è capitale del Regno d’Italia o al tempo delle realizzazioni del regime fascista);

c) gli avvocati dell’ufficio Affari legali seguono per il Comune perizie e contenziosi.

Referenti dell’area: Tacchi; (Leoncini).


5) PROFESSIONI E POTERE ECONOMICO

Grazie al materiale conservato presso la Camera di commercio, si renderà conto del profondo intreccio tra professioni (contabili ma soprattutto manageriali) col mondo economico e imprenditoriale, fornendo dati sulla presenza dei professionisti negli enti pubblici, nei consigli di amministrazione delle banche, nei collegi dei sindaci revisori delle società di capitali costituitesi a Firenze tra il 1852 e il 1972.

Si cercherà, in alcuni casi, di intrecciare questi dati con quelli relativi al capitale privato (la “ricchezza”, i patrimoni) dei professionisti, desumibili dalle fonti notarili (testamenti o successioni) conservate presso l'ASF, privilegiando in questo caso anche un’ottica qualitativa oltre che quantitativa, mirante alla costruzione di un data base.

Referente dell’area: Badon.


6) PROFESSIONI E POTERE POLITICO

La presenza dei professionisti negli organi di rappresentanza e di governo, sia locale che nazionale, conferma il potere esplicato dalle professioni: sia quelle tradizionalmente mediatrici tra pubblico e privato (avvocati e laureati in Giurisprudenza in genere) sia quelle che a fine ’800 e soprattutto nel ’900 acquisiscono maggiore riconoscibilità sociale (medici, ingegneri).

Nel lungo tragitto da Firenze capitale del Granducato a Firenze capoluogo di regione si passa da una rappresentanza fondata su élites ristrette e notabilari a un progressivo ampliamento ai ceti borghesi/professionali emergenti (anche del mondo economico-finanziario), specialmente dopo la riforma dell’elettorato amministrativo nel 1865.

Il filo rosso da seguire è quello del rapporto tra estensione della rappresentanza politica (riforme elettorali) e presenza dei professionisti nelle assemblee locali, che è anche alla base dell’analisi quantitativa della presenza dei professionisti toscani nei luoghi della rappresentanza politica nazionale (in Parlamento, nei governi).

Ci si soffermerà in particolare sul Risorgimento e su un momento particolarmente significativo, il ventennio fascista (fornendo dati sul grado di adesione o di opposizione di alcune professioni al partito e al sindacato fascista; sui professionisti ebrei discriminati ed epurati e la loro eventuale reintegrazione nel dopoguerra; sul contraddittorio processo di epurazione del 1944-46 degli avvocati e magistrati fiorentini, sanzionati in virtù del ruolo ricoperto negli anni di regime).

Referenti dell’area: Chiavistelli, Baioni, Tacchi, Focardi.


7) ALLA RICERCA DEL POTERE

L’analisi procederà in una duplice direzione:

a) l’inserimento delle donne nel mondo toscano delle professioni tra ’800 e ’900, che va di pari passo con l’acquisizione, lenta e imperfetta, di una cittadinanza sociale e politica. Verranno forniti dati sui diversi tempi di accesso alle professioni, con un focus sugli ultimi trent’anni (femminilizzazione dell’università e di alcune professioni, con relativi ambiti di specializzazione);

b) si ricostruirà il difficile percorso di “professionalizzazione” dell’insegnante secondario, che conosce un momento decisivo con la riforma Gentile, quando il concorso abilitante è equiparato all’esame di Stato professionalizzante. È in tal senso indicativa la battaglia condotta dalle associazioni degli insegnanti per l’equiparazione del proprio ruolo a quello della magistratura.

Referenti dell’area: Tacchi, Galfré.